Julian Assange e Rosa Luxemburg: destini paralleli?

Lo Stato profondo statunitense, caduta l’accusa principale contro il giornalista antimperialista Julian Assange, ha inaugurato la fase degli omicidi politici? Il primo ad essersi ‘’suicidato’’ è Christopher Sign, brillante reporter che si stava interessando al clan Clinton, in particolare stava indagando su un incontro ‘‘segreto’’ di Bill Clinton, a quei tempi Presidente, con l’allora procuratore generale Loretta Linch. Da diversi giorni, nei siti dell’informazione alternativa USA, rimbalza una storia ‘‘ciclica’’ inerente la cosiddetta ‘‘Clinton Body Count’’, ‘‘la conta dei morti dei Clinton’’. L’ottima testata La voce Delle Voci ce ne fornisce una sintesi, una storia di scandali e trame occulte consumatasi nell’amicizia di Bill Clinton e Gates col pedofilo Jeffrey Epstein (amico personale, fra l’altro, anche di Donald Trump):

‘’Clinton, ricordiamo, ha viaggiato per almeno 27 volte sul jet di Epstein ribattezzato «Lolita Express».

In questa lista non sono inclusi i 4 ex-soldati al soldo della CIA uccisi a Bengasi per difendere l’ambasciatore nel fatale 2011. Lasciati morire senza che  dalla Sicilia non partisse nemmeno mezzo drone per togliere l’assedio sanguinario in cui erano finiti. Ciò è visibile perfino nel film fracassone che ne ha fatto Hollywood, , 13 hours , un polpettone action di pura propaganda  che sembra creato per dare la colpa alla CIA invece che al Dipartimento di Stato e agli intrighi orditi dall’allora segretario di Stato Hillary Clinton.

Il 47° di questa fantasiosa lista mai comprovata potrebbe essere Jeffrey Epstein. Clinton, ricordiamo, ha viaggiato per almeno 27 volte sul jet di Epstein ribattezzato «Lolita Express»’’ 1

Pochi giorni fa, in carcere a Barcellona, si è tolto la vita John McAfee, fondatore dell’azienda anti-virus che porta il proprio nome: un’altra morte, volendo usare un ossimoro, sospetta. Il cyber-imperialismo, teorizzato dalla Fondazione Rockefeller ed applicato dalle Fondazioni Clinton e Gates, miete le sue vittime. Leggiamo la reazione dell’ex collaboratore della CIA, Edward Snowden:

“L’Europa non dovrebbe estradare [negli Stati Uniti] coloro che sono accusati di crimini non violenti in un sistema giudiziario così ingiusto e un sistema carcerario così brutale che gli imputati nativi preferirebbero morire piuttosto che sottomettersi ad esso. Julian Assange potrebbe essere il prossimo. Fino a quando il sistema non sarà riformato, la moratoria dovrebbe rimanere” 2

Della stessa opinione è la portavoce del Ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova: “L’Europa non dovrebbe estradare [negli Stati Uniti] coloro che sono accusati di crimini non violenti in un sistema giudiziario così ingiusto e un sistema carcerario così brutale che gli imputati nativi preferirebbero morire piuttosto che sottomettersi ad esso. Julian Assange potrebbe essere il prossimo. Fino a quando il sistema non sarà riformato, la moratoria dovrebbe rimanere” (Ibidem). Per entrambi ‘’Assange potrebbe essere il prossimo’’. La CIA  sta preparando un assassinio politico?

Nel mentre, la cospirazione statunitense contro il fondatore di Wikileaks, si sgretola. L’hacker pedofilo, Sigurdur Ingi Thordarson, ha ammesso di essere stato reclutato dalla CIA per fabbricare accuse false contro Assange: “Questa è la fine del caso contro Julian Assange”, ha commentato Edward Snowden; ‘’dovrebbe esserlo’’, con queste parole concorda il Premio Pulitzer Glenn Greenwald 3. La montatura giudiziaria contro Wikileaks si è rivelata una ragnatela, dall’Operazione Hotel al processo kafkiano, la quale ha proiettato nel mondo occidentale la vocazione distopica dello Stato profondo USA.

