Cronache dal coronavirus

CRONACHE DEL CORONAVIRUS

 

STATI UNITI

TRUMP

22 gennaio: “è solo una persona che viene dalla Cina”. 19 febbraio: “sono poche persone e già stanno meglio”. 20  febbraio: “quando farà un po’ più caldo se ne andrà via”. 27 febbraio: “sta per sparire”. Fine febbraio: “è la Cnn che sta terrorizzando i mercati”; “sono i democratici che hanno aperto i confini”. Sempre nello stesso periodo: “stiamo scoprendo un nuovo vaccino”. 6 marzo: “è molto leggera”. 10 marzo: “state calmi, se ne andrà via”. 17 marzo: “forse se ne andrà via ad agosto. Forse avremo una recessione”.

L’ultima citazione è tratta dal Manifesto. Le altre, dal N.Y.Times. Ma a parlare è sempre la stessa persona; e non un barista del Mississippi ma il Presidente degli Stati Uniti.

E allora vengono in mente le dichiarazioni negazioniste  e rassicuranti di Hoover e di tanti altri sopracciò della banca e della finanza all’indomani del venerdì nero del 1929. Dopo venne Roosevelt, il New Deal e tante altre cose che cambiarono la faccia del mondo.

Ci si dirà che Biden non è Roosevelt. Certo che non lo è. Ma è anche certo che Trump è infinitamente peggiore, e assai più pericoloso del povero Hoover. E quindi il conto torna.

 

E CHI LO SA?

Sempre dal New York Times, le stime degli scienziati americani sulle possibili vittime del virus: c’è  chi dice “alcune decine di migliaia”, c’e chi arriva a 1 milione e settecentomila persone ( fatte le proporzioni, tra duecento e trecento mila morti in Italia).  Lo scarto è colossale; da meno di cinque a cento E lo è perché non ci sono i dati. E non ci sono i dati perché non si fanno né tamponi né controlli. La malattia c’è ma la si nasconde. E la si nasconde perché mancano gli strumenti per combatterla in modo efficace. Non ci sono solo i non assicurati costretti a pagare duemila e trecento dollari per un tampone; ci sono anche milioni di lavoratori a rischio perché in 39 stati non si prevede il pagamento del salario in caso di congedo per malattia; e ci sono i cittadini della California ( ma potrebbero essere di qualsiasi altro stato dell’Unione) che denunciano il fatto che la chiusura delle scuole si applichi in una contea e non in quella vicina.

E anche, manca totalmente qualsiasi  direttiva unificante. A partire, ancora una volta, dal vertice.

 

LA CRISI DEL TERZIARIO

I segnali sono univoci. E provengono da tutti gli Stati Uniti. Linee aeree in caduta libera;  operatori turistici, agenzie immobiliari. Strutture che collegano. Legami spezzati; anticipatori di una crisi economica annunciata. Quanto ci vorrà prima che si ricostituiscano ?

 

CORONAVIRUS

ITALIA

La pubblicità dei prodotti alimentari

Agli inizi c’era il Montana; la buona carne italiana. Non c’era niente dietro; solo la rima. Poi è cominciata la salute e la dieta: senza conservanti, senza grassi, senza zuccheri, senza caffeina, senza additivi, senza olio di palma. Poi è arrivato l’ambiente: genuinità, chilometro zero, capitan Findus, metodi antichi e collaudati e sai quello che mangi. Oggi , siamo arrivati al mangiare italiano, e basta. Vorrà dire qualcosa ?

 

EUROPA

Ho davanti agli occhi, la mappa ( pubblicata da “Le Monde”) delle misure collettive adottate dai diversi stati per combattere il contagio: chiusura delle frontiere; delle scuole; interdizione alle riunioni con più persone; dei negozi; istituzione di zone rosse.

Una mappa che vale quello che vale; tra  non molto le zone colorate si estenderanno fino a ridurre al minimo le aree verdi. Ma che pure è indicativa degli orientamenti prevalenti, almeno sino ad oggi.

Oggi, al primo posto assoluto, l’interdizione delle riunioni ( fuori solo Inghilterra e Grecia) seguita dalla chiusura delle scuole ( escluse Inghilterra, Svezia e Finlandia); negozi e zone rosse in una fascia intermedia; chiusura totale delle frontiere ( naturalmente c’è anche quella selettiva, che colpisce in particolare l’Italia), praticata da Germania, Danimarca, Austria, paesi baltici con il concorso de paesi del blocco di Visegrad ( Polonia, Rep. Ceca, Slovacchia, Ungheria ).

 

Due sintetiche osservazioni: una di carattere generale, la seconda specifica e più significativa.

