Le contraddizioni del nazionalismo curdo: dal genocidio armeno alla cooperazione con Israele

In queste ore l’imperialismo israeliano ha aperto due fronti (pirateschi) di guerra: (1) una nuova mattanza a Gaza, dove l’inerme popolazione palestinese subisce bombardamenti a tappeto e, (2) un attacco a sorpresa contro il legittimo governo di Damasco. Così facendo, Tel Aviv si riconferma il principale ostacolo per la pace in Medio Oriente e la maggiore potenza imperialista alleata strategica del super-imperialismo USA. Ovviamente, la ‘’sinistra’’ politicamente corretta preferisce fare spallucce.

Il bombardamento che ha colpito la città di Aleppo, è partito dalle zone occupate dai separatisti dell’YPG; quindi il neo-nazionalismo curdo ha riaperto la (poco onorevole) pagina dei collaborazionismi con le potenze neocoloniali, regionali e mondiali. Cosa pianificano le YPG nel nord della Siria? Cito una fonte organica al sistema mediatico politicamente corretto ovvero il corrispondente di Repubblica da Beirut, Paolo Celi. Leggiamo: «In Siria centinaia di migliaia di arabi sono stati cacciati dalle zone cadute sotto il controllo delle milizie curde sostenute da Washington. Questo spostamento forzato  di popolazioni sunnite – afferma Celi – è stato documentato da Organizzazioni Non Governative e da alcuni organismi internazionali, le accuse contro i curdi vanno dai crimini di guerra alla pulizia etnica. Gli sfollati sopravvivono in campi profughi improvvisati sul confine siriano-turco o, i più fortunati, sono stati reinsediati nelle città sotto il controllo del Free Syrian Army» 1. La notizia trova conferma negli scritti di un analista antimperialista come Thierry Meyssan:

‘’La stampa occidentale osserva estasiata il “Rojava”, entità dotata di ogni possibile virtù: pacifista, egalitaria, femminista, ecologista, favorevole alla costruzione di genere, ecc.’’

‘’Poco importa che lo YPG sia un esercito. Poco importa che lo YPG combatta gli abitanti storici del nord della Siria, che sono arabi e assiri, poiché con loro ha formato, sulla carta, le Forze Democratiche di Siria.’’ 2

Nei fatti, i separatisti curdi stanno favorendo il progetto sionista di distruzione della nazione panaraba che, nel linguaggio dei tecnici israeliani, venne sistematizzato col Piano Yinon. L’asse curdo-israeliano è menzionato da analisti dal diverso orientamento. Il sionista Raul Baker ritiene che l’imperialismo israeliano dovrebbe: ‘’agire rapidamente per sostenere l’emergente regione curda in Siria e distinguere tra le sue relazioni con Ankara da un lato e con i curdi dall’altro – un impegno che si rende necessario alla luce del costante appoggio offerto da Erdogan a Hamas’’ 3. Ed ancora: ‘’Pertanto, qualsiasi influenza israeliana nel Rojava potrebbe essere preziosa’’. Secondo Fulvio Grimaldi la cooperazione è già operativa da diversi anni:

‘’Da noi, affetti dalla solita ipocrisia clericomafiosa, si piagnucola sull’abbandono dei curdi, “avanguardia democratica, laica, ecologista, femminista, LGBTI”, con tanto di majorettes in armi. Si sorvola su queste milizie curde YPG arrivate in massima parte dalla Turchia che, mascherate da Federazione Democratica Siriana (solo la Cruciati del manifesto li vuol far passare per coalizione multinazionale di arabi, assiri, turcomanni, puffi e curdi), grazie all’aiuto degli Usa dall’alto, si sono sostituiti all’Isis come fanteria Nato contro la Siria. Si ignora che, se sono passati da meno di un milione a parecchi di più è perché la Siria di Assad li ha accolti, insieme al leader Ocalan, profughi dalla Turchia. In compenso si sono fatti mercenari dell’aggressore in sostituzione dell’Isis e, assumendo il progetto dello squartamento della Siria, si sono presi un terzo del paese, imponendo, sfrattando, incarcerando e uccidendo gli autoctoni’’ 4

I fatti hanno la testa dura, diceva Lenin, quindi Grimaldi – dalla sua prospettiva radicalmente anticapitalista e antimperialista – ha ragione: l’YPG è la fanteria leggera di USA e Israele. Stanno conducendo massacri anti-arabi coperti da tutta la ‘’sinistra’’ antagonista europea: anarchici, maoisti e il trotskismo (fallito) di quarta generazione. Altro che ‘’rivoluzione’’, Trotsky e Mao Tse Tung si staranno rivoltando nella tomba.

