Sullo “scandalo” Weinstein – Asia Argento

Il nostro è un giornale che si occupa di tutto, a 360 gradi, come si suol dire, e quindi è giusto trattare anche vicende che in un contesto più serio sarebbero confinate al gossip e ai giornalacci “rosa” che in genere si leggono dal parrucchiere o dal barbiere mentre si attende il proprio turno. Ma tant’è.

Sto parlando ovviamente della vicenda Weinstein-Asia Argento e di tutto il codazzo di star hollywoodiane che a distanza di vent’anni stanno facendo outing per denunciare le molestie sessuali subite dal celebre produttore cinematografico. Dico molestie perché lo stupro è un’altra cosa, e ben più grave. Loro, sia pure di malavoglia (cosa tutta da dimostrare…), con Wenstein ci sono state. Lui ci ha provato, come faceva con tante, approfittando della sua posizione, e loro ci sono state. Nessuno le obbligava ma hanno preferito accondiscendere perché temevano che un diniego avrebbe potuto ostacolare la loro più che brillante carriera.

Non sono ovviamente in grado di dire se quella prestazione sessuale sia stata determinante per farle diventare delle stelle del cinema. Certo che se anche fosse, il loro pensiero deve essere stato “Parigi val bene una messa” dal momento che quella performance sessuale (ammesso, ripeto, che sia stata quella a determinare il loro enorme e spesso immeritato successo) le ha rese delle donne ricchissime, famose, invidiate; donne che conducono una vita da sogno, senza limiti di ogni genere, senza che un solo loro desiderio non venga soddisfatto (pare proprio che l’erba voglio cresca e non solo nel giardino del re…); una vita inimmaginabile per la pressochè quasi totalità dell’umanità, maschile o femminile che sia (precisazione doverosa dal momento che l’ideologia femminista sostiene che tutti i maschi in quanto tali siano sempre e comunque in una condizione di privilegio e di dominio nei confronti delle donne…).  Donne che, volendo, sarebbero in grado (e non è affatto escluso che non lo facciano…) di esercitare la stessa pressione e la stessa identica capacità di condizionamento psicologico che su di loro ha o avrebbe esercitato un soggetto come Weinstein (così come altri uomini di potere), su altri uomini e su altre donne.

Quindi, come prima cosa è bene stabilire un punto. Quel potere di condizionamento non lo hanno soltanto gli uomini ma anche le donne. Anche una donna di potere e/o ricchissima e di successo è in grado di esercitarlo. Certo, una Angelina Jolie o una Nicole Kidman non hanno necessità di fare pressioni su un uomo per portarselo a letto. Chi mai rifiuterebbe le loro advances? Forse soltanto un altro superdivo di Hollywood o un supercapitalista, cioè uomini provvisti di un peso specifico altrettanto enorme che gli dà la possibilità e la libertà di poter dire di no a donne di quel “calibro” e di quell’avvenenza.  Ma siamo altrettanto sicuri che non ci sarebbero degli uomini che per fare carriera in qualsiasi ambito non andrebbero a letto con una donna che occupa una posizione di potere o magari è soltanto la direttrice dell’ufficio in cui lavorano? E siamo sicuri che non esistano donne che non approfittino della loro posizione di potere? Esistono certamente ma – diciamocela tutta – una gran parte degli uomini sono educati a non considerare questo comportamento da parte delle donne come una molestia e anche quelli che lo considerassero tale, non lo denuncerebbero perché se ne vergognano.

Molti uomini, in ambito cinematografico, sono stati molestati o hanno subito pressioni e anche ricatti. Non certo solo le donne. Che poi non sia emerso alle cronache non significa nulla. Il fatto che Alain Delon, solo per portare un esempio tra i più famosi, sia stato lanciato da Luchino Visconti che se lo portava a letto, non è un mistero per nessuno. E Delon non era neanche omosessuale. Suppongo quindi che per lui non sia stata proprio una passeggiata di salute fare l’amante di Visconti. Eppure lo ha fatto, e non se ne è lamentato. Perchè è il prezzo che ha scelto di pagare per il suo successo. Lui, che come tante altre stelle del cinema, sia uomini che donne, prima di diventare tale era un mezzo spiantato senza arte né parte che aveva pure fatto il mercenario in Vietnam con l’esercito francese prima che venisse sbattuto fuori a calci nel culo dai Vietkong. A un certo momento della sua vita ha incontrato Visconti – che non era un bruto né un uomo di potere come Weinstein ma un fine intellettuale e artista – che se lo è scopato, per dirla come si mangia, e quelle scopate gli hanno spalancato le porte del paradiso.

Ora torniamo al “caso Weinstein”.

Wenstein fino a pochi giorni fa, prima di essere pubblicamente sputtanato, era un uomo molto potente, e tuttora è un arcimiliardario, uno di quelli con il panfilo da 50 metri e una dozzina di megaville nei luoghi più incantevoli del mondo (per lo meno finchè gli avvocati non lo dissangueranno, del resto l’America è il paradiso per gli avvocati, come noto…).

Stiamo parlando di un uomo che se lo volesse potrebbe fare sesso tutti i giorni (e io credo proprio che lo faccia…) con delle escort bellissime (oggi il politically correct impone anche che vengano definite in questo modo e non nel più tradizionale puttane…), infinitamente più attraenti di un’Asia Argento o anche di altre dive del cinema più fortunate di loro (comunque per nulla sfortunate rispetto ad un’operaia o un operaio che ci mettono un mese e mezzo o due per guadagnare, con molta più fatica, quello che loro guadagnano in un paio d’ore…).

Non solo, non ha neanche bisogno di ricorrere alle escort perché egli stesso, in quanto uomo ricco, potente e di successo, è oggetto di interesse e di attrazione da parte di moltissime donne. Naturalmente, bisognerebbe ora aprire una lunga e complessa riflessione sulle ragioni, non solo culturali e sociali ma evidentemente anche psicologiche e antropologiche (questi aspetti non possono essere separati, perchè uomini e donne sono esseri naturali e culturali nello stesso tempo) che fanno sì che moltissime donne siano attratte dagli uomini di successo e/o di potere. Non lo faccio, per ovvie ragioni, anche perchè non sarebbe sufficiente scrivere un libro sull’argomento, figuriamoci un articolo di giornale. Ma sta di fatto che, anche se viene negato, le cose stanno così e chi non ha venduto il cervello al monte dei pegni (la quasi totalità del ceto “intellettuale”…) lo sa perfettamente.

Ma – si obietterà – è proprio il sottile piacere di esercitare quel potere che fa sì che un uomo come Weinstein (o come qualsiasi altro uomo di potere…) si comporti in quel modo. Verissimo, molto probabilmente è così. Altrettanto vero è però, purtroppo, che moltissime donne aspirerebbero ad assecondare quel potere, anzi, molte aspirerebbero proprio a mettercisi insieme, con tanto di contratto nero su bianco. E questo secondo aspetto, invece, viene negato dallo “spirito dei tempi” attualmente dominante.Perchè? Fatevi la domanda e datevi la risposta…

E’ bene ribadire che non stiamo parlando di donne “normali”, cioè di estrazione popolare che, magari, pur di essere assunte come cassiere in un supermercato e di mantenere il posto di lavoro, fanno finta di non accorgersi delle palpate sul sedere del direttore o peggio, cedono ai suoi ricatti sessuali. Stiamo parlando di donne che hanno metaforicamente venduto l’anima al diavolo (un diavolo che può essere anche donna, intendiamoci, perché se Dio è padre e madre nello stesso tempo, come ci ha spiegato anche il Papa, è evidente che lo è anche il Demonio…) non per un posto di lavoro, non per dar da mangiare ai propri figli, ma per brama di successo, fama, denaro, potere, visibilità. Ergo, sono a pieno titolo corresponsabili del processo di mercificazione sessuale che caratterizza i nostri tempi. Un processo che loro stesse alimentano. E non mi riferisco solo a quelle che hanno fatto sesso con il produttore di turno ma anche e soprattutto a quelle (tante…) che hanno consapevolmente e lucidamente fatto della esposizione mediatica dei loro corpi il mezzo per la scalata al successo e alla ricchezza. Direi che questo aspetto è anche molto più grave, dal punto di vista etico, rispetto al primo. Perché, in fondo, una marchetta nella vita ci può anche stare (sia pure non per nobili cause…) ma fondare la propria fortuna sul fatto di mostrare cosce e tette in televisione per poi magari lamentarsi pure di non essere valorizzate per le proprie capacità artistiche, è a dir poco stucchevole.

In conclusione, non ci sono sempre carnefici e vittime in questo gioco nè tanto meno il carnefice è sempre l’uomo per definizione.  Quello di dividere il mondo in carnefici e vittime, per lo meno in questo ambito (ma non solo), è una furbata ideologica, una semplificazione (e una forzatura) manichea per sottrarsi alle proprie responsabilità, per dare un calcio alla complessità della realtà e non affrontarla per quella che è, per poterci rifugiare in comodi e rassicuranti recinti ideologici. La questione del “Potere”, anche e soprattutto nell’ambito della relazione sessuale, è una questione estremamente complessa che come al solito, come avvenuto anche in questo caso, viene derubricata nel solito scontato (e sessista) modo che sappiamo: uomini carnefici, donne vittime. Poco più o forse poco meno di una favola per far addormentare i bambini la sera. Evidentemente, cambiando i paradigmi ideologici cambia anche l’immaginario fiabesco e a Cappuccetto Rosso e al Lupo cattivo non ci credono più neanche i fanciulli.

