Ho subito “molestie” (ma non ne ho fatto un dramma…)

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Foto: Repubblica.it (da Google)

 

Nel corso della mia vita, ovviamente soprattutto da adolescente e in moltissime occasioni, sono stato oggetto di tentativi di approccio diretti (e spesso anche maldestri) da parte di persone omosessuali a me sconosciute: palpeggiamenti sulle parti intime mentre ero in autobus o in discoteca oppure quando praticavo l’autostop. Da ragazzo ho girato mezza Europa in questo modo e puntualmente si veniva caricati da qualche gay di qualsiasi età che dopo un po’ di tempo ci provava senza tanti complimenti, mettendoti una mano nell’interno cosce o direttamente sul “pacco”, come si suol dire. Al mio risoluto ma pacifico diniego, queste persone interrompevano immediatamente le loro advances, la cosa terminava lì e ci si salutava senza problemi.

Tutto ciò non ha provocato in me nessun trauma né tanto meno ho sviluppato ostilità nei confronti di quelle persone per il semplice fatto che si erano proposti in quel modo esplicito mettendomi una mano sulle parti intime. In fondo era solo un modo per provarci, anche se non convenzionale. Alla fin fine ci si poteva anche ridere e scherzare sopra, cosa che ho fatto. E tanto meno mi ha mai sfiorato l’idea di denunciarli e di fargli passare dei guai giudiziari per simili sciocchezze.

Questi comportamenti verrebbero e sono derubricati oggi come molestie e come violenza sessuale. Addirittura a distanza di anni o di decenni, c’è gente che denuncia altra gente perché avrebbe subito a suo tempo un approccio non desiderato.

Lo voglio dire con molta chiarezza. Per me è molto più grave denunciare una persona per una cosa del genere (e fargli passare bei guai, non solo giudiziari, perché denunciarlo equivale a metterlo alla gogna) piuttosto che uno che sull’autobus mi mette la mano sulle parti intime o ci prova esplicitamente (con contatto fisico) nel bagno di una discoteca. E cosa avrà mai fatto di tanto grave? Me lo ha forse consumato? Mi ha usato violenza solo per il fatto di avermi messo una mano sul mio corpo (non in modo violento)? Il mio sonno sarà forse turbato da quell’uomo che quel giorno ci ha provato? Ma non scherziamo neanche. In questi casi si rifiuta l’advances e ci si fa una risata sopra. Grave sarebbe se il “molestatore” non si fermasse al diniego e insistesse contro la nostra volontà e arrivasse a compiere atti realmente violenti pur di arrivare al suo scopo, ma questo è un altro discorso, ovviamente (e in questo caso sarebbe un vero molestatore, senza vigolette, anzi, un violento).

La verità è che stanno creando un clima da caccia alle streghe che porterà ad un inasprimento dei rapporti, già difficili per tantissime ragioni, fra i sessi e fra le persone in generale. La socialità è pessima, la diffidenza reciproca è la norma fra le persone, la relazione sessuale, al di là di un’apparente libertà, è in realtà sottoposta, soprattutto dal punto di vista psicologico, alle logiche del mercato e della razionalità strumentale. Per non parlare della martellante campagna mediatica che accusa il genere maschile di essere responsabile di ogni genere di violenza. Ma quale  pensiamo che possa essere l’immaginario e lo sviluppo psicologico di una ragazzina che dalla mattina alla sera si sente ripetere che la “violenza è maschile”? E come potrà crescere un ragazzino che sempre dalla mattina alla sera lo si alleva all’idea che lui appartiene al genere violento per eccellenza?

Si rende necessario uno scatto di buon senso e una ribellione civile contro questa campagna di terrorismo psicologico e sessuofobico con cui ci stanno bombardando da anni.

Abbiamo sostituito la sessuofobia a sfondo moralistico-religioso con quella politicamente corretta. Un invito alla riflessione a tutti gli onesti laici e illuministi (ma io direi a tutte le persone di buon senso), da parte di un vecchio (ma non vetero) marxista.

P.S. non sono riuscito a trovare una foto che mostrasse un uomo molestato, perchè, ovviamente, nell’immaginario che è stato costruito, le molestie sono soltanto quelle subite dalle donne da parte degli uomini…

 

 

 

31 commenti per “Ho subito “molestie” (ma non ne ho fatto un dramma…)

  1. Rutilius hystrio
    7 dicembre 2017 at 20:02

    Una domanda: e da parte di donne, nessuna molestia…?

    • fabrizio Marchi
      7 dicembre 2017 at 22:01

      Quel genere di molestie, sessuali intendo, solo da parte di gay. Da parte di donne ho subito violenze ben più gravi, così come da parte di uomini. Devo dire che nei confronti di alcuni uomini, e un paio di volte nei confronti di due donne, anche io ho agito in modo violento.
      Come vediamo, anche il semplice buon senso e l’esperienza di vita di ciascuno di noi, ci dice che la violenza non ha sesso, è trasversale, è agita e subita più o meno da tutti e tutte noi, anche nelle forme più diverse.
      Se non fossimo letteralmente inondati da questo delirio psico-mediatico-ideologico con cui ci bombardano da anni sistematicamente, lo capiremmo tutti e tutte e forse potremmo affrontare il fenomeno della violenza in modo più razionale ed equilibrato.
      E voglio ribadire che per me una mano sul culo o sui genitali in una discoteca o su un atubobus è una sciocchezza e non ha mai fatto del male a nessuno. Anzi, a tal proposito:
      https://youtu.be/IwQremBSZLs

