Donne, sesso, Mossad e Krav Maga: Israele, fra violenza e degrado

Risultati immagini per agenti donne del Mossad immagini

Foto: Archivio – Panorama

Il Mossad israeliano e il Femminismo Imperiale continuano ad andare a braccetto; chi sono infatti gli intoccabili di questo mondo? Israele e il femminismo. Ecco l’ultima trovata dei servizi di intelligence sionisti: “Cerchiamo una donna forte. Non ci interessa quello che hai fatto. Ciò che conta è chi sei. Il Mossad cerca funzionari femminili d’intelligence con caratteri eccezionali’’ 1. Quello delle donne – o meglio: la Nuova Donna Imperiale – e il sionismo è un matrimonio di lunga data (e durata), basta pensare che Mordechai Vanunu ( lo scienziato che rivelò come Israele stesse violando il diritto internazionale diventando una potenza nucleare ) venne attirato in una trappola da un’ abile velina del Mossad. Le insospettabili tessitrici nell’ombra dell’imperialismo israeliano, fedeli ai precetti dei fanatici rabbini talmudisti ( di certo non fedeli alla Torah ).

‘’Belle e fatali’’ le donne del Mossad, e infatti in un precedente articolo rilevavo che: ‘Gli Usa e Israele hanno scelto le loro donne: Tzipi Livni e Hillary Clinton. Una ha compiuto – per sua diretta ammissione – diversi omicidi per conto del Mossad; l’altra si candida a diventare la madre di tutti i droni e addirittura – come sostiene Diana Johnstone – della Terza Guerra Mondiale. Domanda: cosa c’è che non va nelle donne statunitensi e israeliane le quali si sentono rappresentate dalla Clinton e dalla Livni? Il potere o la ricerca di esso, come sempre, genera, parafrasando le parole di Francisco Goya, indicibili mostri’’ 2. Le donne oggi occupano posti di potere ai vertici delle grandi potenze imperialiste, guidano i servizi di intelligence della CIA e del Mossad, decidono di far fare guerre ma questo è ancora poco. Il sesso diventa non solo uno strumento di ricatto ma anche un’arma politica. Secondo il rabbino Ari Issac Shvat: ‘’Las mujeres de Mossad pueden mantener relaciones sexuales con el enemigo con el fin de sacarle información vital para la seguridad de Israel. Al hacerlo estarían actuando conforme a los preceptos del judaísmo’’ 3. Il giudaismo talmudico – seguendo questi rabbini anti-Torah – ammette proprio tutto: il sesso come ‘’dolce arma’’ per ottenere informazioni riservate e – si presume – corrompere uomini politici d’orientamento differente.

La Donna Imperiale, soprattutto se sionista, può fare di tutto: può darti un po’ di piacere ma anche ucciderti, esperta nel sistema di combattimento del Krav Maga, ormai una moda in Israele. Miguel Martinez ha raccolto qualche testimonianza, apparentemente, divertente:

Gal
Esperta di fitness
“Ho insegnato ginnastica”, dice questa ex-Miss Israel, assolutamente perfetta. “I soldati mi amavano perché curavo la loro forma fisica”.

 

Yarden
Esperta di intelligence militare
Inviata nel nord di Israele per i suoi due anni di servizio con l’IDF. Yarden dice che la sua attività preferita è il tiro al bersaglio. “Adoro sparare con l’M-16”, dice. “Ed ero brava a colpire i bersagli. Ma non ho più sparato a niente da quando ho lasciato l’esercito”. E a nessuno, speriamo.

 

Nivit
Esperta di intelligence militare
“Il mio lavoro era top secret”, dice questa ragazza di Tel Aviv, che abita ancora con i genitori. “Non posso dirvi altro, oltre al fatto che ho studiato un po’ di arabo”.

