Biden e la mondializzazione della guerra ibrida multidimensionale

Finita l’era del rozzo Trump, la nuova amministrazione ‘’democratica’’ inaugura una sorta di nuovo fascismo statunitense: educato e coi tacchi a spillo. La sinistra ‘’politicamente corretta’’ si prepara a sostenere un’epoca di bombardamenti etici e rivoluzioni colorate, sotto il segno del confinamento permanente e dell’abolizione della socialità: la vittoria di Orwell nel cuore dell’Oceania.

Le prime manovre militari dell’amministrazione Biden (contro Siria e Palestina) ed uno sguardo definitivo sulle nomine confermano quanto, fin dalla fine dell’ottobre 2020, avevo ampiamente previsto: la vittoria dei ‘’democratici’’ rappresenta per lo Stato profondo una fase di nuova mondializzazione del “fascismo” USA, là dove Trump si era semplicemente limitato a riportarlo in patria.

Diamo un ultimo sguardo al surreale team Biden. L’ex capo della Federal Reserve, Janet Hellen, è stata nominata Ministro del Tesoro. Commenta l’AGI: ”prima donna della storia americana in questo ruolo”. Si tratta di un ex capo della Federal Reserve rea, nel 2018, di aver (s)pompato l’economia mondiale attraverso l’emissione di dollari: si chiama imperialismo finanziario. Le cose non vanno meglio all’agricoltura, in questo caso la poltrona è stata assegnata a Mister Monsanto,Tom Vilsack. La notizia appare inquietante: ‘‘L’Organic consumers association’ (OCA), un’organizzazione senza scopo di lucro, ha espresso immediatamente il proprio dissenso sulla nomina, ricordando che nel 2001 Vilsack era stato eletto ‘governatore dell’anno’ (lo era nello Iowa) dallaBiotechnology Industry Organization’, la più grande associazione di categoria nel campo delle biotecnologie. Stando all’OCA, Vilsack ha approvato più organismi geneticamente modificati (gli OGM) di qualunque altro segretario all’Agricoltura in tutta la storia degli Usa: almeno 13. Da guinness dei primati’’ 1. La multinazionale killer Monsanto è stata acquistata, due anni fa, dal colosso tedesco Bayer per 65 miliardi di dollari. Che cosa hanno in mente i democratici?

  • Una guerra commerciale alla Germania qualora Berlino non interrompa la collaborazione, in materia di risorse energetiche, con la Federazione russa.
  • Una nuova guerra di accerchiamento imperialista contro Cina ed Iran.

L’inviata speciale per la Cina, direttamente dalla Casa Bianca, sarà Laura Rosemberg. La testata La voce Delle Voci ci illustra il curriculum vitae di questo rottame dell’establishment, nulla di cui gioire rispetto all’amministrazione Trump. Siamo solo passati al “fascismo educato”:

‘’E’ stata consigliera di politica estera per la campagna elettorale di Hillary Clinton nel 2016, ed è Senior Fellow del ‘German Marshall Fund’, un think tank statunitense finalizzato a promuovere (sic) la cooperazione tra gli Stati Uniti e l’Europa.

Nel nuovo organigramma di vertice bideniano, Rosemberg dovrà ‘riferire’ a Kurt Campbell, un altro veterano dell’amministrazione Obama. Campbell, infatti, sarà il coordinatore senior per la politica asiatica al Consiglio di sicurezza nazionale (NSC) della Casa Bianca.

Da tener presente che ilSouth China Morning Post’ sottolinea come Rosemberg ha criticato apertamente la censura interna di Pechino sulla pandemia da coronavirus’’ 2

Le bufale sul ‘’virus cinese’’ questa volta verranno sproloquiate da un rassicurante volto femminile. Ma c’è un’altra novità sul versante politica estera: la neoconservatrice Samantha Power è stata collocata al vertice della United States Agency for Internazionale Development (USAID), ossia l’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (Ibiden). L’USAID è famosa per i tentativi di rivoluzioni colorate e colpi di stato neofascisti organizzati in America Latina, Iran e Russia. Dall’imperialismo con la parrucca gialla siamo passati all’imperialismo coi tacchi a spillo: Washington s’è rimessa la maschera perbenista e la sinistra zombie si arruola nella edificazione di una nuova Architettura di Potere. La mondializzazione della guerra ibrida di quarta generazione, oltre alla violenza, necessita di elaborate tecniche di persuasione: ‘’egemonizza e poi annienta’’, l’imperialismo alterna il potere morbido ai bombardamenti a tappeto sempre col medesimo obiettivo, rafforzare la vocazione unipolare del Pentagono. La geopolitica del caos della nuova amministrazione USA deve essere decifrata, con cronache aggiornate e documentazioni rigorose: Joe Biden è un guerrafondaio necrotizzato in piena demenza senile, preso in custodia dalla lobby israeliana. Vediamo con quali modalità.

