Fondamentalismo religioso ed imperialismo

I critici della sinistra liberale occidentale – oltre ad alcune correnti anti-capitaliste come i trotskisti e gli anarchici – attaccano con foga le religioni monoteistiche, cristiana e musulmana, omettendo qualsiasi critica all’ebraismo. La nuova sinistra americanizzata ha fatto della religione dell’olocausto il suo mito ambiguo di fondazione trasformando, nel suo immaginario, le critiche al fondamentalismo giudaico in sproloqui antisemiti nonostante giudeo-fobia (una forma particolarmente spinta d’avversione alla religione ebraica) ed antisemitismo abbiano presupposti teorici radicalmente diversi. Avendo dismesso la lotta contro il capitalismo, una sorta di simulacro di antifascismo, privo di qualsiasi radice e prospettiva di classe, è diventato la ragion d’essere di ciò che Diana Johnstone ha definito sinistra zombie. Purtroppo per la sinistra zombie – riutilizzo l’efficace espressione della giornalista statunitense – prima Giordano Bruno e poi Voltaire hanno dimostrato come il Corano non sia null’altro che una rilettura araba della Bibbia ebraica. Si tratta di popoli entrambi semiti i quali hanno diversi elementi in comune, tanto storici quanto politici. Non sbagliano gli analisti che, dati alla mano, raffrontano l’attuale arabo-fobia con l’antisemitismo dei secoli scorsi mettendo sullo stesso piano il genocidio ebraico, dettato dall’eugenetica nazista, e lo sterminio di milioni di musulmani sotto le bombe statunitensi di Bush ed Obama.

Ovviamente sia il giudaismo che l’islamismo hanno una storia nobile – pensiamo alla grande cultura ebraica che laicizzò il medio oriente; oppure alle rivolte islamiche anticolonialiste in Iran ed Asia – e diverse zone d’ombra, a volte predominanti, dettate dalle tendenze assolutistiche del rabbinato e dei sapienti islamici. La Chiesa Cattolica, negli stessi termini, non soltanto ha assecondato gli imperialismi italiano e tedesco, ma ha benedetto l’ideologia totalitaria dei neoconservatori USA, facendo dello scontro di civiltà parte costituente del cristianesimo. Nessuno è esente da colpe, malgrado, chi scrive, non pensa affatto che l’ateismo debba considerarsi una soluzione.

Il rabbino israeliano, Yitzhak Yosef, ha recentemente definito gli africani ‘’scimmie’’. Per la Lega Antidiffamazione si tratta d’una affermazione inaccettabile. Bisogna chiarire che la Lega Antidiffamazione, da decenni, promuove il razzismo anti-arabo, facendo del mito ambiguo dell’eterno antisemitismo la protesi ideologia dell’imperialismo israeliano. Storici non allineati come Ilan Pappe e Norman G. Finkelstein sono stati riempiti di fango dai professionisti ‘’anti-razzisti’’ della diffamazione sionista. Le ragioni di questa ‘’maschera di facciata’’ del sionismo imperialista sono alquanto strumentali. Israele – a loro dire – non deve essere considerata parte costituente dell’Alt Right USA, un grande movimento reazionario guidato ideologici come Steve Bannon e David Horowitz. Le cose, malgrado i loro maldestri tentativi, stanno proprio così; lo Stato ‘’per soli ebrei’’ ha trovato nel movimento conservatore statunitense – quelli dello Stato etnicamente puro – la collocazione politica che più si gli addice.

L’immagine è tratta dalla bacheca face book dello storico Diego Siragusa

 

Le affermazioni sopra citate dallo storico Diego Siragusa, sempre molto puntuale, sono aberranti e rappresentative dell’Alt Right nord-americana. Il ‘’sionismo religioso’’ è il sintomo di una deriva totalitaria che va ben oltre due personaggi come Trump e Netanyahu; l’imperialismo americano-sionista necessita di nuove guerre, per questa ragione ha trovato nelle fazioni fondamentaliste, ebraiche e puritane, preziosi alleati. Si punta il dito contro gli africani per non dire – dichiarazione di guerra esplicita – Iran e Palestina. Il rabbino, in questo modo, ha tradotto nel linguaggio del Talmud di Babilonia i piani del complesso militar-industriale USA e dell’estrema destra israeliana.