La Boldrini ha invitato la Argento a non lasciare l’Italia. Io inviterei entrambe a fare le valigie e al più presto. Questo paese è già zeppo di persone mediocri e insignificanti. Di certo non sentiremmo la loro mancanza.

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Foto: Life & Style (da Google)

 

26 commenti per “Sullo “scandalo” Weinstein – Asia Argento

  1. Marco
    19 ottobre 2017 at 18:18

    Per quanto mi riguarda, nell’antico rapporto tra domanda e offerta non so in questo caso chi abbia chiesto e chi abbia dato, se c’è stata seduzione, chi ha sedotto e chi è stato sedotto. Se posso facilmente immaginare che chi ha potere ne faccia abuso, e non mi è difficile immaginare in questi panni Harvey Weinstein, posso anche facilmente immaginare che chi vuole ottenere qualcosa ed è giovane ed attraente, abbia cioè naturale potere seduttivo, possa giocare la carta della seduzione per ottenere ciò che vuole, si offra per ottenere qualcosa in cambio, spesso non meritandolo, considerando le performance cinematografiche di alcune delle attrici coinvolte. Mi faccio piuttosto domande sulla scelta del tempo per fare certe rivelazioni, e non credo sia il caso che a questo tempo corrisponda la caduta in disgrazia del produttore cinematografico. Per qualche motivo che non conosco c’è stata coordinazione nel denunciare Harvey Weinstein proprio in un determinato momento, che molto probabilmente corrisponde al declino della sua carriera di produttore e alla perdita del suo potere, considerando anche che a seguito, e ho i miei dubbi che sia a causa, di queste denunce sia stato licenziato. Quindi nell’arco di più di 20 anni e forse più, che corrispondono all’apice della carriera di Harvey Weinstein, nessuna ha trovato il coraggio di denunciare il presunto ‘comportamento scorretto’ del produttore, mentre nel momento in cui questi comincia a perdere potere (e quindi utilità, mi verrebbe da aggiungere), piovono accuse da ogni dove, presunte attrici e attricette improvvisamente si vergognano degli attimi di intimità passati con quello che si è improvvisamente trasformato da principe (ma lo avete mai guardato bene PRIMA?) in rospo. Insomma, fare sesso con quel Harvey Weinstein poteva per chissà quante andare, ma riflettere di aver fatto sesso con questo Harvey Weinstein non va più tanto bene… Qui a mio avviso traspare tutta l’ipocrisia del femminismo di cui molte di quelle attrici e attricette si vantano di essere le paladine: forte con i deboli e debole con i (anzi complice dei) forti. Da un lato fanno campagne milionarie contro i “wolf-whistlings” e i “catcalling” degli uomini di strada (l’idea di essere l’oggetto di avance da parte di un qualunque operaio edile fa schifo), mentre dall’altro lato tacciono per venti anni sulle presunte violenze di un produttore cinematografico. A mio avviso è da considerare l’ipotesi che qualcuno abbia deciso che quel produttore non era più utile a nessuno, magari perché ha ormai 65 anni o per altri motivi ignoti, e quindi tanto improvvisamente quanto opportunamente viene messa in moto una campagna denigratoria per toglierlo di torno. Se le presunte violenze e atti di libidine fossero il vero motivo per cui è diventato scomodo, a mio umile parere, dato che le persone coinvolte sembrano essere importanti e numerose, qualcuno avrebbe agito prima. Forse semplicemente l’animale è diventato debole ed il branco ha deciso di eliminarlo.

    • Fabrizio Marchi
      19 ottobre 2017 at 18:31

      Caro Marco, sottoscrivo in toto il tuo commento. Ti inviterei a pubblicarlo anche sulla nostra pagina Facebook dove, come sai, sono stato bannato. Ti ringrazio

  2. Lamberto Consani
    19 ottobre 2017 at 18:38

    Dico subito, a scanso di equivoci, che il “caso” Weinstein non
    m’interessa neanche un po’, ma vedere bannato Fabrizio Marchi
    solo perché ha commesso il delitto di lesa maestà d’aver scritto
    un’articolo che si discosta tanto dalle tesi a favore dell’una quanto
    dell’altra parte cercando di offrire una lettura in termini concretamente
    sociologico-psicologico-politici di tutta la vicenda, è scandalosamente
    squallido.
    Si possono o meno condividere i contenuti dell’articolo ma è vergognosa
    la censura strumentale cui tanti soggetti vanno soggetti da parte di FB.
    Come mai di fronte alle denunce di soggetti e pagine palesemente
    razzisti e nazisti FB risponde sempre invariabilmente: – “RISPETTA
    GLI STANDARD DI COMUNITA'”?

  3. giulio bailetti
    19 ottobre 2017 at 22:18

    una cosa è sedurre (in genere da parte della donna), attività lecita ed un’ altra violentare, attività illecita e da Weinstein c’é stata violenza alla quale allora le donne hanno ceduto – di più non ci può giudicare

    • REALITYCHECK
      20 ottobre 2017 at 19:02

      Ma quale violenza. Ancora con questa storia? È semplicemente il classico porco che ha dato da mangiare alle arrampicatrici sociali, che ora sono in cerca di maggior potere, di risalire alla ribalta e di altro denaro.
      E dato che ormai basta dire stupro per stigmatizzare chiunque…

  4. dante
    19 ottobre 2017 at 23:13

    mai nominare la baldracchini permalosamente sostiene di non aver mai venduto la figa ma il cervello certamenteì

  5. Cinzio Gilioli
    20 ottobre 2017 at 1:15

    L’articolo è apparentemente equidistante da posizioni di condanna o assoluzione per le “vittime” di molestie ma solo apparentemente in quanto vorrebbe corresponsabilizzare vittima e carnefice. Inoltre ignora del tutto le componenti psicologiche che pongono il mestato/a in condizioni di sudditanza. E per finire, non ha rispetto per dati statistici ecatanti, dove il mestatore non a caso è l’uomo, in quanto, quasi sempre è lui nella condizione di esercitare il sopruso.
    Dunque questo articolo, apparentemente analitico, si accoda, al parere dei più, e solo un po’ più articolato del chiacchiericcio da bar, ma lo spirito è il medesimo, ovvero che gli uomini non sopportano che le donne abbiano un’arma in più, e il sopruso servevliro a compensare il loro limite.

    • Fabrizio Marchi
      20 ottobre 2017 at 8:46

      In realtà, caro Cinzio Gilioli, la risposta te la sei data da solo, anche se involontariamente, nel momento in cui tu stesso affermi (e hai ragione) che “le donne hanno un’arma in più” rispetto agli uomini, cioè il potere della loro sessualità che le mette – aggiungo io – in una posizione di naturale predominio sugli uomini e , di conseguenza, questi ultimi in una posizione di subordinazione. Ti invito a riflettere sul fatto che il femminismo nega (ed è costretto a farlo) questa asimmetria sessuale, perché se la ammettesse sarebbe costretto a riconoscere che in effetti le donne sono in grado di esercitare un enorme potere di condizionamento (psicologico e sessuale) sugli uomini. Ma se ammettesse questo, l’intera impalcatura ideologica femminista si squaglierebbe come neve al sole in un nano secondo.
      Ma noi sappiamo bene che chi è in grado di controllare la sfera psicologica di una persona è in grado di controllare e condizionare tout court quella persona. Ora tu dici che gli uomini, per sopperire a questa condizione di oggettiva (lo hai riconosciuto tu stesso) condizione di inferiorità, avrebbero escogitato il meccanismo del “potere”. E’ senz’altro vero in alcuni casi (come quello in oggetto) ma riguarda una minoranza assoluta degli uomini (fermo restando che esiste anche una minoranza di donne che gestiscono il potere). Ma la grande maggioranza degli uomini non è in grado di esercitare alcun potere nei confronti delle donne. Casomai è il contrario, appunto perché a parità di condizione sociale, una donna, per le stesse ragioni che tu stesso hai riconosciuto, è in grado di esercitare un peso specifico molto maggiore rispetto ad un uomo. Ciò significa che un’impiegata, una commessa di un supermercato o un’operaia rispetto ad un suo collega impiegato, commesso o operaio, è in una posizione “gerarchicamente” superiore, diciamo così, in virtù appunto del suo valore aggiunto, del peso specifico dato dalla sua sessualità. Al contrario quell’operaio, quel commesso o quell’impiegato non sono in grado di esercitare alcun potere perché, appunto, a parità di condizioni sociali ed economiche (perché percepiscono lo stesso identico salario nonostante le balle che vengono raccontate sul fatto che donne percepirebbero salari inferiori) non dispongono di quel peso specifico costituito dalla sessualità.
      Ciò detto, per ciò che concerne il discorso sulla responsabilità, confermo quanto scritto e che tu fingi di non capire. Il produttore di Hollywood e la star sono due facce di una stessa medaglia. La star, o aspirante star che sceglie di fare sesso con il produttore lo fa consapevolmente, non lo fa per un piatto di minestra o per un posto di lavoro come commessa in un supermercato. Lo fa per il successo, la visibilità, la fama, la brama di denaro, di ricchezza, e quindi di potere. Potrebbe rifiutarsi ma non lo fa. Nessuna la obbliga. Tutte quelle donne che si sono concesse alle advances di Weinstein non erano delle povere disgraziate in cerca di lavoro; erano delle persone già benestanti e in larga parte già affermate che cercavano ancora più successo, ancora più ricchezze, ancora più fama. Ergo, Weinstein e quelle donne sono due facce della stessa identica medaglia, perché sia l’uno (che approfitta della sua posizione di potere) che le altre (che approfittano della loro avvenenza fisica per fare carriera) alimentano consapevolmente il sistema che crea e vive di tutto questo questo. E se vogliamo dirla tutta, lo scambio fra Weinstein e quelle donne è stato molto più vantaggioso, in termini economici, per quelle donne piuttosto che per lui. Perché per lui si è trattato di una scopata come mille altre, mentre loro con una scopata hanno visto spalancarsi le porte del successo, della fama, della ricchezza e di una condizione di vita da sogno, come si suol dire, inimmaginabile per qualsiasi persona normale. Ammesso che siano diventate celebri e ricche proprio grazie a quella scopata, allora vorrebbe dire che quella transazione è stata di gran lunga molto più vantaggiosa per loro piuttosto che per Weinstein, sempre che la logica non sia acqua fresca. Ora a distanza di vent’anni fanno outing, ha cominciato una e tutte le altre a fare il coro, guarda caso ora che il tipo è caduto in disgrazia. Si potrebbe anche ipotizzare un’altra cosa. E cioè che qualcuno (altri uomini e donne di potere) abbiano deciso di farlo fuori e di mettere qualcun altro al suo posto e allora si è scatenata questa bagarre. Ma non mi si venga a raccontare che una scopata con quel personaggio sia stata un trauma per quelle spregiudicate narcisiste assetate di successo, fama e denaro, perché sarebbe un’offesa all’intelligenza di tutti e tutte, specialmente di quelle donne (ma anche degli uomini, ovviamente), tante, che la mattina si alzano per andare a lavorare in una fabbrica o in un supermercato.