 

Julian Assange ed il tramonto dello Stato di diritto

In un autentico Stato di diritto, Assange sarebbe già libero; una reale democrazia costituzionale avrebbe incarcerato i coniugi Clinton e non i giornalisti che hanno indagato su di loro (brutalmente assassinati). Le parole del giornalista investigativo, Chris Hedges, riassumono le caratteristiche del capitalismo di sorveglianza che è il piano ultimo dell’Elite, la costruzione d’una nuova Architettura di potere:

‘’Abbiamo subito un colpo di Stato corporativo, in cui i poveri e i lavoratori sono ridotti alla mancanza di lavoro e alla fame. Dove la guerra, la speculazione finanziaria e la sorveglianza interna sono gli unici veri affari dello Stato. Dove non esiste più l’habeas corpus; dove noi, come cittadini, non siamo altro che merci per i sistemi di potere aziendali: siamo quelli da utilizzare, spennare e scaricare. Rifiutarsi di reagire, di raggiungere e aiutare i deboli, gli oppressi e i sofferenti, di salvare il pianeta dall’ecocidio, di denunciare i crimini interni e internazionali della classe dirigente, di chiedere giustizia, di vivere nella verità, significa portare il marchio di Caino. Chi è al potere deve sentire la nostra ira, e questo significa costanti atti di disobbedienza civile di massa. Significa costanti atti di disgregazione sociale e politica, perché questo potere organizzato dal basso è l’unico potere che ci salverà e l’unico potere che libererà Julian. La politica è un gioco di paura. È nostro dovere morale e civico rendere coloro che sono al potere molto, molto spaventati’’ 4

Julian ha dimostrato quanta corruzione ci sia nelle istituzione capitaliste; politici, imprenditori, intelligence, dopo l’11/9 si sono ‘’alleati’’ per instaurare uno stato d’eccezione neoliberista basato sulla shock economy, la classe operaia ha pagando le conseguenze della ‘’stupidità dei reazionari’’ (Mao) subendo un’offensiva padronale senza precedenti nella storia. Il Deep State statunitense, soltanto per questa ragione e non per altro, gli ha dato la caccia con la medesima ferocia impiegata dai militaristi prussiani contro Rosa Luxemburg: ‘’Ora è sparita anche la Rosa rossa, siccome disse ai poveri la verità, i ricchi l’hanno spedita nell’aldilà’’, scriveva Bertolt Brecht.

Il Premio Pulitzer Chris Hedges ritiene che la ‘’classe dirigente criminale’’ che ci ha chiusi nella ‘’morsa della morte’’ (la definisce così) non possa essere riformata: va abbattuta attraverso un autentico processo rivoluzionario. In Italia, gli ex ‘’partiti’’ anti-sistema – come il M5S – hanno monopolizzato la declinazione neoliberista del Grande Reset diventando una fazione del complesso militar-industriale, complici operanti del processo d’i ‘’nuova’’ Architettura di potere: una parte della ‘’sinistra’’ ha deciso di seguirli ‘’burocratizzandosi’’, gli attivisti ‘’per la pace’’ di qualche anno fa hanno assaggiato il fascino della ‘’casta maledetta’’, denaro, notorietà ed onnipotenza astratta. Poche speranze. Il mondo dopo la pandemia, avrà ai vertici delle oligarchie neo-feudali di origine anglosassone, che rilanceranno la dottrina della ‘’guerra infinita ‘’. Julian Assange, ora più che mai, rischia la vita.

 

http://www.lavocedellevoci.it/2021/06/16/la-morte-di-un-giornalista-usa-misteri-clintoniani/

 

https://www.facebook.com/orsobrunounaltropuntodivista/photos/a.631482713993890/1167113113764178/

 

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-si_chiude_il_caso_assange_testimone_chiave_ammette_di_aver_mentito/82_42060/?fbclid=IwAR3LTrNvnJFQovCBsVwHtfPT8bbltqW99nxlZsLK-frZjiSrglVodaKQFb4

 

https://www.ionoblog.com/single-post/assange-una-finestra-sul-crollo-dello-stato-di-diritto?fbclid=IwAR1PsMh2GWyDrwHJgXoLRsjAPoAViGEsYDSAvQMmWKufSFl3loI6HL6G9sY

Perché Julian Assange è stato a condannato a 50 settimane di carcere

Fonte foto: Fanpage (da Google)

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