La Serbia, vittima dell’imperialismo e dei suoi vassalli italiani

L’aggressione imperialista alla Serbia ha portato alla disintegrazione di uno Stato indipendente e sovrano ed alla istaurazione di Stati vassalli portaerei degli Usa. I patrioti serbi – chiamati ingiustamente ‘’nazionalisti’’ – hanno pagato la loro Resistenza ad una coalizione pan-imperialistica con la tortura ed il carcere a vita. I fatti hanno la testa dura – diceva una volta Lenin – e la verità è venuta a galla: i civili di Srebrenica non furono uccisi dai serbi ma dagli stessi bosniaci per ordine di Alija Izetbegovic, presidente dei musulmani bosniaci complice del ‘’democratico’’ Bill Clinton. Ulteriori testimonianze riabilitano la memoria di Milosevic ma anche di tanti giovani militari che non hanno fatto altro che difendere la propria terra.

Questa volta è la confessione del politico bosniaco Ibran Mustafić a smentire le accuse della NATO, degli Usa e della stessa Italia: Izetbegovic ha causato il massacro di Srebrenica, la confessione viene da un ‘’veterano di guerra’’ non imputabile d’essere di parte. La Jugoslavia di Tito proponeva un modello socialista basato sull’autogestione e per questa ragione era un pericolo per l’imperialismo; morto il carismatico leader socialista, gli Usa scatenarono contro lo Stato jugoslavo la violenza degli estremisti neonazisti ed islamisti. Una dichiarazione di guerra che viene da lontano e che gli Usa hanno sempre avallato dato che il terrorista Izetbegovic scrisse nel 1970 che «non ci sarà mai pace né coesistenza tra la fede islamica e le istituzioni politiche e sociali non islamiche» e che «il movimento islamico può e deve impadronirsi del potere politico perché è moralmente e numericamente così forte che può non solo distruggere il potere non islamico esistente, ma anche crearne uno nuovo islamico» 1. Un’ operazione condotta da bande criminali contro un governo che aveva sconfitto il nazifascismo – il dittatore croato, filonazista, Ante Pavelic sterminò oltre 800.000 serbi – e creato il Movimento degli Stati non allineati contro gli imperialismi statunitense, europei ed israeliano. Izetbegovic era l’anticomunista che, al pari di Pinochet e Bin Laden, faceva il gioco degli Usa: distruggere un paese laico e progressista. Domanda: chi restituirà a Milosevic la dignità?

Ibran Mustafić scrive nel suo libro che ‘’il mio parente Mirsad Mustafić mi mostrò un elenco di soldati serbi prigionieri, che furono uccisi in un luogo chiamato Zalazje. Tra gli altri c’erano i nomi del suo compagno di scuola Branko Simić e di suo fratello Pero, dell’ex giudice Slobodan Ilić, dell’autista di Zvornik Mijo Rakić, dell’infermiera Rada Milanović. Inoltre, nelle battaglie intorno ed a Srebrenica, durante la guerra, ci sono stati più di 3.200 Serbi di questo e dei comuni limitrofi uccisi’’ 1. Domanda: genocidio da parte di chi? Il popolo serbo è l’unica vera vittima della NATO e dell’islamismo ‘’made in Usa’’. Cerchiamo di capire meglio: a quale progetto globalista la Bosnia era funzionale?

Jean Toschi Marazzani Visconti ha pubblicato ‘’La porta d’ingresso dell’Islam’’ dove analizza i temi sopra accennati. Una lettura fondamentale e di grande interesse.

 

La giornalista Jean Toschi Marazzani Visconti, intervistata dal sottoscritto lo scorso anno, ci ha spiegato che: ‘’Gli USA hanno affidato una specie di governatorato alla Turchia in Bosnia, convinti che quest’ultima, perseguendo la trasversale verde, quella linea ideale che unisce tutte le aree musulmane dei Balcani sotto la sua influenza, non permetta l’infiltrazione di altri paesi musulmani’’ 2. Gli Usa hanno quindi creato un ‘’crocevia balcanico’’ per Al Qaeda ed ora Daesh perchè la ‘’politica estera americana si sviluppa sulla teoria del  here and now ( qui e ora) per ottenere quanto é necessario per mantenere la supremazia commerciale e militare, quello che potrebbe succedere in seguito, non sembra essere argomento di preoccupazione’’. La Serbia, in quanto ultimo baluardo del ‘’patriottismo di classe’’ jugoslavo doveva essere disintegrata ma – come spesso fortunatamente accade – la coscienza nazionale degli aggrediti è più forte dei progetti reazionari imperialistici; il popolo serbo non ha messo da parte la volontà antimperialistica e chiede Giustizia e Verità per i patrioti seppelliti nelle carceri della NATO. Mi unisco, quanto meno politicamente, alla loro battaglia.