      • Mario
        19 novembre 2017 at 18:39

        Egregio Dott. Marchi, per quel che può valere, Le offro tutta la solidarietà possibile, per essere stato bannato da Facebook. Lei è un uomo di fine intelligenza, i suoi articoli vanno letti bene, con attenzione e non in maniera prevenuta, così facendo se ne perde l’essenza e allora diventa difficile interloquire. Un distinto saluto e a ben rileggerla.

        • Fabrizio Marchi
          19 novembre 2017 at 23:35

          Caro Mario, la ringrazio moltissimo per gli apprezzamenti. Posso assicurarle che finchè ne avrò la possibilità (censura permettendo) continuerò a dire ciò che penso. Purtroppo credo che i tempi che verranno, sotto questo profilo, non siano dei migliori. Il “sistema” ha capito che la rete può essere pericolosa e secondo me correrà ai ripari e in parte le avvisaglie ci sono già. Ad esempio sempre più profili, gruppi e singole persone vengono oscurate da Facebook. Ma, ripeto, sono solo avvisaglie. La censura con il tempo si farà sempre più pressante. Da una parte è un segno di debolezza, sia chiaro, ma tant’è.

          • Mario
            20 novembre 2017 at 17:05

            Gentilissimo Dott. Marchi, purtroppo credo, che le cose siano scappate di mano già da parecchio tempo e come da Lei riportato in diverse occasioni, non potranno far altro, che peggiorare. Si parla tanto di violenza sulle donne, per carità nobile intento, ma le cose stanno davvero così? Davvero è solo violenza sulle donne? Oppure è una violenza che colpisce la coppia e quindi entrambi i generi? Nessuno si sofferma a capire queste dinamiche, poiché se lo si facesse, gran parte dei mantra femministi e non solo, cadrebbero.In una pagina Facebook, un attore (quindi un uomo), denunciò uno stupro con tanto di frustate a seguito, da parte di una donna, ebbene indovini con chi se la presero, i commentatori e le commentatrici? Insulti, prese in giro e tanto, tanto altro, nei confronti di una vittima, che aveva il solo torto, di appartenere al genere sbagliato. Non si accetta,che la violenza non è riconducibile ad un solo genere(quello maschile) e questo contro ogni evidenza scientifica, giudiziaria e di cronaca. Distinti saluti e a ben rileggerla.

    • Michele Serra
      20 ottobre 2017 at 9:16

      Che strano, misterioso intervento Cinzio Gilioli, di cui non riesco a capire il senso di varie posizioni.
      Mi pare che l’articolo si mostri ben consapevole della sudditanza psicologica dell’operaia o della cassiera. Ma quali sarebbero le componenti psicologiche che metterebbero in sudditanza Angelina Jolie o la figlia di Dario Argento nei confronti di Weinstein? Potrebbe spiegarlo lei, visto che l’articolo le “ignora del tutto”?
      Quanto al mancato “rispetto per dati statistici ecatanti, dove il mestatore non a caso è l’uomo, in quanto, quasi sempre è lui nella condizione di esercitare il sopruso” nella sua gratuita determinazione sessista (misandrica) mi sembra un’affermazione che si contraddice da sola: ribadire uno schema sessista legato ai ruoli di molestatore e vittima semplicemente perché nella maggior parte dei casi (questo è quello che si sente ripetere in continuazione, ma sarà proprio così? Conosco molte situazioni di ruoli invertiti che vengono sistematicamente ignorate o negate, quando non pesantemente censurate dai media) “…quasi sempre è lui nella condizione di esercitare il sopruso”? Dunque, trovarsi in una posizione di potere o avere una massa muscolare maggiore è di per sè una colpa che va sempre stigmatizzata?
      Sono le singole persone e i singoli casi che vanno lodati o biasimati, a prescindere dal sesso. Le donne sono capaci tanto quanto di esercitare con violenza e prepotenza la propria posizione di potere, come si vede molto bene, ad esempio, nei film “Rivelazioni” e “Il diavolo veste Prada”
      Concludo ritornano sul tema della censura: Fabrizio Marchi prende spesso delle posizioni chiare, scomode e tutt’altro che conformistiche (altro che chiacchiericcio da bar!), certamente opinabili ma sempre abbondantemente argomentate e documentate, civili e niente affatto violente o insolenti verso chiunque esprima rispettosamente il proprio punto di vista. Il fatto che per la terza volta in pochi giorni sia stato “bannato” da FB e gli venga impedito di scrivere e condividere le sue opinioni (e non è certamente il solo giornalista o politico che viene censurato non appena tocca in modo anticonformistico questioni di “genere”) lascia capire che evidentemente dice cose scomode per qualcuno. C’è materia per far riflettere e preoccupare qualunque persona intellettualmente libera. In quali mani sta il potere, quello vero?

      • Fabrizio Marchi
        20 ottobre 2017 at 11:16

        Caro Michele, ti ringrazio delle bellissime parole nei miei riguardi e della solidarietà attiva.
        Si, sono stato censurato da facebook per tre volte nell’arco di un mese. La prima volta per una settimane, la seconda per due. Mi è stato impedito di pubblicare articoli e di commentare fuori del mio profilo e delle pagine da me gestite. Ora invece, per la terza volta a distanza di pochi giorni dalla fine dell’ultimo divieto, mi è stato impedito di commentare e pubblicare anche nel mio profilo e nelle pagine da me gestite (L’Interferenza e Uomini Beta). Posso solo leggere ma non commentare o rispondere ad altri. In pratica mi hanno impedito di esprimere la mia opinione.
        Sempre in questo mese anche altri due nostri redattori, Antonello Boassa e Stefano Zecchinelli, hanno subito lo stesso trattamento. Il primo è stato bannato per un paio di settimane e il secondo per una settimana.
        E’ evidente che tutto ciò non è casuale e che diamo fastidio a molti/e, e questo, come ho avuto modo di spiegare molte altre volte, è indice del fatto che stiamo lavorando bene. Quando gli avversari ti insultano, ti deridono, e quando arrivano a censurarti vuol dire che stiamo cogliendo nel segno, che non siamo considerati innocui bensì pericolosi.
        Ora, è evidente che queste sono solo avvisaglie e che la situazione è destinata a peggiorare sensibilmente. Il “sistema” ha capito perfettamente che la rete può rappresentare un luogo dove le idee circolano liberamente e quindi deve controllarla. Ne abbiamo parlato qui: http://www.linterferenza.info/attpol/adesso-censura-del-web/
        Sia chiaro, è un segno di debolezza, non di forza. Ma tant’è.

