Le spacconate di Trump non devono farci dimenticare le responsabilità di Obama (e dei Clinton)

La coraggiosa Ilhan Omar, politica somala naturalizzata statunitense, ha condannato il razzismo del presidente Trump; l’ultracapitalista newyorkese ‘’potrebbe essere fascista’’. Le spacconate di Trump non devono farci dimenticare i crimini di Obama, quindi alcune precisazioni diventano doverose:
– Il fascismo statunitense va ben oltre Donald Trump. Gli USA sono sempre stati un paese profondamente intollerante ed i neonazisti uccidevano anche quando governavano i democratici.
– Trump è feroce contro tutti i paesi non allineati, ma il militarismo ‘’obamiano’’ e ‘’clintoniano’’ – soprattutto dal 2012 al 2016 – si è dimostrato di gran lunga più pericoloso. Obama, preso in ostaggio dalla lobby sionista, ha sistematicamente violato il diritto internazionale rivelandosi un demagogo guerrafondaio.
– Negli Stati Uniti non esistono ‘’destra’’ e ‘’sinistra’’, abbiamo al contrario un partito neofascista evangelico contrapposto al neoliberismo (ambedue imperialisti). Entrambe le soluzioni sono peggiori.
Gli analisti più superficiali hanno rimosso la crescita esponenziale dei partiti neofascisti durante gli otto anni dell’amministrazione ‘’obamiana’’. Con dati alla mano, nel 2015, cercai di inquadrare la situazione:

‘’L’avvocato Richard Cohen (una fonte certamente non imputabile di antiamericanismo) ha denunciato che sono ben 26 mila i crimini compiuti ogni anno negli Usa imputabili a fenomeni di razzismo e xenofobia. L’ultimo rapporto dell’ FBI (altra fonte al di fuori di ogni sospetto…) afferma che nel 2013 questi crimini sono stati 5.928 nell’intero paese, e solo 51 in South Carolina, lo stato a cui appartiene Charleston, dove è stato perpetrato il massacro ’’

‘’I gruppi neonazi nel 2008 erano 159 e in soli tre anni sono saliti a 1274. Questi i nomi delle organizzazioni più famose: American front, American guard, Hammerskins, National alliance, National socialist american labor party, National socialist vanguard, Nsdap/Ao, White aryan resistance ‘’

‘’Con Obama la situazione, nonostante le apparenze, è peggiorata ulteriormente: “Lo sapevate che negli ultimi otto anni o giù di lì, i neri americani (e gli ispanici) hanno perso la quota maggiore di ricchezza personale, soprattutto in relazione ai mutui, rispetto a qualsiasi altro momento della storia americana?”, domanda in modo ironico Mumia Jamal ‘’ 1

Trump ha tolto la maschera ‘’multiculturale’’ all’imperialismo USA dimostrandosi la quinta essenza dell’ “americanismo” per eccellenza. Una nazione fondata sul genocidio dei pellirossa, come nota il giornalista investigativo Chris Hedges: ‘’Abbiamo fondato la nazione sul genocidio e sulla schiavitù, devastando il mondo con guerre interminabili e derubandolo delle sue risorse, arricchito un’élite oligarchica a spese dei cittadini, dato alla polizia il potere di sparare per la strada ai cittadini disarmati e segregato [nei nostri penitenziari] l’equivalente di un quarto della popolazione carceraria mondiale, mentre ci pasciamo con la presunta superiorità morale della supremazia bianca americana. Più la nazione diventa degradata, più cerca la rassicurazione di untuosi truffatori, per mascherare la verità con le bugie’’ 2. Il truffatore di New York non si è inventato nulla, sta soltanto conservando ed aggravando, sotto l’influenza dell’Alt Right, il capitalismo yankee. La sua politica rappresenta la (ri)nazionalizzazione del “fascismo” nord-americano, un “fascismo” guerrafondaio globalizzato dai ‘’democratici’’. Le documentazioni raccolte dagli esperti di geopolitica sono inoppugnabili: il secondo mandato di Obama è stato di gran lunga più aggressivo del primo mandato ‘’trumpista’’. Lo studio di Thierry Meyssan rimane uno dei meglio aggiornati sull’argomento:

‘’Obama misura la sua «leadership» sulla base del fatto che nei sondaggi, di cui non indica gli autori, la posizione del suo paese nel mondo è superiore rispetto a quando fu eletto. In particolare, questo argomento non fa riferimento all’autorità naturale del suo paese, ma al suo dominio sugli altri. Questa è una caratteristica del pensiero politico degli Stati Uniti’’

‘’Nel suo famoso rapporto del 1991, sugli obiettivi strategici degli Stati Uniti in un mondo senza l’Unione Sovietica, Paul Wolfowitz puntava, per mantenere la superiorità del momento, a indebolire gli alleati, compresa l’Unione europea, lasciando che a indebolirsi fossero essi stessi. Nei fatti, oggi, il ruolo delle forze armate degli Stati Uniti non è quello di difendere gli interessi del popolo americano, bensì di evitare che altre nazioni si sviluppino più velocemente di loro. Ciò è evidente in Medio Oriente, ma è la stessa cosa nel resto del mondo ‘’ 3

