Il sacro e il profano. Il Papa e Fabio Fazio

In tutta sincerità trovo sconcertante che il Papa si faccia intervistare da un guitto come Fabio Fazio in diretta. Del resto non riesco neanche ad immaginare un capo di stato, figuriamoci il Papa.

E’ il segno della caduta della Chiesa, del cedimento allo “spirito dei tempi”.

Trovo normale e giusto che il Papa si inginocchi davanti ad un malato, abbracci un immigrato, incontri i detenuti, lavi i piedi ai poveri, si mescoli ai profughi, agli ultimi, ma non che scelga di farsi intervistare in una trasmissione dove subito dopo fa la sua performance un altro guitto, nella fattispecie Luciana Littizzetto.

C’è un limite a tutto.

Non sono cattolico, non appartengo a nessuna confessione religiosa, sono un agnostico tendente, ahimè, all’ateismo (un bel fardello da portare avanti, credetemi…) e la mia opinione della Chiesa per come si è concretamente e storicamente determinata non è mai stata particolarmente positiva.

Nonostante ciò provo un certo senso di tristezza nel constatare questa caduta rovinosa. Non so se i Papi abbiano mai rappresentato il sacro e ho i miei dubbi in proposito, ma di certo la partecipazione a certe trasmissioni è un enorme scivolone nel profano.

Papa Francesco da Fabio Fazio, ecco come sarà e come è nata l'intervista a  Che tempo che fa: concordata direttamente dal pontefice - Il Fatto  Quotidiano

Fonte foto: Il Fatto Quotidiano (da Google)

 

1 commento per “Il sacro e il profano. Il Papa e Fabio Fazio

  1. Giulio Bonali
    7 Febbraio 2022 at 7:56

    Una cosa é rimasta costante nella millenaria storia della chiesa cattolica, e con essa é ben coerente questo indecoroso episodio (indecorosa é per le ma trasmissione dello Stuoino e della “Ballerina che non sa nemmeno ballare”; absit iniuria verbis: non mi riferisco alle danzatrici, casomai alle “artiste da Moulin Rouge”, le quali almeno sanno “ballare” eroticamente, oltre ad essere fisicamente all’ altezza della situazione).
    Si tratta della larghissimamente prevalente (anche se per fortuna non unanime) connivenza con il potere e i poteri e dell’indispensabile contributo ideologioco alla loro giustificazione e consolidamento (anche se ci sono stati papi di gran lunga ancor peggiori di questo, che hanno commesso crimini mostruosi, fino ad epoche recentissimissime – “licenza poetica”).

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