        E’ bene quindi fare un lavoro di squadra coinvolgendo tutti coloro che pur non facendo parte della redazione sono comunque nostri simpatizzanti, sostenitori (il che non significa condividere tutto quello che pubblichiamo, sia chiaro…) o semplici lettori che seguono il nostro giornale perché hanno capito che non siamo al guinzaglio di nessuno e diciamo le cose per come le pensiamo e le vediamo, senza finzioni e senza fare il verso a nessuno.
        Per cui ti dico subito che hai fatto benissimo a condividere il mio articolo, non perché sia il mio, sia chiaro, ma perché penso che sarà una pratica alla quale dovremo abituarci perché qualcosa mi dice che non è certo finita qui. Con l’ultimo messaggio con cui sono stato bannato, FB mi ha comunicato che se continuo in questo modo (cioè dire ciò che penso in modo civile e dialettico e senza insultare nessuno…), cioè se continuo a non rispettare gli standard di Facebook (e dov’è che non li rispetterei?…) sarò espulso in via definitiva da FB stesso.
        Per cui, caro Michele e cari amici, dovrete essere voi a fare le mie veci in quel luogo dove, piaccia o meno, ci sono circa una ventina di milioni di italiani, e quindi per noi è di vitale importanza starci. Dovrete essere i miei/nostri/ messaggeri perché qualcosa mi dice che non avremo vita lunga da quelle parti.
        Inutile dire che su FB si trova di tutto, profili di gruppi o singoli apertamente nazisti e razzisti, un numero enorme di prostitute o simili che pubblicano profili espliciti. Pare però che nessuno di questi violi gli “standard” previsti da FB stesso…
        Un ultimo punto importante. La censura di FB è applicata grazie ad un meccanismo ipocrita e subdolo, e cioè attraverso le segnalazioni degli utenti. Guarda caso però queste segnalazioni sono sempre a senso unico. Quelli che vengono bannati sono quelli che violano gli “standard politicamente corretti” rispetto ai quali la direzione di FB è allineata. In altre parole è u meccanismo perverso per scaricarsi la responsabilità, per dimostrar e che il sistema FB si autogoverna e si autocensura da solo e che non c’è una censura dall’alto. In realtà ai vertici dell’organizzazione sanno perfettamente che sono i gruppi organizzati politicamente corretti ad effettuare questa pratica delle segnalazioni. Più se ne inviano e più si viene bannati. I temi che non sono tollerati sono naturalmente la critica all’ideologia politicamente corretta nel suo complesso ma in particolare ai due tabù intoccabili, cioè il sionismo e il femminismo, i due bastioni ideologici che non possono essere messi minimamente in discussione, come ho avuto modo di spiegare in questo articolo: http://www.linterferenza.info/editoriali/chi-non-ci-e-permesso-criticare/
        Si preannunciano tempi duri per il dissenso, quello vero, non per quelli che fingono di essere dissidenti ma in realtà sono funzionali all’ordine sociale e ideologico dominante.
        Sappiamo di stare facendo bene il nostro lavoro e per questo dobbiamo tirare dritti, però è ovvio che dobbiamo cominciare ad organizzarci in previsione di questi tempi sempre più bui e tristi. Alcuni amici stanno suggerendo di iscriversi in massa a VK, il facebook russo, che peraltro proprio ieri mi ha inviato un sms, evidentemente perché hanno verificato che sono stato bannato diverse volte da FB e vogliono intercettarmi (e questo ci dice come ormai siamo tutti tracciati e spiati, altro che Stasi, quelli erano dilettanti rispetto ad oggi…). Riflettiamoci. Anche se, in ogni caso, questa sorta di migrazione verso l’FB versione russa comporterà tantissimo tempo prima che un numero consistente di persone trasmigri. Nel frattempo non possiamo certo alsciare il campo su Facebook perché lì ci sono decine di milioni di italiani.
        Insomma, la questione è decisamente complessa. Per questo dobbiamo essere sempre più uniti, compatti e organizzati

  6. maria rosa pedinotti
    20 ottobre 2017 at 9:42

    ….e la morale di questa storia,al giorno d’oggi non è tanto strana,per aver soldi ,la fama e la gloria (sia uomini che donne) bisogna essere un poco puttana…F:Guccini

  7. Massimo Vettori
    20 ottobre 2017 at 10:12

    È da molto che faccio ricerca ed analizzo questi temi.
    Queste le mie conclusioni, che qui metto a disposizione.

    DIO NON ESISTE
    SE ESISTE IL SESSO

    In principio era il verbo. No, in principio era il sesso.
    (Antonio Gramsci – La città futura, 1917-1918)

    “Un dio solitario esclude l’essenziale bisogno della vita a due, dell’amore, della comunità, della reale e compiuta autocoscienza dell’Io altro da me.”
    – L. Feuerbach, L’essenza del cristianesimo. –

    Il sesso implica l’unione dello stesso numero di corpi (due), altri esclusi. Ed il due è il primo numero oltre l’uno, privo di universalità, che rimanda alla pluralità. Per questo il sesso è la bestia nera dei monoteismi.

    “Il padre è una verità soltanto la dove è una verità la madre. 
    In sé e per sé l’amore è proprio del sesso e dell’essere femminile”
    – L. Feuerbach, l’essenza del cristianesimo. –

    “Al rigoroso concetto dell’amore il numero di due è sufficiente.
    Due è il principio, e appunto perciò l’equivalente, della pluralità. Ponendo più persone si verrebbe solo a sminuire, a disperdere la forza dell’amore.”
    – L. Feuerbach, L’essenza del cristianesimo. –

    Ovvero, l’amore sessuale pone la pluralità come principio e allo stesso tempo contraddice l’amore universale.
    “In realtà non si riesce a comprendere perché la madre debba essere qualcosa di irreligioso, di profano, ossia di indegno di Dio, una volta che Dio stesso è Padre e Figlio […] Del resto già nel figlio abbiamo in potenza il principio femminile, anche se non ancora come persona e non esplicito. Il Figlio di Dio è l’essere mite, che perdona, che riconcilia, è il sentimento femminile di Dio; Dio padre è solamente procreatore […] Il Figlio è dunque in Dio il sentimento di dipendenza, di sottomissione, proprio della donna”
    – L. Feuerbach, L’essenza del cristianesimo. –

    (S)bilanciamenti
    La croce: uno strumento di morte mutato in segno d’amore. L’amore sessuale: l’amore che da vita mutato in oggetto del male.

     * “Ora dunque uccidete ogni maschio tra i bambini, e uccidete ogni donna che ha avuto rapporti sessuali con un uomo; ma tutte le fanciulle che non hanno avuto rapporti sessuali con uomini lasciatele in vita per voi.”
    Bibbia – Numeri 31: 17 – 18

    “Ci nascondiamo per fare l’amore ma mandiamo la guerra in televisione” – John Lennon –
    E’ esattamente così. Ma perché è così?
    Provo a spiegarlo: L’amore sessuale è una scelta di preferenza individuale, non generosa quando e con chi non conviene. Ovvero, l’amore sessuale contraddice l’amore universale e non potendo essere escluso (perché vero per davvero) viene nascosto. La conseguenza di questa sperequazione tra verità nascosta e virtù ostentate è l’esaltazione di generosità collettive che non alla portata di noi umani. Al punto di convertire in “umanitaria” la guerra, per inversione degli opposti.
    L’abito è una maschera sociale obbligatoria.
    “Sono stata io a volerlo. Mi fa sorridere il moralismo della gente, non lo tirano fuori per il nudo in sé, ormai ovunque, ma per quello non perfetto. È l’imperfezione a scandalizzare, come fosse una colpa. Il mio è stato un gesto di provocazione, e anche di profondo dolore: in manicomio ci spogliavano come fossimo cose. Mi sento nuda ancora adesso.”
    •Alda Merini*

    ALLE RADICI DEL SENSO DEL PUDORE (ogni cosa ha una spiegazione oggettiva)

    Da Vita di don Lorenzo [Milani]:
    “È tempo di guerra e di fame, vicino a piazza Pitti accade un episodio che lo segnerà profondamente. Lorenzo, mentre dipinge, si mette a mangiare un panino. Subito una donna del popolo lo apostrofa: “Non si viene a mangiare il pane bianco nelle strade dei poveri!”.

    Per non dimenticare…Marcinelle. 8 agosto 1956 nella miniera di Marcinelle morirono 262 minatori di cui 136 italiani.
    Benvenute nel mondo grande e terribile degli uomini: dove non si sta comodi, si fatica e si muore (non quelli che desiderate).

    Non si trova il pari
    In passato i Dottori della Chiesa (tutti uomini) dichiararono “sesso del diavolo” il sesso femminile, perché attentatore delle virtù maschili. Oggi la parola passa alle donne e con l’accusa generalizzata di violenza maschile la “colpa” cambia genere, ma il sesso è resta “il male”.

    Il sesso in quanto “male” rende virtuosa la sua limitazione.

    Far del sesso un male giova a chi meno ne ha da dare.

    Posti in vita pressappoco lo stesso numero di maschi e di femmine, sessualità femminile e maschile formano grandezze d’insieme assai diverse, con la femminile che sta molte volte alla maschile. Poiché i maschi non sono tutti uguali tra loro, le femmine possono scegliere. Questo ha per effetto la distribuzione diseguale del sesso femminile al maschile, con un certo numero di maschi premiati e un numero simile di altri che restano a bocca asciutta.

    Poiché le donne potevano scegliere gli uomini proibirono.

    La scelta sessuale pone in vantaggio le donne. Che a ragione temono che tale vantaggio sia loro tolto. Epperò non è questione di uguaglianza.

