La giornalista palestinese Shireen Abu Akle uccisa dalle truppe di occupazione israeliane

Mentre in Ucraina infuria la guerra imperialista (NATO/USA vs Russia) in Palestina continua la strage quotidiana di palestinesi per mano delle truppe di occupazione israeliane.

Shireen Abu Akle, forse la più nota e importante giornalista palestinese, è stata colpita alla testa da un proiettile, nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania, durante uno dei blitz che vengono effettuati con cadenza quotidiana dall’IDF (l’esercito israeliano). E’ morta sul colpo.

Lo stesso presidente dell’ANP, Abu Mazen, ha dichiarato che “il governo israeliano è pienamente responsabile di questo crimine” sottolineando che fa parte “della politica quotidiana perseguita dall’occupazione contro il nostro popolo, la sua terra e i suoi luoghi santi”.

Con una nota citata dall’agenzia palestinese Wafa, l’Autorità nazionale palestinese (ANP), ha quindi accusato Israele di “prendere di mira i giornalisti per nascondere la verità e commettere crimini in silenzio”.

Non ho dubbi in proposito.

Shireen non sarà mai dimenticata e continuerà a vivere nella lotta del popolo palestinese per la sua liberazione dall’oppressione razzista e colonialista perpetrata dallo stato di Israele.

Cisgiordania, morta durante uno scontro a fuoco una giornalista di Al Jazeera

Fonte foto: Rai News (da Google)

                                                                                                          

3 commenti per “La giornalista palestinese Shireen Abu Akle uccisa dalle truppe di occupazione israeliane

  1. daouda
    11 maggio 2022 at 16:49

    La giornalista in questione era una cristiana araba, né palestinese né ismaelita.

    Né Giordania Marittima, né Filistei invasori.

    saluti

  2. alex1
    13 maggio 2022 at 13:11

    Chissà come mai nessun “democratically correct” russofobo, nemmeno uno, ha mai proposti di inviare armi ai palestinesi, anzi qui sostengono l’invasore.

  3. eli
    13 maggio 2022 at 17:28

    Della guerra in Palestina ormai non ci si preoccupa nemmeno più, per la maggioranza dell’opinione pubblica è come i monsoni: un fenomeno ciclico e lontano. Eppure in quei territori la sofferenza è palpabile e costante, i bambini non hanno diritto di essere nemmeno dei bambini. E guai a dire qualcosa su Israele che subito si viene tacciati, ingiustamente, di essere antisemiti. Ma voglio giustificare, in parte, anche agli ebrei, perché i loro sentimenti e traumi post bellici, sono stati sfruttati senza pietà da terzi (atlantici) per i propri scopi, di fatto destinandoli ad un’ altra guerra, eterna, dalla quale possono uscire solo se aprono gli occhi. Ma ormai la sete di vendetta delle due parti è troppa, gli interessi molteplici e gli israeliani sono diventati, per necessità o abitudine, pronti a colpire senza pietà un popolo che come il loro in passato, difende il proprio diritto ad esistere, a non lasciare la propria casa.

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