  2. gino
    7 dicembre 2017 at 22:40

    grande fabrizio, concordo in TOTO.
    molestie che io ho subito per fasce d’età:
    – infanzia: bambine che si alzavano la gonna e me la facevano vedere. bambine che volevano giocare al dottore e mi mettevano le mani dappertutto.
    – adolescenza: 3 cugine che mi molestarono manescamente e anche figamente (me la strofinavano addosso) per anni. dottoressa che per mal di stomaco mi metteva le mani lì. compagne di scuola che nelle feste danzanti me la strofinavano
    – adulto: colleghe di lavoro che mi mettevano le mani sulle cosce a 1,22 cm dal coso. donne che mi mandavano via mail foto coi dildo nel deretano. donna in discoteca che mi prende la mano e se la infila negli slip, donna che mi sfila la cinta dei calzoni e mi supplica di frustarla. donna al mare che mi allarga il costume per guardare il coso. donna in un locale che mi si appoggia di schiena e inizia a roteare i glutei sul coso.
    ecc. ecc.
    molestie verbali e battute sconce a centinaia.
    p.s. non sono nè bello nè ricco, nessuna possibilità di queste soggette di ottenere matrimonio da me.

    queste cose sono NORMALI, NATURALI, SANI, UTILI rituali di approccio della specie homo sapiens. non sono rimasto traumatizzato, non ho pagato psichiatri, non ho mandato in galera nessuna… perchè io sono sano, non sono un bigottone terrorizzato dal sesso e dall’altro sesso. non sono uno psicotico terrorizzato dal contatto fisico con gli altri. non sono un sadico che gode della sofferenza altrui.

    • Rutilius hystrio
      8 dicembre 2017 at 13:18

      Gino, a prescindere da tutto, ma proprio da tutto, mi sembra invece di capire tu sia un figo della madonna, se le femmine umane ti danno la caccia a `sto modo… a me di approcci palesi come quelli da te “subiti” (foto di nudo che arrivano a sorpresa sulla chat, sgallettate che ti fischiano dietro dai motorini ecc. ) ne sono arrivati pochi; piu` che altro molte languide occhiate e/o messaggi criptati di cui ti rendi conto magari a distanza di mesi, o anni – magari perche` te lo dicono.
      Forse ho la faccia da romanticone o sono un cesso immondo, che ne so…

      • gino
        8 dicembre 2017 at 15:47

        l’ho scritto che non sono figo. ho il naso lungo e i denti storti e da ragazzo ero timidissimo, non avevo la moto nè la macchina.
        comunque quelli descritti erano atteggiamenti “di sfogo” più che altro, poi arrivare veramente al coito era altra storia. lì ho penato parecchio.
        tra l’altro secondo me più si scopa e meno si molesta. ecco… ste donne, se volessero abbassare il tasso di molestie, la dessero di più. e magari anche a operai e disoccupati, non solo al capo o al regista.
        e facendosi avanti loro… pagandoci loro cene e alberghi, scarrozzandoci loro in macchina, insistendo loro N volte e noi che facciamo i ritrosi e loro zitte e mosca docili cagnoline.

        • Fabrizio Marchi
          8 dicembre 2017 at 16:10

          “tra l’altro secondo me più si scopa e meno si molesta. ecco… ste donne, se volessero abbassare il tasso di molestie, la dessero di più. e magari anche a operai e disoccupati, non solo al capo o al regista.
          e facendosi avanti loro… pagandoci loro cene e alberghi, scarrozzandoci loro in macchina, insistendo loro N volte e noi che facciamo i ritrosi e loro zitte e mosca docili cagnoline”. (Gino)
          E grazie al cavolo 🙂 pensi che noi non saremmo d’accordo…il punto è un altro (ma mi toccherebbe riaprire la querelle e NON c’ho voglia…). A mio parere non rifletti su un punto fondamentale. E’ vero che la repressione del sesso attraverso i sistemi sociali, le religioni ecc. è utile e funzionale ai maschi Alpha che in virtù del loro potere hanno controbilanciano il potere sessuale femminile, ma è utile anche alle donne, perché attraverso la regolamentazione del sesso sono anch’esse nella posizione di gestire, controllare e dominare la grande maggioranza degli uomini. E’ ovvio che se volessero potrebbero smollarla a tutti alla grande ma guarda caso non lo fanno. E secondo te non lo fanno solo in virtù o a causa dei precetti religiosi che gli sono stati inculcati nei secoli? Ma su, ma via…a parte il fatto che oggi non sono più quei precetti a farla da padroni ma la razionalità strumentale capitalistica, ma è evidentissimo a chiunque che le donne attraverso il sesso esercitano un controllo ENORME sugli uomini. Se, viceversa, la loro libido fosse del tutto simile alla nostra, tutto questo castello di sovrastrutture culturali, religiose ecc. non avrebbe potuto reggere, E soprattutto non reggerebbe oggi. Perché significherebbe che pur di esercitare un potere, loro stesse si privano di una gioia o di un bisogno. Sarebbe come a dire che per far soffrire di sete un’altra persona, anche io soffro la sete. E’ una contraddizione in termini. E’ vero che comandare è meglio che fottere, ma fino ad un certo punto, quando cioè il comandare non arriva a privarmi del principio di piacere, altrimenti che senso avrebbe? Sarebbe una mera forma di masochismo. Comunque, ripeto, parlo a suocera per dire a nuora; non voglio certo convincerti. Centinaia di persone leggono ogni giorno questo giornale e quindi è giusto scrivere ed esprimere la propria opinione.

