Vigilare

A circa un mese dall’inizio della quarantena, è doveroso aprire una breve ma necessaria riflessione.

Il Covid-19 non è un’invenzione ma un fatto, purtroppo, reale e drammatico, e quindi le misure adottate per combattere l’infezione si sono rese necessarie e vanno rispettate.

Fatta questa premessa è bene però cominciare ad allertare le antenne perché – come recita un vecchio detto – è meglio prevenire che soccombere.

Le misure di contenimento che, necessariamente, in una fase di emergenza, vengono assunte, possono diventare e spesso diventano di fatto delle misure restrittive delle libertà fondamentali dei cittadini e delle persone. Possono e debbono essere accettate per un periodo limitato di tempo ma debbono immediatamente essere ritirate una volta superata l’emergenza.

Non solo. I diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione devono essere garantiti, anche in una fase emergenziale. Il diritto di sciopero (naturalmente, in una fase di emergenza sanitaria come quella che stiamo vivendo, senza dare vita a manifestazioni, cortei o concentramenti di persone), ad esempio, deve essere garantito, così come il diritto alla libera espressione del pensiero.

In questi giorni stiamo assistendo ad una campagna pubblicitaria che punta a gettare discredito sull’informazione “alternativa”, cioè blog, siti e giornali online presenti sui social, invitando a seguire soltanto quella dei “professionisti”, “certificata”, in altre parole quella dei grandi media “ufficiali” che sarebbero gli unici a fornire informazioni “certe” e garantite.

Questa è una offensiva in atto già da tempo ma che l’emergenza Coronavirus sta accentuando in modo pericoloso.

Innanzitutto resta da vedere quanto, in quale modo e in quale misura delle testate giornalistiche che alle spalle hanno grandi gruppi di interesse economico e finanziario nazionale e internazionale, possano fornire una informazione realmente libera e indipendente. Ricordo – solo per fare degli esempi – che la guerra in Iraq fu supportata da una campagna mediatica che sosteneva che quel paese fosse in possesso di armi di distruzione di massa; notizia rivelatasi poi clamorosamente falsa. Stesso discorso per l’aggressione alla Libia dove si parlò di bombardamenti indiscriminati sui civili da parte delle truppe fedeli a Gheddafi e di stupri di massa, rivelatisi del tutto infondati. E ancora, le famose fosse comuni di Timisoara dove si diceva (e si scriveva) che centinaia di oppositori fossero stati gettati dopo essere stati passati per le armi; tutto infondato anche in questo caso. Tornando indietro nel tempo ricordo perfettamente la campagna di criminalizzazione a cui per anni furono sottoposti gli anarchici (accusati delle stragi avvenute in quel periodo) durante la strategia della tensione (teorizzata e praticata da settori, cosiddetti “deviati”, dello stato più manovalanza neofascista collusa con quegli stessi settori e con la NATO), in particolare dalle principali testate giornalistiche. In prima fila, all’epoca, c’erano quotidiani come Il Corriere della Sera, La Stampa e Il Giorno (i giornali padronali per eccellenza, all’epoca e, in larga parte, anche oggi).

Ma, come ripeto, sono degli esempi tra i tantissimi che potrei portare.

Questa campagna di denigrazione dell’informazione non allineata e “controcorrente” rispetto al mainstream ideologico dominante si fonda sul fenomeno delle famose “fake news” che girerebbero (e in effetti girano) sui social. Ora, che esista il fenomeno delle fake news” nessuno lo mette in dubbio, a patto di riconoscere che, molto spesso, queste “fake” sono proprio distribuite dai media “ufficiali”, proprio a partire dai più grandi. L’intento è chiaro. Si vuole gettare discredito su tutta la pubblicistica non allineata e far passare l’idea in base alla quale la sola informazione professionalmente corretta e attendibile sia quella dei media ufficiali. Si tratta, ovviamente, di una forzatura e di una deformazione della realtà con evidenti finalità politiche. Non c’è dubbio che sui social ci siano blog o testate poco o per nulla serie, ma non c’è altrettanto dubbio che ne esistano molte altre assolutamente serie in grado – proprio perché assolutamente libere, indipendenti e senza nessun padrone alle spalle – di fornire una informazione seria, autorevole e credibile.

