Covid-19: Trump rilancia all’ONU la “teoria del complotto cinese”

Il presidente Donald Trump ha nuovamente delirato, questa volta in videoconferenza, all’ONU: il coronavirus – stando alle bufale confezionate dalle lobby sioniste – sarebbe un ‘’virus cinese’’. Una tesi balorda che trova come unica fonte la ‘’scienziata’’ Li Meng Yan. Ma chi è questa ciarlatana entrata nei circuiti del FBI? ‘’Miss Li’’ ha lavorato presso la Hong Kong School of Public Health, per poi approdare negli USA sotto la protezione di Steve Bannon e del plurimiliardario Guo Wengui. La notizia ci arriva da un blog, InsideOver, non sospettabile di simpatie marxiste, infatti il giornalista Federico Giuliani ha pubblicato un inoppugnabile ritratto della Corte dei Miracoli ‘’bannoniana’’:

“Una volta approdata negli Stati Uniti, Miss Li sarebbe diventata una delle più strette collaboratrici di Guo Wengui. Chi è costui? Un miliardario cinese fuggito in America nel 2014 per evitare di essere arrestato dalla polizia cinese. Sul suo capo pendevano varie accuse, tra cui sequestro di persona, corruzione, frode, riciclaggio e stupro. Dall’altra parte dell’Oceano, Mr. Guo ha avuto modo di stringere amicizie importanti. Una su tutte: quella con Steve Bannon. Proprio lui, l’ex stratega del 2016 della campagna elettorale di Donald Trump.

Non solo: pare che quando Guo riceva nella sua abitazione di New York i repubblicani vicini a The Donald, tutti rigorosamente anti cinesi, anche Miss Li sieda a tavola con loro. La prova starebbe in una foto pubblicata su Twitter da un certo Robbie Martin. Nell’immagine si riconoscono Bannon, l’ex sindaco repubblicano di New York, Rudy Giuliani e Li Meng Yan. Tutti e tre intenti a partecipare a quella che sembrerebbe una cena a casa di Mister Guo’’ 1

Miliardari, ladri e truffatori, Washington rifugio di plutocrati ed usurai. Trump sta perdendo la guerra multidimensionale, iniziata a suon di sanzioni e provocazioni militari, con la Repubblica Popolare Cinese, travolto dalla disastrosa gestione dell’emergenza sanitaria Covid-19 ha inondato le rete di teorie strampalate riconducibili al ‘’complotto’’ QAnon. La provenienza della bufala è sotto i nostri occhi: ‘’Secondo quanto riportato dal sito di fact-checking Open.online, l’editore della ricerca di Li Meng Yan non sarebbe altro che Steve Bannon’’ (Ibidem). Anche in questo caso la fonte è facilmente verificabile: “Rule of Law Society & Rule of Law Foundation, New York”, gruppi editoriali riconducibili all’amministrazione USA ed al guru Steve Bannon. Credibilità scientifica, pari a zero.

 

La Cina torna alla normalità

Dopo aver sradicato il coronavirus potenziando il sistema sanitario, la Cina ha generosamente esportato le proprie innovazioni sperimentali. Russia, Cuba e Venezuela hanno seguito il buon esempio di Pechino. Il presidente Trump declina la retorica anticinese nell’ottica della guerra, non solo commerciale, multidimensionale mentre i suoi avversari dogmatizzano la prassi politica del confinamento in vista di nuove guerre imperialiste. In Cina le cose sono andate diversamente: i luoghi di lavoro igienizzati, il pubblico sovrapposto agli interessi privati ed i funzionari corrotti messi sotto processo. I Partiti comunisti cinese e cubano, sostenuti dai socialisti venezuelani e dai nazionalisti russi, hanno gestito la pandemia in modo esemplare.

