Clinton e Trump facce di una stessa medaglia

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Foto: www.today.it

Gli Stati Uniti non sono un semplice paese capitalista occidentale ma il grande gendarme planetario che si considera l’unica nazione indispensabile: una ideocrazia. La borghesia imperialista americana ha un solo obiettivo e non potrebbe essere altrimenti: la conquista del mondo. Sulla base di questi presupposti chiunque mastichi un minimo di politica sa bene che le fazioni dell’oligarchia al potere fanno pressione sui singoli candidati alla Casa Bianca trasformandoli in fantocci del complesso militar-industriale. Julian Assange ha spiegato meglio di tanti confusionari che: ‘’Sabemos cómo funciona la política en Estados Unidos. Cualquier persona y cualquier partido que llegue al poder se fusionará bastante rápido con la burocracia’’ 1. E’ una questione di rapporti di forza: Trump e la Clinton sono destinati a diventare – la Clinton certamente lo è già – degli ingranaggi del sistema politico-burocratico nord-americano e ne sono consapevoli.

Hillary Clinton

Il clan dei Clinton è legato alle fazioni transnazionali della elite di Washington. I suoi finanziatori sono i grandi magnati delle petromonarchie, Casa Saud, la setta di Fetullah Gulen e i banchieri di Al Qaeda ma i suoi mandanti politici risiedono alla Knesset di Tel Aviv, oppure nella lobby israeliana statunitense. James Petras ha spiegato che il legame Clinton/Saud è caratterizzato dall’opportunismo e dalla convenienza mentre ‘’l’appoggio di lungo termine e incondizionato di Clinton verso Israele va ben oltre i suoi discorsi pubblici di lealtà e vassallaggio verso lo Stato ebraico. Tutta la carriera politica di Hillary Clinton è stata intimamente dipendente dal denaro sionista, dalla propaganda mediatica di massa sionista e dalle attività del Partito Democratico sionista’’ 2. Hillary Clinton si appresta a diventare il principale canale di informazioni confidenziali dagli Stati Uniti verso Israele e la cinghia di trasmissione per la promozione di politiche di sostegno a Israele in seno al governo degli Stati Uniti.

La ‘’regina del caos’’ è la diretta responsabile della privatizzazione dei già deboli, insufficienti e scadenti servizi pubblici di cui beneficiava il popolo americano; fiera sostenitrice del neoliberismo economico e della distruzione dei movimenti di sinistra da Occupy Wall Street – movimento per certi aspetti debole, inconcludente e poco incisivo sul terreno della conflittualità sociale – al BDS contro Israele, stato etnico che Hillary sostiene in tutto e per tutto; una razzista che usa il ‘’neo-femminismo’’ e il ‘’genderismo’’ (nonostante l’omosessualità resti reato penale in quattro Stati Usa) come protesi ideologiche. Su di lei James Petras, Diana Johnstone e Thierry Meyssan hanno scritto analisi pregevoli dal grandissimo rigore scientifico: la ‘’donna’’ – in tenuta militare – dei falchi yankee e sionisti.

Bernie Sanders, il ‘’socialdemocratico’’ che oggi si colloca a sinistra della Regina del Caos, non ha nessun pudore, non arrossisce nell’essersi ridotto a fare da cameriere alla donna forte – eh sì, anche le donne sanno scatenare guerre, esultando cinicamente di fronte alla morte di un nemico 3 – di Israele. Le parole di Diana Johnstone sono quanto più di eloquente è stato, almeno recentemente, scritto sulla politica estera Usa: ‘’Le donne ‘’dure’’ sono la prova che non vi sono elementi di tenerezza nell’approccio dell’America al mondo. Anzi, negli ultimi anni quella di collocare donne aggressive in posizioni chiave è divenuta una vera e propria tendenza’’. ( Diana Johnstone, Hillary Clinton, La Regina del Caos, Editore Zambon )

Le classi dominanti imperialiste americane e israeliane non vogliono un padre severo, un bullo razzista e alcolizzato, ma una madrina, una donna sorridente – meglio se apologeta del femminismo borghese – che si faccia madre di tutti i droni o ‘’addirittura della Terza Guerra Mondiale’’. Ecco perchè vincerà Hillary Clinton: un’ anziana signora prossima a indossare l’elmetto e la tuta mimetica.