Ciò che voglio dire è che lo stato di emergenza in cui ci troviamo non deve farci abbassare la guardia. Al contrario, proprio durante queste fasi è necessario tenere orecchie e occhi ben aperti e aumentare la vigilanza. Perché è proprio durante e dopo queste fasi che tendono a prendere corpo quelle tendenze a soluzioni autoritarie, non necessariamente in modo esplicito. Quello che bisogna capire è che le classi sociali dominanti tendono sempre a sfruttare a loro vantaggio le situazioni che di volta in volta vengono a presentarsi. L’emergenza in corso avrà ripercussioni enormi dal punto di vista economico, sociale e geopolitico che ancora è difficile prevedere. Anche in seno ai gruppi sociali dominanti ci saranno posizioni diverse sulla risposta da dare sia in termini politici che di politiche economiche. Ci sarà chi vorrà fare finta di nulla e mantenere il paradigma neoliberista rendendo ancora più rigido il controllo sociale (magari estendendo la tracciabilità ben oltre la sfera sanitaria e/o limitando ancor più gli spazi di agibilità politica e sindacale) e chi invece spingerà per soluzioni “keynesiane”, fermo restando che, se le cose andranno bene (per il capitale), gli utili saranno dei privati, se andranno male, sarà un problema dello stato… Tutto ciò sarà condizionato – come dicevo prima – anche dalle conseguenze geopolitiche, cioè dal possibile mutamento delle relazioni fra gli stati dovuto agli effetti della crisi provocata dal coronavirus che potrebbe modificare assetti e strategie su scala mondiale.

In conclusione, l’invito è a mantenere più che mai alta l’attenzione e la vigilanza.

Breve storia della CGIL

 

 

 

 

13 commenti per “Vigilare

  1. armando
    14 aprile 2020 at 15:14

    Non si può non concordare. L’impressione, pi che una semplice impressione, è che l’emergenza venga sapientemente usata per imprimere un giro di vite permanente sulle libertà fondamentali, in nome del “bene” di tutti e della “scienza” dietro cui ci si nasconde per prendere invece decisioni politiche. Già si parla (Bill Gates docet) di chips da introdurre sotto pelle per tracciare ogni movimento, per individuare seduta stante lo stato di “salute” ecc. ecc. Sempre per il bene di tutti, deciso ovviamente da lorsignori. A ben vedere, anche il futuro divieto sull’uso dei contanti va nella stessa direzione. Le previsioni dei romanzi distopici si stanno avverando!!!!

  2. Gian
    14 aprile 2020 at 18:48

    Forse in futuro vedremo “migranti” europei che, refrattari alla società orwelliana, prenderanno la rotta contraria per stabilirsi in Africa.

    Dubito però che ci sia da quelle parti uno o più PD locali che vogliano favorire la suddetta e supposta emigrazione.

    La vedo amara…

  3. Panda
    14 aprile 2020 at 20:08

    Concordo anch’io. Colpisce che fino a ieri dicevano non ci fossero soldi neanche per la benzina delle volanti, oggi volano elicotteri e droni, mentre la gente sostanzialmente ottempera ai divieti senza che peraltro il governo abbia ancora disposto fondi perché chi ne ha bisogno possa tirare avanti. Intanto il FMI prevede una caduta del PIL del 9% in un tessuto economico già prostrato e per darci una mano media e Confindustria consigliano di accedere al MES. Uno scenario tranquillizzante.

  4. Panda
    14 aprile 2020 at 21:44

    Dimenticavo: c’è pure la task force tecnocratica guidata da Colao. Del tutto extra ordinem, naturalmente.

