Grande reset e nuova architettura di potere

“Chi non ha casa, non l’avrà

chi è solo a lungo, solo dovrà stare.” R.M. Rilke

 

Il presidente Vladimir Putin al Virtual World Economic Forum di Davos ha decostruito la transizione dal capitalismo finanziario a quello digitale e la conseguente costruzione di una nuova Architettura di Potere proclamando la fine di un’era ‘’associata ai tentativi di costruire un ordine mondiale unipolare e centralizzato’’: è un processo estremamente complesso e doloroso che, in ambienti apparentemente contrapposti (neoliberisti, anarchici e di estrema destra) viene definito pianificazione del Grande Reset. Come spesso accade neoliberisti, neofascisti e neoanarchici convergono confondendo struttura economica e sovrastruttura politica: in verità, stiamo assistendo all’adattamento sovrastrutturale di un processo endemico al capitalismo, ma accelerato dall’Elite esultante per la crisi pandemica. Le tre posizioni presentano un approccio interpretativo convergente:

 

  • Neoliberisti: il Grande Reset favorirà l’avvento del digitale. Una nuova epoca, caratterizzata dalla transizione dal 5G al 6G, di progressismo radicale ed ecologico economico. La dottrina neoliberista trova la sua matrice ideologica nel pensiero del pastore protestante Malthus, padre dell’eugenetica applicata ai sistemi socioeconomici.
  • Neofascisti: per gli sbandati di estrema destra il capitalismo diventa scusabile, tanto più se bianco ed eurocentrico. Il piano di re-settaggio sarebbe stato pianificato da qualche mente criminale, con tutta probabilità asiatica. Il laboratorio del capitalismo di quarta fase – tanto per cambiare – si riscopre nel nemico numero uno dell’imperialismo USA, la Cina. Tutto alquanto balordo.
  • Neoanarchici: secondo gli anarchici, il Grande Reset è il preludio della rivoluzione socialista mondiale. L’eliminazione della piccola e media borghesia – vale a dire la distruzione dell’economia reale e la rovina di tantissimi piccoli commercianti – non sarebbe una sciagura, ma consoliderebbe l’alleanza strategica fra la classe operaia e l’oligarchia ‘’illuminata’’ pan-planetaria. Ieri come oggi, l’anarchismo è una ideologia funzionale nella globalizzazione del fascismo statunitense: distruggere il tessuto produttivo di uno Stato significa favorire la penetrazione del neocolonialismo finanziario ‘’vendi patria’’.

Ristabiliamo un approccio metodico coerente:

  • La ‘’nuova’’ tirannia globale è figlia del capitalismo industriale (prima) e finanziario (poi). Colonialismo, neocolonialismo, imperialismo e crisi pandemiche vengono, in modo combinato, accelerati dall’economia neoliberista che mortifica il valore d’uso del lavoro prediligendo quello di scambio.
  • Il Grande Reset esiste ed è una sciagura, però conviene riportare il dibattito sul piano analitico: il re-settaggio è un processo organico interno al capitalismo che ci consegnerà una realtà simile ad un incubo totalitario. Questo avverrà per due ragioni: (1) i colossi del digitale impongono dinamiche d’accumulazione capitalista da lager nazista; (2) alla digitalizzazione dell’economia segue la costruzione di una nuova Architettura di Potere ovvero una violentissima guerra antiproletaria e antipopolare interna.

L’economia cinese è di pace, in contrapposizione all’imperialismo del Grande Reset. Il “laboratori”o del Grande Reset – da ora in avanti parlerò soltanto di costruzione d’una nuova Architettura di Potere – sono gli Stati Uniti d’America, quindi il modo migliore per comprendere questa evoluzione del capitalismo finanziario è chiamarlo per quello che realmente è: una nuova tirannia globale le cui braccia sono la Nato e la proiezione unipolare del Pentagono. Una parte della letteratura giornalistica anti-neoliberista, ma non anticapitalista ed a volte anti-cinese (egemonizzata dall’Alt Right, es. Ilaria Bifanini), non affronta il problema in modo adeguato: non nomina mai la Nato, sproloquia contro Pechino e non ricollega la distruzione dell’economia reale alle nuove guerre imperialiste di Washington. L’americanismo è un virus politico.