In linea generale è più facile sospendere il pubblico che colpire il privato.  Limitare gli spostamenti interni e chiudere i negozi crea danni e allarmi; non così il blocco agli assembramenti o la chiusura di scuole o musei. E, per dirla tutta, sarà magari più facile in un domani sospendere sine die le elezioni che chiudere le borse.

Sulla questione di Schengen ci sono invece molte riflessioni da fare. Vediamo di proporle nel modo più sintetico possibile.

Primo, abbiamo il ritorno irresistibile degli stati sovrani; dall’esito dello scontro tra nazionalisti e internazionalisti, la definizione della loro natura.

Secondo, l’idea stessa di Europa è legata alla libera circolazione delle persone e fa dunque parte del suo progetto fondante; non così, invece, l’austerity e le regole di Maastricht. Si potrà così ricostituire un ordine europeo diverso da quello di Maastricht; mentre senza Schengen, l’Europa scompare.

Terzo, lo schieramento che contesta Schengen corrisponde esattamente a quello che difendeva Maastricht con le unghie e con i denti (è la differenza tra europeisti ed europei ). Ma con una sola e però grande differenza: che allora la Germania era dalla parte dell’ordine esistente mentre oggi, affrettandosi a chiudere le proprie frontiere, è la prima a rinnegarlo. Un segno di smarrimento ? Forse. Ma anche l’indicazione di un futuro in cui l’Europa non sarà più germanocentrica.

 

NUMERI ( DARE I ).

La Merkel, come Johnson e Trump dice “prepariamoci ad avere milioni di casi”. L’idea ( ?!) sottostante è quella di calmare la gente e così di salvare l’economia: tutti malati, tutti uguali, tutti tranquilli.

Ma se invece si agitassero tutti ?

 

POLONIA

Tutti a casa

Il governo polacco ha lanciato un grande piano per il rimpatrio dei cittadini residenti all’estero. Sono tra uno e due milioni. Si pensa di riportarne a casa almeno 500 mila. In questo c’è un forte disegno ideologico ma anche economico; “è vero abbiamo bisogno di migranti. Ma li vogliamo qualificati; ed etnoculturamente compatibili. E allora ci riprendiamo i nostri”.

Può interessare a qualche altro paese ?

 

DESERTI E COME RIPOPOLARLI

Vuoti Parigi, il Louvre e i Campi elisi. Vuote le piazze delle città d’arte. Nessuno davanti al Taj mahal. O a Petra o a contemplare le Piramidi. Ieri centocinquanta milioni di turisti cinesi, per qualche tempo nemmeno l’ombra.

Certo “troppa grazia Sant’Antonio”; ma non era quello che molti volevano, senza però essere in grado di proporre altri e migliori modelli di turismo alternativo ? Adesso il tempo c’è…

 

CAZZEGGIO FINALE

Oggi i democratici americani hanno possibilità di vincere in due stati chiave del Sud: la Florida e il Texas. Nel primo caso sarà la ripetizione del solito stucchevole duello tra pensionati democratici del New England e giovani cubani anticastristi con l’aggiunta di ultra ricchi di destra

In Texas a mutare il quadro non sono solo i latinos ma, a quanto ci spiega il N.Y.Times, centinaia di migliaia di giovani, tendenzialmente “liberal”. Questi non sono andati subito in Texas ma sulla costa orientale degli Stati Uniti; per vedersi respinti dall’insostenibile prezzo degli alloggi e dall’insopportabile chiusura elitaria dei loro potenziali punti di riferimento.

Ed eccoli allora arrivare a frotte in Texas. Spazi aperti, grandi opportunità, un ambiente generoso e amico.

E’ il consiglio che ci sentiamo di dare ai loro confratelli italiani: lascia stare Milano e Roma, non cercare nuovi accordi spirituali con la natura; vattene piuttosto al Sud dove troverai grandi spazi e grandi amicizie. E magari contribuirai a cambiare l’Italia.

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1 commento per “Cronache dal coronavirus

  1. antifa ctVuem
    21 marzo 2020 at 15:07

    E’ una tragedia, tutto questo non so se è casuale ma chi ci può credere? Io ho letto Sutton sulla rivoluzione russa e nazista pagate e foraggiate da Wall street e dalla City, mai è stato tradotto in italiano ma sarebbe necessario leggerlo per far comprendere alla gente il caos che sta avanzando, guarda il caso, non so se crederci o meno, ma io non ho strumenti ne elementi, la Pilgrim Society secondo vari cattolici socialisti e non solo… è coì sttenta all’italia e ha fatto fuori tutta la classe dirigente, prima Togliatti a Crimea, prima ancora Mussolini, prima ancora Garibaldi e via di seguito..e solo Cuccia ha dominato sul serio..ma Cuccia nemmero italiano era della City proprio…ed eccoci arrivati qua

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