  5. Filippo
    15 aprile 2020 at 23:02

    Nel Comune di Lucca, la mia città (88.397 abitanti), questi sono i numeri della “pandemia”:
    181 contagiati totali dall’inizio dell’emergenza
    13 decessi (ben 3, ripeto TRE, negli ultimi 15 giorni)
    E questo tralasciando la stucchevole distinzione tra morti per e morti con, ma ovviamente come potrete ben intuire erano tutte persone anziane (pace all’anima loro).
    Ora, questi numeri sono sufficienti a bloccare un Comune e privare le persone delle libertà fondamentali (fermo restande il divieto di spostarsi tra comuni/zone/province diverse)?
    Chiedo
    Riporto anche il commento che feci sotto un altro articolo, sempre sull’argomento.

    Caro sign. Marchi, ho da ridire su un paio di punti:

    -“Se non è una bolla mediatica – ed io non penso che lo sia (e credo che non lo pensi neanche lui) – allora non ci sono alternative alle misure di contenimento che sono state decise dal governo”

    In merito a questo punto ci sono alcune considerazioni da fare. Ammettiamo che non sia una bolla mediatica, e che sia un virus altamente pericoloso (restano da spiegare però i tassi di mortalità molto bassi di alcuni paesi, nonchè la situazione relativamente sotto controllo in altri in cui le misure adottate dai governi sono piuttosto blande se paragonate alla nostra).
    Le misure di contenimento messe in atto sarebbero giuste a scopo preventivo per evitare una situazione come quella Lombardia/del Nord in genere anche nelle altre regioni. Oggi è però passato un mese, e ci sono molte zone in cui la situazione è tranquillamente nella normalità e non è mai peggiorata: come mai non riapriamo almeno nelle zone/comuni/province dove i contagi sono ininfluenti statisticamente?
    Questo naturalmente ammettendo che non ci siano delle concause al nord che hanno contribuito massicciamente ad aggravare la situazione, concause che questo “governo” non sembra avere intenzione di indagare (si veda a tal proposito l’epidemia di polmoniti a Brescia degli anni scorsi).
    Inoltre, una misura di blocco totale della popolazione col fine di evitare la diffusione del virus ha senso se e solo se il contagio è all’inizio. Non solo questo era piuttosto improbabile, ma come minimo doveva essere indagato mediante una serie di tamponi per zona, popolazione, fascia di età etc etc in modo da costruire una curva dei contagiati prima dell’11 Marzo (e che infatti oggi ci dicono essere milioni, 10 volte tanti etc etc, nemmeno troppo velatamente).
    E allora cosa chiuderesti a fare, nel caso in cui il virus sia già diffuso comunque in tutta Italia? Misteri che non ci è dato risolvere.

    – “E in fondo i risultati di questa strategia (ammesso che tale possa essere definita una scelta di fatto obbligata…) si cominciano già a vedere, dal momento che la curva dei decessi e soprattutto dei nuovi contagi sta iniziando visibilmente a decrescere”.

    Questo sarebbe vero, tralasciando tutte le altre variabili descritte al punto 5 del seguente articolo https://comedonchisciotte.org/emergenza-coronavirus-e-crisi-economica-come-uscirne/, SE E SOLO SE il numero di tamponi giornalmente effettuato fosse costante. Poichè non ci è dato saperlo, è logico supporre che non lo sia. Ma se il numero di positivi, e quindi la curva che ci sbattono in faccia ogni giorno, e infine di riflesso le misure che adottano, dipendono da un dato variabile non esplicitato beh, allora è tutta fuffa. Il governo può decidere di aumentare la gravità della situazione semplicemente aumentando il numero di tamponi, e viceversa.
    Nessuna spiegazione ci è data a tal proposito, ne riguardo le altre variabili non considerate sempre descritte al punto 5 di cui sopra.
    Un saluto
    Filippo