Il presidente Xi Jinping, rappresentante della fazione ‘’centrista’’ del PCC, distingue l’imperialismo dalla globalizzazione assicurandosi che gli accordi, soprattutto all’esterno del mondo globalizzato, siano sempre alla pari secondo la logica del ‘’win-win’’. Rigoroso osservatore del diritto internazionale, ha immediatamente avvertito dell’epidemia l’OMS e sanzionato le corrotte autorità di Wuhan, ree d’aver messo in pericolo la salute dei cinesi e del mondo. La quarantena, nella regione coinvolta, è stata un atto politico obbligato. Come segnala l’Associazione culturale Marx XXI, in Cina le scuole riaprono al di là delle teorie (balorde) delle reti QAnon.

‘’Quindi le regole da rispettare che nessuno contesta o critica sono: tutti gli studenti devono portare le mascherine (non obbligatorie in classe); ingressi differenziati su percorsi appositamente progettati scuola per scuola; misurazione della temperatura corporea; disinfezione giornaliera delle aule, mense, dormitori e servizi igienici; in ogni classe sono disponibili dispositivi di protezione (mascherine e disinfettanti per le mani)’’ 2

In Cina è prassi acquisita – scrive Maria Morigi per Marx XXI – che in caso di malattia infettiva (es. varicella) una classe venga isolata dalle altre. Gli occidentali ripiegando sull’isolamento generalizzato obbligatorio – comprese le persone sane o non esposte al virus – ed il distanziamento sociale, hanno creduto di prendere esempio dalla Cina, ma secondo il giornalista francese Thierry Meyssan ‘’hanno accettato le misure volute dall’Alba Rossa’’ 3. Pechino ha potenziato il pubblico a scapito del privato, al contrario di Bruxelles; la Cina si è rivelata un partner affidabile, gli USA no. Che ne sarà delle centinaia di milioni di disoccupati che, fra qualche mese, verranno seppelliti dalla nuova Architettura di Potere costruita da burocrati necrotizzati? C’è una nuova conflittualità di classe che emerge dalla macerie lasciate dal coronavirus, al di là di quella tradizionale: L’Impero (USA, Ue e ‘’Grande Israele’’) contro le Repubbliche di Cina, Venezuela, Cuba e Russia.

Il presidente Xi, alle Nazioni Unite, ha dichiarato ‘’non permetteremo che vi sia un ‘’capo del mondo ’’’’ 4, Trump con l’arroganza che gli è propria ha imposto ai suoi alleati europei il neofascismo del ventunesimo secolo: la sinofobia. I giornalisti lubrificati (gli stessi che riempiono di letame Assange), convinti di combattere la disinformazione, hanno fatto proprie le teorie bislacche delle reti QAnon aizzando masse di ipocondriaci diseredati: l’americanismo provoca catastrofi.

https://it.insideover.com/societa/virus-nato-a-wuhan-la-verita-sulla-dottoressa-cinese.html

http://www.marx21.it/index.php/internazionale/cina/30683-riapertura-della-scuola-in-cina-senza-drammi-e-complotti

https://www.voltairenet.org/article209877.html

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-Cina_Xi_Allonu_Non_Permetteremo_Che_Vi_Sia_Un__capo_Del_Mondo_/82_37395/

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2 commenti per “Covid-19: Trump rilancia all’ONU la “teoria del complotto cinese”

  1. Federico Lovo
    26 settembre 2020 at 15:15

    purtroppo, come s diceva qualche mese fa, il trumpismo ha preso il sopravvento – in forma esplicita, o in maniera “ambigua / fusariana” – nel web. Un disastro culturale, fatto di una massa enorme di gente che si divide tra il “politicamente corretto” di sociopatici di prima categoria VS “complottisti di estrema destra” totalmente scollegati dalla realtà.

    • Francesco Scabar
      2 ottobre 2020 at 17:24

      E’ sempre un piacere leggere i tuoi commenti su questo sito, Federico: una boccata d’ossigeno in questi tempi bui…

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