Le contraddizioni di Bernie Sanders

Il candidato della sinistra democratica americana, Bernie Sanders, ha denunciato il neoliberismo economico, contrapponendogli il ritorno al keynesismo. Dopo aver fronteggiato, con grande coraggio, il razzismo dell’Alt Right e della lobby sionista, sembra cedere alla propaganda russofoba tipica del Partito democratico. Bernie Sanders si sta arrendendo all’establishment? Negli USA gli antimperialisti sono, purtroppo, pochissimi.

Il progressista Bernie Sanders, rispetto alla costante della politica statunitense, presenta sicuramente alcuni elementi progressivi e positivi: (1) si definisce socialdemocratico – ma non democratico socialista, nel senso di Olof Palme – evitando di finire nel pentolone dell’imperialismo liberale; (2) è in rotta di collisione con la lobby israeliana avendo definito (giustamente) Netanyahu un ‘’razzista reazionario’’; (3) condanna il golpismo neofascista ‘’yankee’’ in America Latina e riconosce gli straordinari apporti di Cuba nel campo dell’ educazione e della salute 1. Si tratta di alcuni elementi di rottura che non vanno taciuti e anzi, devono essere riconosciuti. Ciononostante, questo anziano riformatore sociale non riesce a liberarsi (non vuole? non può?)  dell’ideologia “suprematistica” tipica dell’establishment USA, di fatto finendo per essere – in almeno tre circostanze – connivente con il complesso militar-industriale USA:

  • Anticomunismo viscerale, unito ad una vergognosa falsificazione storica.
  • Interventismo (anti)umanitario ovvero, citando Jean Bricmont, imperialismo umanitario.
  • Silenzio sulla persecuzione-tortura di Julian Assange e Chelsea Manning.

Sanders è un socialdemocratico, ma non riesce proprio ad essere un socialista terzomondista orientato verso un molto multipolare. Teme lo stato profondo e fa il possibile per tranquillizzarlo senza rinunciare ad alcune riforme keynesiane. La sinistra democratica parla di socialismo intendendo con questo un sistema sul modello scandinavo; autentica eresia in un paese come gli USA dove le multinazionali spadroneggiano alle spalle dei cittadini. Certamente, le sue denunce fanno sì che le contraddizioni del capitalismo yankee non possano più essere eluse; mentre le lobby della armi fanno il bello e il cattivo tempo e la destra neofascista pianifica deportazioni di massa e stermini etnici, i ‘’democratici’’ teorizzano la guerra termonucleare contro la Federazione russa. Le conseguenze sarebbero disastrose, ovvero l’annichilimento sociale di una porzione del pianeta.

 

Bernie Sandes: un socialdemocratico indebolito dall’ideologia americanocentrica

In occasione del Giorno della Memoria ‘’il nostro’’ ha rilanciato la menzogna, tipica degli accademici lubrificati statunitensi, sulla liberazione fantasma del campo di sterminio di Auschwitz da parte degli Alleati. L’Unione Sovietica salvò ebrei, popoli russi, rom, omosessuali, sinistre di classe (socialiste e comuniste) e oppositori vari dallo sterminio, distruggendo la Macchina della Morte (Auschwitz e Birkenau) nazista. Sanders mente, e lo sa bene. Non è la prima volta che spara a mille contro il comunismo storico novecentesco, così facendo, offrendo il fianco  ai peggiori reazionari. Nel discorso pronunciato il 15 aprile 2016 in Vaticano alla Conferenza organizzata alla Pontificia Accademia delle Scienze Sociali, pronunciò un elogio di Karol Wojtyla, amico personale del dittatore Pinochet: ‘’Con la caduta del comunismo, papa Giovanni Paolo II ha lanciato un appello per la libertà umana nel suo senso più vero: la libertà che difende la dignità di ogni persona ed è sempre orientata al bene comune’’ 2.

Altro che bene comune; il Vaticano diventò alfiere del neoliberismo promosso da Reagan e Thatcher, organizzatori di autentici pogrom antioperai e antipopolari. Con la caduta del campo socialista (sia pur burocratizzato e degenerato), Washington trasformò i territori dell’ex Urss in un cimitero a cielo aperto; l’industria di stato venne svenduta, la disoccupazione arrivò alle stelle e, col sistema sanitario in mano alle multinazionali anglo-statunitensi, le corsie d’ospedale, ben presto, si riempirono di malati terminali. La Federazione russa conobbe una mortifera epidemia di AIDS, di cui l’oscurantista Giovanni Paolo II avrebbe dovuto rispondere di fronte alla Corte Penale Internazionale.

Il 26 febbraio 2020, quando l’esercito siriano si apprestava a riconquistare i territori occupati dall’imperialismo straccione turco, ‘’il nostro’’ rilasciò un tweet in sostegno della politica interventista ‘’yankee’’ 3. Niente di nuovo, nel programma della CBS ‘’60 minuti’’, per non urtare troppo lo stato profondo, il nostro candidato “anti-sistema” si spinse ad elogiare i marines definendoli ‘’i migliori militari del mondo ’’ 4. La buona volontà non basta; Sanders non ce la fa proprio, malgrado gli sforzi, a guardare ad un mondo multipolare libero dalla Nato e dalla prepotenza nord-americana. Si tratta d’una semplice tattica elettorale? Purtroppo gli scivoloni sono frequenti, imbarazzano gli storici onesti ed irritano le forze terzomondiste, socialiste e comuniste; più che altro i democratici di sinistra soffrono un comprensibile, ma non giustificabile, complesso d’inferiorità verso una establishment ricca e blindata da CIA e FBI. Gli USA sono l’unica nazione al mondo che, in questi mesi, non ha visto un movimento di solidarietà con Julian Assange. Corbyn prese posizione in difesa del fondatore di Wikileaks, Sanders tace. Come mai?

Criticare Israele è importante (anche Kennedy lo fece), una controtendenza rispettabile che lascia acceso un barlume di speranza, ciononostante potrebbe non bastare. Sanders ha denunciato il razzismo dell’Alt Right, l’ipocrisia dei neoconservatori, ed aggregato attorno a sé un movimento di giovanissimi lavoratori. Rimane da chiarire il suo legame ambiguo col clan Clinton ed i falchi liberali, oltre al (vergognoso) silenzio sulla persecuzione-tortura di Assange. Politica estera ed anticomunismo di matrice anglosassone rimangono punti deboli, temo, decisivi.

http://it.granma.cu/mundo/2020-02-27/bernie-sanders-ha-elogiato-gli-apporti-di-cuba-in-educazione-e-salute

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https://www.wsws.org/es/articles/2020/02/26/sand-f26.html

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Fonte foto: Common Dreams (da Google)

 

 

 

2 commenti per “Le contraddizioni di Bernie Sanders

  1. Gian
    2 marzo 2020 at 0:48

    Da un americano non ci si può aspettare altro del resto.
    Magari è sicuramente animato da buone intenzioni verso il bistrattato popolo degli U$A, ma rimane un “dem” americano. Quindi guerre “umanitarie”, anticomunismo, etc.
    Sicuramente meglio della Clinton e di Trump, ma per il mondo non cambierebbe granchè se fosse lui il prossimo POTUS.

  2. alessandro
    2 marzo 2020 at 16:50

    Bernie non ha rotto (e da americano non può) con il liberalismo, e dunque non ha scisso dai democrats i socialisti. Il resto è conseguenza.

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