Gran Bretagna: la lobby sionista festeggia la vittoria di Boris Johnson

La lobby sionista, screditando il leader laburista, Corbyn, ha permesso al conservatore guerrafondaio Boris Johnson di vincere le elezioni.

Lo Stato profondo britannico, fino agli ultimi giorni prima del voto ha intensificato la campagna diffamatoria contro Corbyn accusandolo impropriamente di ‘’antisemitismo’’. I conservatori hanno messo in campo una strategia diffamatoria, poco aderente alla realtà fattuale, del resto già nel 2016 il leader della sinistra laburista aveva allontanato, pressato dalla lobby sionista, alcuni meritevoli attivisti anti-apartheid. Nell’articolo Corbyn messo in riga da Israele? informavo come:

‘’Fra i militanti sospesi abbiamo l’attivista musulmana Naz Shah la quale scrisse su facebook: ’la soluzione per il conflitto israelo-palestinese: trasferire Israele negli Usa’’ 1 e l’ex sindaco di Londra Ken Livingstone, uomo di sinistra, capace di denunciare pubblicamente la collaborazione del movimento sionista con la Germania nazista negli anni’30 e ’40’’ 1

Continua:

‘’Cosa avrebbe detto di sbagliato Livingstone ? I sionisti dalla memoria corta si sono forse dimenticati il Decreto del reich 54/33 del 10 agosto 1933 che autorizzava l’emigrazione in Palestina degli Ebrei Tedeschi provvisti di un “certificato capitalista” ? La collaborazione fra nazisti e sionisti di destra ( ma non solo di destra ) si è estesa su tutti i piani – politico, militare ed economico – a dispetto degli ebrei progressisti, prima perseguitati e poi sterminati nei lager. Lo storico antimperialista Edwin Black – autore della ricerca storica L’IBM e l’Olocausto – si spinse, forte d’una mole immensa di documenti pubblicati, a definire Adolf Hitler come il vero fondatore d’Israele. Fra i documenti raccolti abbiamo anche una medaglia commemorativa della collaborazione tra sionisti tedeschi ed il governo hitleriano’’

Sionismo e nazismo hanno (strategicamente) collaborato, condividendo gli stessi presupposti razzisti. Non soltanto i conservatori, anche i ‘’blairiani’’ hanno gioito della vittoria di Boris Johnson; Tony Blair, zerbino di Bush, dovrebbe rispondere dei crimini contro l’umanità denunciati da Julian Assange, ma i colleghi dell’ultradestra anglo-sionista non dismetteranno il mobbing pubblico ai danni del giornalista australiano. Insomma, lo Stato profondo ha vinto.

La domanda è questa: che ne sarà ora di Assange? La sinistra ‘’sovranista’’, in queste ore sta gioendo per la Brexit di Trump rimuovendo la disonorevole storia del colonialismo britannico (prima ancora dell’UE), ciononostante la borghesia pan-imperialista londinese ha secolari margini di manovra. Quando Londra diede il via libero allo Stato profondo, storicamente, intere nazioni furono distrutte, ne sanno qualcosa le popolazioni asiatiche annichilite dai narcotrafficanti inglesi. La GB ha ben pochi legami con l’Europa continentale, insieme ad Israele fra parte dell’alleanza pan-imperialista americano-sionista, quindi per i movimenti anti-apartheid cosa cambierebbe? Cuba, Iran e Palestina non hanno niente da chiedere alla Brexit degli invertebrati e lo stesso Assange, con la vittoria d’uno zimbello di Donald Trump, ha nuove preoccupazioni da dover affrontare.