    Rinnovo i saluti

    • Fabrizio Marchi
      16 aprile 2020 at 12:14

      Premetto che non ho letto il lunghissimo documento (che rimanda a tanti altri link) che hai inviato pubblicato su “Donchisciotte” che peraltro mescola dati reali a considerazioni di ordine politico (alcune delle quali possono anche essere condivise ma questo è un altro discorso…).
      Ciò detto, è anche vero che così come in Italia siamo tutti allenatori di calcio, è vero anche che diventiamo tutti esperti di tutto, anche di quelle cose di cui non sappiamo nulla.
      Io so solo che in un paio di mesi in Italia (la metà in Lombardia) sono morte 21.000 persone di coronavirus. Il fatto che in Lombardia ci sia stata questa esplosione dimostra che non si tratta di fuffa, ma di un fatto reale.
      “Che bisogno c’era di chiudere l’intero paese?”, dici tu. Bè, semplicemente perché se non si fosse fatto i morti sarebbero il doppio o forse il triplo. Perché non chiudere le altre regioni significa dare la possibilità a tutti di spostarsi da una regione all’altra e da una città all’altra diffondendo quindi il virus (dal momento che anche nel resto dell’Italia qualcuno se lo è preso…).
      Tu dici che le misure di contenimento devono essere prese all’inizio e non ha senso prenderle dopo quando il virus si è già diffuso. Può darsi invece che sia stato preso tutto sommato all’inizio e che se non fossero state prese queste misure si sarebbe diffuso molto di più. Chi può saperlo? Sta di fatto che oggi in America dove la cosa è stata sottovalutata per parecchio tempo, è in corso una mattanza. Le misure di contenimento e di distanziamento serviranno sicuramente a contenere l’infezione.
      Ma al di là di tutte queste considerazioni di cui personalmente poi non so nulla perché non sono certo un esperto, le domande che io mi pongo sono di altro genere e sono di ordine politico.
      Tutto il pianeta è bloccato sotto la cappa del coronavirus. Tutto. Tutto il pianeta è in recessione. Tutto il pianeta ha adottato le stesse misure. Dalla Cina agli USA passando per la Russia, l’India, l’Europa, il Brasile, la Corea ecc. ecc. Tutto il pianeta, compresa l’Africa che è stata colpita in misura molto marginale (e che normalmente è sconvolta da tante altre malattie per cui qualche migliaio di morti in più o in meno non cambia nulla…). Allora – mi chiedo – a che pro? Dove vogliamo arrivare? Che il capitalismo mondiale (con tutte le sue divisioni interne) si è inventato la pandemia e ha deciso di decretare lo stato di emergenza mondiale, facendo precipitare se stesso in una crisi di questo genere? A che pro? Perché? Di certo, in questa crisi, chi ne sta uscendo in modo più robusto sono propri i paesi capitalisti asiatici, la Cina, in primis ma anche la Corea del sud, e anche la Russia. Il mondo multipolare ne esce sicuramente rafforzato da questa crisi, basta vedere come la questione è stata affrontata e risolta dalla Cina. In Italia si accolgono come salvatori i medici cinesi, cubani e russi. Giorni fa leggevo di aerei da carico Antonov russi che stanno scaricando aiuti umanitari in America… Mi viene da ridere al solo pensiero… Il mondo capitalista a trazione anglosassone ne esce indebolito. Già lo era, ora lo è ancora di più. Poi, come cercherà di rispondere a questa crisi è un altro discorso. Ed è proprio su questo che bisognerebbe interrogarsi invece che perderci in ipotesi complottiste…
      Allora – mi chiedo – perché questo accanimento da parte di tanti nel voler dimostrare che questo Covid-19 è una bolla mediatica, una fesseria alimentata ad arte? A che scopo?
      Il punto vero è un altro ed è quello di cui ho già parlato nell’articolo. Quale sarà la risposta? Come cercheranno le classi dominanti del mondo occidentale di trarre vantaggio da questa crisi e di consolidare il loro dominio? Quali saranno le conseguenze sia in termini di equilibri geopolitici che dal punto di vista delle politiche interne? Quali correnti interne alle classi dominanti prevarranno? Potrebbe prendere corpo (ipotesi affatto da scartare) l’idea di un “capitalismo autoritario”, di un controllo “orwelliano” sulle persone. Proprio ieri ho denunciato in un mio video su facebook che in Israele il governo ha incaricato il servizio segreto di tracciare gli spostamenti di tutte le persone. Ma la cosa veramente inquietante è che è emerso che questa prassi andava avanti già dal 2002, a totale insaputa dei cittadini israeliani (la notizia è stata data pochi giorni fa dal New York Times e il governo israeliano è stato costretto ad ammetterla). Se ne parlava serenamente anche ieri mattina su RAI 2 come se nulla fosse. E si parlava di questi sistemi che ormai non solo sono in grado di sapere dove vai ma anche se starnutisci, se respiri, e quindi quello che dici, cosa dici; insomma un controllo totale. Ma questo era possibile (e infatti lo facevano…) già ben prima del coronavirus…
      Ora, è su questo che bisogna mantenere alta l’attenzione e la vigilanza. Non perderci nelle solite disquisizioni complottistiche sul coronavirus, perché la crisi sta mettendo a terra anche le borghesie e non solo i ceti popolari e proletari.
      Il punto è quindi quello di capire come il “Potere” o i vari “Poteri” risponderanno. Ma escludo che la crisi da coronavirus sia stata provocata ad hoc. Anche perché si “scoppiava” di pace sociale. Ed è proprio quest’ultima che la crisi da coronavirus potrebbe minare. Quindi – torna la domanda:” A che pro? Perché si sarebbero dovuti inventare tutto questo casino che rischia molto concretamente di ritorcersi contro i loro stessi interessi?”. E ancora. Sul piano internazionale, la crisi sta favorendo l’impero USA o la Cina? A me la risposta pare evidente. E allora – ancora una volta – perché? Perché l’impero USA (in fase declinante da tempo) avrebbe dovuto inventarsi questa crisi che sta palesemente favorendo i suoi principali competitor? I “complottisti” della parte opposta dicono che è stata la Cina a scatenare tutto questo casino. Io dico che bisogna lasciar perdere questi discorsi e affidarsi all’analisi lucida delle cose, di ciò che accade e di ciò che accadrà.

