Fallisce il tentativo di “rivoluzione colorata” anti-Trump ?

L’elite militarista statunitense ha fatto di tutto per impedire l’afferemazione di Donald Trump, esponente di quelle fazioni della borghesia nazionalista Usa fautrice di una realpolitik imperialistica. Se la Clinton ed Obama miravano direttamente alla distruzione del blocco capitalistico emergente – Russia e Cina – Trump vuole fare affari con la Russia mirando ad una spartizione imperiale del mondo con Putin.

Tutto ciò non ha impedito al neoeletto presidente di superare Hillary Clinton in quanto a servilismo nei confronti di Israele; il super-capitalista newyorkese promette di sionizzare la Palestina storica preparando l’aggressione alla Repubblica Islamica dell’Iran. Da questo punto di vista il passaggio dal colonialismo termonucleare della Clinton all’imperialismo intelligente di Trump non è una vittoria. Dice bene Petras: il risultato positivo è la sconfitta di Hillary Clinton, la Regina del Caos, non la vittoria di Trump.

Soros contro Trump: golpismo neoliberista contro populismo conservatore

I neoconservatori hanno mobilitato i servizi di intelligence per organizzare una sorta di ‘’rivoluzione colorata’’ anti-Trump. L’architetto, tanto per cambiare, è stato George Soros, un personaggio 50 volte più ricco dello stesso Trump che il giornalista Fulvio Grimaldi definisce in questo modo: ‘’un criminale della speculazione finanziaria ai danni di paesi da spolpare (Italia dal 1992), l’ebreo ungherese-statunitense George Soros, con la sua Open Society Foundation mirata a gabbare, con mille succursali locali, giovani ansiosi di carriera. Soros si potrebbe dire la piovra globale, dai cui tentacoli si sviluppano tanti polipi e polpetti sotto forma di scuole, università, centri studi, ONG dei diritti umani, organizzazioni mediche, gruppi mediatici, associazioni dei diritti civili, ecologisti, pacifisti, soccoritori di migranti, PR e giornalisti infestanti come l’edera nei boschi abbandonati, o i pidocchi alle elementari di qualche tempo fa’’ 1. Trump ha fronteggiato l’alleanza – in chiave anti-Russia – fra i neocon e i settori liberal della CIA, un ‘’mostro’’ capace di rovesciare qualsiase presidente eletto se l’ex palazzinaro non gli avesse contrapposto pezzi dell’elite militarista – Flynn, Mattis, Pompeo – ed un atipico, nella tradizione Usa, populismo nazionalista. Trump diventerà presidente ma sarà davvero capace di sfidare il complesso militar-industriale ? La risposta è no ed il suo fanatismo filosionista lo qualifica fortemente.

L’era Trump sarà l’erà della ristrutturazione del capitalismo yankee col ritorno in ‘’patria’’ delle imprese sparse per il mondo, mentre le amministrazioni precedenti hanno ridotto gli Usa ad un deserto sociale. Trump promette meno guerre mentre Obama è stato tremendo ( e la Clinton poteva essere peggiore ) bombardando popoli e paesi. Di contro c’è chi crede che il 2017 vedrà l’esplosione di un razzismo neonazista senza pari. Possibile fare peggio di Obama, pugnalatore alle spalle del proletariato di colore? Non lo so, tutto è possibile ma Trump promette anche politiche sociali anti-lobbiste che lo mettono in una posizione di partenza migliore rispetto ai falsi democratici.

Il gendarme imperialista non promette nulla di buono in politica internazionale; Clinton ‘’male peggiore’’, Trump ‘’male minore’’, per le Resistenze antimperialiste la lotta non può cessare.

La CIA ha minacciato Trump – un presidente comunque democraticamente eletto – in perfetto stile mafioso. Ma non c’è da stupirsi, la storia dell’intelligence nord-americana è piena di collusioni con la criminalità organizzata ( a partire proprio dall’assassinio di Kennedy ). I libertari come Chomsky sbagliano nel dire che ‘’Trump è il male assoluto’’ quando quest’ultimo non ha ancora bombardato nessun paese. Se Trump è il male assoluto potremmo allora dire, facendo le dovute proporzioni, che Obama e Clinton sono peggiori di Hitler? Il sociologo marxista James Petras ha osservato, polemizzando proprio con Chomsy, che: ‘’no debemos tomar en cuenta lo que dicen los liberales como Noam Chomsky, que habla de “la catástrofe de Trump”. La catástrofe no es de Trump porque no ha gobernado ni ha tomado ninguna medida, las únicas medidas por ahora son acciones inauguradas por Obama que ha mandado cientos de tanques a la frontera de Rusia, que ha mandado más armas a los terroristas en Siria, que ha aumentado las actividades policíacas dentro de los EEUU. Esa es la catástrofe que enfrentamos: la posibilidad de una guerra con Rusia, la posibilidad de asesinatos dentro del país y las acciones cada vez más restrictivas de nuestros derechos como ciudadanos’’ 2

