Joe Biden: il nemico principale per Julian Assange

Ai tempi della strage di Chernobyl lo scienziato marxista Emilio del Giudice disse “Ricordatevi che le notizie ed i dati che i media diffondono su questa tragedia vengono dall’avversario di classe”. Di fronte al crack del sistema sanitario neoliberista, una parte importante della ‘’sinistra’’ e dell’opinione pubblica ‘’progressista’’ hanno dismesso la critica all’establishment non percependola più come avversaria degli interessi popolari; un fraintendimento maldestro, dal momento che i “dominanti” andrebbero ritenuti dei veri untori avendo, da almeno il 1992, smantellato la Sanità Pubblica garantita dalla Costituzione Antifascista. Prima la borghesia nazionale ed ora quella transnazionale non rinunceranno al loro dominio, quindi è impensabile che davanti ad una emergenza sanitaria internazionale le classi dominanti non cerchino (come stanno facendo) di trarne vantaggio per edificare una nuova Architettura di Potere. Il caso Assange è il metro della libertà e della giustizia sociale all’inizio del ventunesimo secolo.

 

Come nasce uno Stato di Polizia

La selezione delle fonti, in un momento drammatico per l’informazione è estremamente importante: gruppi d’estrema destra e sostenitori di Donald Trump, hanno strumentalizzato il vuoto lasciato dall’informazione anticapitalista, corrotta, e rientrata nei circuiti del ‘’giornalismo di regime’’. Nei primissimi anni ’40, l’MI6 britannico corruppe il giornalista laburista George Orwell convincendolo ad intraprendere l’attività di delatore anticomunista: la storia si ripete, la sinistra normalizzata lascia margini di manovra alla destra ‘’para-fascista’’ la quale inquina i pozzi del giornalismo investigativo. Per questa ragione, nel periodo della crisi pandemica ho menzionato – come in questa occasione – soltanto analisti dal comprovato orientamento antimperialista.

Il governo di estrema destra di Boris Johnson è solito lasciare mano libera agli squadristi del complotto QAnon, decisamente irrispettosi delle normative precauzionali anti-coronavirus. Una domanda è d’obbligo: a chi è rivolto questo impianto normativo dalla dubbia democraticità (il diritto di sciopero viene, spesse volte, rimesso in discussione)? Gli unici a farne le spese, quanto meno a Londra, sono gli attivisti che chiedono la liberazione del fondatore di Wikileaks, Julian Assange.

Conviene leggere quanto scrive Craig Murray, un attivista dal curriculum prestigiosissimo tanto che nessun pubblicista della sinistra ‘’politicamente corretta’’ potrebbe mai impugnarlo (dalla biografia di Murray): ‘’autore, blogger e attivista per i diritti umani. È stato ambasciatore britannico in Uzbekistan da agosto 2002 a ottobre 2004 e Rettore dell’Università di Dundee da 2007 a 2010’’ 1. Leggiamo alcune parti dell’articolo di Murray:

1

‘’Sabato, una piccola veglia di 18 persone a una buona distanza sociale per Julian Assange a Piccadilly Circus è stata interrotta dal doppio degli agenti di polizia e un uomo anziano è stato arrestato e preso in custodia. Il piccolo gruppo di attivisti ha organizzato la veglia ogni settimana.

Ero appena arrivato per ringraziarli e sono rimasto sbalordito nel vedere otto furgoni della polizia e questa azione di polizia completamente inutile. Non potrebbe esserci un esempio più chiaro dell’uso della “legge Covid” per reprimere il dissenso politico indipendente e del tutto pacifico ’’

 

2

‘’Più tardi quella sera, ho cenato con Kristin Hrafnsson, redattore capo di Wikileaks. Sono tornato al mio hotel verso le 23:00, ho fatto le abluzioni e sono andato a letto. Poco dopo mezzanotte fui svegliato da un battito insistente ed estremamente forte sulla porta della mia camera da letto. Scesi dal letto nudo e cercai di aprire una porta a fessura. Un uomo vestito come il personale dell’hotel (pantaloni neri, camicia bianca) mi ha chiesto quando stavo per partire. Ho risposto la mattina e ho sottolineato che l’hotel sapeva che sarei partito il giorno successivo. Perché me lo chiedeva nel cuore della notte? L’uomo ha risposto: “Mi è stato chiesto di saperne di più”. Ho chiuso la porta e sono tornato a letto.

La mattina dopo mi sono lamentato nel modo più forte possibile, l’hotel mi ha rimborsato per una notte di alloggio. Il manager di turno che ha fatto questo ha aggiunto “Non è stata colpa nostra”, ma ha detto che non potevano dirmi di più sulle ragioni di questa situazione’’ 2

Secondo Murray ‘’Non potrebbe esserci un esempio più chiaro dell’uso della “legge Covid” per reprimere il dissenso politico indipendente e del tutto pacifico ’’ e ‘’viviamo in tempi pericolosi’’. Trump è terribile per i suoi legami col cristiano-fascismo statunitense e l’estrema destra israeliana, ma cosa significherebbe una vittoria di Joe Biden per Julian?

