Corea del Nord: chi provoca chi?

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L’ultima risoluzione del Consiglio di sicurezza relativa alle sanzioni contro la Repubblica popolare della Corea mi sembra irresponsabile e tutt’altro che adeguata come asserito dalla grande stampa occidentale. Cina e Russia non hanno posto il veto.
Non sono mai state decise dalla fine della seconda guerra mondiale sanzioni così devastanti; blocco del 90% dei prodotti petroliferi raffinati. Per quanto riguarda il greggio l’importazione sarà limitata a 500.000 barili all’anno.1) Limitata anche l’importazione di attrezzature industriali e di prodotti necessari al riammodernamento delle tecnologie agricole e industriali. Blocco delle esportazioni alimentari, dei macchinari e delle attrezzature elettriche. E’ previsto, entro 24 mesi, il ritorno coatto dei lavoratori coreani all’estero che con le loro rimesse garantiscono una qualità della vita soddisfacente alle loro famiglie in patria. Più di 2 miliardi di dollari.
Il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterrez 2) si è dimostrato soddisfatto, sicuro che una tale imposizione crei le condizioni per una futura pace per la penisola coreana.
E’ stata per il momento tenuta in stand-by la proposta Usa di realizzare un blocco navale integrale che avrebbe determinato il definitivo strangolamento del Paese e con esso la possibile risposta bellica della dirigenza nordcoreana …che poi è quello che vuole la superpotenza americana.

Secondo molti media anglosassoni, la Casa Bianca sta allertando le forze militari per un attacco che potrebbe essere preventivo se Kim non dovesse abboccare alle provocazioni che potrebbero spingerlo a sparare il primo colpo. In tal caso le opzioni strategiche che potrebbero combinare un attacco aereo per distruggere le rampe missilistiche e le forniture d’armi con un’operazione massiccia via terra sembrano essere già predisposte.
Si può supporre, qualora i sistemi di difesa nordcoreani non riuscissero ad evitare la distruzione delle rampe di lancio, della marina, dell’aviazione e la morte dei più alti dirigenti coreani che la guerra si concentrerebbe tra le paludi e le risaie e potrebbe svolgersi in un terreno accidentato, “un terreno misto” (“un territorio costituito in gran parte di montagne e colline separate da valli profonde e strette”) 3) secondo pratiche di guerra più simili alla seconda guerra mondiale, se non addirittura alla prima guerra mondiale 4) ) con l’ovvio predominio della fanteria più consona ai nordcoreani (5 milioni di soldati e duecentomila forze speciali) 5)…che comporterebbe, data le difficoltà che incontrerebbe l’aviazione statunitense in tale contesto naturale, il possibile arretramento con gravi perdite dei militi americani e dei soldati sudcoreani verso i confini dalla Corea del Sud.

Ma attenzione! Nel quadretto indicato abbiamo voluto astrarre dalla risposta nucleare nordcoreana che potrebbe avvenire anche con massicci raid aerei. Okinawa e Guam potrebbero essere colpite e così anche la basi mlitari Usa in Corea del Sud. Il Giappone potrebbe essere devastato con missili non nucleari scagliati contro le centrali nucleari e le aree industriali. Un vero Armaggeddon. Per la penisola coreana e per il Giappone.
E anche qui astraggo dalla possibilità che vengano colpite città popolose degli Stati Uniti e che venga risparmiata, come molti esperti militari credono, Tel Aviv.

Da qualsiasi parte si voglia affrontare il problema, il risultato è del tutto negativo per entrambe le parti.
Ma solo per entrambe le parti? Il disastro produttivo e finanziario si rovescerebbe sull’intero pianeta, con una crisi economico-sociale tale che quella del ’29 parrà come una lieve recessione…

Del resto ammesso e non concesso (in particolare dal sottoscritto) che Kim sia pazzo, come vorrebbero farci credere, non sarebbero ancora più demenziali le provocazioni che arrivano non solo da Trump e dal suo staff ma anche dal Consiglio di Sicurezza che intende dialogare con un embargo planetario che innanzitutto colpirebbe la popolazione civile.
In realtà, i grandi potenti della terra sanno che Kim non è pazzo. Ciò che li disturba è la non arrendevolezza della classe dirigente nordcoreana, orgogliosa della propria indipendenza, che ha ben presente la fine di Gheddafi e la distruzione in chiave coloniale della Libia, per non parlare della balcanizzazione della Jugoslavia e dell’eliminazione della classe dirigente, così scomoda alle mire espansioniste coloniali della futura Unione europea.
E ciò che sanno i potenti della terra è che la Corea del Nord, assediata da settanta anni dagli stati Uniti, con immense perdite umane e con devastante distruzione del Paese durante la feroce guerra degli anni ’50, non intende attaccare, non intende sparare il primo colpo e cerca, con la deterrenza nucleare, di difendere la sua sovranità, situata come è, tra giganti:Cina, Russia, USA…

Se avremo un Armaggeddon non sarà per le provocazioni della Corea del Nord, ma per opera di chi ha già sterminato milioni di donne e di uomini con le sue guerre per la pace e anche- va detto – per le ambiguità politiche di chi avrebbe potuto pronunciarsi in modo aperto verso il rispetto del diritto internazionale alla salvaguardia nazionale di un piccolo Paese.

NOTE
1) Libero quotidiano.it ” Stop alle importazioni di petrolio…”
2) Sputnik “Il Segretario generale delle Nazioni Unite…” 24
/12/17
3) Saker Italia “Sfatare i miti sbandierati…” 14/12/17
4) Saker Italia, op.cit.
5) Saker Italia, op. cit

1 commento per “Corea del Nord: chi provoca chi?

  1. salvatore drago
    26 dicembre 2017 at 11:08

    Quella adottata dagli USA e` una tecnica non nuova: La stessa tecnica adottata con Saddam Hussein prima e con Gheddafi dopo. Si tratta di una tecnica abbbastanza semplice e per nulla originale; quella del bullo di periferia, il quale si sceglie un nemico possibilmente non troppo forte, assolda poi, un paio di “compari” col compito di legargli le mani e, quindi, cominciare a picchiare. Stavolta, sembra pero`che il giochetto non stia andando secondo i piani, primo perche` il “nemico” in questione risulta essere meno debole di quanto pensavano e, secondo, sembra disporre di armi che possono far male, parecchio male! Se e`, dunque, comprensibile la strategia degli USA meno comprensibile risulta essere quella della Cina e della Russia, o forse risulta meno incomprensibile se si tiene contto del ruolo di potenze planetarie che vogliono giocarfe queste ultime, un ruolo che non ammette “teste calde” che rivendicano sovranita`ed indipendenza da parte di Nazioni “minori”.

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