Tutto vero, la catastrofe è l’appoggio di Obama a Casa Saud contro lo Yemen oppure Killary Clinton che crea Daesh contro la Siria baathista. Un’ ennesima catastrofe potrebbe essere la sionizzazione della Palestina storica, occupata dal colonialismo razzista israeliano. Ma permettetemi di dire che Obama resta uno dei peggiori presidenti Usa. Trump sarà un ‘’presidente pirata’’ peggiore di lui? Non posso dirlo, spero di no, ma il duo Obama-Clinton è quanto di peggio il mondo abbia conosciuto negli ultimi 50 anni ( opinione personale ). Nel discorso di insediamento – appena concluso – il super-capitalista e speculatore edilizio afferma, riferendosi ai fatti dell’11 settembre del 2001, che ‘’l’America non sarà più attaccata’’. Anni fa – ecco il video dell’intervista https://www.youtube.com/watch?v=Rt-ldMj9y9w – Trump sostenne che le Torri Gemelle furono minate con la nanotermite, tesi adesso accreditata da molti scienziati seri e coraggiosi. Insomma, la mano di Mike Pence si vede o almeno, fino ad ora, si sente. Il tyocon inizia ad avere paura, con tutta probabilità non ha la spina dorsale di Kennedy e, per chi scrive, i dubbi non ci sono mai stati.

Petras ha denunciato come la CIA abbia comprato insospettabili dissidenti di ‘’sinistra’’ ad esempio Jill Stein del Partito dei Verdi: ‘’In the wake of her resounding defeat, Candidate Stein usurped authority from the national Green Party and rapidly raked in $8 million dollars in donations from Democratic Party operatives and George Soros-linked NGO’s (many times the amount raised during her Presidential campaign). This dodgy money financed her demand for ballot recounts in selective states in order to challenge Trump’s victory. The recounts failed to change the outcome, but it was a ‘first shot across the bow’, to stop Trump. It became a propaganda focus for the neo-conservative mass media to mobilize several thousand Clintonite and liberal activists’’ 3. Negli Usa sono tutti in vendita: dagli attivisti di sinistra al neopresidente eletto.

Per capire che razza di ‘’dissidenti’’ ha mobilitato Soros possiamo dare notizia dell’esistenza dell’Utopian Anarchist  Party, movimento anarchico coordinato da Luke Kuhn noto come promotore del libero sesso coi bambini 4. Purtroppo, da Assange a Mumia Jamal, negli Usa, i dissidenti antimperialisti vengono bollati di terrorismo, reclusi o seppelliti nelle carceri. Assange ci ha avvertito ‘’con Trump resterà tutto uguale’’ e Snowden dà chiari segnali di preoccupazione. L’unica novità è interna al ‘’mondo Usa’’; la ‘’rivoluzione colorata’’ per la prima volta si sperimenta in casa. Forse è per questo motivo che fallirà? La risposta arriverà prossimamente.

 

http://fulviogrimaldi.blogspot.it/2017/01/isis-e-anti-trump-stesso-mandato-stessi.html

http://www.lahaine.org/mundo.php/el-director-de-la-cia

http://petras.lahaine.org/?p=2118

http://www.maurizioblondet.it/maidan-trump-preparativi-corso/

 

1 commento per “Fallisce il tentativo di “rivoluzione colorata” anti-Trump ?

  1. armando
    23 gennaio 2017 at 14:56

    per ora vale accontentarsi del “male minore”, poi vedremo. Una cosa da correggere: la commistione coi poteri mafiosi non è iniziata dall’assassinio di Kennedy, bensì dalla sua elezione. sarò un caso che dette l’ok per la tentata invasione di Cuiba, ricordata come Baia dei Porci?

Rispondi a armando Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.