      • Alessandro
        16 aprile 2020 at 13:15

        Oltre tutto coloro che ci vogliono tutti in strada quanto prima, possibilmente adesso, sono la Confindustria e tutto l’arco parlamentare, ossia tutta la destra, dal PD a FDI. Per fortuna che ci sono gli “incompetenti” al governo, altrimenti avremmo la libertà di morire di coronavirus subito, perchè forse non si è ancora capito che il problema non è solo il coronavirus, pure da prendere molto seriamente, ma anche il fatto che non abbiamo una struttura sanitaria adeguata a rispondere all’emergenza. Chi conosce il livello della sanità italiana direttamente, perchè ci bazzica soprattutto come malato, sa perfettamente che soprattutto al sud, ma evidentemente anche al nord, senza questi provvedimenti sarebbe stata una catastrofe. Aggiungiamoci anche che i primi a d essere assistiti, come si sta tragicamente evidenziando, sono i vip, i pezzi grossi, mentre il popolo si deve spesso arrangiare, perchè i posti sono già spesso occupati o perchè deve aspettare il suo turno. Infatti di pezzi grossi e di vip non muore quasi nessuno, perchè hanno subito la possibilità di usufruire di un servizio che non è paragonabile a quello di un pincopallino qualsiasi.
        Ne consegue che l’unico provvedimento, questo sì di sinistra vista la situazione, è tenere quanto più possibile la gente in casa, il resto sono solo questioni secondarie, che si vedranno a tempo debito, adesso conta salvare la pellaccia. Che poi tra supermarket, farmacia e giretti vari si può star fuori a lungo, non vedo tutta questa tragedia. Semmai la catastrofe sarà economica, ma prima dell’economia, in assenza di cure, viene la tutela della salute di chiunque e anche qui per fortuna che ci sono gli “incompetenti” a tenere botta per il momento, altrimenti avremmo già firmato la presa in giro degli strozzini di Bruxelles. Vedremo poi gli sviluppi. In ogni caso, il rompete le righe è vicino, il capitale ha bisogno di profitti, quindi bisogna che il popolo si dia una mossa.
        P.s.: ragionamento critico rivolto a una certa mentalità che sta prendendo piede in questo Paese, non è rivolto a nessuno in particolare.