Nel 1916, la destra curda fece qualcosa di analogo diventando un piede di porco dell’Impero Ottomano contro la popolazione armena. I curdi – o almeno le fazioni politiche etniche – presero parte al primo genocidio del secolo scorso. Leggiamo questa bellissima pagina del giornalista Gwynne Dyer:

“I curdi condividevano l’Anatolia orientale con gli armeni, ma i rapporti tra le due comunità non erano mai stati buoni. Molti miliziani curdi approfittarono dell’occasione per violentare, rapinare e uccidere. La mancanza di cibo e il clima fecero il resto, provocando la morte di quasi la metà dei deportati. Per quanto non sia chiaro fino a che punto il governo turco fosse informato di questa tragedia, di certo non fece nulla per fermarla ’’ 5

Chi scrive, a differenza di Dyer, mette sullo stesso piano il genocidio armeno con quello ebraico; il razzismo etnico (anti-armeno, ma anche anti-arabo e soprattutto anti-sciita) era l’elemento costitutivo dell’Impero Ottomano. Hitler, dal suo lato, portò in Europa il razzismo eugenetico tipico del colonialismo anglosassone e dei predoni puritani. Il sionismo è la sintesi dei nazionalismi imperialisti del XIX e XX secolo

All’origine della collaborazione politica e militare curdo-israeliana c’è lo stesso cinismo che portò la comunità curda dell’Anatolia a ‘’violentare, rapinare e uccidere’’. Tutto torna, ma in modo diverso. Continua Dyer: ‘’L’unico dovere della nostra generazione è riconoscere il passato, non correggerlo. Invece abbiamo assistito a cento anni di totale negazione, ed è per questo che la questione è ancora d’attualità’’. Il negazionismo storico è la base degli imperialismi del ventunesimo secolo: il separatismo curdo coopera col sionismo; in modo analogo, Netanyahu va a bracciato coi negazionisti della Shoah coordinati dal guru dell’Alt Right, Steve Bannon. Netanyahu, Bannon ed il leader delle YPG Salim Muslim.

1.

https://oltrelalinea.news/2019/03/19/siria-pulizia-etnica-dei-curdi-contro-arabi-e-cristiani/

2.

https://megachip.globalist.it/cronache-internazionali/2017/09/15/le-brigate-anarchiche-della-nato-2011525.html

3.

http://www.linformale.eu/i-curdi-siriani-alleati-dimenticati-di-israele/

4.

https://sinistrainrete.info/estero/14090-fulvio-grimaldi-siria-elite-mondialista-e-pacifisti-sinistri-contro-trump-vaticano-quirinale-benedictio-urbi-et-orbi-atque-pd.html

5.

https://www.internazionale.it/opinione/gwynne-dyer/2015/04/14/genocidio-armeni-verita

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4 commenti per “Le contraddizioni del nazionalismo curdo: dal genocidio armeno alla cooperazione con Israele

  1. Vinicio Dolfi
    1 aprile 2019 at 10:26

    Mi sembra una delirante propaganda tesa a demonizzare la rivoluzione più radicale dei nostri tempi.
    In tutto quello che è scritto qui, non c’è nulla di vero, direbbe Socrate.

  2. Stefano Zecchinelli
    1 aprile 2019 at 12:58

    Una strana ”rivoluzione radicale” quella che invoca l’intervento saudita. Cito Ilham Ahmed, co-presidente del Consiglio Democratico Siriano, braccio politico delle Forze Democratiche Siriane di cui fanno parte i battaglioni curdi: “L’Arabia Saudita è una potenza importante nella regione e deve esercitare il suo ruolo nel promuovere la stabilità in Siria. Siamo pronti a collaborare con l’Arabia”. Nei territori occupati dai curdi ci sono almeno tre basi militari USA per non parlare della pulizia etnica anti-araba sul modello kosovaro.

    A proposito di fonti attendibili: ”Bernard Kouchner, il 1° dicembre 2018 è entrato illegalmente in Siria, dove ha partecipato al Forum Internazionale sul Cambiamento Demografico e la Pulizia Etnica, organizzato nella zona occupata dagli Stati Uniti e amministrata dalle milizie kurde del PKK”; ”l 4 luglio 2011, Bernard Kouchner e Bernard-Henry Lévy furono gli attori principali di una riunione, organizzata a Parigi dai Fratelli Mussulmani e dallo Stato di Israele, a favore del rovesciamento della Repubblica Araba Siriana. La manifestazione, molto mediatizzata, ottenne il risultato di far aderire la classe politica francese al progetto statunitense di distruzione delle infrastrutture statali siriane”. https://www.voltairenet.org/article204309.html

    Ho argomentato a sufficienze come le milizie curde si siano legate al complesso militar-industriale USA e per contestarmi ci vogliono documenti, non le illazioni.

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