    Eros ed esclusioni Sguardi desideranti inseguono chi precede, escludendo alla vista chi segue.
    Selezione sessuale
    Come globuli bianchi i rossi, le donne fanno il loro mestiere di spazzine: ch’è cassare per “inettitudine” gli uomini di troppo (noi umani – maestri del falso – ce ne siam dati anche motivi morali).

    (S)elezione sessuale
    Domande da Sesso ed evoluzione, scritto da Andrea Pilastro:
    Perché normalmente i maschi combattono tra loro per il controllo delle femmine e le femmine invece scelgono accuratamente con quale maschio accoppiarsi e non viceversa? Perché ci sono, normalmente, un uguale numero di maschi e di femmine quando un solo maschio produce spermatozoi in numero sufficiente per fecondare milioni di uova?
    […] Gameti grandi e gameti piccoli: in fondo è tutto qui. Il maschio può produrre molti più gameti di una femmina e competerà per accoppiarsi col maggior numero possibile di femmine o per fecondare il maggior numero possibile di uova. La femmina, d’altra parte, che di gameti ne produce assai meno, sarà più prudente ed accorta nella scelta del proprio partner per salvaguardare il maggior investimento fatto nella produzione di ogni singolo gamete. Il successo riproduttivo della femmina dipende dalla sua capacità di ottenere risorse per sé e per la prole, di scegliere il partner in grado di fornire risorse o geni di elevata qualità e […] di tenere a bada i maschi molestatori.
    “Io credo che quando i maschi e le femmine di una specie animale hanno le stesse abitudini generali di vita, ma differiscono nella struttura, nel colore e negli ornamenti, tali differenze derivino principalmente dall’elezione sessuale [ciò] dipende non già dalla lotta per l’esistenza, ma da una lotta che ha luogo tra gli individui del medesimo sesso, e generalmente tra i maschi per il possesso delle femmine. Il risultato di questa lotta non consiste nel soccombere di uno dei competitori, ma nella poca o niuna discendenza che egli produce” (Darwin 1859)
    “L’idea che le femmine potessero scegliere il proprio partner sulla base di un loro senso estetico in un’epoca dove le donne non potevano neanche votare non ebbe vita facile […] Il giudizio sull’ipotesi della scelta femminile è così negativo e generalizzato che rimase praticamente ignorato per oltre un secolo”
    Qui l’autore si riferisce alla ricerca scientifica. Fuori, neppure adesso…

    Antropocentrismo: donne al centro, uomini a battere i confini.

    Il cattolicesimo fa suo il carattere femminino
    e lo mette a disposizione del sovrano.

    La resa proletaria ha di nuovo carattere femminino: il femminile può anche arrendersi al maschile dominante, il maschile antagonista no*

    Non dobbiamo sbagliare: femminino non è la netta divisione tra i sessi. Oggi tipicamente femminina è la Chiesa cattolica. Quella “sposa di Cristo” gerarchicamente strutturata e diretta da soli uomini. Perciò femminino è ora, prima di tutto, quel maschile che della resa al più forte ne ha fatta la sua religione. Ma che tuttavia ha prevalente presa sul femminile, grazie all’uso delle parole amore e pace (anziché servitù e resa) che così tanta presa hanno sulle nature inutilmente competitive.
    In tutto le donne si post mettono agli uomini. Ma non è così. Per la scelta sessuale sono in vantaggio loro*.

     * Vantaggio che – dove c’è – cedono all’uomo che scelgono, scegliendo uomini più grandi di loro. Fissando così parità asimmetriche coi loro uomini, oltre il sesso che le pone in vantaggio, così scambiato, post-mettendosi ai loro uomini altrove (salvo poi lamentarsene) e post-mettendo a sé gli uomini esclusi dalle loro scelte. Ne risulta così uno spaccato non in due parti: gli uomini sopra e le donne sotto, ma in tre: con le donne al centro. Ma poiché, per i giochi di ruolo, è loro essenziale che tutti gli uomini appaiano precedere tutte le donne (vulgata utile a che le donne non abbiano obblighi di generosità in fatto di sesso diversi da quelli verso un potere maschile elitario e patriarcale) è strategico l’uso del singolare maschile (l’uomo anziché gli uomini). A che non più di un uomo (come da immaginario sessuale loro) sia il modello di governo dell’intera umanità e che il sesso sia considerato un male. Onde sia “bene non dare ciò che è male”: in modo che sia morale non dare a chiunque ciò che per taluni diventa così un vantaggio sugli altri e per le donne un accresciuto valore di scambio. Questo “male” del sesso uguale per tutti, inammissibile per le donne come da natura loro, i preti lo hanno bene inteso, se ne sono appropriati a vantaggio del Sovrano e lo hanno voltato e rilanciato contro le donne, per controllare il loro corpo con le loro stesse limitazioni. Infine poste dai preti a negazione del sesso medesimo (col mito della vergine e madre). Ed ora le donne, più degli uomini, vanno per chiese cercando di riprendersi ciò che è loro: il potere di quella limitazione sessuale che le favorisce nella scelta del partner, quando libera. Limitazioni sulle quali gravano ora anche quelle religiose, ma che evidentemente non sono considerate dalle donne così sfavorevoli quanto l’ipotesi di dover sesso a chiunque. Anche quando limitate dalla religione senza motivazioni, se non quelle dei tabù sessuali, alimentati dalla gelosia e dal desiderio di appropriazione maschile di un bene che per il genere maschile resta scarsamente disponibile.
    “I movimenti del sessantotto … sono *
     *… attraversati da disuguaglianze e gerarchie. I collettivi, le assemblee e più tardi i gruppi sono aggregazioni divise al loro interno tra il carisma di pochi leader e l’entusiasmo gregario dei seguaci … La seduzione entra allora nei giochi dell’appartenenza e della partecipazione alla cerchia sempre più ristretta dei leder, i quali sembrano esercitare un inconfessabile diritto di prelazione … Le differenze di genere rimangono visibili e crudeli…” Da – Due in una sola carne – di M. Pelaja e L. Scaraffia

    Eros ed esclusioni
    Vedo un inseguirsi di sguardi desiderosi verso chi precede, ignari di chi segue, quale forma di innocenza.

    Ricalcola-menti
    Se tutto il potere è in mano agli uomini perché l’immaginario sessuale femminile (l’amore) è trasmesso in chiaro e oscurato quello maschile (il sesso)?

    Per il desiderio d’illimitatezza ideale si disprezza la finitezza dei corpi. Attivamente quando altrui. Il proprio se non fa male. Il sesso non fa eccezione, se ciò che si disprezza è il sesso altrui.

    IL BANDOLO DELLA MATASSA
    La coppia si forma passando dal non volere al volere della donna (l’uomo dev’essere parecchio speciale per concedersi di non volere), se il vantaggio della scelta sessuale non le viene tolto con la forza o con la presa in mani maschili degli altri beni necessari alla sua vita.

    Scambievole inimicizia… sessuale.

    Il sesso è un bene inseparabile dal corpo della persona.
    Per questo non può essere dato per interposta persona o rubato senza violenza.

    Più selezioni meno ne resta
    (le donne selezionano più degli uomini)

    Disuguali nella coppia.
    Disuguali nella società.

    (Disuguali nella coppia per scelta sessuale femminile.
    Disuguali nella società per rivalsa maschile)
    Donne è plurale e si scrive al plurale – ovvero diverse tra loro.
    Anche uomo, inteso come umanità, è plurale ma si scrive al singolare, 
    come Dio, onde ottundere le differenze in nome di un modello maschile verticalizzato e reso Uno, che però rappresenterebbe la generalità. 
    Faremo passi avanti quando avremo inteso cosa questo nasconde.

    “La Circe dell’umanità, la morale, ha falsato alla radice tutti gli psychologica – li ha ridotti a moralità – fino a quell’orribile assurdità, che l’amore debba essere qualcosa di non “egoistico”… bisogna essere ben fermi in se stessi, poggiare valorosamente sulle proprie gambe, altrimenti non si può amare. Le femmine lo sanno anche troppo bene: non sanno che diavolo farsene degli uomini disinteressati, meramente obiettivi […] La donna è indicibilmente più cattiva dell’uomo, anche più accorta; nella donna la bontà è già una forma di degenerazione […] La lotta per l’uguaglianza dei diritti è già un sintomo di malattia: qualunque medico lo sa. – Quanto più la donna è donna, tanto più si oppone, con mani e piedi, contro i diritti in generale; la guerra tra i sessi le da già di gran lunga il primo posto. – Qualcuno ha avuto orecchie per la mia definizione di amore? E’ l’unica degna di un filosofo… ”
    Friedrich Nietzsche, – Ecce homo.

    Per me (uomo) la religione serve a controllare il corpo delle donne. 
    Ma forse mi sbaglio, perché ho anche notato che più donne che uomini battono le panche di quella Chiesa dove gli officianti sono tutti uomini e l’immagine mitica della sessualità femminile è quella della vergine e madre. Perciò che siano attratte dal disimpegno sessuale e convinte dell’esatto contrario di quel che son convinto io? Ovvero che la Chiesa (la sposa di cristo) freni più gli uomini, tenendo a bada i loto? E sia li, nella religione monoteista, dove il loro accoppiamento ideale scala vette più alte?