 

L’imperatrice Kamala Harris instaurerà una nuova Architettura di Potere

Il Premio Pulitzer Glenn Greenwald ha descritto, passo dopo passo, l’instaurazione di un autentico neonazismo statunitense, una involuzione che esula dagli eccessi verbali di Donald Trump e dalla follia delinquenziale del KKK:

‘’ Nel frattempo, il deputato Adam Schiff (D-CA), non solo uno dei membri più disonesti del Congresso, ma anche uno dei più militaristi e autoritari, aveva già presentato nel 2019 una proposta di legge per modificare l’attuale legge contro il terrorismo all’estero, in modo da permettere al governo degli Stati Uniti di utilizzare quegli stessi poteri all’interno dello Stato, contro i “terroristi domestici.”

Perché queste nuove leggi antiterrorismo sarebbero necessarie in una nazione che, in virtù di un sistema giudiziario estremamente aggressivo, incarcera già più cittadini di qualsiasi altro Paese al mondo? Quali atti dovrebbero essere criminalizzati dalle nuove leggi sul “terrorismo interno” che già non siano considerati criminali? Non lo dicono mai, quasi sicuramente perché, proprio come per la prima serie delle leggi sulla Guerra al Terrore, il loro vero scopo è criminalizzare ciò che non dovrebbe essere criminalizzato: la parola, l’associazione, la protesta, l’opposizione alla nuova coalizione di governo.’’ 1

La sinistra zombie ha scavalcato a destra Trump. La guerra contro gli ‘’estremismi convergenti’’ è funzionale al consolidamento del Centro Tirannico il quale, con cinismo e nella totale indifferenza, poggia già su un blocco storico atipico capace di tenere insieme neo-diseredati, ceti medi semicolti e l’ultraborghesia anglo-americana. Giornalisti lubrificati ed accademici nei circuiti della CIA – negli USA ed in Europa, Italia compresa – sono gli addomesticatori nel futuro da incubo che ci aspetta: un “lager” neoliberista targato Amazon.

Negli USA la politica è la bambola del complesso militar-industriale: analisti d’estrema sinistra e giornalisti di destra radicale si sono alleati mediaticamente contro l’establishment disorientando i lettori al di là delle solide denunce, mentre i neoconservatori del Partito democratico hanno costituito un Centro Tirannico col clan Bush per riempire di letame il presidente Trump.

Gli USA non hanno alleati, ma solo ostaggi. L’amministrazione democratica approfondirà le politiche imperialiste dell’Alt Right declinandole in chiave russofoba. Leggiamo il giornalista Nicholas Ayala:

‘’Nonostante l’instabilità e il caos interno, la retorica sull’unità ha veramente riunito tutto lo spettro politico degli Stati Uniti per difendere le continue iniziative imperialiste all’estero. Il caos politico e l’instabilità negli Stati Uniti hanno causato la divisione interna del Paese e dei due partiti politici. In questa divisione si formano nuove alleanze propagandate per il popolo perché superano la partigianeria che divise repubblicani e democratici. In realtà, qualsiasi nuova formazione politica negli Stati Uniti continuerà gli attacchi imperialisti all’estero, mentre attua alcune riforme moderate all’interno. Che si tratti di centristi o di estrema destra e socialdemocratici, ciascuna alleanza rappresenta una sezione diversa degli interessi borghesi nell’impero capitalista-imperialista. Tuttavia, nelle mutevoli alleanze e nel caos in corso, l’impero è indebolito e notevolmente in declino. L’incapacità di fare il minimo indispensabile per curare i propri cittadini nella pandemia evidenzia questa realtà’’ 2

