Due differenti capitalismi

La vittoria del candidato del centro-sinistra nazionalista ecuadoriano si reinserisce nella politica del pendolo sudamericana: la restaurazione conservatrice è giunta al termine, nonostante ciò l’alternativa rimane incerta: l’establishment socialdemocratica, nei prossimi anni, dovrà prendere una decisione ‘’via venezuelana all’indipendenza nazionale’’ o ‘’peronismo liberale’’. Siamo all’alba di una nuova era.

L’Occidente sprofonda nel Grande Reset ovvero la costruzione di una nuova Architettura di Potere; in Italia, il golpe finanziario proietterà una nazione sub-imperialista nel nuovo capitalismo digitale. Il capitalismo, da modello di produzione-sfruttamento, è diventato un grande laboratorio a cielo aperto: cyber-sicurezza, repressione, sorveglianza e manipolazione psicologica. Mario Draghi, oltre alla fedeltà alla Nato in chiave neo-sionista e russofoba, si assicurerà l’aderenza del Comitato Tecnico Scientifico alle grandi case farmaceutiche anglosassoni: in Italia comanda Bill Gates.

E’ necessario capire come il coronavirus ha accelerato la divisione del mondo: da un lato il capitalismo digitale e l’imperialismo della Nato, un regime che ha trasformato i super-ricchi in una neo-oligarchia feudale capace di cancellare sia il proletariato che la vecchia borghesia proprietaria; dall’altra parte il rilancio del capitalismo estrattivo e dello statalismo sociale. Russia e Cina nella transizione al mondo multipolare (Asia, Africa ed America Latina), qualora i rapporti di forza non dovessero mutare, potrebbero fare a meno dell’Occidente (USA ed Europa) lasciandolo in balia della nuova ultraborghesia; nei prossimi mesi, secondo il piano-previsione del Forum di Davos, 800 milioni di lavoratori sprofonderanno nel pantano sociale del sottoproletariato 1. Previsione o pianificazione, la dicotomia complotto/funzionalismo non è sufficiente nell’analisi di una transizione che intreccia fattori endogeni ed esogeni disorientando analisti in perfetta buonafede ma inesperti.

L’emergenza sanitaria internazionale ha devastato il tessuto sociale delle nazioni europee dilaniate dal neoliberismo economico e, come se non bastasse, i governi hanno assecondato la censura delle multinazionali sulle innovazioni in ambito medico-sanitario introdotte dal mondo non globalizzato: ‘’La multinazionale YouTube (Google), seguita dalle multinazionali Facebook e Twitter, rimuovono tutti i messaggi sul Carvativir, benché il farmaco sia stato approvato dalle autorità sanitarie e farmacologiche del Venezuela. Ritengono che il presidente Maduro diffonda false speranze e faccia correre gravi rischi ai malati’’ 2. Mentre USA ed Ue diventavano un laboratorio di Big Pharma e Big Tech, Caracas ha importato ben dieci milioni di dosi del vaccino russo Sputnik V. Per Mosca è una grande vittoria nella guerra multidimensionale di quarta generazione: lo Sputnik V ha una efficacia che si attesta intorno al 95%, il vaccino della Pfizer provoca effetti collaterali di cui sappiamo ancora molto poco.

Il confinamento assoluto, contrariamente a quanto sostiene la sinistra ‘’politicamente corretta’’, è stato respinto da diversi governi antimperialisti, appartenenti alla sinistra socialdemocratica:

‘’Il Venezuela bolivariano, per esempio, al posto delle chiusure prolungate, ha messo in atto la metodologia 7+7, con sette giorni di chiusura ferrea e sette giorni di chiusura blanda, rafforzando i CLAP, la tracciabilità dei contagi e i tamponi casa-per-casa, aggiudicandosi il podio tra i Paesi che al meglio hanno risposto alla crisi sanitaria.

A proporre un’altra alternativa è anche il Presidente socialista della Bolivia Luis Arce che ritiene che «affrontare una crisi non significa bloccare i boliviani nelle loro case in una rigida quarantena, resistere non significa che i militari e la polizia invece di difendere la popolazione, la debbano difendere dal coronavirus» – le sue parole riportate dall’agenzia ABI.

