La transizione alla distopia orwelliana del Grande Reset può essere fermata

La transizione alla nuova Architettura di potere prevede delle tappe preparatorie, alcune delle quali sono già arrivate a compimento, mentre altre hanno incontrato legittime resistenze di classe e geopolitiche:

  • La transizione dal capitalismo finanziario alla ‘’società della sorveglianza’’, un nuovo modello capitalistico in cui potere e ricchezza coincidono con la depoliticizzazione della stragrande maggioranza della popolazione mondiale.
  • Il passaggio della ‘’sinistra’’ socialdemocratica e progressista e delle diverse lobby israeliane nel campo conservatore: il nuovo nazifascismo neoconservatore verrà veicolato dalla “sinistra bianca” che, creando una moderna distopia orwelliana, bollerà come fascismo le dissidenze (individuali, di classe e geopolitiche).
  • Uno stato emergenziale permanente. La gestione militarizzata della crisi pandemica è servita al rilancio della guerra termonucleare contro Mosca e Pechino; credendo d’aver fatto come in Cina, nel 2020, la sinistra ‘’politicamente corretta’’ ha seguito la dottrina Rumsfeld\Cebrowski chiamata ‘’Alba Rossa’’.
  • La pulizia etnica della Palestina. La costruzione della Grande Israele è una priorità dell’élite anglosassone. Israele è un imperialismo atipico che, attraverso le lobby sioniste, caratterizza la vocazione unilaterale del Pentagono.

Il capitalismo della sorveglianza ha già alcune caratteristiche del fascismo novecentesco come la repressione antisindacale e l’’’anticomunismo di stato’’, dall’altra parte ha approfondito la dottrina del capitalismo anarchico del Cato Institute per quanto riguarda l’istituzionalizzazione dei comportamenti delinquenziali: i Chicago Boys, contrapposero alla moralità socialista, la legalizzazione delle droghe pesanti e della pedofilia, delineando una ‘’società aperta’’ anglosassone in cui progresso e manipolazione psicofisica andassero a configurare un oscuro dualismo. La nuova lobby progressista, trovando in Canada ed Israele i suoi laboratori, ha approvato la politica sui crediti sociali marginalizzando dalla vita quotidiana gli attivisti antimperialisti; dall’altro lato, le periferie cittadine sono diventate terreno di scontro delle nuove gang, le pandillas si contendono il monopolio della violenza trasformandosi nel Ku Klux Klan del XXI secolo. Vorrebbero portarci verso un capitalismo a mano armata dove accoltellare un uomo in pieno giorno non comporterà nessun provvedimento da parte delle autorità: ‘’politica dello sfogo ‘’ più ‘’pace sociale’’. Anarchia 2.0.

Secondo l’élite ‘’alla fine non possederemo nulla e saremo felici’’. Il governo neonazista di Kiev bombarda una centrale nucleare russa, Israele uccide donne e bambini innocenti, nonostante ciò i giornalisti che riportano queste notizie sono considerati paria dal sistema. Chi dissente è condannato alla morte cerebrale: ad essere deriso ed isolato. L’economista anti-neoliberista Peter Koenig ha evidenziato la necessità di combattere ‘’il globalismo dell’ordine unico mondiale’’, una bestia che renderà le capacità umane obsolete:

‘’L’11 settembre era stato l’evento mortale e violento che aveva annunciato una nuova era: un’era di aumento del controllo totale, di privazione delle libertà personali, di restrizioni con controlli di sicurezza aeroportuali spesso umilianti e imbarazzanti. Poche settimane dopo l’orrenda e ben organizzata devastazione dell’11 settembre, dal Congresso era stato approvato il Patriot Act. Era stato preparato molto prima dell’11 settembre. Privava i cittadini statunitensi di quasi il 90% dei loro diritti umani e di cittadinanza.

Leggi simili di tipo emergenziale sono state approvate con facilità in Europa e negli altri cosiddetti “Paesi occidentali,” e ci riferiamo ai Paesi che seguono la dottrina politica e monetaria statunitense. La maggior parte del Nord globale, o Occidente (che comprende anche Australia, Giappone, Corea del Sud e Nuova Zelanda), vive attualmente sotto una sorta di “legislazione d’emergenza,” che, in larga misura, scavalca i parlamenti nazionali per le questioni che riguardano il programma del Grande Reset.