La supremazia degli USA deriva dalla paura che l’imperialismo americano-sionista incute (Trump se lo ricorda benissimo, soprattutto negli sproloqui (anti)diplomatici. Obama è l’unico capo di stato ad aver affrontato il tema della supremazia militare globale del proprio paese. Trump, per ora, ha “semplicemente” alternato (1) razzismo interno e (2) capitalismo (3) sovrapponendo gli affari alla guerra. Un inedito neofascismo privo però di una vera e propria strategia internazionale, e questa è la ragione per cui l’imperialismo ‘’cosmopolita’’ rimane il nemico principale.
La politica di Obama si è basata su ‘’Espellere giovani, cresciuti ed educati in questo paese, o separare violentemente famiglie produttive, ben integrate e imprigionare i loro principali sostenitori per mancanza di documenti’’, prosegue James Petras ‘’Il suo approccio pragmatico verso la Russia è più o meno fascista del sostegno dei suoi rivali al putsch ucraino, orchestrato dal regime di Obama in alleanza con i fascisti ucraini anti-semiti armati bona fide?’’ 4. Il ‘’trumpismo’’ minaccia l’America Latina, si allea con dittature disgustose e proietta anacronisticamente l’anticomunismo nel ventunesimo secolo; dall’altra parte l’amministrazione ‘’democratica’’ ha colpito con gli embarghi e i bombardamenti i paesie e i popoli più poveri del mondo, il più delle volte sotto mandato di Netanyahu.
Il sionismo di Trump è legato ai deliri degli evangelici, ma contrasta con l’ideologia jacksoniana la quale sostiene che il mercato possa risolvere le dinamiche conflittuali, di classe e geopolitiche. In entrambe le circostanze, il problema va ricercato alla radice: l’imperialismo. Trump sarà anche un ‘’fascista’’ (per la precisione un neofascista evangelizzato), ma la declinazione globale del suo conservatorismo – almeno per ora – non ha provocato danni irreparabili. La stessa cosa non si potrebbe dire dei suoi predecessori.
Conclude Hedges ‘’La grossolana volgarità, l’avidità, l’edonismo e l’amoralità incontrollabili di Trump, insieme alla sua auto-adorazione, sono intrinseche all’America’’, il clan Clinton avrebbe globalizzato mali che Trump, coi suoi limiti strategici, non riesce ad imporre agli stati vassalli. Il nazionalismo ultra reazionario di Trump, per quanto grave, è alla fin fine meno pericoloso dell’imperialismo liberale/liberista. La sinistra zombie non vuole (e forse non può) capirlo diventando parte del problema principale.

L’America di Obama fra razzismo, neonazismo e ingiustizie sociali


https://comedonchisciotte.org/trump-lamericano-per-eccellenza/
https://www.voltairenet.org/article189994.html
Trump il “fascista”: l’altra faccia di una psicopata politica di nome Hillary Clinton

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Fonte foto: BarberTime (da Google)

2 commenti per “Le spacconate di Trump non devono farci dimenticare le responsabilità di Obama (e dei Clinton)

  1. Federico Lovo
    21 luglio 2019 at 16:06

    ti cito : ” La politica di Obama si è basata su ‘’Espellere giovani, cresciuti ed educati in questo paese, o separare violentemente famiglie produttive, ben integrate e imprigionare i loro principali sostenitori per mancanza di documenti’’, prosegue James Petras ” … credo che tu volessi scrivere “La politica di Trump…” (errore di distrazione). / cmq boh, a me sembrano pericolosi alla stessa maniera (Trump e Obama). Certo, Obama era più integrato nella macchina bellica-industriale degli USA, Trump è effettivamente un incidente di percorso per il grosso dell’elìte USA, quindi questo può rendere meno compatta e meno efficace l’aggressività atlantica.

  2. Stefano Zecchinelli
    21 luglio 2019 at 17:34

    No, Federico si tratta di una citazione di James Petras ed inerisce effettivamente alla politica di Obama. Entrambi i presidenti hanno perseguitato la comunità migrante con moltissimo razzismo classista; Obama lo faceva in silenzio, Trump mette la bandiera al suo fascismo evangelico. Per il resto il Partito ”democratico” come dici tu ”era più integrato nella macchina bellica-industriale degli USA”, Trump al contrario pensa di poter risolvere tutto imponendo il capitalismo statunitense. Si tratta di linee diverse all’interno del padronato nord-americano, ma credo che l”’obamismo” abbia una proiezione internazionale molto più pericolosa. Faccio qualche esempio:

    – ”Socialismo dei limoni”: neoliberismo per i poveri e statalismo per le grandi banche d’affari.
    – Legami con Soros.
    – Creazione del lager finanziario greco.
    – Sostegno alla Confraternita dei Fratelli Musulmani.
    – Colpo di Stato neonazista e anti-russo in Ucraina.
    – Finanziamenti alla monarchia saudita attraverso il clan Clinton.
    – Anti-comunismo declinato in anti-populismo. Tentativi (ripetuti) di rovesciare Maduro.

    Insomma, ne abbiamo di materiale. Passiamo a Trump:

    – Razzismo anti-immigrati, omofobia e capitalismo corporativo.
    – Appoggio al Ku Klux Klan.
    – Sostegno al neofascista Bolsonaro.
    – Sionismo capitalista e neo-jaksoniano.
    – Guerra commerciale contro la Cina.

    In politica estera, la bilancia del male pende dalla parte di Obama, mentre Russia e Cina sono perfettamente in grado di liquidare il ”trumpismo” anche militarmente. Mi pare evidente.

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