 

L’amministrazione Biden, l’Iran e la Cina: divide et impera

Fedele alla lobby sionista e all’ultradestra israeliana, l’amministrazione democratica ha in mente di dividere l’Elite iraniana. La borghesia del bazar avrà ampi margini di manovra in cambio della transizione ad un regime economico neoliberista; in poche parole Biden ed i ‘’sionisti liberali’’ sostengono il progetto del Bazar di ricostruire l’impero safavide 3-4, in contrasto con quello dei Guardiani della Rivoluzione intenti a combattere l’imperialismo americano-sionista ed esportare la cosiddetta Rivoluzione degli Oppressi. Trump voleva distruggere la Repubblica Islamica dell’Iran assecondando il folle piano geopolitico del Grande Israele, Biden farà il possibile ricorrendo all’arma dell’imperialismo intelligente per trasformare l’Iran antimperialista di Alì Shariati e Qasem Soleimani in una nazione sub-imperialista. L’amministrazione Biden sarà per l’Elite rivoluzionaria dei Pasdaran una avversaria, sulla strada della de-globalizzazione permanente, ben più ostica del grezzo Trump. Gli sciiti fedeli agli insegnamenti dell’Iman Khomeini dovranno, nei prossimi anni, difendere lo Stato sociale islamico sostenendo l’azione delle Brigate Al Quds in Siria, Libano e Palestina. L’ex presidente Trump era un nemico prevedibile, al contrario i ‘’democratici’’ sono islamofobi con indosso il hijab.

Il giornalista Glenn Greenwald ritiene che l’amministrazione Biden stringerà ancora di più i legami tra Cina e Wall Street: non è così. Biden farà leva sulla fazione ‘’cosmopolita’’ del Partito Comunista Cinese boicottando la prospettiva di Xi Jinping, un inedito globalismo anti-neoliberista che tiene separato il concetto di globalizzazione dalla categoria leninista di imperialismo. Il PCC ha tre fazioni interne:

 

  • Destra: è la fazione ‘’cosmopolita’’ che fa riferimento alla mafia di Shangai. Questa componente vorrebbe una transizione dal socialismo con caratteristiche cinesi ad un regime capitalista di sorveglianza.
  • Centro: è la fazione egemone rappresentata dal presidente Xi Jinping. La linea dei nazionalisti economici è il mantenimento di un regime autarchico ed anti-neoliberista. Senza compromettersi diplomaticamente, i moderati del PCC hanno sostenuto la costruzione di poli egemonici alternativi in Africa e in America Latina.
  • Sinistra: la Nuova Sinistra maoista è tutt’ora minoritaria. Pochi rivoluzionari rivendicano l’eredità teorica di Mao sulla Rivoluzione culturale e quella di Lin Biao sulla Guerra popolare, nonostante ciò le tesi riguardanti la transizione alla Nuova Democrazia restano un punto di riferimento perfino per la fazione centrista.

 

Leggiamo come Greenwald conclude il suo articolo:

‘’Ma il comportamento dei big di Wall Street induce a credere che considerino un’amministrazione Biden/Harris assai più vantaggiosa per i loro interessi e molto più suscettibile di un loro controllo. E questo, a sua volta, rende Pechino molto più sicura di poter esercitare nei confronti di Washington un’influenza molto più incisiva di quanto non abbia potuto fare negli ultimi quattro anni’’ 5

Con tutta probabilità è Biden (al contrario di ciò che scrive Greenwald) che vorrebbe inglobare nel Partito democratico USA la mafia di Shangai creando una Quinta Colonna sino-statunitense. L’obiettivo dell’amministrazione democratica è l’esportazione del neoliberismo, dalla versione finanziaria a quella digitale: nei prossimi anni l’Occidente potrebbe conoscere una ondata di disoccupazione massiva senza precedenti. Diritti sociali e libertà individuali verranno sacrificati sugli altari della nuova Architettura di Potere: lo Stato profondo rilancerà la Dottrina della ‘’guerra infinita ‘’ manipolando eserciti di nullatenenti virtualmente in armi. Le nuove generazioni non solo perderanno la libertà d’espressione, ma non avranno materialmente nulla.

 

http://www.lavocedellevoci.it/2021/01/22/agricoltura-usa-biden-sceglie-mister-monsanto/

 

http://www.lavocedellevoci.it/2021/01/19/joe-biden-nomina-linviata-speciale-per-la-cina/

 

https://www.voltairenet.org/article212030.html

 

Secondo l’analista strategico Thierry Meyssan, il progetto dello sceicco Rohani sarebbe appoggiato perfino dal premier israeliano Netanyahu. Nell’articolo Lo sceicco Rohani getta lo scompiglio in Medio Oriente vengono elencati i contatti del presidente iraniano con l’estrema destra israeliana https://www.voltairenet.org/article211900.html

 

https://comedonchisciotte.org/con-unamministrazione-biden-i-legami-tra-cina-e-wall-street-sarebbero-ancora-piu-stretti/

Biden ufficializza le prime nomine del suo governo: “L'America è pronta a  guidare il mondo” - La Stampa

Fonte foto: La Stampa (da Google)

2 commenti per “Biden e la mondializzazione della guerra ibrida multidimensionale

  1. Francesco Scabar
    26 gennaio 2021 at 12:18

    Come leggi l’attuale crisi governativa in Italia? C’entra per caso i legami tra la Mafia di Shanghai e il Governo Conte?

  2. Farrokh Bavar
    26 gennaio 2021 at 12:41

    Si, è così, in generale e in particolare. Zarif si è dato da fare per esportare i privatisti iraniani in Siria e in Azerbaigia, e poco fa in Venezuela e Cuba. I rapporti con la Cina dovrebbero essere con quella mafia di Shnaghai a cui qui si accenna. Perciò stanno appropriandosi del Gen. Soleimani come se portasse avanti le idee di Zarif.

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