Il ruolo della Russia nella crisi mediorientale

L’intervento militare russo in Siria, nell’arco di un mese e mezzo, ha portato alla distruzione di circa il 60 % delle postazioni strategiche dell’ISIS oltre che di Jabat Al Nusra, il ramo siriano di Al Qaeda. Alla domanda “Perché avete bombardato i terroristi in Siria? Sono Terroristi Moderati: la CIA li ha armati e addestrati?”, un ufficiale di servizio ha risposto “Contro i terroristi moderati, utilizziamo solo munizioni moderate” 1.
Ma chi sono – una volta per tutte – questi ribelli moderati? Vediamolo meglio.
Distrutto l’Esercito Libero Siriano – una accozzaglia di mercenari messa in piedi dalla CIA – i soldi e le armi provenienti dall’Arabia Saudita e dagli USA, fatte passare in Siria attraverso la Turchia, sono finite nelle mani dell’ISIS e di Al Nusra 2. A queste due organizzazioni terroristiche si è aggiunta, nel 2015, anche Jaish al-Fath, mentre è nei rapporti con la Fratellanza Musulmana che l’amministrazione Obama dà il peggio di sé. Nel 2012, il New York Times, indica in questa organizzazione l’intermediario fra il governo di Washington ed i mercenari jihadisti. Sarà un caso che dal 2003 il governo russo ha sapientemente messo fuori legge i FM?
La risposta dei fondamentalisti sunniti, proprio nel pieno del processo di destabilizzazione della Siria baathista, non si è fatta attendere. Il capo dei FM siriani, un certo Omar Mushawah, ha recentemente dichiarato:”Noi, i Fratelli Musulmani, confermiamo che stiamo assistendo a una vera e propria occupazione russ, e resistere all’occupante è un dovere legittimo”. Un altro comunicato ufficiale è poi arrivato dal sito dell’organizzazione dei Fratelli Musulmani, dove l’intervento russo contro i jihadisti viene spacciato per attacco contro l’Islam sunnita da parte di Russia, Iran e Egitto. Il comunicato dei Fratelli Musulmani invoca poi una resistenza come quella in Cecenia e Afghanistan “che avrà “conseguenze tragiche per Teheran, Mosca e i suoi alleati”. Le critiche non vengono risparmiate agli Stati Uniti, accusati di connivenza e di non fare abbastanza per fermare l’intervento militare russo. I Fratelli Musulmani affermano poi che “l’occupazione russo-iraniana della Siria creerà un ambiente ostile e spargerà violenza in tutto il mondo’’ ( Discorso completo: http://www.ikhwanweb.com/article.php?id=3229 ).
Eloquente il riferimento all’Afghanistan: nonostante il crollo dell’Unione Sovietica, gli Stati Uniti con tutti i loro alleati, continuano a vedere nella Russia il nemico principale. Non importa se “socialista” o “capitalista”; evidentemente la Russia, con la sua storia, il suo immenso bagaglio culturale e la sua forza complessiva, resta comunque un nemico da abbattere.
I FM sono i soli a voler distruggere la Russia fungendo da “fanteria leggera” dell’imperialismo statunitense? Certamente no, e il giornalista italiano Giovanni Giacalone – autore di molti articoli su questo tema – ci informa con grande precisione che “A dar manforte alle gravi esternazioni degli islamisti scendono anche diversi predicatori di fama internazionale come Yusuf Qaradawi, capo spirituale dei Fratelli Musulmani e dell’Unione Mondiale degli Ulema Musulmani che incita alla “resistenza” e punta il dito contro Russia, Egitto e Iran”. 3 A questo coro si sono uniti un buon numero di ulema sauditi ( wahabiti ) che hanno inneggiato alla guerra santa contro la Siria e l’Iran, ovvero contro lo sciismo.
Ma cosa spinge i fondamentalisti sunniti ( FM e wahabiti ) a voler distruggere lo Stato baathista? L’ideologia dei ‘’coloni musulmani’’ millanta di voler far rivivere gli sfarzi del califfato omayyade la cui capitale era Damasco. Un progetto di guerra fratricida interna al mondo islamico di cui il wahabismo ( takfirismo ) è solo una degenerazione pericolosa. Ma – volendo chiudere il cerchio – che rapporto hanno questi terroristi con Israele? Bahar Kimyongur ci riporta la dichiarazione di Abdallah Tamimi, leader salafita di Homs:”Per i cittadini siriani sunniti, Israele non è, e non è mai stato il loro vero nemico….noi, i sunniti,siamo dalla stessa parte di Israele” 4
Sarà questo il motivo per cui Israele ha tutto l’interesse ad appoggiare sottobanco l’ISIS e le bande jihadiste ad esso collegate? Eppure la dichiarazione di guerra alla Russia è palese: in un video di qualche giorno fa, Daesh, ha minacciato che il sangue russo scorrerà a fiumi. Il video è stato diffuso dalla Al-Hayat Media Center e pare essere originale. Le scorribande di Daesh e di Al Nusra, allora, aiutano l’imperialismo israeliano ad indebolire il cosiddetto Asse sciita impegnato ad riorientare il mondo musulmano anche in una prospettiva di maggior vicinanza alla Russia.
Non è casuale che nel settembre scorso Putin abbia inaugurato a Mosca la maggiore moschea d’Europa: se da un punto di vista internazionale la Russia è il leader nella lotta all’ISIS, attraverso il dialogo inter-religioso il presidente russo cerca di difendere i cittadini musulmani dal razzismo islamofobo. Battaglia di valore che viene condivisa dalla Guida Suprema iraniana Khamenei il quale si rivolge direttamente ai giovani europei e americani con queste parole:”Desidero chiedervi se avete letto direttamente il Corano dei musulmani. Avete studiato gli insegnamenti del Profeta dell’Islam e la sua dottrina etica ed umana? Avete mai ricevuto una informazione dall’Islam oltre che dai media? Vi siete mai chiesti come e sulla base di quali valori l’Islam stabilì la più grande civiltà scientifica ed intellettuale del mondo ed allevò i migliori scienziati ed intellettuali per diversi secoli?” 5