          • gino
            8 dicembre 2017 at 18:11

            “A mio parere non rifletti su un punto fondamentale”… veramente sono 40 anni che rifletto su quel punto fondamentale e molti altri.
            secondo me sei tu che non vuoi riflettere su certi punti fondamentali che dico io, ma lasciamo perdere per non riaprire la querelle (che tu dici di non voler riaprire invece l’hai riaperta).

  3. armando
    8 dicembre 2017 at 12:14

    la tua reazione è stata anche quella delle donne che sapevano benissimo come rifiutare avances non gradite senza farne questione morale o peggio giudiziaria con conseguente emarginazione sociale , almeno, del molestatore. Era cosa normale, e sana, in un mondo normale in cui il maschio aveva l’onere dell’iniziativa. Dico onere perché soggetto al rifiuto. Ed anche perché alla fin fine il pallino era nelle mani femminili, che sapevano come incoraggiare e scoraggiare l’iniziativa maschile, conducendo un gioco sottile e sapiente. Dal canto suo anche il maschio aveva le sue strategie, la sua sapienza interpretativa e quella per attirare l’attenzione della femmina. Tutto azzerato dal politicamente corretto che se da alle donne formidabili armi di ricatto e quindi un potere enorme, al fondo non le soddisfa affatto, e sarà sempre più così. O meglio soddisfa e stimola il lato di controllo onnipotente ma a scapito di quello più intimamente di femmina. Non per caso, mentre lamentano di essere vittime di molestie, rimpiangono gli “uomini di una volta” come se quelli non avessero avuto una certa dose di “durezza” , forza e assertivita virili. Conclusione: le donne di oggi vogliono tutto è il suo contrario, cose cioè che non stanno insieme, finendo per castrare i maschi ma anche loro stesse .

    • gino
      8 dicembre 2017 at 16:06

      ammesso e non concesso che il lato “più intimamente di femmina” interessi loro ancora qualcosa… e non sia invece in atto una tendenza (voluta?) alla moltiplicazione dell’omosessualità.

  4. plarchitetto
    8 dicembre 2017 at 13:02

    Durante gli anni ’80, una sera, feci salire in macchina una ragazza che faceva autostop.
    Avevo 23 anni, ero single e andavo a ballare.
    Lei pure, ma in locali differenti.
    Ad un tratto comincia a prendermi la mano destra e a mettersela sulle cosce.
    Rideva e mi guardava.
    Io contraccambiavo i sorrisi, ma ad ogni cambio di marcia mi staccavo, e lei puntualmente riprendeva.
    Si avvicinava e mi chiedeva se gradivo il suo nuovo profumo.
    I suoi orecchini.
    Era una ragazza giovane, con un bel fisico.
    E io non ero, ne uno sprovveduto ne un moralista.
    Solo che cercavo l’amore, non il sesso. Soprattutto in quel modo.
    Decise di mollare l’amica che l’aspettava, e di venire con me nel locale dov’ero diretto.
    Entrati, trovai i miei amici e mi dileguai nel frastuono generale.
    Credo che abbia trovato chi le desse un passaggio per il ritorno.
    Seppi più avanti, da persona fidata, che si trattava di una “ragazza madre” (allora ancora si usava quest’orribile termine) che cercava di sistemarsi, avendo una situazione difficile.
    Rimasi turbato il tempo di quella serata, forse il giorno appresso.
    Mai e poi mai, mi sognai di crearle alcun problema.
    E perché mai?…sarei stato (giustamente) preso a sputi in faccia da chiunque mi conosceva.
    Rimango disgustato quando sento donne che dicono: “sbagliate: dovete denunciare anche voi”.
    Ancora oggi quando ne parlo, evito di descriverla, per il timore che qualcuno possa capire di chi si tratta.
    Nel tempo m’è pure capitato d’incrociarla.
    Tiro dritto. Lei pure.
    .
    Lo considero solo un pezzetto della mia vita.
    Un’avventura.
    Che non ho usato per misurare e giudicare il femminile.
    .
    .
    *ho avuto altri episodi di comportamenti sessualmente espliciti (odio il termine molestia) sia da donne che da uomini.
    Con vari gradi d’intensità.
    E sono sopravvissuto egregiamente.
    Li considero una parte significativa della mia vita.
    M’hanno comunque insegnato qualcosa.
    .
    Altre sono le mie ferite e fragilità…

  5. gino
    8 dicembre 2017 at 16:00

    è un manifesto nazista

  6. Rutilius hystrio
    8 dicembre 2017 at 16:25

    Comunque, commento a margine, chi ha prodotto il manifesto in cima, quello del … “bambino carnefice”, sarebbe da censurare in eterno.
    Il fatto che un manifesto “pubblicitario” simile sia anche solo concepito mi da`
    i brividi, peggio ancora che circoli liberamente. E che nessuno se ne sorprenda, o provi sdegno, fa ben capire in che tempi viviamo.
    Spero solo che in un futuro la ruota giri – e chi partorisce una simile, inaccettabile propaganda paghi in una corte le conseguenze dei propri atti.