    UN PECCATO (molto poco) ORIGINALE
    Ma forse dio è un vecchio sovrano al quale i suoi sudditi hanno fatto credere di essere il padre di un figlio avuto da una giovane donna vergine ed ora sospetta qualcosa ed è incazzatissimo con tutti noi.

    (Perché farsi prendere in giro da dei ciarlatani imbroglioni? Su la testa!)

    DIMORFISMO DI GENERE

    Generalmente le donne hanno fattezze più minute degli uomini che scelgono. Altrimenti sarebbe senza storia il ruolo selettivo del loro diritto di scelta (l’equilibrio si ottiene conteggiando gli uomini che escludono).

    Al centro dell’antro c’è la donna, non l’uomo. Mentre gli uomini girano intorno, disperdendosi sui confini, protesi verso i massimi sistemi; le donne, volte a loro stesse, si raccolgono al centro, aprendosi agli uomini che valgono loro.

    La comune maschera umana per primo nasconde il sesso.
    Né il sesso si farebbe generoso con chi non conviene, se tolta. 
    Ma, per contrasto, mostrerebbe l’inconsistenza delle altre generosità umane. Ovvero, l’inconsistenza dell’amore universale.

    Per le donne la limitazione sessuale è naturale. 
    Per gli uomini un impedimento. Ma che sottratta alle donne e impedita oltre le loro necessità favorisce il maschile che conta.

    POTERE E POTERI
    L’immaginario sessuale maschile vietato in chiaro dimostra che la proiezione pubblica del sesso non appartiene agli uomini.

    L’esclusione sessuale dei soggetti più deboli non è fuori dalla cultura e dalla politica, né neutra alla crisi di questi tempi.

    L’amore di tanti verso Uno allontana dal sesso praticato.
    Perché il sesso praticato è amore dei corpi, Uno con l’Altro.

    Sesso
    Non può essere un male collettivo
    ciò che è un bene ciascuno per se proprio. Se non l’altrui,
    in vittoria del respingimento o della gelosia dominante.

    “Il compito di una guida spirituale
    in un chiostro femminile
    offre grandi possibilità”.

    Francesco de Sales – santo – Dottore della Chiesa

    Sessismo senza sesso.
    La distinzione dei caratteri maschili e femminili è propria dei sessi. La guerra tra i sessi domanda che l’un sesso annulli le distinzioni con l’altro, mentre per l’amore sessuale sono necessarie. Al che i due sessi immaginano tali distinzioni nulle solo per chi mettono fuori dai giochi.

    La libertà sessuale esclude il diritto ed è nemica degli impedimenti. Perciò è il principale punto di forza del liberismo.

    La mansuetudine associata alla negazione sessuale (che i preti traggono alle donne per rendere generale)
    non è amore ma obbedienza.

    La mia tesi è semplice e facile da dimostrare: ogni amore è particolare. Non esiste l’amore universale. Al punto che l’amore sessuale viene nascosto perché contraddice l’amore universale, per fornire alla società una maschera di virtù che non ha (al punto che questa stessa tesi viene nascosta).
    A conti fatti, sesso incluso, non sarebbe necessario essere generosi al punto di post mettersi agli altri, ma solo più sinceri su quel lato.

    Senza equiparazione di numeri, l’ideale sessuale femminino favorisce l’uomo che sta più in alto. Diradando l’atto sessuale femminile: che invece è scambio alla pari tra due soli. Così, tra coppie e gerarchie poligame si producono le tante vie di mezzo, favorite dalla differenza biologica.

    Con la Chiesa l’homo sostituisce le donne presso dio,
    escludendo il sesso in nome dell’amore universale.

    Ivi Lei riconosce ciò ch’è suo.

    SBILANCIAMENTI

    L’esser posto per virtù quell’egoismo di coppia che invece è gelosia, altrove inganna altre virtù ed esalta l’esser il bene più del male.

    Selezione sessuale e società diseguale

    Ogni donna sente di aver diritto ad un uomo speciale, perciò collocato sugli altri.

    Censurare il sesso nella coppia per motivi morali è una finzione per non fare i conti in chiaro, fuori della coppia, sulla sua rilevanza politica e sociale.

    I valori solidi delle donne osservali negli uomini che scelgono.

    Non sbagliarti, fuori da costrizioni è il sesso femminile che seleziona il maschile.

    Bilanciamenti

    Non aspettarti generosità universali
    da chi da’ in un modo, detrae in un altro, e ci fa la cresta.

    In fatto di sesso, ad esempio…
    il maschile è forte, talora generoso e talora prepotente; il femminile ricco ed egoista.

    Il sesso rivela i limiti della generosità umana, 
    aprendo e spostando gli egoismi dall’individuo alla coppia, 
    ponendo così nuovi confini di gelosia intorno alla coppia.
    Nascondere il sesso (non potendolo eliminare) in nome dell’amore universale è l’inganno finale: oltre il sesso non c’è l’amore universale ma il ritorno all’egoismo individuale.

    LASCIA E RADDOPPIA
    La violenza attiva è tra i due aspetti della violenza sessuale quello che costringe le donne al sesso che non vogliono, perciò è il peggiore ma non l’unico. La negazione del sesso in quanto tale è l’altro aspetto. Quello che richiede la loro partecipazione alla censura morale, onde non fare il sesso anche per loro desiderabile. Insomma, la lotta avrebbe da essere su due fronti. Ma siccome la negazione coincide con il sesso come “male” ed è roba che investe la morale dell’intera società, da quella parte non sa da guardare.

    Senza dubbio i monoteismi sono misogini:
    disseminati come sono di violenze contro le donne.
    Tuttavia le loro maggiori frequenze sono femminili. Perché?

    La mia spiegazione nel post che segue*

    *Il potere femminile ha origine dalla limitazione sessuale e risiede, invisibile, nelle negazioni (nei no, sebbene naturali) alle richieste sessuali maschili. Potere di negazione reso poi virtuoso dal maschile. La dove il maschile fu spinto dai monoteismi a investire sulla gelosia piuttosto che sulla libertà sessuale femminile, onde controllare le loro scelte eccedendo la loro medesima limitazione in vera e propria negazione sessuale. Non più per ragioni naturali (prive di senso per il maschile) ma con la negazione del sesso in quanto tale.

    Anche l’immaginario sessuale ha i suoi ricchi e i suoi poveri
    ed è politico in quanto tale.

    SESSO
    Perché è divenuto un male collettivo ciò che è bene per ciascuno il suo?
    La risposta è: il sesso che è “male” è quello degli altri, per rifiuto o per gelosia

    Dicono amore intendono obbedienza.
    Odiano il sesso perché è amore spartito tra due, alla pari.

    Antropocentrismo regnante.
    La donna sta al centro dell’antro, l’uomo ai confini o sul trono.

    CONTRADDIZIONI OCCULTE AL SESSO, IN QUANTO MALE
    Chi per principio sostiene l’amore universale nasconde il sesso, 
    perché nessuno in fatto di sesso è generoso con chi non conviene. 
    Men che meno le donne, che prone a poteri maschili eretti sul disimpegno sessuale, son cortigiane dei troni e degli altari.

    Scegliere è una parola grossa,
    per poter scegliere occorrono più possibilità.

    Poiché il sesso maschile è troppo al femminile, occorre che gli individui di sesso maschile lottino tra loro per aver successo – ma in modo dissimulato se la specie è quella umana (per poter fingere altre virtù che non possiedono). Così, mentre una certa pretesa innaturale di bontà generalizzata, fattasi religione, nasconde e colpevolizza il sesso, gli uomini non smettono di competere tra loro, corteggiando ed eccedendo le donne in ogni dove, che però continuano a scegliere… muscoli, poteri ed averi permettendo. O considerati nel pacco?

    La violenza di genere rivolta contro le donne è null’altro che la vile degenerazione del seguente aspetto:
    gli uomini sono sessualmente disponibili in eccesso,
    perciò in lotta tra loro per le donne.

    “Piccole differenze”
    Il principale problema femminile riguardo al sesso è con chi farlo, maschile avere con chi farlo.

    L’altro di coppia con sé, in quanto positivo fuori di sé, contraddice l’Uno e apre al molteplice.
    Fisicamente perciò necessariamente l’amore sessuale, sebbene anch’esso caduco e finito (poiché l’ultimo a resistere è l’amor proprio), fa degli amanti “due io-corpi viventi uguali sulla cima del mondo”. Due a due, tutti gli altri esclusi. Ciò significa che qualora questo non fosse accettato anche dagli altri produrrebbe altrettante guerre con “il resto del mondo”. Per questo l’amore sessuale – così malvisto dai monoteismi, quand’anche non aborrito – contraddice l’amore universale ed è esso a venir celato, perché vero. Ovvero il solo tra i due che è.

    Ci muoviamo tutti in una stessa direzione (al femminile non fa eccezione neppure il sesso), dove ciascuno vede chi lo precede, ma non chi lo segue, e sveltisce il passo.

    Novella avversa al patriarcato.
    Non fu Edipo ad uccidere il padre ma la sorella, per poter finalmente amare il suo compagno di amor completo.

    La selezione sessuale ha un costo evolutivo che le femmine non sono chiamate a pagare ed è causa del dimorfismo di genere.
    Corsi e ricorsi sensibili: ovvero ripensamenti di un fragile patto.