      • Filippo
        17 aprile 2020 at 11:37

        Vabbè sig. Marchi, però nella prima parte del suo post ha completamente ignorato le mie osservazioni, estrapolato quello che pensava avessi voluto dire, ignorato il punto 5 dell’articolo che le ho postato(non tutto), e ributtato il tutto sul discorso Lombardia che è la singolarità e non la normalità, situazione che ha sicuramente delle concause che spero verrano indagate, e che viene presa ad esempio per giustificare il lockdown totale.
        Fermo restando che come io non posso sapere se lasciando aperto la situazione sarebbe peggiorata lei non può sapere se senza queste misure sarebbe stato un disastro: manca il dato sulla letalità, mancano studi sulla diffusione, mancano chiarimenti sulle cure condotte, sull’incidenza dell’ospedalizzazione forzata etc etc
        Si è semplicemente scelto di dare numeri farlocchi (per loro stessa ammissione), prendere la Lombardia a normalità italiana, e buttare giù l’economia del paese (per ora).
        Sulla questione politica e sociale del dopo mi creda, è la mia preoccupazione 18/24h, ma non è possibile affrontare il dopo senza capire che già il prima presenta falle talmente gigantesche da risultare comiche.
        Fermo restando la singolarità Lombarda, naturalmente, che DEVE essere spiegata.
        Un saluto

        • Fabrizio Marchi
          17 aprile 2020 at 12:55

          Come tu stesso hai detto né io né te disponiamo di elementi sufficienti per poter affermare delle cose con certezza rispetto alla questione in sé, dal punto di vista tecnico e sanitario intendo. Io credo che se non si fosse applicata la quarantena dalla Lombardia l’infezione si sarebbe propagata anche altrove, e infatti le regioni più colpite sono state quelle limitrofe, cioè il Veneto e l’Emilia Romagna. A logica mi pare di poter dire che se ce ne fossimo fregati il virus si sarebbe diffuso oltre misura anche nelle altre regioni.
          Ciò detto, quello che io posso fare è un’analisi politica delle cose, sulle conseguenze (che sono quelle che mi preoccupano) ecc. Per il resto, non avendo gli elementi e non essendo un esperto in materia, non posso che tacere perché potrei solo fare delle illazioni, delle ipotesi, ma varrebbero quel che valgono, cioè nulla.

          • Panda
            17 aprile 2020 at 13:24

            Ma perché mai non dovrebbero valere nulla? Come minimo potresti selezionare le voci credibili da quelle no. Sono gli esperti che devono dimostrare, sul campo, di essere attendibili e utili a noi, non noi che dovremmo silere in munere alieno perché possono esibire questo o quel titolo. I due economisti italiani più titolati sono Tabellini e Alesina: dovremmo pendere dalle loro labbra? Tornando al covid, Burioni che a febbraio affermava che il rischio per l’Italia era zero per quanto mi riguarda ha perso ogni credibilità, quali che siano i suoi titoli, mentre Crisanti, coi buoni risultati che i suoi consigli hanno consentito di conseguire in Veneto, è una voce da ascoltare con attenzione. Anche questo lo ritengo un ragionamento persuasivo: https://it.businessinsider.com/ernesto-burgio-2-o-3-cose-che-so-su-questa-pandemia-quando-riaprire-dove-ci-si-contagia-gli-errori-da-non-rifare/ Ma perché lo è, non per i titoli di Burgio!