  7. Rino DV
    8 dicembre 2017 at 17:06

    1- Scorrendo le vs memorie sono emersi alla memoria 3-4 fatterelli – del tutto dimenticati – della mia biografia. Anch’io – bambino – venni “abusato” da un paio di ragazzine tirocinanti dell’arte medica, più avanti palpeggiato mentre facevo fotocopie etc. Ce n’è stata persino una che, sedutasi sulla scrivania, allargò le gambe e- biancheria scostata – me la fece vedere (non invidiatemi, era una giovane vedova che cercava un rimpiazzo).
    .
    2-Rutilius. Quel manifesto – opera di O. Toscani – è apparso ca. 10 fa su Donna Moderna. E’ aberrante e proprio per questo di grandissima utilità. Esso vale come un intero trattato.
    In un istante si legge una condizione della psicologia sociale e del sistema valoriale di questo momento storico. Toscani l’ha disegnata, ma non l’ha ideata, non l’ha inventata. Non è farina del suo sacco. Ha solo materializzato lo spirito dei tempi che egli ha percepito perfettamente.
    Se l’avessimo disegnata noi, si sarebbe parlato di ridicola e paranoica autovittimizzazione etc.. Invece è una voce dal sen fuggita. Sarebbe stato meglio per le Ariane che così palese e smaccata non sfuggisse.
    E infatti, poche settimane dopo …se ne pentirono.
    .
    Grazie Oliviero, ci hai fornito un’icona perfetta che useremo per decenni.

  8. Rino DV
    8 dicembre 2017 at 17:15

    Sul manifesto di Toscani (che è del 2008) mi permetto di segnalare questo link al sito ibernato di U3000
    .
    http://www.uomini3000.it/559.htm

  9. Fabrizio Marchi
    8 dicembre 2017 at 19:14

    @Gino:
    è solo che leggo anche le tue risposte agli altri e mi viene spontaneo commentarle. Non c’è nessuna intenzione di fare il batti e ribatti. Del resto la tua concezione è diametralmente opposto a quella che in parecchi qui abbiamo elaborato nel corso degli anni. E’ il femminismo, da sempre (non voglio darti del femminista…) che considera le due sessualità, maschie e femminile sullo stesso piano, e non a caso. Comunque questa sarà una tematica che emergerà costantemente, se continuerai a seguirci, come mi auguro, ovviamente nell’ambito di questi temi.

    • gino
      9 dicembre 2017 at 4:44

      se le mie idee sono diametralmente opposte alle vostre non lo so. sicuramente sono diametralmente opposte a quelle femministe, visto che volentieri mi “strapperebbero la pelle dalla carne con le unghie” come scrisse una di loro.

  10. Daniele
    8 dicembre 2017 at 21:06

    Personalmente non credo moilto a ciò che racconta Gino…
    Ci trovo delle esagerazioni “impressionanti”, peraltro tipiche di chi è perennemente impegnato a descrivere le femmine come delle “voraci ninfomani”.
    Ed infatti, al pari di tanti altri uomini, egli è convinto che le femmine siano molto “più vogliose” dei maschi… (magari fosse vero).
    Per il resto dico semplicemente che la mia esperienza somiglia molto a quella di Fabrizio Marchi.
    Infatti anch’io sono statto oggetto in più occasioni di tentavi di abbordaggio da parte di gay, mentre le femmine ho dovuto sempre “molestarle” io.

    • gino
      9 dicembre 2017 at 4:39

      quello che ho scritto serve solo ad evidenziare che anche le donne “molestano”. una trentina di episodi in 50 anni non sono tali da poter concludere che le donne sono voraci ninfomani, anzi io sostengo che la danno troppo poco (per motivi di repressione culturale).

  11. Fabrizio Marchi
    9 dicembre 2017 at 8:59

    “anzi io sostengo che la danno troppo poco (per motivi di repressione culturale). (Gino)
    Se fosse solo un problema culturale, il tappo sarebbe saltato da quel dì.
    Mutatis mutandis, è un po’ come la favola di Rousseau che non a caso è emersa nel corso del dibattito. Gli uomini sono fondamentalmente buoni ma ad un certo momento arriva un cattivo fra loro (e da dove sbuca fuori questo cattivo? E per quale ragione dovrebbe sbucare fuori visto che tutti sono felici?…) e guasta tutto. E da lì nascono i guai, i condizionamenti culturali e soprattutto le società repressive, siano esse feudali e poi capitalistiche ecc. ecc.
    Non regge.
    Le “società civili”, con tutto il loro carico di repressione, condizionamenti ecc. poggiano inevitabilmente su alcuni aspetti dell’umano, altrimenti non reggerebbero. E più un sistema sociale è sofisticato e solido e più agisce su determinate pulsioni umane. Il capitalismo, ad esempio, agisce sull’egoismo, che a sua volta produce l’individualismo ecc. A meno di non pensare che gli uomini, depurati in linea teorica (cosa per me impossibile) da ogni condizionamento, siano solo altruisti e votati solo al bene degli altri. Questa sì che è una bella favola per far addormentare i bambini la sera, del tutto simile a quella femminista. Le donne e gli uomini, il bene e il male, così nettamene distinti
    Idem per ciò che stiamo discutendo, cioè la diversità sessuale fra maschi e femmine. Un condizionamento culturale regge perché poggia su alcuni presupposti, altrimenti non potrebbe reggere. E più regge nel tempo e più significa che fa presa su quei presupposti.
    Visto che, giustamente, ci stiamo suggerendo delle letture, suggerisco (a tutti, s’intende..) il libro di Etienne de La Boetie, “Discorso sulla servitù volontaria”. Un libricino eccezionale scritto nel 1500 da quel giovanissimo filosofo, in cui si affronta il tema del potere e di come questo sia in realtà radicato dentro di noi, di come noi stessi lo produciamo e di come noi stessi ci assoggettiamo volontariamente a quel potere. A tal proposito ha scritto un articolo molto bello il nostro amico Pierluigi Fagan, persona di altissimo spessore intellettuale e culturale anche se sconosciuto (e la cosa non ci meraviglia…), che abbiamo anche pubblicato: http://www.linterferenza.info/contributi/leterno-ritorno-della-servitu-volontaria/
    Suggerisco la lettura del suo articolo e naturalmente del libello di Etienne de La Boetie