Chi ha distrutto Jeremy Corbyn? Il giornalista del WSWS risponde con puntualità:

‘’La semana pasada, el JLM, un afiliado pro-Israel del Partido Laborista, filtró su propia presentación de 53 páginas a la Comisión de Igualdad y Derechos Humanos (EHRC), acusando a los laboristas de la “enfermedad corrosiva” del racismo institucional y siendo “una bienvenida refugio para los antisemitas”. Alegó que el Partido Laborista liderado por Corbyn “ya no era un espacio seguro para el pueblo judío o para aquellos que luchan contra el antisemitismo” y que el 47 por ciento de los judíos británicos considerarían abandonar el país si Corbyn fuese elegido’’ 2

L’Inghilterra, patria della manipolazione per mezzo stampa (Orwell ne sapeva qualcosa), è piena di intellettuali voltagabbana, cinici e senza ideali. La lobby sionista sta ricoprendo di letame la sinistra laburista, dall’altra parte la borghesia ‘’cosmopolita’’ inglese, a suon di ricatti, ha impedito il dibattito per una Brexit pulita, anti-neoliberista. Il Partito laburista con Corbyn sarebbe diventato un ‘’rifugio per gli antisemiti’’, questa è la linea propagandistica condivisa anche dai conservatori. Blair e Bush, neoconservatori legati al revisionismo israeliano, teorizzarono la cancellazione del pan-arabismo provocando la morte di centinaia di migliaia di musulmani in Afghanistan ed Iraq. In Libia, Cameron non tradì l’alleanza di ferro con gli USA, macchiandosi di crimini contro l’umanità. Il neoconservatorismo è un rifugio per i maestri della pulizia etnica, dagli strateghi ai semplici esecutori democraticamente eletti: Blair, Bush, Sarkozy, Cameron, Hollande, Obama e Clinton. Corbyn ha raddoppiato gli iscritti, al Labour, rispetto al 2005, ma non ha saputo fare i conti con l’elite liberal “cosmo-metropolitana”, contrapponendogli un timido (secondo i parametri della sinistra di classe europea) riformismo. Lo Stato profondo, per non correre ulteriori rischi, si è attivato utilizzando la più efficace delle accuse: ‘’sinistra antisemita’’. Riadattando Guevara ‘’del sionismo non ci si può fidare nemmeno un poco’’.

Corbyn ha mai chiesto lo scioglimento della NATO? La risposta è no. Nel 2016 scrivevo: ‘’Corbyn, l’uomo che chiedeva lo scioglimento dell’Alleanza Atlantica, si allinea, umiliandosi, alla lobby sionista, diktat autoritario dopo diktat autoritario’’. L’umiliazione non c’è stata, però lo Stato profondo sta distruggendo un leader politico onesto, ma troppo moderato. Un potenziale processo rivoluzionario, con questi rapporti di forza, non inizierà nelle centrali capitalistiche, ma nelle sbudellate periferie continentali; dal lager finanziario greco alle resistenze antimperialiste in Medio Oriente.

Un’ultima nota: Corbyn non ha difeso antisionisti radicali come Ken Livingstone, Marc Wadsworth, Jackie Walker e Chris Williamson sacrificando le simpatie dei marxisti terzomondisti. Questo è un grande monito per la sinistra di classe: è necessario respingere qualsiasi accusa di ‘’antisemitismo’’, in quanto arma dei referenti (accademici, giornalisti, ricercatori universitari, “influencer” ecc …) dell’imperialismo israeliano. I sovranisti di ‘’sinistra’’ cos’hanno da dire del sionismo (umiliante oltre ogni limite) di Boris Johnson? Difficilmente daranno una risposta coerente.

http://www.linterferenza.info/esteri/corbyn-messo-riga-israele/

https://www.wsws.org/es/articles/2019/12/14/semi-d14.html

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Fonte foto: eastwest.eu (da Google)

 

2 commenti per “Gran Bretagna: la lobby sionista festeggia la vittoria di Boris Johnson

  1. Federico Lovo
    15 dicembre 2019 at 21:12

    severo ma giusto… Non credo cmq che la fazione corbyniana sia destinata alla sconfitta “nel partito”, paradossalmente la vittoria di Jhonson e l’abbandopno dell’UE possono rafforzare i corbyniani in prospettiva, e soprattutto in un nuovo quadro extra-UE. Per lo meno è una possibilità. E’ anche il motivo per cui – nonostante la mia avversione ai Tories – non mi auguro un UK messo economicamente all’angolo da una UE vendicativa, UE che cmq non mi pare in grado di piegare UK. Il liberismo di Jhonson e la sua geopolitica vergognosa possono fare il resto per rafforzare il Labour…

  2. Karbala
    16 dicembre 2019 at 15:14

    Giusto e corretto!!!

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