Come si può criticare ciò che non si conosce ? L’Islam ha una tradizione di tolleranza e di dialogo derivante dalla profondità spirituale del suo messaggio. Il ‘’colonialismo’’ dell’ISIS, con le sue teste mozzate, sembra invece ricalcare proprio le orme dell’esercito di occupazione francese che in Algeria si rese responsabile di massacri, torture ed efferatezze varie. Il giornalista Didier Francois, per un anno ostaggio dell’ISIS, una volta liberato, alla domanda ‘’questi terroristi possono essere considerati dei veri e propri islamici?’’, ha risposto:‘’Non hanno nemmeno il Corano’’. Una testimonianza che vale doppio dato che Didier Francois per molto tempo aveva sottoposto a durissima critica il governo di Bashar Al Assad. Dopo questa drammatica esperienza è ancora dell’idea che Assad debba andarsene?

Concludendo, un coerente antimperialista sa bene che sia la Russia che l’Iran restano dei paesi capitalisti, ma sa anche che la lotta al razzismo e all’islamofobia, irresponsabilmente scatenati dalla destra occidentale, può essere portata avanti con efficacia anche percorrendo un tratto di strada al fianco di questi Stati indipendenti e non allineati ai diktat dell’Impero USA. Come ebbe modo di dire Trotsky ‘’Non dobbiamo, per forza, mettere il segno meno dove la borghesia mette il più’’.
Un monito attuale.

http://www.ossin.org/dizionario-del-diavolo/1836-le-trovatine-della-cia

http://www.lintellettualedissidente.it/esteri-3/gli-strani-ribelli-moderati-e-i-timori-di-obama-e-alleati/

http://www.lintellettualedissidente.it/esteri-3/i-fratelli-musulmani-e-gli-ulema-wahhabiti-minacciano-la-russia/

http://www.civg.it/index.php?option=com_multicategories&view=article&id=203:israele-esl-esercito-siriano-libero-la-stessa-guerra&catid=24&Itemid=141

http://italian.irib.ir/notizie/iran-news/item/179066-islam-iran-ayatollah-khamenei-scrive-ai-giovani-di-europa-e-nord-america,-ecco-le-sue-richieste-versione-integrale

 

1 commento per “Il ruolo della Russia nella crisi mediorientale

  1. armando
    22 novembre 2015 at 17:26

    <>

    Direi non solo al razzismo e all’islamofobia, ma anche allo stesso impero usa, perciò anche alle sue concezioni culturali in senso lato, antropologiche, sociali ed economiche. A mio modo di vedere il tratto di strada sarà inevitabilmente più lungo di quel che si crede oggi. Tanto lungo da far prefigurare un vero cambio di paradigma interpretativo.

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