Secondo Arce la campagna massiva di test iniziata nel paese andino, permetterà alla Bolivia di superare gli effetti nefasti del blocco totale decretato lo scorso anno dal governo golpista, non risolvendo de facto i danni della pandemia.

«Vogliamo identificare il maggior numero di persone che hanno il coronavirus, ma non lasciarle morire, vogliamo che attraverso i nostri governi subnazionali possano essere poste in isolamento, possiamo curarle, possiamo risolvere il loro problema prima che accada il peggio», ha spiegato Arce offrendo una soluzione molto razionale al problema che può permettere alla Bolivia di ripartire in piena sicurezza.

Arce ha poi aggiunto che i test di massa aiutano a fornire una risposta rapida ed efficace contro il coronavirus con il supporto dei servizi sanitari dipartimentali e municipali, degli operatori sanitari e della popolazione stessa’’ 3

Il presidente messicano, AMLO, valido economista proveniente dalle lotte sindacali, ha contestato l’approccio metodico del centro-sinistra neoliberista, dichiarando che il confinamento totale sarebbe ‘’di moda tra le autorità … che vogliono dimostrare di avere la mano pesante’’, ‘’Molti di loro stanno mostrando il loro istinto autoritario’’ 4: la dicotomia non è salute/economia, non c’è niente di progressista nel consegnare milioni di disoccupati al “fascismo aziendale” di Amazon e Bill Gates, ma – come ci ha spiegato il neo-eletto presidente boliviano (vedi la citazione sopra) – l’unica alternativa percorribile sarebbe il rilancio del pubblico, prediligendo il salario minimo garantito e la piena occupazione al reddito di sussistenza ed alla green economy molto di moda nella nuova classe capitalista transnazionale. L’Ue, travolta dal congelamento delle economie nazionali, ben presto diventerà una semi-colonia anglo-statunitense.

La sinistra ‘’politicamente corretta’’, incapace di contestare il capitalismo e l’imperialismo, ha abbracciato la linea dello Stato profondo ‘’americano-sionista’’ dichiarando guerra alla piccola e media borghesia, depoliticizzata ed in rovina. Nei prossimi mesi e anni, lo Stato profondo prenderà di mira la classe operaia sotto-proletarizzando il mondo del lavoro: una parte importante della sinistra neoliberale (es. CGIL) ha accettato di diventare il braccio “armato” di Draghi, Bill Gates ed Amazon, rivolgendo l’accusa di ‘’fascismo’’ ai giornalisti non allineati, ai militanti politici e ai neo-partiti marxisti. L’imperialismo del Grande Reset farà sprofondare una porzione del mondo nel caos.

https://www.youtube.com/watch?v=mH7k18JpStc

https://www.voltairenet.org/article212061.html

https://www.pressenza.com/it/2021/01/bolivia-luis-arce-lockdown-non-e-unica-soluzione-contro-il-covid-19-servono-test-di-massa/

https://www.renovatio21.com/il-presidente-messicano-denuncia-i-lockdown-come-una-forma-di-dittatura/

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Fonte foto: Pressenza (da Google)

 

1 commento per “Due differenti capitalismi

  1. Federico Lovo
    9 febbraio 2021 at 11:16

    Ho recentemente ascoltato una presentazione sulla gestione del “post-COVID-19” da parte di un pezzo da 90 di Microsoft, e devo dire che è abbastanza chiaro che:
    – questa gente è parecchio lontana da ciò che succede alla “gente comune” (dal lavoratore dipendente al gestore del bar, per capirci);
    – sono già pronti ad un passaggio ad un capitalismo altamente “più tecnologico”, e non è solo una questione di sfruttare la pandemia in questo momento, fornendo assistenza alle istituzioni per la gestione della mole immensa di dati che si hanno o si possono reperire… puntano a qualcosa di strutturale, senza preoccuparsi degli impatti sui livelli di occupazione, sull’inclusione di TUTTI i cittadini nel poter beneficiare dei servizi (si pensi alle applicazioni internet, e agli anziani, alla fasce meno “tecnologicamente acculturate”, e forse non solo quelle…)
    Considerando che entità come Microsoft hanno il POTERE VERO negli USA, direi che possiamo effettivamente preoccuparci.

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