  12. Fabrizio Marchi
    9 dicembre 2017 at 9:24

    Aggiungo che, al di là degli (enormi) errori politici commessi, il comunismo storicamente realizzatosi è fallito proprio perché partiva dal presupposto (fondamentalmente roussoviano, anche se si parla di socialismo scientifico…) che una volta liberatisi dall’oppressione di classe, gli uomini non avrebbero più avuto ragione di competere e di farsi la guerra l’un con l’altro. Si è dunque pensato (sto semplificando in modo brutale, ovviamente…) che quella dialettica storica fosse appunto “scientifica” e che conducesse inevitabilmente gli uomini al comunismo, cioè ad una società non solo senza classi, ma anche senza violenza, ecc.
    Anche questa, purtroppo, è una favola, il che non significa affatto, sia chiaro, che non bisogna lottare per trasformare la realtà nel senso che riteniamo più giusto. E il che non significa neanche che quella dialettica di classe non esiste. Esiste, eccome se esiste. Ma intanto non è purtroppo affatto detto che lo sbocco di quella dialettica sia il comunismo. Secondo poi la “risoluzione” di quella contraddizione dialettica non è sufficiente di per sé a creare le condizioni per una società veramente e completamente libera da ogni forma di repressione, competizione, violenza ecc.
    Il pensiero di Marx (e di altri pensatori marxisti successivi) ha avuto grandi meriti ma non è stato capace (ma non è colpa sua né di nessuno, perché nessuno è un semidio e tutti pensiamo e agiamo nelle determinate fasi storiche in cui ci troviamo a vivere, con i mezzi che abbiamo a disposizione…troppo ha fatto, dunque, Marx nella sua epoca e con i mezzi conoscitivi che aveva a disposizione…) di affrontare altri aspetti della complessità, e cioè appunto la sfera psichica e psicologica e sessuale, e come su queste agiscano i sofisticati meccanismi del dominio sociale. Ma oggi noi abbiamo quegli strumenti e, come abbiamo detto mille volte, proprio perché seduti sulle spalle di quei giganti (che non smetterò mai di ringraziare…), siamo in grado di guardare un po’ più in là di loro…
    Aggiungo, che sono approdato alla questione maschile e alla critica radicale al femminismo, anche se per la maggior parte delle persone può sembrare paradossale, proprio e anche applicando le categorie marxiane alla relazione fra i sessi ed avendo capito che quest’ultima è fondamentalmente regolata, da un punto di vista psicologico e concettuale oltre che pratico, dalle leggi dell’economia politica. E’ questa scoperta che mi ha fatto uscire dal sonno in cui mi trovavo (come tutti).
    Come vedete, chi dice che Marx è superato, dice una corbelleria, anche (e non solo) per queste ragioni.

    • gino
      9 dicembre 2017 at 10:20

      ma non riesci a scrivere in modo più sintetico? in questo sì che sei marxiano, ahah!
      sai, mi fa molto incazzare chi mi mette in bocca cose non dette presumendo che se dico A vuol dire che pensi pure B,C, ecc. questo è un procedere DEMAGOGICO tipico.
      l’uomo è fatto di centinaia di caratteristiche, se io dico che in UN PAIO di queste la situazione esistente IN ALCUNE SOCIETA’ è il frutto preponderante di influssi culturali, non significa AFFATTO che io sia un seguace di rousseau o che in TUTTE le società conta SOLO l’influsso culturale.
      tu invece dalle mie parole concludi questo per poi darmi addosso. solo un cretino crede al buon selvaggio di rousseau, come solo un cretino crede al cattivo selvaggio di altri.

      ma che IN QUEL PAIO DI PUNTI l’influsso culturale sia prepoderante è provato da 2 cose:
      – l’estrema variabilità di certi costumi in società diverse
      – la possibilità della variazione, anche profonda, in tempi relativamente brevi nella STESSA società

      in italia in 20 anni, a cavallo del 68, passammo dal matrimonio riparatore della perduta verginità alle orge nelle scuole occupate, o no? e oggi alle gangbang nei club gay piddini con gente vestita da batman che si fa il fisting brachiale.

      poi scusate, se credete che certe regole repressive siano assolute, fisse, poggianti su forti pulsioni naturali, perchè non vi iscrivete a forza nuova o all’islam wahabita? cosa ci state a fare nella sinistra? o forse aveva ragione jung che il “colore” della sfera cosciente serve solo a bilanciare il colore opposto della sfera inconscia?

