Scalfari: “Meglio Berlusconi di Di Maio”

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Foto: La Repubblica (da Google)

 

Ieri sera, durante la sua trasmissione, Giovanni Floris, con il suo immancabile ghigno (una iena ridens è più rassicurante), si è rivolto al grande vecchio della sinistra liberal italiana nonché fondatore del partito de La Repubblica (di cui il PD è una diramazione), Eugenio Scalfari, e gli ha chiesto: ”Essendo costretto, tra Berlusconi e Di Maio, chi sceglierebbe alle prossime elezioni?”

Scalfari, seduto davanti all’altra iena ridens, Bruno Vespa, invitato per l’occasione, ci pensa un nano secondo e poi risponde: “Berlusconi!”. “Per lo meno – aveva detto pochi minuti prima –  Berlusconi è autore e coautore di se stesso e della sua politica”. “Proprio come un cantautore” soggiungeva il Floris ghignante.

Molti hanno trasalito, anche in studio. Ma in effetti c’è ben poco di cui stupirsi, se ci riflettiamo bene, perché il messaggio è molto chiaro. Il nemico pubblico numero uno non è più il “Berluska”, con tre kappa, il corruttore, losco affarista, eversivo, piduista, mafioso, amico di Putin (nonché porco maiale sciovinista corruttore di minorenni), ma il M5S. Vent’anni e più di antiberlusconismo – che sono serviti a dare linfa e ragione di esistere a La Repubblica e alla sua creatura costruita con il tempo, il PD – se ne vanno a farsi benedire.

Ora l’obiettivo è fermare la corsa del M5S (che a mio parere, specie con la candidatura di Di Maio si è già fermata da sola…). Per cui alle prossime elezioni, o il PD si conferma primo partito e allora si andrà ad un governo formato da PD e Forza Italia che si stacca dalla Lega e da Fratelli d’Italia, oppure è meglio che vinca il centrodestra. Perché per lo meno – questa la logica piddina e scalfariana – con Berlusconi si sa con chi si ha a che fare e da un certo punto di vista è più affidabile.

Confermando tutte le nostre perplessità e tutte le nostre critiche strutturali al M5S ( Il Luigi Di Maio cattivo pensiero http://www.linterferenza.info/editoriali/luigi-maio-pensiero/ ) è evidente che la “dialettica” politica del “palazzo” ruota intorno a questa questione. Che sia allo studio una nuova conventio ad excludendum?

Insomma il male assoluto non è più Berlusconi ma il M5S. Ora lo sappiamo e ci è stato detto a chiare lettere dal “Papa laico”. Ci sentiamo più sollevati.

Un po’ di trasformismo, in fondo, fa bene anche al grande vecchio Scalfari. Complimenti.

 

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