  6. Fabrizio Marchi
    17 aprile 2020 at 14:15

    Ernesto Burgio l’ho ascoltato anche io e mi sembra una persona molto seria e, peraltro, non ha mai detto che il Covid sia una bufala o sia stato inventato in chissà quale laboratorio (non perché lo abbia detto tu, parlo in generale) o sia il frutto di trame imperialiste o delle multinazionali farmaceutiche (che comunque ne trarranno vantaggi, ma questo è un altro discorso…). Del resto, il pianeta non è governato/dominato solo dalla industrie farmaceutiche ma da tanti altri gruppi economici e politici.
    Dopo di che, io non ho mai parlato di “titoli”, ho detto solamente che io non ne so nulla e che in pochi ne sanno qualcosa. Io non ne so nulla e non me la sento di avanzare ipotesi politiche sul nulla. Ho spiegato mille volte che a me interessa l’analisi delle cose e la conseguenza di ciò che accade, non andare a scoprire chi ha fatto cosa. Per fare un esempio, dopo l’11 settembre c’è stata una fioritura di ipotesi “complottiste” di vario genere. Per me invece è del tutto inutile sapere chi ha commesso materialmente l’attentato: Al Qaeda, l’Arabia Saudita, la CIA o pezzi della CIA? E’ in fondo indifferente perché la domanda da porsi è “cui prodest?”, a chi ha giovato quell’attentato? Ai popoli musulmani? Non credo. All’Islam accomunato al terrorismo? Non credo. E quindi? A mio parere ha giovato agli USA per i quali l’11 settembre è stato l’incidente che gli ha permesso di scatenare la guerra permanente e preventiva su scala mondiale, invadere l’Afghanistan, l’Iraq, mettere le mani dappertutto ecc. Ergo, l’attentato alla Torri gemelle è stato funzionale all’imperialismo USA. Punto. Io la vedo così. Potrei, naturalmente, portare tanti altri esempi, ma mi pare che questo sia sufficiente.
    Vale anche per il coronavirus, fermo restando che non credo (e non lo crede neanche Burgio) che sia stata un’invenzione di qualche servizio segreto o di qualche multinazionale dei vaccini. Il virus esiste, è stato trasmesso agli uomini (come spiega sempre Burgio) dai pipistrelli e poi si è diffuso. Il punto vero è come verrà utilizzata l’emergenza coronavirus, quali saranno le conseguenze politiche e sociali, come le classi dominanti e gli stati lo piegheranno a loro vantaggio ecc. ecc. Ribadisco che il mondo capitalista occidentale (ma neanche quello asiatico)non aveva alcun interesse a scatenare tutto questo casino. Del resto, pensare che la pandemia sia stata lasciata circolare nonostante sia stata prevista oppure che sia stata diffusa ad hoc oppure ancora che sia una bolla mediatica, vuol dire pensare che il sistema capitalista ha scientemente architettato tutto quello che sta accadendo. E francamente non ne vedo la ragione, tanto più che, come ho già detto, si “scoppiava” di pace sociale. Tanto più, ripeto, che il mondo capitalista occidentale sta uscendo malconcio da tutta questa vicenda. Pensavano di scatenarla per poterla gestire e poi invece non ci sono riusciti? Bah…che ti devo dire, a questo punto però si possono fare mille e una ipotesi ma il cane torna a mordersi la coda…
    Ora, certamente, il sistema dominante (occidentale) ha l’interesse a pilotare la questione, a volgerla in suo favore. Dopo di che, se volete continuare a sbizzarrirvi in ipotesi, fate pure, liberissimi di farlo. Personalmente ho un altro approccio alle cose.