      • Fabrizio Marchi
        9 dicembre 2017 at 10:39

        Bè, adesso sei tu che stai stravolgendo completamente le mie posizioni che sono infinitamente più articolate di come le poni tu (capisco che io sia prolisso e tu ti stanchi a leggermi, ma non ci si può fare nulla, anche tu sei arrogante e supponente e sei talmente accecato dal tuo ego che non te ne rendi neanche conto, ma non ho la pretesa di cambiare il tuo carattere…). E come al solito, lo fai con un tono e un atteggiamento che definire sarcastico è dire poco, oltre che di cattivo gusto. Cerca di stare un po’ più calmo, perchè se hai deciso, come sembra, di partecipare al dibattito in questa che comunque è una comunità, è ben che lo fai in modo più sereno e più equilibrato.
        Ciò detto, il presunto sesso orgiastico che si sarebbe scatenato nel ’68 è una finzione, si è trattato di una vampata durata ben poco e dopo pochissimo tempo rientrata. Oltreutto, nonostante le apparenze, il ’68 è un movimento che ha coinvolto relativamente poche persone, in gran parte giovani appartenenti alla media e anche all’alta borghesia. Le grandi masse popolari ne sono rimaste fondamentalmente ai margini. Dopo di che, quella famosa “orgia di sesso libero” si è risolta in qualche scopata dentro un sacco a pelo in qualche università occupata e in qualche “corno” messo al proprio fidanzato o fidanzata in nome dell’amore libero. Aggiungo che anche in quel contesto a scopare di più e ad avere le attenzioni delle ragazze erano, guarda caso, i leaderini del movimento, cioè i “maschi alpha” dello specifico contesto…
        Dopo di che, tornando a quello che dicevi, anche io sono convinto che gli uomini sono fatti di centinaia di caratteristiche, come hai detto anche tu, e proprio per questo credo che la realtà sia estremamente complessa (compresa la complessa relazione fra natura e cultura…) e che vada appunto affrontata nella sua complessità.
        Dopo di che ho appena finito di scrivere un altro articolo (che ho appena pubblicato) dal titolo “Elezioni, conflitto sociale e sovranità nazionale”, in realtà una analisi politica di una certa complessità (e lunghezza) su un altro tema altrettanto importante. Penso che valga la pena leggerlo (anche se molto lungo) anche per non fossilizzarci su questa discussione…

  13. Alessandro
    9 dicembre 2017 at 13:13

    Discorso molto complesso, come d’altronde è emerso dal dibattito.
    En passant butto qui i miei due centesimi.
    Sulle molestie. Sadomasochisti a parte, tutti siamo per la loro condanna e per la necessità di perseguire chi se ne fa autore-autrice, ma rimane il fatto che legiferare alla carlona sull’onda di un vero o presunto allarme sociale senza prima aver definito, se mai si possa, che cosa s’intenda in maniera oggettiva per molestia è grave e dovrebbe suscitare allarme, mentre invece si fa finta di niente, pensando che tanto a rimanere nella rete saranno sempre gli altri, colpevoli o innocenti che siano.
    Sulla sessualità. Sono anche io dell’avviso, pur essendo uno dei tanti ignoranti che si esprimono soltanto in base a poche letture ed esprienze personali, che sganciare natura e cultura non sia sostanzilamente possibile. Uomini e donne nel loro approccio alla sessualità sono diversi, proprio perchè lo sono sia anatomicamente sia nel ruolo-fine che la natura ha destinato loro. Ciò non toglie che anche la donna sia propensa al gioco sessuale e se questo oggi poco accade hic et nunc è dovuto a ragioni culturali, su cui si può agire, e ciò è dimostrato dalla diversità che si riscontra cambiando contesto geografico, non per trasformare i due sessi, che rimarranno “naturalmente” diversi, ma almeno per sgombrare il campo da quegli ostacoli che rendono la società attuale sostanzialmente sessuofobica.
    A questo riguardo occorrerebbe una critica del ruolo, comunque residuale ma da non sottovalutare, della religione e del tradizionalismo culturale, di quelli più pregnanti del femminismo attuale, del consumismo nell’odierna società capitalistica.
    Ultimo aspetto, ma forse il più importante, è che stiamo parlando dell’aspetto più intimo nel rapporto tra i sessi e di conseguenza occorre una sapienza, un’arte che in pochi possiedono proprio perchè si dà per scontato ciò che invece di scontato non ha nulla. Quindi senza un’evoluzione, una crescita individuale rimarremo sempre impantanati, più o meno come sempre è stato in tempi storici, almeno in quest’area geografica dove ci è dato da vivere.