    L’estensione della ricettività sessuale femminile è quella risorsa della coppia (ma anche sociale) che fu tradotta in amore in un tempo lontano, onde porsi oltre le necessità sessuali propriamente femminili per accogliere le maschili. Ma che ora, con la nuova drammatizzazione del sesso (tradotta da quella religiosa e a quella ancora associata), denota la rinnovata tendenza femminile a far rifluire.

    Le donne hanno poche ma decisive ragioni per essere sessualmente più selettive con gli uomini. Gli uomini invece ne hanno milioni per non esserlo affatto. Si chiamano gameti.

    . “Genio. Io non so vedere che colpa abbiano [le donne] in questo, 
    d’esser fatte di carne e di sangue […] e anche mi pare strano, che non facendoci meraviglia che gli uomini siano uomini, cioè creature poco lodevoli e poco amabili; non sappiate poi comprendere come accade, che le donne infatti non siano angeli”.

    G. L. – O. m., Dialogo di T. Tasso e del suo genio familiare

    MASCHERINE
    Per fortuna (dei gelosi, dei preti e delle donne) il sesso è considerato un male, altrimenti non darne non sarebbe bene.

    Tutti protendiamo verso qualcosa di particolarmente nostro e ne siamo gelosi, è la vita. I diritti possono essere universali, l’amore no.

    Ogni amore è così particolare
    da dover negare il sesso per fingersi universale.

    Se il sesso non fosse considerato un male, l’umanità 
    si scoprirebbe assai meno generosa di quanto ritiene essere. 
    E poi quante “virtù” saremmo costretti a ripensare???

    FEMMININO
    Che i buoni siano sottoposti ai forti, malgrado il loro volere è una falsità. Se la loro prima virtù fosse la bontà ciò non succederebbe. Amore si, a iosa, ma per chi denaro e potere (o bellezza).

    Gran pregio ricevono le virtù false dal sesso pubblicamente disistimato.

    Attenzione alla lotta tra i sessi: l’uno non possiede anche le ragioni dell’altro e senza mediazioni ne resta per pochi.
    Modelli ideali singolari e/o plurali, 
    necessari per capire anche quelli reali…

    “La donna sta all’uomo come l’uomo sta alle donne”

    (…) La separazione e la morte sono atroci.
    Però un amore che non sembri l’ultimo della vita, per una donna non è che un inutile passatempo.
    Banana Yoshimoto, “Kitchen”
    Mariacarla Boscono by Peter Lindbergh

    Il pianto di questa donna cela in sé anche il desiderio che questo suo uomo, così tanto amato (troppo), muoia. Consapevole com’è che un amore così grande non sopravvive. Per il fatto che sentimenti così perfetti, così assoluti, vivono meno a lungo degli imperfetti, sobri. Anche se l’adagio più seguito, recita: “a calare siamo sempre a tempo” e a me sta bene, purché non se ne faccia obbligo sociale per gli uomini e le donne non le si uccida da vive.

    Sessista è la sessualità che prevarica le minorità.

    Non confondere il diritto a dir no a chi vuoi tu 
    con la negazione del sesso in quanto tale.
    Morire sul lavoro è il ti amo più grande di chi non sa altro dire.

    A tutto campo, senza lasciar niente fuori dal computo (men che meno il sesso).

    Occorre far chiarezza anche sulla natura degli egoismi 
    e delle gelosie nascoste dai tabù.

    Cos’è il sesso se non quell’unico bene che non si può dare per interposta persona?
    Così san Paolo disse delle donne:
    “Le mogli siano sottomesse ai mariti come al Signore: il marito è infatti il capo della moglie come Cristo è capo della Chiesa, e come la Chiesa è sottomessa a Cristo così anche le mogli siano sottomesse ai loro mariti in tutto”.

    Così scisse Leopardi:
    “Genio. Io non so vedere che colpa s’abbiano [le donne] in questo, d’esser fatte di carne e di sangue, piuttosto che di ambrosia e nettare. Qualcosa del mondo ha pure una ombra o una millesima parte della perfezione che voi pensate abbia a essere delle donne? E anche mi pare strano, che non facendovi meraviglia che gli uomini siano uomini, cioè creature poco lodevoli e poco amabili; non sappiate poi comprendere come accade, che le donne in fatti non siano angeli”.

    Così scrisse Nietzsche:
    “Le femmine […] non sanno che diavolo farsene degli uomini disinteressati, meramente obiettivi […] La donna è indicibilmente più cattiva dell’uomo, anche più accorta; nella donna la bontà è già una forma di degenerazione […] La lotta per l’uguaglianza dei diritti è già un sintomo di malattia […] Quanto più la donna è donna, tanto più si oppone, con mani e piedi, contro i diritti in generale: lo stato naturale, la guerra eterna fra i sessi le dà già di gran lunga il primo posto”.

    Scegli tu (io Leopardi).
    L’amore tra due condiviso è antitetico all’amore di tanti per uno solo.

    Come e perché le divinità femminili furono scalzate dalle maschili.

    La maggior selezione sessuale di cui il maschile è oggetto, ha prodotto quel dimorfismo di genere che via via si è tradotto in maggior prestanza fisica maschile. Per essere poi associato all’uso della forza e al possesso dei beni. Da ciò deriva anche la natura belligerante del maschile, giustificata dall’uso di morali sessuali negative di estrazione religiosa (monoteista), tagliate su misura per il Sovrano, per esser così volte non solo contro le donne, ma anche contro il maschile di altra estrazione o di troppo. Con l’appropriazione maschile del vantaggio iniziale delle donne nella scelta sessuale, per essere così sottoposte agli appetiti e alle gelosie del sovrano, dalla sua corte e del patriarca, via via calando nell’intervallarsi di donne e uomini successivi al sovrano, ponendo a principio d’onore (come in natura) il possesso di più donne di uno stesso uomo: purché sovrano anche degli altri uomini. Per arrivare, infine, all’assai disonorevole più uomini per una stessa donna, col maggior numero di donne al centro dell’antro e di uomini a competere agli estremi. Così ora uccidere le femmine per ragioni di gelosia sessuale rende unica la nostra specie, non certo in positivo.

    Massimo Vettori
    Versione 30.09.2017

  8. ndr60
    20 ottobre 2017 at 10:30

    Condivido in toto l’articolo. Il coro a reti unificate (e, a quanto pare, a social network unificati) è a dir poco nauseante. Così come è ridicola la pretesa che debbano essere per primi gli uomini a denunciare il laido, attestando così lo stato di minus-habens di tutte le povere pecorelle, che chissà come si trasformano immediatamente in erinni, se devono spolpare l’ex di turno.

  9. romolo
    20 ottobre 2017 at 18:24

    Stupri o violenze a parte , tutto cio’ che e’ frutto di una libera relazione privata , che non forzi o prevarichi le reciproche volonta’ e’ da rispettare … sino a prova contraria , sinche’ non emergano rimostranze o denunce , nel qual caso divengono contenzioso per il diritto civile .

    Tutto il resto e’ vuoto cicaleccio , anche se colto e ben espresso .

    Romolo Mazzilli

  10. Ethans
    21 ottobre 2017 at 1:46

    Certo che un uomo che di nome fa Cinzio non l’avevo mai sentito, Cinzia lo senti ogni 3×2 ma Cinzio proprio mi mancava…