    • Panda
      17 aprile 2020 at 15:05

      Ne ho fatto una questione di metodo, più che di merito, su cui non ho detto nulla. Ovvero, chiunque può avanzare argomenti, che si valuteranno nel merito, non sulla base di conoscenze, vere o presunte, che l’interlocutore può vantare sulla carta.

      Neanch’io trovo plausibile un’origine artificiale del covid ma è certamente lecito farsi delle domande, così come lo è sull’11 settembre. Ed eventuali risposte sarebbero tutt’altro che inutili. Certo, è vero che l’aspetto funzionale è il primo e il più importante, ma, poniamo, sapere che la CIA può agire così impunemente e manipolare fino a quel punto l’opinione pubblica avrebbe una grandissima rilevanza per chi negli USA cerca di mobilitare consenso a favore di piattaforme progressiste, così come come ne avrebbe per l’inclusione di radicali misure di riforma dell’Agenzia in quelle piattaforme.

      Tornando al covid, la sua utilità funzionale al capitalismo a me pare del tutto evidente. Il problema è proprio che quando stravince il capitalismo perde (d’altra parte se non avesse contraddizioni interne potremmo darci alla proverbiale coltivazione del giardino). Ovvero si stava allegramente avviando verso quella che anche gli economisti mainstream chiamavano “secular stagnation”. Questo è Larry Summers, uno degli artefici della globalizzazione, sei anni fa: “It is certainly possible that either some major exogenous event will occur that raises spending or lowers saving in a way that raises the FERIR in the industrial world and renders the concerns I have expressed irrelevant. Short of war, it is not obvious what such events might be.” (https://voxeu.org/article/larry-summers-secular-stagnation). Adesso qual è direi che è abbastanza ovvio. E in epoca atomica è anche certamente meno distruttivo di una guerra.

  7. Alessandro
    18 aprile 2020 at 8:48

    Tutte osservazioni intelligenti e su chi avrà guadagnato dalla pandemia si potrà valutare a tempo debito, però alla fine dobbiamo sempre tornare alla questione fondamentale: noi non abbiamo una sanità che può reggere l’impatto del coronavirus, stop. Poi, come volevano inizialmente fare i due gradassi gemellini biondi, si poteva anche far circolare il virus e chi se ne frega, chi la sfanga bene, chi non la sfanga peggio per lui, solo che poi uno dei due è stato preso per i capelli e portato all’ospedale e trattato con i guanti altrimenti ci avrebbe lasciato le penne. In Europa, pare che solo la Germania abbia le strutture adatte a fronteggiare l’emergenza, con i suoi 28.000 posti di terapia intensiva, e infatti presenta un numero di decessi bassissimo se raffrontato agli altri Paesi europei, sempre che i dati corrispondano al vero, eppure anch’essa ha chiuso tutto perchè non aveva certezze di poter sostenere a lungo l’urto.
    La Lombardia ci testimonia che cosa può fare il virus se circola indisturbato per un mesetto circa.Non vedo, infatti, ragioni perchè nelle altre Regioni dovesse andare diversamente. E teniamo anche in considerazione che si tratta di un virus che solo adesso stanno riuscendo un minimo a inquadrare, visto che inizialmente virologhe apprezzate come la Capua e la Gismondo, mi vengono in mente questi due nomi, l’avevano derubricata a semplice influenza e noi a rimorchio, per fare poi marcia indietro.
    E’ una questione quindi di priorità e di strategie. Puoi scegliere il darwinismo sociale oppure di difendere in modo particolare i più deboli, gli anziani, gli invalidi e via elencando. E dal momento che queste categorie sono a contatto con chi sulla carta corre meno rischi, penalizzi questi secondi per tutelari i primi.
    Poi ci sono le conseguenze economiche di queste scelte, ovviamente.

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