Donald Trump

Il clan dei Trump è invece un prodotto di quella borghesia sciovinista legata agli sproloqui razzisti del White Power ( Potere Bianco ) e simpatizzante per i movimenti “suprematisti” bianchi. Per questa ragione Trump è diventato il paladino della ‘’classe media bianca’’ impoverita dalla crisi economica e desiderosa di tornare a smarcarsi socialmente dai lavoratori e dai ceti popolari. Dietro il falso Welfare State ci sono fiumi di sangue che i neocon hanno fatto sputare ai popoli asiatici, africani, arabi e sudamericani. Ai fini della costruzione del consenso, la lobotomizzazione mass-mediatica generalizzata non è sufficiente, qualche briciola i ceti medi debbono pur sempre potersela mangiucchiare alle spalle del proletariato; Trump – a differenza della Clinton che, stupidamente, deindustrializzerebbe il paese – questo se lo ricorda più o meno bene.

Thierry Meyssan inquadra con un articolo che a distanza di qualche mese andrebbe aggiornato, la figura del bullo newyorkese: ‘’Donald Trump non ha fatto politica finora, è stato immobiliarista, commerciante e presentatore televisivo. La mancanza di retroterra politica gli permette di considerare il futuro in modo completamente nuovo, senza essere vincolato da alcun impegno. È un affarista come l’Europa ne ha conosciuti con Bernard Tapie in Francia e Silvio Berlusconi in Italia. Due uomini, non senza colpe, che hanno rinnovato la politica nel proprio Paese sfidando le classi dirigenti’’ 4. Domanda: davvero Trump sta sfidando la classe dirigente del suo paese? Il giornalista brasiliano Pepe Escobar descrive come, fra folcloristici tira e molla, l’elite militarista lo stia trasformando in poco più o poco meno in un fantoccio isterico. Leggiamo:

‘’Pence è stato imposto a Trump dal suo Richelieu, Paul Manafort, così come dalla famiglia Trump, per ragioni meramente di interesse politico. Il mingherlino dell’Indiana farà bene negli stati della cintura industriale, con la speranza di spostare i voti di Ted Cruz verso Trump, di calmare i fanatici della destra repubblicana che vedono Trump come un depravato, amico dei gay, abortista, edonista newyorchese e, se tutto va come deve andare, di insegnare a Donald alcuni trucchetti circa le contorte dinamiche di Washington.

A Trump di tutto questo non importa nulla, perchè è un uomo che agisce d’impeto, non sa cosa sia la realpolitik’’ 5

Trump, con la nomina di Pence cerca il consenso dei cristiano-sionisti sostenitori, da sempre, del corrotto clan Clinton. Bisogna rilevare che se la Clinton ha l’appoggio economico e politico dei sionisti, Trump gode della stima e dell’appoggio dell’estrema destra israeliana, sostenendo, dal basso della sua volgarissima islamofobia, il progetto di Netanyahu e Lieberman volto a realizzare il Grande Israele. l’Iran è stato un chiodo fisso nei suoi, irragionevoli, sproloqui guerrafondai. La Regina del Caos ha dietro di sé i sionisti ‘’cattivi’’, i ricconi che contano nelle stanze di Wall Street; il bullo di New York – come testimonia il giornale israeliano Haaretz 6 – fa impazzire Lieberman e i ‘’demoni’’ talmudisti dei territori occupati. Questo la dice lunga sulla pericolosità, su scala mondiale, della Clinton e, cosa da non mettere in sordina, sul fanatismo di Trump, un personaggio che ha suscitato gli entusiasmi della destra – conservatrice e post-fascista – occidentale. Israele si divide in questo modo: i capitalisti con la Clinton; i rabbinisti likudisti e i coloni della Cisgiordania con Trump. Insomma, usando le parole di Assange: Scegliere fra Trump e la Clinton è come scegliere fra il colera e la gonorrea.

Quale alternativa per i lavoratori statunitensi ?