  11. ARMANDO
    22 ottobre 2017 at 14:57

    La vicenda dimostra che l’ipocrisia femminile è superiore a quella maschile. Forse ipocrisia non è la parola esatta, perchè presuppone consapevolezza da parte dell’ipocrita di essere tale. Forse la parola più appropriata potrebbe essere “falsa coscienza”, perchè non escludo che le varie Argento, ad un certo punto della lora vita credano davvero di aver subito una violenza. Non fa molta differenza in fondo. Il risultato è identico. ça vicenda dimostra
    a) La non volontà o capacità femminile di assumersi la responsabilità della propria vita e delle proprie azioni.
    b)La necessità di attribuire alla colpa altrui ciò che non piace di sè, il lato oscuro della personalità.
    Il che porta ovviamente a disconoscere la realtà ed a manipolare i fatti per sentirsi “innocenti” e vittime. Manipolare la realtà significa che essa non è vista per quel che è, ma secondo la percezione soggettiva, ovviamente mutevole nel tempo.
    Non è un caso che le denunce avvengano 15/20 anni dopo l’accaduto, quando l’arma in più delle donne (ossia la bellezza, di cui non hanno alcun merito) inizia a sfiorire, e il relativo potere a diminuire. Allora le signore si accorgono quanto la vita sia dura (si fa per dire, parlando di donne ricche, affermate e famose). Si accorgono che il potere naturale dato loro dall’apertura delle gambe vacilla e poi sparisce. Non lo accettano, ecco tutto. E non sanno ammettere di averne largamente usufruito a danno di altre donne, magari molto più brave ma con le gambre strette. La colpa è del solito maschio porco e prepotente. Sennonchè quel maschio porco, che è solo l’altra faccia speculare della stessa concezione del mondo e della vita, quel potere che indubbiamente possiede se lo è dovuto guadagnare lottando e sgomitando (e spesso anche in modo disonesto e spregevole) . Nel bene e nel male ciò è un merito, il risultato di una competizione a cui nessuna donna mediamente piacevole e disponbile a vendersi, ha dovuto partecipare. E se il potere di seduzione femminile svanisce inesorabilmente nel tempo, ma per anni è stato solido e inscalfibile,quello maschile è sempre in bilico, sempre da confermare fin dal primo momento. Le donne il loro potere lo perdono nel tempo, i maschi di potere (cioè quei pochissimi vincenti) potrebbero perderlo istantaneamente (vedasi Strauskan, ma anche i grandi gangsters eliminati nel corso delle guerre mafiose, o altri famosi politici caduti in disgrazia per cause spesso aratatemente inventate).
    Nessun maschio si è mai lamentato di questa condizione, ha mai dato colpa a nessuno. Tantomeno ha incolpato della propria situazione le donne; già, perchè la conquista dei favori femminili è spesso un motivo, alle volte il principale, per il quale gli uomini si gettano nella competizione senza quartiere. Eppure qualcuno avrebbe anche potuto dire più o meno così:” finchè sono un signir nessuno le donne mi scansano, disdegnandomi. Allora sono costretto, per colpa di quelle (la maggioranza) che prediligono uomini di potere, di successo, e ricchi, a competere, cosa che non farei se l’amore femminile fosse fondato solo sulle mia qualità intrinseche, morali, etiche e ovviamente anche fisiche. Quindi, se sono diventato unp squalo profittatore è per colpa delle donne.”
    Naturalmente sarebbe un discorso falso, come quello delle signore che si svegliano dopo ventanni. Falso e ipocrita. La differenza è che mai nessun uomo lo ha mai fatto questo discorso. Non è poco, perchè significa che quegli uomini (che non giudico affatto bene, anzi malissimo), alla fin fine almeno con se stessi sono onesti, e accettano le regole del gioco ( anche se, ovviamente, farebbero molto meglio a cercare di ribaltarle, quelle regole). Le Signore invece no. hanno il bisogno, la necessità di sentirsi pure come i gigli, vittime oneste dei maschi cattivi. Per questo sono ipocrite, e per questo gli antichi erano più saggi di noi.

  12. Alessandro
    22 ottobre 2017 at 20:27

    Le lacrime di coccodrillo delle varie Asia Argento vengono versate a più non posso perchè l’Occidente, hic et nunc, è pronto ad asciugargliele, senza far pesare loro alcuna colpa, se non qualche critica che arriva dai settori meno politicamente corretti.Fabrizio Marchi da sinistra è un’ eccezione, per il resto gli unici appunti arrivano da destra, dove gli uomini sono mediamente più scafati su questi temi, per quanto non brillino neppure loro di sapienza, ma sempre più svegli del Crozza di turno, di cui invito ad ascoltare le considerazioni a proprosito del caso in questione nella sua ultima trasmissione, per quanto per il resto ne apprezzi le qualità d’imitatore.
    Massima solidarietà, quindi, nonchè strumentalizzazione del caso per gettare fango sull’altro sesso, con la successiva ricaduta in finanziamenti, quote rosa, incarichi di prestigio, ecc., ecc…
    Peccato, perchè questa miseria morale da stars system poteva essere utilizzata per riflettere sulle leggi che anche in Italia favoriscono il ricatto nelle sue varie manifestazioni, dove i cafoni alla Weinstein, di ambo i sessi, non contrattano cachet milionari con altri privilegiati, ma spesso pochi quattrini per la mera sopravvivenza degli individui coinvolti.

  13. Ethans
    22 ottobre 2017 at 23:35

    Ma l’avete vista oggi in TV che dopo aver ringraziato non so chi (non ho visto bene, stavo facendo zapping) se ne è uscita col pugnetto chiuso, la demente?

  14. Massimo Camicia
    23 ottobre 2017 at 19:05

    Credo che bannare Fabrizio per un articolo come questo sia una totale idiozia, anche perchè le argomentazioni che porta, condivisibili o meno, non sembrano essere particolarmente “avvelenate” o peggio, insultanti, soprattutto vedendo poi, quello che c’è su FB, da gruppi spudoratamente nazisti a profili razzisti che vengono allegramente tollerati, nonostante le innumerevoli segnalazioni (è capitato anche a me segnalarne qualcuno ricevendo però delle risposte a dir poco imbarazzanti).
    Tutta la mia solidarietà Fabrì !!!

    • Fabrizio Marchi
      23 ottobre 2017 at 19:48

      Grazie Camix!
      La censura, ormai sistematica, su Facebook e in generale sulla rete è diventato un problema grave da affrontare. Stiamo pensando di organizzare una iniziativa con altri amici, blog, giornali online e associazioni con una manifestazione di protesta sotto la sede di FB a Milano. Naturalmente l’iniziativa non riguarderà solo FB ma può essere un luogo simbolico.
      Il sistema mediatico-politico dominante ha capito perfettamente la potenzialità dei social e vuole controllarli. Il governo sta predisponendo una sorta di task force di associazioni preposte a fare “pulizia” sulla rete. L’alibi è quello della lotta al razzismo, al sessismo e all’antisemitismo ma l’obiettivo reale è oscurare il dissenso. E proprio la censura a cui siamo ormai periodicamente e sistematicamente sottoposti lo conferma. Verissimo anche quello che dici. Su FB ci sono pagine che inneggiano dichiaratamente al nazifascismo ma se uno le segnala ti rispondono che “non violano gli standard”. Pare che invece noi quegli standard li violiamo..Stessa cosa per la pornografia e la prostituzione. FB è zeppo di profili di prostitute il più delle volte con fotografie più che esplicite e che fanno mercimonio sessuale altrettanto esplicito, come si suol dire. A me personalmente non me ne può fregare di meno però se ci viene detto che noi violeremmo gli standard (già tre redattori de L’Interferenza, compreso il sottoscritto, sono stati ripetutamente bannati per diverse volte consecutive e per vari periodi) allora è evidente che il tutto non può essere casuale e non è l’effetto di un algoritmo che opera automaticamente,, come ci hanno raccontato finora…

  15. Rutilius hystrio
    24 ottobre 2017 at 16:52

    C`e` una cosa, credo del tutto fondamentale ma che e` sempre stata del tutto sottaciuta, e ovunque, in questo assurdo bailamme. Su ogni canale, su ogni sito, su ogni giornale. Un aspetto mai abbastanza evidenziato.
    Si dice ovunque che le aspiranti attrici si sarebbero “concesse” alle avance di un produttore porco. Il che gia` le metterebbe, in un mondo e in una civilta` normali e non in questo relitto politicamente corretto ove siamo costretti a vivere, in una posizione morale laida tanto quanto quella del produttore.
    Si dimentica pero` di dire una cosa del tutto fondamentale. Una cosa che e`stata ventilata non ricordo dove da un produttore italiano pochi giorni fa: quando sei un uomo ricco e potente, non sei tu che seduci le aspiranti –
    chiamiamole cosi. Sono LORO che ti vengono a cercare, che ti balzano letteralmente addosso. A quel punto mi domando chi sarebbe capace, a meno di essere gay, di sottrarsi. Torni a casa – come accadeva a un famoso atleta – e ti trovi tre avvenenti signorine sulla porta di casa che ti aspettano seminude, e ti implorano, letteralmente implorano, di montarle, e gratis. Fai dei provini in ufficio, e una tizia ti si spoglia davanti e ti infila la lingua in gola. Se non ricordo male, su queste stesse pagine si citava un famoso cantante a cui le fan imploravano : ” ti prego, fattelo succhiare e poi scompaio…”. Si dimentica infatti un`altra cosa del tutto basilare: se sei davvero ricco, potente, famoso, le donne ti saltano addosso, e non solo ti si “concedono”, sono letteralmente loro, a prenderti, quasi; e, altro dato ineludibile, come accennato, il piu` delle volte del tutto GRATIS, non, quindi, in cambio di parti, particelle, denaro, aiutini. Il che getta un` ombra a dir poco “differente” su tutta la questione – e mi sorprende come non sia stato mai, in nessun luogo, abbastanza sottolineato. Certo, la mia e` solo una opinione. E sfido chiunque a confutarla.

    • Fabrizio Marchi
      24 ottobre 2017 at 20:42

      Sottoscrivo in toto e non aggiungo altro perché non c’è altro da aggiungere.

  16. Rutilius hystrio
    24 ottobre 2017 at 17:03

    Un altro commento a margine: tanto per renderlo ancora piu` laido agli occhi della opinione pubblica rimbecillita da decenni di politicamente corretto, si narrava come il Weinstein usasse “mostrare” i genitali alle proprie “aspiranti attrici” durante i provini. Ora, a parte che fare sesso e tenere il pisellino rigorosamente dentro le mutande risulta un poco difficile; lo domando a tutti i “maschietti” eterosessuali li` fuori: voi siete un uomo potente, vi si presenta una aspirante chicchessia in ufficio, bella e abile, e vi si spoglia davanti e vi si comincia a strofinare addosso. Anche a voler fare la tara di tutti coloro, impotenti, omosessuali o super – seri che sarebbero in grado di resistere: sareste in grado di tenere coperti i vostri, di genitali, per piu` di qualche minuto? Suvvia…

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