 

Natalie
Esperta di telecomunicazioni navali
Questa intrigante bionda ricorda con precisione quello che le è piaciuto di più nel servire il proprio paese: “Ho incontrato mio marito. Il suo comandante cercava sempre di metterci insieme”. Per sua fortuna, Natalie eseguiva gli ordini.” 4

Finito il loro volontariato in Israele queste signorine torneranno, per davvero, alla normalità? E quale sarà la ‘’ritrovata normalità’’ di una fanatica sionista? Molto più facile che – come spesso avviene nei servizi di intelligence – rimanga in attesa che gli vengano assegnati nuovi lavori sporchi.

 

Krav Maga: la violenza sionista arriva nelle palestre europee

Il Krav Maga è un ‘’sistema di combattimento’’ che, in origine, veniva insegnato ai membri della ‘’sezione killers’’ dei servizi di intelligence israeliani. Col passare del tempo è stato più volte rivisto fino a diventare compatibile con i classici corsi di ‘’difesa personale’’ che si svolgono nelle palestre.

Le descrizioni puntuali non mancano: ‘’Se altre arti marziali tradizionali, soprattutto di matrice orientale, tendono ad associare oltre all’insegnamento delle tecniche un sistema filosofico e spirituale, il Krav Maga risponde a criteri di tipo militare quali l’efficacia e la rapidità con cui si arriva al risultato desiderato, che è la neutralizzazione dell’avversario. Dove spesso molte arti marziali (tra le quali anche quelle da cui il Krav Maga ha attinto, come Judo, Ju-Jitsu, kung fu, ecc…) prediligono una impostazione attendista che lascia all’avversario la prima mossa, il Krav Maga punta a una rapida neutralizzazione dell’avversario prima che questi possa diventare una minaccia, con un mix di colpi a mano aperta diretti a punti sensibili come naso e gola, calci e ginocchiate tipici della Thai Boxe. Questa impostazione, adatta ad ambienti ad alto rischio come i teatri operativi mediorientali, potrebbe essere fonte di problemi in situazioni di vita quotidiana: infatti l’approccio aggressivo e anticipatorio potrebbero portare a complicazioni di natura penale. […] Puntando soprattutto a zone del corpo (genitali, carotide, occhi, etc.), ritenute normalmente intoccabili per altri sport di contatto, il Krav Maga difficilmente può essere praticato in forma sportiva’’ 5. Quindi il Krav Maga non è una arte marziale, cosa che molti maestri hanno cercato di spiegare ai praticanti confusi, ma è un insieme di tecniche offensive che mirano a neutralizzare fisicamente l’avversario attraverso l’utilizzo di ‘’colpi sporchi’’ o ‘’sleali’’ ( dita negli occhi, calci ai genitali, ecc … ). Il suo insegnamento non è esente da politicizzazioni: viene praticato tanto nei ‘’centri sociali’’ neofascisti – come CasaPound – quanto dagli esponenti dell’estrema destra israeliana residenti in Italia.

 

Le denunce non mancano, anche se – dato il numero di aggressioni – dovrebbero essere molte di più:

‘’La vera faccia di Israele, intrisa di odio, violenza e arroganza verso chi si schiera con un popolo ingiustamente oppresso, non è mancata a svelarsi anche in quest’occasione: verso le 18.20 un giovane del presidio in sostegno alla Palestina si è allontanato di pochi metri dal ritrovamento, quando un gruppo di sei persone del ghetto ebraico l’ha aggredito con calci, pugni e colpito con dei caschi, minacciandolo: “Siamo del ghetto e sappiamo dove abitate”. Inutile dire che sul posto si trovavano anche agenti delle forze dell’ordine che però hanno fatto ben poco, limitandosi a fermare a posteriori uno degli aggressori. Il giovane, “colpevole” di indossare una kefiah – tanto è bastato agli aggressori per scatenare la violenza- è stato trasportato al pronto soccorso con codice giallo e riporta diverse contusioni e ferite alla testa e una spalla lussata. In serata all’ospedale Fatebenefratelli si sono recati altri sei giovani con lesioni di varia natura, i quali sono stati aggrediti dai manifestanti sionisti, con il solito protagonismo squadrista degli appartenenti al ghetto ebraico. Due dei sei ragazzi aggrediti riportano traumi anche gravi, con prognosi di 23 e 30 giorni’’