La candidata socialista Gloria La Riva è stata cancellata dai media, statunitensi ed internazionali, eppure la differenza fra lei ed il bluff Sanders, è abissale. Il giornalista Davide Rossi, diversi mesi fa quando tutti misero in sordina La Riva, scrisse, andando contro corrente, che: ‘’Una candidata davvero socialista, capace di radicare la sua azione nelle analisi di Karl Marx tuttavia c’è: è Gloria La Riva, del Party for Socialism and Liberation (PSL). Il partito, dopo aver candidato Peta Lindsay alle ultime presidenziali statunitensi, questa volta propone Gloria La Riva, già candidata nel 2008. Il programma del partito è quello di sempre, un progetto di società fondato sui diritti sociali per il popolo statunitense, tra i più violentemente esclusi da tali diritti per il liberismo imperante, con un numero di poveri e sottoalimentati impressionante, prima nazione al mondo per consumo di droghe lecite (psicofarmaci) e illecite (a partire da cocaina ed eroina). Un quadro desolante e devastante di cui i media occidentali non parlano mai. Il partito poi fonda la politica estera su una totale revisione dell’atteggiamento imperialista praticato da sempre dai governi statunitensi e propone nuove forme di cooperazione e di collaborazione con gli stati e i popoli della terra, a partire dal pieno riconoscimento delle ragioni dei palestinesi a esigere una propria nazione con confini chiari e rispettosi della loro storica presenza in Medioriente. I voti del partito saranno un chiaro segnale di quanto sia accresciuta la consapevolezza tra i cittadini statunitensi della necessità di un radicale cambiamento’’ 7.

Purtroppo le ultime righe dell’articolo di Rossi – I voti del partito saranno un chiaro segnale di quanto sia accresciuta la consapevolezza tra i cittadini statunitensi della necessità di un radicale cambiamento – devono spingerci ormai a concludere, con un certo rammarico, che il popolo statunitense non è per nulla consapevole dei crimini commessi dall’imperialismo di casa propria. E’ questo il problema più grande che andrebbe risolto; soltanto così saremo capaci di smascherare fin da subito politicanti come Sanders che  si dichiarano anche ‘’socialisti’’

Sia la Clinton che Trump si apprestano a dichiarare guerra  (Trump alleandosi con la piccola borghesia bianca) alla classe operaia americana, assecondando gli appetiti dei sionisti e le pulsioni belliche di Tel Aviv. L’analista marxista Michele Basso, con un magistrale articolo, ha segnalato che:

‘’Non c’è quindi da meravigliarsi se da parte del regime USA giungono solo sopraffazione, inganni, prepotenze, autentiche forme di pirateria. Non dobbiamo generalizzare, la maggioranza degli statunitensi sono “senza riserve”, proletari, e, finché non si organizzeranno in un partito, non potranno incidere sulla politica di quel paese e del mondo. Lo stesso deve avvenire in Europa e altrove, perché un proletariato unito e consapevole è la sola forza che può combattere l’imperialismo fino in fondo’’ 8

E continua: ‘’C’è chi pensa che per battere gli USA ci si debba alleare con Cina e Russia. Niente di più sbagliato, non avrebbe altro risultato che preparare gli schieramenti per una nuova guerra mondiale. E’ corretto, invece, utilizzare i contrasti tra le potenze, per trovare spiragli attraverso i quali possa passare la lotta di classe. Ma senza farsi illusioni, perché, se lo Stato Maggiore tedesco nel 1917 pensò di utilizzare i bolscevichi, concedendo loro il famoso treno blindato per arrivare in Russia, Russia e Cina non ritenteranno un esperimento del genere, visti i risultati, e si guarderanno bene dall’aiutare le lotte dei lavoratori, salvo a parole’’.

Le classi lavoratrici americane saranno in grado di autorganizzarsi in un movimento o in un partito realmente socialista e antimperialista? “La pazienza – come disse Trotsky – è la miglior qualità che un marxista possa avere.

1. https://actualidad.rt.com/actualidad/214453-assange-comparar-trump-hilton-colera-gonorrea

2. http://www.ossin.org/usa/1991-hillary-clinton-una-spia-israeliana-alla-presidenza-degli-stati-uniti

3. https://www.youtube.com/watch?v=lNyaWq4wxy0

4. http://www.voltairenet.org/article191620.html

5. http://www.comedonchisciotte.net/modules.php?name=News&file=article&sid=5083

6. http://www.haaretz.com/world-news/u-s-election-2016/1.733684

7. http://www.sinistra.ch/?p=4310

8. http://www.linterferenza.info/esteri/la-classe-dirigente-americana-ha-un-solo-obiettivo-il-mondo/

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