Ma c’è anche un’altra questione. L’imperialismo israeliano vuole conquistare l’Africa magari alleandosi con gli USA contro la Cina. Per i rabbini fondamentalisti la pelle scura rappresenta una maledizione, Israele deve forse schiavizzare le popolazioni malvolute da Dio? Qual è il motivo di tanto razzismo? Il colonialismo viene proiettato anacronisticamente nel ventunesimo secolo? Leggiamo cosa scrive l’ebreo anti-sionista Gilad Atzmon:

‘’La Maledizione di Cam si riferisce ad un editto impartito
dal biblico Noè. Nel libro del Genesi, Cam vede suo padre nudo e ubriaco nella
sua tenda. Noè lo scopre e maledice Cam come padre dei cananei. Alcune persone
di religione abramitica credono che i neri siano discendenti di Cam. La “maledizione
di Cam” è stata usata da certuni per giustificare il razzismo e la schiavizzazione
dei popoli di discendenza africana’’ 1

L’articolo di Atzmon merita di essere analizzato: ‘’Il professor Tony Martin ha prodotto un esame erudito della Maledizione di Cam e, in conseguenza del suo lavoro, è stato sottoposto ad un attacco furibondo orchestrato dagli ebrei. Le sue conclusioni sono esattamente che esiste un fanatismo razzista giudaico teologico nei confronti della pelle
nera’’.
Il razzismo dei rabbini si riflette sulle politiche israeliane – compresa la sinistra imperialista – nei confronti degli ebrei falasha di derivazione etiope ed eritrea. Le ragioni sono molteplici; Israele ha fatto entrare nel suo ‘’capitalismo caserma’’ una quantità enorme di forza lavoro africana la quale, di fronte a nuove prospettive belliche, deve essere, inevitabilmente, espulsa. I falasha, discriminati dagli ebrei russi, per decenni sono stati indottrinati all’odio anti-arabo nel nome di antiche maledizioni bibliche. Le religioni, se manomesse in modo tanto disonesto, rischiano per davvero, citando Cristopher Hitchens, d’avvelenare ogni cosa.

Il Talmud è pervaso da uno spirito autoritario e ha condizionato, a destra, anche l’ideologia calvinista statunitense; una deriva che ha fatto la fortuna dei neoconservatori. Il fondamentalismo ebraico – possiamo definirlo ‘’sionismo religioso’’ – mette in discussione il carattere democratico di Israele che scivola, sempre di più, verso una inedita forma di “neofascismo ebraico” su basi religiose. Nella lettera indirizzata all’allora ministro della difesa Shaul Mofaz, i rabbini scrissero che “in guerra uccidere i civili è normale” e che l’esercito israeliano “non dovrebbe titubare nell’uccidere civili non ebrei per salvare vite ebraiche”. La lettera continua in questo modo: “Il precetto cristiano per cui bisogna ‘porgere l’altra guancia’ non ci riguarda e non ci faremo convincere da chi dà più valore alle vite dei nostri nemici che alle nostre” 2. 

Il giornalista francese Regis Debray ha ragione: ‘’Israele, nato da una lotta per la decolonizzazione, è diventato il simbolo del colonialismo e ha reso l’insopportabile inevitabile, perché il suo “potere coloniale” non ha mai cessato di colonizzare, di espropriare e sradicare’’. Se il fondamentalismo islamico, compresi i Fratelli Musulmani, è colpevolmente indifferente alla Shoah (atteggiamento molto grave se non vergognoso), Israele è accecata dalla Shoah che eleva ad una vera e propria religione “laica” con finalità politiche (imperialiste). Il sionismo suino (espressione di Gideon Levy) minaccia la pace mondiale; la religione, manomessa e utilizzata politicamente, ne diventa complice. Una catastrofe imminente.

https://www.andreacarancini.it/2016/08/gilad-atzmon-giudaismo-e-pelle-nera/

https://newsinfoalternativa.wordpress.com/2016/01/26/t-a-l-m-u-d-lantico-testamento-incoraggia-il-delitto/

 

 

 

1 commento per “Fondamentalismo religioso ed imperialismo

  1. Marco
    24 marzo 2018 at 14:41

    Articolo interessantissimo, grazie.

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