La difesa di Assange è la punta di lancia della battaglia antimperialista

Un grande uomo si sta spegnendo nella totale indifferenza del “giornalismo di regime”: Julian Assange (JA). Il relatore speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, Nils Melzer, ha denunciato che il fondatore di Wikileaks è sottoposto ad una tortura psicologica continuativa che sta distruggendo il suo corpo. Lo stress da sorveglianza continua, 24 ore su 24, lo ha reso molto vulnerabile: “Cumulativamente, questa pratica profondamente arbitraria porta ad una costante sovrastimolazione nervosa che, secondo l’esperienza, può provocare un collasso circolatorio, un esaurimento nervoso o addirittura la morte. Nessuna traccia di sangue. Si tratta di una tortura bianca” 1.

I poteri forti (multinazionali, neoconservatori USA, Stato profondo inglese e lobby sionista) hanno pianificato la distruzione del giornalismo libero e antimperialista, all’insegna del ‘’ucciderne uno, per terrorizzarne mille’’. I professionisti del giornalismo venduto e la casta accademica tacciono, il loro silenzio è stato comprato dagli stessi centri di potere politici ed economici che vogliono morto Julian Assange.

L’avvocato Baltasar Garzon ha dichiarato che la situazione di JA ‘’è critica’’, l’estradizione verso gli USA –  che praticano la pena di morte contro i prigionieri politici – violerebbe il diritto internazionale. Continua il legale: ‘’Assange se encuentra recluido en la cárcel de Londres en condiciones que contradicen los derechos humanos esenciales’’ 2. Durante il processo verrà richiamata l’attenzione sullo stato di salute, oramai al limite, del giornalista australiano. E’ possibile una strategia di difesa più audace coordinata con mobilitazioni popolari e, possibilmente, un coinvolgimento attivo dei sindacati di classe? Fino ad ora soltanto il Word Socialist Web Site ha sottolineato come la difesa di Assange sia nell’interesse della classe operaia, sbudellata dal passaggio dallo Stato sociale a quello di ‘’guerra’’; l’agenda ‘’neocon’’ per la guerra globale. Il giornalista Roger Keeran inquadra il cuore del problema:

“L’obiettivo principale del team legale di Assange sembrerebbe di “preservare ciò che è più importante, a partire dall’integrità fisica e mentale del cliente”. Monville afferma: “Approviamo la richiesta fatta da Gareth Peirce [avvocato]… il 18 novembre per fornire a Julian Assange un computer funzionante. Tuttavia, non vi era spazio per ulteriori richieste? Perché la difesa non fa nulla per liberare Assange per motivi di salute, quando è stato possibile addirittura per il dittatore Pinochet?“’’ 3

L’analista Aymeric Monville, autore di Julian Assange en Danger de Mort, si è recato in Inghilterra per studiare il caso Assange. Rilevate diverse incongruenze (la difesa non può fermarsi ad un semplice appello alla “giustizia borghese”), Monville ha scritto un articolo, Conflitti di interesse nella difesa di Assange: aspettiamo spiegazioni, nella rivista online Initiative Communiste. L’establishment che ha incarcerato Assange rivendica e pratica la stessa linea di Pinochet: guerra di classe anticomunista, neoliberismo economico e pulizia etnica contro le minoranze. Non possiamo chiedere all’establishment di rinnegare la propria natura criminale. Sarebbe una ingenuità imperdonabile.

L’organizzazione pro-USA, Amnesty International, che con la scusa della difesa dei diritti umani promuove nel mondo le istanze della Fondazione Clinton, ha disconosciuto ad Assange e Chelsea Manning lo status di ‘’prigionieri di coscienza’’. I liberali sono una sorta di neofascisti con i fiorellini in mano, mentre l’Alt Right è il cosmopolitismo senza maschera, ossia “la globalizzazione del fascismo statunitense”. Poco dopo, Wikileaks ha pubblicato dei documenti che attestano l’utilizzo di armi chimiche da parte dei “ribelli” wahabiti appoggiati da Washington, contro il legittimino governo siriano. Scrive il giornalista del WSWS, Niles Niemuth:

Without presenting any evidence to prove that Assad’s military had indeed carried out the alleged attack, purported video of children suffering in its aftermath pushed by the mainstream media was seized on by the US, UK and France to launch an assault on Syrian government targets just one week later. The official OPCW report was published this March, nearly one year after President Donald Trump ordered the series of airstrikes which threatened to spark a wider war with Iran and Russia, Assad’s main allies’’ 4

Tanto i democratici quanto Trump hanno rischiato di far scoppiare una guerra, in realtà l’ennesima aggressione, contro uno stato sovrano (sia pur parzialmente e con molte contraddizioni, socialista), la Siria, appoggiato dal blocco (capitalista) euroasiatico (Cina, Iran e Russia). Le prove mostrate dai giornalisti anglofoni? Nessuna, l’establishment degli incompetenti non infrange la regola: “Al potere bisogna credere sulla parola”. I giornalisti, così facendo, diventano un piede di porco della lobby guerrafondaia trasformando la loro professione in una sorta di megafono dell’imperialismo americano-sionista. Roberto Saviano, di fronte alla guerra in Siria, ha avuto un ruolo nefasto, pari al giornalismo di guerra di Oriana Fallaci ai tempi della demolizione “controllata” dell’Iraq. Per questo motivo, il giornalismo venduto vuole l’eliminazione psicofisica di Julian Assange. Interi ordini professionali, dai giornalisti agli avvocati fino ai magistrati, negli ultimi sette anni si sono trasformati in una sorta di casa di tolleranza dei neoconservatori yankee. Senza dignità, tacciono.

Washington sostiene e pratica, indisturbata, il golpismo contro Bolivia, Iran e Venezuela, per questo massacra i giornalisti indipendenti; là dove non arrivano i fascisti a stelle e strisce, c’è il circo mediatico televisivo, le femministe, la corporazione accademica e la super-privilegiata magistratura; dal golpe bianco (come in Brasile) alla tortura bianca. La sinistra zombie, ipocritamente, si schiera con questa gente dimenticandosi di Lula ed Assange. Stupidità o tradimento.

L’udienza finale sul “caso Assange” si terrà nel febbraio 2020. Assange è un eroe mentre i suoi accusatori sono dei killer politici a piede libero; la sentenza, per i popoli oppressi di tutto il mondo, è già scritta ed è inappellabile: Assange libero, George Bush ed Hillary Clinton in carcere.

https://rtitalia.wordpress.com/2019/12/30/gli-esperti-dellonu-denunciano-che-la-vita-di-assange-e-in-pericolo-in-prigione-a-causa-della-costante-tortura-psicologica/?fbclid=IwAR1jkaXxq6K2OX3j03yVJMVeicVwc45wOgFdqaERNJuZaixkALvO8ET24OI

https://www.vistazo.com/seccion/mundo/actualidad-mundial/la-situacion-de-assange-es-critica-dice-baltasar-garzon?fbclid=IwAR1pW6z7nUytT4C-olMB0zr9ssK8oZcwe45nnmx8ejISU-CCsOQ_FZAtQ30

https://www.resistenze.org/sito/os/mp/osmpjn16-022185.htm

https://www.wsws.org/en/articles/2019/12/28/opcw-d28.html?fbclid=IwAR2iSNrVxvbedVKm9kQXx7T7ZOvTz0pYJZMxP1LKQonShpkSbxQ0U08ol5U

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Fonte foto: Altrenotizie (da Google)

 

2 commenti per “La difesa di Assange è la punta di lancia della battaglia antimperialista

  1. 1 gennaio 2020 at 6:02

    La documentazione di WikiLeaks prova che numerosi gruppi dell’esercito USA coltivano apertamente ideologie NAZIFASCISTE e HITLERIANE !!!

  2. Giuliano Gattamorta
    1 gennaio 2020 at 16:02

    Occorre difendere Julian Assange.
    L’italia deve onorare gli accordi internazionali che ha sottoscritto che la impegnano a difendere attivamente i diritti umani.
    Non importa se deve affrontare gli Stati Uniti.
    Occorre chiedere al governo di prendere posizione e di offrire a Julian Assange asilo politico.
    Io personalmente scriverò una lettera aperta a Conte.
    I diritti umani sono al di sopra di qualsiasi strumentalizzazione politica

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