 

Goran Jelisic: un patriota seppellito vivo nelle carceri dell’imperialismo

La Casa Editrice Zambon ha pubblicato nel 2013 Uomini e non uomini dove racconta la guerra in Bosnia Erzegovina nella testimonianza di un ufficiale jugoslavo: Goran Jelisic. Jelisic è ingiustamente detenuto in Italia – nessuna organizzazione antimperialista gli mostra solidarietà tranne il Centro di Iniziative per la Verità e la Giustizia che comunque fa un lavoro esclusivamente di ricerca storica – e si trova, attualmente, in condizioni di salute critiche. La revisione del processo è necessaria, la liberazione doverosa. Questo ufficiale ( al contrario di quello che dicono i suoi aguzzini ) si ‘’distingue per le capacità organizzative e per la sua profonda umanità. Più volte rifiuta di eseguire le rappresaglie ordinate da alcuni comandanti serbi che hanno deciso di rispondere agli eccidî della controparte con analoga e indiscriminata brutalità’’ 3. L’ingiustizia che questo ragazzo ha subito è sotto gli occhi, per ora, di pochissimi attivisti onesti; perché le organizzazioni di ‘’sinistra’’ – compresi i partitini ‘’comunisti’’ – tacciono?

Riporto una testimonianza di Goran tratta dal libro Uomini e topi: ‘’Quando alla televisione di Belgrado avevano mostrato la piccola Milica di Batajnica, morta a causa delle bombe della NATO, avevo chiesto a Kasper come commentava la morte di bambini innocenti. Mi aveva risposto: ‘’Signor Jelisic, ma è solo una serba’’ ( pag. 303 ). L’imperialismo risponde a questa ‘’morale’’: niente di ciò che è disumano mi è estraneo. I sionisti che uccidono palestinesi innocenti non dicono, forse, le stesse cose?

I serbi non sono mai stati aggressori, hanno respinto prima il nazifascismo e poi resistito alla NATO. Questo popolo ha pagato il prezzo delle politiche imperialiste e dell’egemonia Usa con le vite dei suoi giovani militari. Prima il fascismo e poi la NATO: chi è stato più criminale?

Adesso che sappiamo la verità su Srebrenica, Milosevic non dovrebbe essere riabilitato? Adesso che la Bosnia è la Porta dell’Inferno di Al Qaeda e l’Albania l’Israele d’Europa, Goran Jelisic non dovrebbe tornare in libertà e ricevere un doveroso risarcimento? Il giornalista John Pilger dice che l’informazione è una emanazione del potere e questo potere  non vuole mollare la fonte della sua vergognosa impunità: la menzogna.

L’imperial-globalismo ha bisogno di mentire e la Serbia – paese laico e socialista – è stata la prima vittima del nuovo ordine mondiale guidato dagli Usa. La lotta per la sua ‘’nuova’’ indipendenza è sacrosanta e, in quanto cittadini di un paese aggressore, ci riguarda direttamente. Non dobbiamo essere complici.

http://informare.over-blog.it/2016/01/srebrenica-esce-fuori-la-verita-il-massacro-fu-compiuto-da-tagliagole-bosniaci-musulmani.html

http://www.linterferenza.info/esteri/islam-politico-imperialismo/

http://www.civg.it/index.php?option=com_multicategories&view=article&id=390:goran-jelisic-uomini-e-non-uomini&catid=34&Itemid=254

 

 

 

 

 

4 commenti per “La Serbia, vittima dell’imperialismo e dei suoi vassalli italiani

  1. Edoardo
    20 luglio 2017 at 13:53

    Questo articolo è errato dalla prima all’ultima parola. Incredibile.

    • Fabrizio Marchi
      20 luglio 2017 at 14:10

      bè, magari se entrassi un po’ più nel dettaglio ti si potrebbe anche rispondere nel merito…

  2. Stefano Zecchinelli
    20 luglio 2017 at 14:10

    Prego, potresti argomentare meglio. Grazie.

    • Dante
      20 luglio 2017 at 18:26

      cosa vuoi che argomenti quando nemmeno il tribunale dell’Aia ne aveva .

      Avessimo noi un politico fine ed intelligente come Slobo

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