 

( Fonte: http://www.infoaut.org/index.php/blog/varie/item/12199-roma-aggressione-sionista-contro-il-presidio-in-solidariet%C3%A0-con-la-palestina )

 

Domanda: il Krav Maga viene insegnato all’interno della ‘’sezione italiana dell’estrema destra israeliana’’ per intimidire gli attivisti democratici e, nel peggiore dei casi, mandarli all’ospedale in fin di vita ( come purtroppo è avvenuto ). Come mai la magistratura italiana non interviene con fermi cautelari, arresti e condanne anche pesanti ( come questi criminali meriterebbero ) ?

In Israele sta prendendo piede la moda delle ‘’donne esperte di Krav Maga’’; giovani picchiatrici, rigorosamente dell’IDF, che addestrano aspiranti criminali – spaccabraccia dei bambini palestinesi? – a tirare calci nei genitali e mettere le dita negli occhi di coloro che si battono contro l’occupazione dei territori palestinesi. Il problema è politico ( e di questo abbiamo già parlato ) e sociologico insieme. Israele è un tempio del globalismo neoliberista quindi la società israeliana ha, in seno, violenze classiste che nell’occidente capitalistico non vengono ancora portate alle estreme conseguenze. Il Leviatano Sionista è un laboratorio dell’Impero in tutti i sensi.

La militarizzazione integrale della figura femminile – ciò che ho chiamato creazione della Donna Imperiale – è parte di questo processo dissolutivo delle relazioni umane. Un problema che dal sociale ( antropologico ) trova il riscontro politico nelle giovani veline del Mossad che, presto, verranno arruolate ( e di certo ben pagate ); belle e letali.

Che cosa dobbiamo ad Israele ? La pulizia etnica della Palestina, politiche di estrema destra in campo economico ma anche il Femminismo Imperiale ed il sesso come strumento di ‘’guerra sporca’’ politica. Sesso, soldi ( droga ? ) e Krav Maga. Il sionismo esporta degrado.

 

http://www.infopal.it/il-mossad-lancia-una-campagna-per-arruolare-le-donne/

 

http://www.linterferenza.info/esteri/femminismo-ancella-omertosa-del-sionismo/

 

http://www.hispantv.com/noticias/oriente-medio/55847/israel-rabino-israeli-mujeres-mossad-mantner-sexo

 

http://kelebeklerblog.com/2009/01/21/il-giovin-guerriero-e-la-jeune-fille-disraele/

 

http://blogghete.altervista.org/joomla/index.php?option=com_content&view=article&id=473:gianluca-freda&catid=31:scio-scio-scioa&Itemid=46

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1 commento per “Donne, sesso, Mossad e Krav Maga: Israele, fra violenza e degrado

  1. Daniele
    10 gennaio 2017 at 20:02

    Sì, d’accordo, tuttavia non “mitizzerei” più di tanto queste femmine “esperte” di krav maga.
    Ad esempio: io sono un ex pugile dilettante (mediomassimo da ragazzo; peso massimo da adulto), che in gioventù ha praticato pure il karate e la lotta libera, ragion per cui vorrei proprio vederla in azione una di queste “wonder woman” israeliane (e non)…
    Ok, loro sono addestrate a colpire i punti vitali, ma non è che questo non possa farlo anche chi proviene da discipline sportive come il sottoscritto, perché se è vero che su un ring, oppure una materassina o un tatami, esistono delle regole ben precise, è altrettanto vero che per strada, ovvero laddove non esistono regole né arbitri, non avrei problemi a colpire i punti vitali anch’io.
    Già un diretto sulle tette avrebbe un effetto devastate, per non parlare di un gancio alla gola o di un montante sul naso…
    Roba da restarci secchE.
    A questo aggiungiamo i morsi alle mani, le testate, le dita negli occhi, i calci sulle ginocchia, ecc.
    Poi è chiaro che questa è l’ultima cosa che mi auguro di dover fare in vita mia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.