Un plauso alla Raggi

Un plauso alla sindaca Raggi (“Quanno ce vò, ce vò”, si dice a Roma…) che ci ha messo la faccia ed è andata a difendere il diritto di una famiglia rom a prendere possesso dell’appartamento (per il quale era iscritta da tempo nelle graduatorie) che le era stato assegnato dal Comune di Roma.

Purtroppo, dobbiamo drammaticamente prendere atto che molta gente considera normale che un immigrato o uno zingaro debbano dormire sotto un ponte, per la strada avvolti nei cartoni o in una bidonville. E questo perché molte persone hanno ormai interiorizzato a livello psicologico che questi ultimi sono una sorta di esseri umani di serie B.

E’ la logica del “prima gli italiani” (non molto diversa da quella del “prima i bianchi e poi i “negri”) che ha portato a questo “sentire” da parte di molti anche se non della maggioranza, come invece alcuni sostengono. Infatti, nonostante l’enfasi data dai media (sia di destra che di “sinistra”) questi conflitti fra autoctoni e immigrati sono estremamente circoscritti e coinvolgono poche persone, come accaduto ad esempio alcuni giorni fa a Casal Bruciato e ancor prima a Torre Maura. Naturalmente la destra – quella al governo, in doppiopetto, e quella del manganello e della gazzarra, che è appunto quella preposta agli “effetti speciali” da dare in pasto ai media – è interessata ad alimentare la guerra fra poveri così come sull’altro versante, lo schieramento liberale, neo liberale e di “sinistra” utilizza in modo strumentale, ipocrita e retorico l’antifascismo e l’antirazzismo per coprire la sua organicità al sistema capitalista dominante.

E’ per questa ragione che questi micro conflitti locali che talvolta scoppiano in alcune aree periferiche e disagiate di alcune città vengono pompati da tutti i media. Servono ad entrambi gli schieramenti per espandere e polarizzare il consenso sulle rispettive posizioni. Entrambi gli schieramenti – ovviamente – si guardano bene dallo spiegare alla gente le cause dell’immigrazione. Se lo facessero dovrebbero spiegargli che l’immigrazione è soltanto uno degli effetti di secoli di colonialismo, imperialismo e saccheggio a mano armata da parte del mondo occidentale ai danni di tutto il pianeta. E che se veramente si volesse limitare il fenomeno dell’immigrazione bisognerebbe porre fine a quel saccheggio sistematico (tuttora in corso) con tutto ciò che ne consegue. Ma dire questo significherebbe porsi automaticamente fuori del sistema e, dal momento che ne sono parte integrante, sono impossibilitati a farlo.

Non ci è dato sapere cosa abbia spinto la sindaca a quel gesto. Forse la sterzata a sinistra del suo partito, il M5S, che ha capito che la sua parte di elettorato di destra è stata già fagocitata dalla Lega e quindi che la competizione è con la “sinistra” e con il PD? Non è importante, perché in politica quello che conta, alla fin fine, sono i fatti e non le intenzioni. E allora, tutto sommato, meglio una buona azione animata (laddove fosse questo il caso e non ci è dato appunto saperlo…) da una cattiva (nel caso specifico, strumentale) intenzione che una cattiva azione animata da una buona intenzione. Il rispetto della legalità, almeno per questa volta, si è sovrapposto ad un principio di equità e giustizia.

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Fonte foto: youtube (da Google)

 

 

 

3 commenti per “Un plauso alla Raggi

  1. Alessandro
    11 maggio 2019 at 23:02

    Non solo non viene spiegato che l’immigrazione di massa è un prodotto del capitalismo selvaggio e che basterebbe iniziare a pagare i lavoratori di quei Paesi in maniera dignitosa per ridurne la portata, mentre invece continuiamo a riempire a dismisura le tasche di pochissimi, ma che un alloggio dignitoso è un diritto e che quindi invece di prendersela con chi lo ha ricevuto occorrerebbe prendersela con chi soprattutto negli ultimi 25 anni circa ha pensato ai propri interessi o a ingrassare le lobbies di vario tenore invece di occuparsi di edilizia popolare e di periferie. Forse così apparirebbe anche evidente chi non si dovrà votare tra due settimane, compreso l’ex secessionista.

    • Alessandro
      12 maggio 2019 at 12:18

      Che poi la maggior parte di queste persone, che continuiamo a definire rom solo perchè vivono in maniera un po’ diversa dalla maggioranza degli altri cittadini, sono a tutti gli effetti italiani, quindi vanno trattati come gli altri italiani, e possono entrare a pieno diritto nelle graduatorie per l’assegnazione di case popolari.
      Il “prima gli italiani” a loro, nella maggior parte dei casi, si attaglia perfettamente.

      • SM
        13 maggio 2019 at 20:34

        Ma infatti: trattiamoli come gli altri italiani. Li pigli a rubare? Li mandi 5 anni in galera, non 2 anni ai domiciliari che ovviamente sconteranno nel loro campo rom, a delinquere ulteriormente perché i giudici sentenziano che la legge ‘non lo permette’ (cosa non permette? di mandare in galera i disonesti? Ma se ci hanno mandato anche degli italiani incensurati per furto di alimentari!)

        E poi conflitti con ‘pochi individui coinvolti’. Ma per piacere! Stateci entro 20 km da un campo di zingari (rom, sinti, caminanti, quel che è). Poi me lo raccontate quanti furti, ruberie, truffe la gente tutt’attorno subisce, e questi impuniti vengono arrestati decine di volte e subito rimessi in libertà. Magari li trattassero ‘come gli italiani’. Poi vedremmo la gente arrestata perché manda i figli minorenni a rubare o a chiedere l’elemosina, altro che ‘sono Rom’ quando gli fa comodo!

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