La maggior parte delle loro popolazioni non ha la minima idea che i loro Parlamenti sono stati in gran parte esautorati.’’ 1

L’Unione Europea (UE) uccidendo l’Europa è diventa il teatro degli orrori degli Stati Uniti. Israele e Canada sono i laboratori privilegiati dove si sperimentano soluzioni estreme: Tel Aviv, cogliendo l’opportunità della digitalizzazione dell’economia, ha ridotto gli ebrei antisionisti a paria della vita quotidiana. L’élite canadese sta pensando all’esclusione dal lavoro per coloro i quali, nei social, esprimano opinioni politiche solidali con Russia e Cina. L’Italia – con la possibile vittoria elettorale di Giorgia Meloni ed un ipotetico\aberrante governo Draghi bis – potrebbe politicizzare il ‘’modello’’ repressivo dei crediti sociali, decretando la morte civile di giornalisti antimperialisti, partiti comunisti e socialisti e gli opinionisti filorussi e filocinesi. Orwell 2.0.

Il capitalismo del ventunesimo secolo sarà nazista in politica estera (russofobo), fascista in politica interna (anti-comunista ed anti-socialista) e libertario nella politica dei costumi, fino a caratterizzare l’anarchismo del vivere quotidiano: droghe pesanti, stupri, pedofilia, aggressioni in pieno giorno (accoltellamenti e sparatorie nelle periferie) verranno legalizzati nella ‘’politica dello sfogo ‘’ dell’élite neoliberista. Siamo ben oltre 1984: si potrà uccidere per gioco, ma non protestare; lo spaccio sarà legale, il sindacalismo no.

Continua Koenig:

‘’Le conseguenze sono molteplici. Come il cambiamento climatico, la scarsità di energia ha ripercussioni su tutto. La spinta alla crescita delle nostre economie si basa sull’energia. La carenza di energia porta alla recessione, alla diminuzione della produzione economica, alla riduzione della forza lavoro e alla povertà, miseria, malattie e, sì, alla morte.

Ma non siamo in una situazione di carenza energetica. La carenza di energia è stata creata artificialmente – con il pretesto della guerra tra Ucraina e Russia, che, a sua volta, è stata creata per servire l’agenda del Grande Reset: stragi, crolli economici, bancarotte, povertà – con conseguente spostamento di beni dal basso e dal centro verso la piccola élite in cima – e l’accelerazione dell’ascesa di una digitalizzazione totale – dal denaro al cervello umano.’’ (Ibidem)

Il declino morale dell’occidente è determinato dall’americanismo culturale, quello istituzionale dallo strapotere del NATOstan mentre quello economico dalla deindustrializzazione pianificata dalle lobby anglosassoni: l’Europa, da culla della Ragione, sta diventando una tirannide liberticida, nonostante ciò una rivolta popolare ed antimperialista potrebbe salvarla. La classe operaia europea, figlia del giacobinismo e delle lotte antifasciste, può ancora fermare la transizione al Grande Reset.

https://comedonchisciotte.org/bisogna-combattere-il-globalismo-dellordine-unico-mondiale-lascesa-e-la-caduta-della-bestia/

Il Grande Reset. La Grande Risistemazione. (2)

Fonte foto: da Google

 

 

 

 

 

 

1 commento per “La transizione alla distopia orwelliana del Grande Reset può essere fermata

  1. Filippo
    15 agosto 2022 at 11:44

    Fa piacere notare che intellettuali di sinistra, peraltro di notevole spessore come lei, abbiano colto la gravità della situazione e superato il primo ostacolo che aveva posto il sistema: “chi dissente è di destra”. Ricordo che all’inizio molti siti lanciarono accuse che oggi farebbero ridere, tra i quali annovero Aurorasito, l’Antidiplomatico ed altri (non sto accusando, ci mancherebbe).

    Ora andrebbe detto anche ai milioni di giovani italiani che non hanno messo in dubbio niente di quanto successo negli ultimi 2 anni, incapaci di superare il bias psico-politico (se oso dissentire sono un “complottista di destra” o, come dissero a me, “le tue posizioni sono molto simili a quelle dell’opposizione”).
    Buona resistenza a tutti

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