  14. Rino DV
    9 dicembre 2017 at 17:55

    La danno poco per ragioni di repressione culturale, dice Gino. Altrove non era così perciò anche qui un giorno non sarà più così. E se avesse ragione lui?
    In fondo anche se l’etologia umana è assai più scientifica dell’antropologia (se non altro perché può fare esperimenti e può usare la matematica) essendo una scienza potrebbe avere i fondamenti errati o cmq giungere a conclusioni errate.
    .
    La natura avrebbe dunque fornito F ed M della parità ormonale alterata e deformata dalle religioni monoteistiche (perciò ben prima del capitalismo).
    .
    Ok. Mi chiedo però con quali strumenti e mezzi possiamo noi agire per liberare le DD da quella repressione. Mi chiedo chi possa farlo e dubito assai che siano le DD stesse a parificare a proprio danno quello squilibrio che conferisce loro il potere sugli UU, liberandoli dal ruolo di mendicanti, corteggiatori, pagatori. Mi chiedo pure quanto tempo ci vorrà prima che ciò avvenga. Non trovo alcuna risposta.
    .
    Noi viviamo nel nord del mondo, in società che furono e sono cresciute con religioni monoteistiche e qui vivremo, noi e i nostri nipoti.
    .
    Lo squilibrio è solo una malattia? Allora si tratta di una patologia cronica, stabilizzata e universale dell’emisfero Nord.
    .
    Non abbiamo a che fare con le DD quali erano in altri tempi, o come ancora sono in altri luoghi, né come sarebbero se…, né come saranno (si spera) nel futuro*.
    Abbiamo a che fare con quelle presenti.
    .
    *Un futuro non prossimo. Infatti è da 50 anni che viviamo nell’era della c.d. Liberazione sessuale, senza che se ne vedano gli effetti nel riequilibrio ormonale. Penso quindi che ci vorranno non altri 50 anni, ma almeno altri 100/200…
    .
    E sul lungo termine siamo tutti morti, diceva quell’economista famoso (JMK).

    • gino
      10 dicembre 2017 at 14:27

      “Mi chiedo però con quali strumenti e mezzi possiamo noi agire per liberare le DD da quella repressione”

      non è difficile, basta fare quello che faccio io da molti anni: convincerle a darla più alla svelta e a più gente, usando gli stessi strumenti culturali dell’antropologia e della psicoanalisi che io in minima frazione ho usato qui. e senza preoccuparsi del “a chi” poi la danno, anche se non siamo noi non importa.
      ottimi risultati si ottengono in modo molto più facile di quanto pensiate, molte donne hanno sentito le mie parole come un’illuminazione, come ciò che aspettavano da sempre che qualcuno dicesse loro ma nessuno ne aveva mai avuto il coraggio.
      eh, perchè ci vuole coraggio per dire cose “eversive”, si viene condannati dalla massa e specie da quella massa che in teoria dovrebbe stare dalla tua parte.
      nel mio curriculum annovero perfino alcune donne curate dalla frigidità. perchè la frigidità deriva da IDEE sbagliate, altro che genetica, etologia e frescacce varie.

      • Fabrizio Marchi
        10 dicembre 2017 at 16:23

        Praticamente il Messia… 🙂
        Dai, Gino, permettimi di scherzarci sopra…Mi sembrava evidente il senso del commento di Rino…
        Voglio dire…ma che pensi che qui abbiamo l’anello al naso, o non sappiamo come fare per “intortarla” a qualcuna per farci una scopata?
        Ora dopo la scienza ci mettiamo pure a fare il manuale del bravo seduttore e abbiamo chiuso il cerchio… 🙂 Suvvia, Gino, dai…capisco che conoscendoci solo attraverso questo mezzo e non dal vivo la nostra conoscenza è ovviamente viziata, limitata e anche e anche un po’ distorta…Però, ripeto, la butto a ridere, mi pare che la cosa diventi anche un po’ comica…Il problema non è certo la capacità di ciascuno di noi di essere più o meno svegli con le donne, la questione è ben più complessa.
        Ti devo dire quante volte ho giocato con le donne (anche con successo…) la carta dello spiegargli che era giusto che me la dessero per buttare a mare i condizionamenti, le repressioni ecc. ? 🙂 Ho giocato tutte le carte possibili in vita mia (spesso con successo), ho recitato diverse parti in commedia, a volte ho recitato anche la mia parte 🙂 Ma il fatto di essere riuscito a convincerle a fare sesso con il sottoscritto non significa che gli abbia modificato la loro biologia, la loro testa e la loro psiche. Sono soltanto stato abile in quella data circostanza a persuaderle a “darmela” o a sedurle (ammesso che siano state sedotte o non si siano lasciate sedurre…). Punto e stop. Non c’è altro. O pensiamo veramente che quelle donne con cui abbiamo fatto sesso spiegandogli che devono liberarsi dai condizionamenti, da quel momento in poi abbiano cambiato la loro vita e si siano date al libero amore?… Ma non scherziamo neanche…:-) Sai quante ne ho rincontrate successivamente che si erano sposate tipo famiglia del Mulino bianco oppure che avevano ripreso il loro normale tran-tran? Semplicemente ci hanno conosciuti e in quel dato momento si sono incuriosite e hanno scelto di starci. Nulla più e nulla meno. Ma non ci costruiamo sopra chissà quali fantasie o teorie…Su, per favore…Passi per la scienza ma insomma…dai… 🙂 Tutto in simpatia e in amicizia, eh, sia chiaro…

        • gino
          10 dicembre 2017 at 16:47

          beh io invece sti discorsi non li faccio con quelle che vorrei farmi, perchè detesto “fare in modo” che una me la dia. voglio che una me la dia senza intortarla, perchè la cosa nasce da dentro di lei e basta.
          e soprattutto perchè a me piace arrivare al sesso in modo immediato (che per me è l’unico sano) mentre sti discorsi richiedono molto tempo.
          tu ridi pure, per me è una questione serissima. come serissima era per le donne di cui ho parlato.
          hai il difetto di presumere troppo di chi non conosci. per me non esiste il “seduttore”, è un’attività vile.
          vabbè poi ormai attaccarmi è diventato uno sport…