Il candidato ‘’democratico’’ nel 2010 definì il fondatore di Wikileaks ‘’terrorista high-tech’’, definizione quanto mai inopportuna: sappiamo da Edward Snowden come Biden coordina una campagna di spionaggio del FBI monitorando gli spostamenti di capi di stato, giornalisti, militari ed uomini dell’intelligence. Wikileaks e la Rete Voltaire hanno ricostruito i legami della famiglia Biden con l’estrema destra ucraina (quella sì, decisamente neonazista): ‘’Nel 2014, poco dopo il colpo di Stato dell’EuroMaïdan e mentre il padre era vicepresidente degli Stati Uniti, Hunter Biden, senza avere alcuna competenza in materia, fu nominato amministratore della compagnia del gas ucraina Burisma Holdings. Quando il governo filo-USA tentò di pignorare un miliardo di denaro illecito della Burisma Holdings, Hunter mosse le proprie pedine per far licenziare il procuratore’’ 3. La fazione ‘’cosmopolita’’ dell’imperialismo USA vede in Julian la sua bestia nera, nel 2016 la Regina del Caos (cit. Diana Johnstone) Hillary Clinton chiese se fosse possibile assassinarlo con un drone guadagnandosi dal sociologo marxista James Petras l’appellativo di ‘’psicopatica’’. Joe Biden, per Wikileaks e gli attivisti che denunciano la tortura-repressione del suo fondatore, NON è il Male Minore.

Il presidente Trump rappresenta una fase di nuova nazionalizzazione e soprattutto di esasperazione del neofascismo USA (la parola chiave è ‘’esasperazione’’), mentre Biden difende gli interessi di quelle fazioni dell’Elite che vorrebbero globalizzare il modello capitalista ‘’yankee’’. L’anomalia Trump sta nel voler trattenere in ‘’patria’’ qualcosa che è stato concepito per essere esportato durante la fase di decomposizione capitalista: razzismo, corruzione e violazione delle sovranità. Se Trump è un pericolo per gli statunitensi col suo ‘’modello’’ capitalista ‘’a mano armata’’, Biden è una minaccia per il mondo globalizzato e non. Negli USA non esiste una reale polarizzazione politica.

La giornalista Stefania Maurizi ci ha informato sulla nuova Architettura di Potere all’ombra del coronavirus:

1.

‘’Vittorio Colao si presenta come un grande manager di una grandissima compagnia telefonica. Nessuno nota che quello stesso giorno The Guardian rivela che GSMA, una potentissima associazione di operatori telefonici, vuole buttarsi nella sorveglianza digitale nella battaglia contro il Covid-19. Esattamente il 25 marzo 2020, lo stesso giorno in cui Vittorio Colao pubblica il suo editoriale sul Corriere della Sera, The Guardian rivela che GSMA sta pianificando applicazioni di sorveglianza digitale, contro il Covid-19, ma… curioso: nessuno nota che Verizon è parte di GSMA’’

2.

‘’I dati sanitari in mano alle aziende telefoniche, rappresentano l’ultima frontiera della distruzione delle libertà individuali e della distruzione del Sistema Sanitario Pubblico’’

3.

‘’pur con tutti i programmi di sorveglianza di massa creati dopo l’undici settembre, e rivelati da Snowden con il rischio concreto di non ritrovarsi più la sua testa attaccata al collo, mai, mai, mai si era arrivati a integrare il tutto: geolocalizzalizzazione, dati sanitari e ogni peggiore incubo ’’ 4

Se Trump ha reso visibile il nemico ovvero l’estrema destra politica, Biden potrebbe imporre un programma reazionario basato sul cyber-spionaggio (es. Punto 1 dell’intervista a Stefania Maurizi) indisturbato: manipolando i media, corrompendo i giornalisti lubrificati e facendosi passare per ‘’male minore’’ o ‘’antifascismo necessario’’. Donald Trump è il capitalismo USA senza maschera: un nemico visibile. Joe Biden, in questa fase, è un pericolo mortale per Julian Assange ed il pifferaio magico della sinistra ‘’politicamente corretta’’.

Il coronavirus ha influito sull’economia globale – come aveva previsto il filosofo marxista Srecko Horvat 5 – nonostante ciò non fermerà le dinamiche dell’accumulazione capitalista intimamente legata all’estrema destra americano-sionista: la borghesia nazionale scomparirà e le classi lavoratrici precipiteranno verso forme di nuovo schiavismo. Presto nascerà una nuova forma di capitalismo basato sullo spionaggio. Ancora più razzista, sempre più privatizzato con una ‘’sinistra’’ morente, anticomunista ed anti-socialista, eretta al ruolo di censore.

Julian è stato il primo a chiamare l’Elite sul banco degli imputati ed ora Washington lo vuole morto: Joe Biden, l’esecutore ideale.

 

https://www.pressenza.com/it/author/craig-murray/

https://www.craigmurray.org.uk/archives/2020/10/how-a-police-state-starts/

https://www.voltairenet.org/article211217.html

https://www.peacelink.it/cybercultura/a/47551.html

https://www.internazionale.it/notizie/srecko-horvat/2020/03/06/virus-pericolo-politico

Elezioni Usa 2020, il sondaggio del Wall Street Journal: Joe Biden in  vantaggio su Trump - Il Fatto Quotidiano

1 commento per “Joe Biden: il nemico principale per Julian Assange

  1. De Ruvo franco
    20 ottobre 2020 at 18:18

    È tutta una faccia della stessa medaglia. Ci aspettano tempi bui,se i popoli non si ribelleranno a questo marciume di globalizzazione capitalista.

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