La negazione della pandemia, da parte della destra conservatrice, è una costruzione mediatica per occultare la catastrofe sanitaria statunitense; la retorica elogiativa del Grande Reset, della sinistra ‘’politicamente corretta’’, ha imbellettato lo sfruttamento capitalista dei colossi del digitale. Due posizioni da topi della politica. Nessuno è innocente, chiunque abbracci l’americanismo si sporca le mani – citando Sartre – di fango e sangue. Nei prossimi anni, Washington globalizzerà la guerra civile interna occultando la decomposizione dell’establishment con lo strozzinaggio politico, la Harris commissarierà un autentico demente senile 3 diventando ‘’imperatrice’’: l’Ue, assecondando il ‘’potente’’ alleato, brucerà una parte del proprio tessuto sociale. Il tacco a spillo della Harris sul volto dei ceti proletari e popolari statunitense ed europeo.

Nel grande shock dell’emergenza sanitaria, lo Stato profondo anglo-statunitense è libero d’indirizzare il proprio collasso: Centro Tirannico, fascismo digitale ed annichilimento della vita sociale, atomizzati e senza prospettiva. L’establishment domina governi necrotizzati, mentre il padronato somiglia molto di più all’aristocrazia francese di fine settecento che alla borghesia produttiva della metà del secolo scorso: pianificazione e processi endemici al neocapitalismo s’intrecciano in situazioni sempre più difficili da decifrare, proprio quando l’establishment ha trasformato il giornalismo in mero meretricio. Putin ha rimesso in discussione il mondo unipolare 4, ma non ha di certo ricostituito l’Urss: soltanto Russia, Iran e Cuba, prima ancora della Cina, rappresentano una alternativa geopolitica. Mosca in testa: forte militarmente, avversa al Grande Reset e con spazi di agibilità politica e democratica molto più ampi di quanto viene descritto dai media occidentali.

https://comedonchisciotte.org/e-in-arrivo-la-nuova-guerra-al-terrorismo-interno/

http://aurorasito.altervista.org/?p=15075

Il giornalista Thierry Meyssan avanza un paio di ipotesi alquanto concrete: ‘’Tutti sanno che il presidente degli Stati Uniti è anziano. Durante la campagna elettorale ha più volte confuso persone e luoghi, ha finanche promosso iniziative del figlio deceduto cinque anni addietro. Non dovrebbe quindi essere in grado di esercitare in prima persona il potere. Al momento dovrebbe essere il capo di gabinetto, Ron Klain, a decidere in sua vece. Il Congresso potrebbe semmai prendere rapidamente atto dell’incapacità del presidente a governare e trasmettere il potere alla vicepresidente, Kamala Harris’’ https://www.voltairenet.org/article212060.html

Il presidente Putin, nel suo intervento, ha criticato l’atteggiamento irresponsabile delle grande case farmaceutiche che, puntando ad incrementare i profitti, stanno mettendo a repentaglio la salute globale: “È necessario unire e coordinare gli sforzi di tutto il mondo per diffondere e aumentare la disponibilità (…) dei vaccini necessari contro il coronavirus”. Quello della Fondazione Gates è neocolonialismo sanitario, ideologia balorda abbracciata da una parte dell’Elite europea, compreso il governo italiano. http://aurorasito.altervista.org/?p=15097

Il 'Grande Reset' e il rischio di un Grande Interventismo | Epoch Times  Italia

1 commento per “Grande reset e nuova architettura di potere

  1. Federico Lovo
    31 gennaio 2021 at 22:13

    mah, per me l’unica vera “alternativa geopolitica” è l’Asse Russo-Cinese (prese singolarmente, Russia e Cina sono due “super-potenze incomplete”, che per loro fortuna sono complementari). Ma forse diamo all'”alternativa geopolitica” un senso differente. Inoltre Cuba è sicuramente più affidabile dell’Iran.

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