          • Fabrizio Marchi
            10 dicembre 2017 at 17:41

            “vabbè poi ormai attaccarmi è diventato uno sport…” (Gino)
            No, giuro che non è così… 🙂 sul serio, è che la tua profonda convinzione in quella che tu definisci scienza, cioè il fatto che sia scientificamente dimostrato che 10.000 (no, troppo poco) 20.000 anni fa le donne fossero del tutto simili agli uomini dal punto di vista sessuale e facessero sesso alla grandissima prima dell’arrivo delle religioni e delle civiltà (quindi prodotti maschili, quindi prima dell’avvento dei maschi e del patriarcato) e che poi abbiano smesso perché represse da quegli stessi maschi che si sono dati la zappa sui piedi, mi fa sorridere, in senso benevolo. Non te la devi prendere. Anche perché è veramente la stessa identica versione femminista, ma para para. Con questo non voglio dire che tu sia femminista, sia chiaro. Hai sicuramente le tue ragioni per non esserlo, però, veramente, alla fin fine il teorema è esattamente lo stesso e conduce, o condurrebbe inevitabilmente a sposare la narrazione femminista. E’ un fatto oggettivo, se la logica non è acqua fresca. Ripeto, se le cose fossero andate esattamente come dici tu, non resterebbe che aderire al femminismo che libera le donne, libera il sesso e libera anche gli uomini. Il problema, non so se te ne sei accorto, è che è accaduto esattamente il contrario e io ancora sto aspettando questa benedetta liberazione sessuale. Certo, si fa sesso molto di più rispetto ai tempi di mio padre e di mio nonno, non c’è dubbio, ma NON in virtù di chissà quale rivoluzione sessuale, bensì in virtù di un processo sociale e culturale di trasformazione del sistema di dominio sociale che prima si reggeva e si giustificava sull’ideologia vetero borghese e oggi su quella “laicista”, femminista e politicamente corretta. Ma non c’è stata alcuna vera rivoluzione sessuale. O meglio, forse c’è stata, nel senso che oggi la grande maggioranza dei maschi non ha più nessun potere contrattuale da mettere sul piatto della bilancia e sono le donne a decidere se, come, perché e con chi (a parte a chi accade tutto spontaneamente, come te…). Sia chiaro, lo decidevano in larga parte anche prima ma quel potere decisionale non era assoluto ma controbilanciato da una serie di norme e regole (oltre che dalla divisione sessuale del lavoro, fatto determinante) che comunque dava ai maschi un certo margine di manovra. Margine che oggi, nella stragrande maggioranza dei casi, NON hanno più per tante ragioni che abbiamo spiegato, in primis perché le donne non hanno più bisogno degli uomini in virtù di quella rivoluzione tecnologica di cui sopra (ma tu dicevi che non ne avevano bisogno neanche prima dell’avvento del patriarcato ecc. ..).
            E mi meraviglio che uno attento come te nello studiare l’antropologia umana di 20.000 anni fa non si sia reso conto di questo.
            Tu dici che le cose ti accadono in totale spontaneità. Ascolta, io ho avuto veramente tante donne e ho avuto una vita sessuale vivacissima (poi se qualcuno pensa che mi voglio atteggiare me ne sbatto…). Ma una cosa è certa. Mi sono dovuto dar da fare perché se fossi rimasto fermo impalato ad aspettare la spontaneità delle donne, io ero pressoché quasi vergine…E guarda che a 20 o a 25 anni non ero proprio una schifezza…Ora, io in linea teorica dovrei essere cresciuto subito dopo la rivoluzione sessuale del ’68, però…però quello che vedo è che si fa sicuramente più sesso rispetto a un secolo fa, ma non nel modo libero, giocoso e spontaneo che vorremmo sia te che io…Non solo, le donne hanno un potere enorme nell’ ambito della relazione con gli uomini. Il problema, dunque, non è tanto o solo fare del sesso, quanto come farlo, che tipo di relazione si instaura, chi è il soggetto dominante e chi il dominato, chi propone e chi decide. Questo è il punto. Dopo di che, se tu pensi invece di essere uno che vivere in modo felice, sereno e spontaneo il sesso con donne altrettanto felici, serene e spontanee, non si capisce per quale ragione dovresti avercela con il femminismo, dal momento che, sempre in base al tuo teorema, se le donne sono libere, è grazie al femminismo, sempre se la logica non è acqua fresca. Tu sarai esperto di antropologia ma io studiando filosofia ho studiato anche un po’ di logica, cara vecchia logica aristotelica che tanto schifo, guarda caso, fa al femminismo perché fa a cazzotti con la “soggettività” e la “percezione”…

          • Raffaella
            10 dicembre 2017 at 18:56

            Complimenti per la tua” vera “sincerità ,Gino…

  15. Aliquis
    9 dicembre 2017 at 19:13

    Concordo in pieno su tutto.

  16. Fabrizio Marchi
    13 dicembre 2017 at 23:07

    Per la cronaca, questo articolo è stato censurato su Facebook perché la foto, questa la motivazione, conteneva secondo loro “contenuti pornografici”…
    La foto di Oliviero Toscani…non so se è chiaro…ovviamente è un alibi…Questa è la situazione, ragazzi… Dopo l’uscita della Boldrini c’è stata una stretta enorme sui social…

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