L’eroismo di Assange e la Brexit sponsorizzata da Trump

Il populismo di destra ha già iniziato a cucirsi l’abito funebre.

 

La Gran Bretagna (GB), in questo momento punto di riferimento del “fascio-populismo” europeo, rivendica la sovranità nazionale scaldando gli animi dei “national chic” italiani. Questo non ha certo impedito al governo inglese di genuflettersi alla CIA, torturando il giornalista Julian Assange. L’imperialismo inglese si sta svincolando dal sub-imperialismo della UE, ma lo Stato profondo britannico rimane una emanazione del complesso militar-industriale statunitense. Non esiste sovranità nei paesi a capitalismo maturo, tutt’altro: senza grandi alleanze strategiche, con un chiaro contenuto di classe, Washington continuerà a spadroneggiare commissiondo veri e propri assassinii politici.

Dal 1945 ad oggi, gli USA sono responsabili della morte di milioni di persone e a questa cifra si aggiunge ‘’un numero inquantificato di morti, probabilmente centinaia di milioni, provocati dal 1945 ad oggi dagli effetti indiretti delle guerre: carestie, epidemie, migrazioni forzate, schiavismo e sfruttamento, danni ambientali, sottrazione di risorse ai bisogni vitali per coprire le spese militari’’ 1. Si tratta di un Impero sanguinario; dismetterne la critica in nome di un ‘’patriottismo’’ anti-Unione Europea significa cancellare, per mero opportunismo politico, la dura legge dei rapporti di forza. Washington è il nemico principale, minaccia l’umanità a suon di ‘’bombardamenti etici’’ e guerre commerciali. Deve essere fermato.

 

GB: Assange viene torturano nell’indifferenza degli intellettuali ‘’sovranisti’’

Il proprietario dell’azienda che ha spiato Assange, David Morales, si è vantato dei suoi legami con i servizi segreti statunitensi: ‘’Diverse dichiarazioni raccolte nelle indagini indicano che Morales, dopo un viaggio negli Stati Uniti, ha commentato che “d’ora in poi giocheremo nelle grandi leghe”, riferendosi alle sue intenzioni di cooperare con quel paese. “Ora stiamo lavorando per il lato oscuro”, si vantava Morales secondo la testimonianza’’ 2. In aggiunta, qualche giorno fa ho riportato che: ‘’Il figlio di Emma Arbuthnot, capo magistrato di Westminster che sovrintende il processo di estradizione di Julian Assange, è il vicepresidente e consulente per la sicurezza informatica di una azienda strettamente legata a una società fondata da GCHQ (Government Communications Headquarters, ‘agenzia governativa che si occupa della sicurezza, nonché dello spionaggio e controspionaggio, nell’ambito delle comunicazioni) e MI5 (servizi segreti britannici) che cerca di bloccare le perdite di dati, ciò può essere svelato’’, ‘’ Il datore di lavoro di Alexander Arbuthnot, la società di private equity Vitruvian Partners, ha un fondo d’investimento di svariati milioni di sterline in Darktrace, una società di sicurezza informatica che è anche composta da funzionari reclutati direttamente dalla National Security Agency (NSA) degli Stati Uniti e dalla Central Intelligence Agency (CIA)’’ 3. Lo Stato profondo americano-sionista ha, letteralmente, sodomizzato la borghesia britannica, quindi: ‘’L’imperialismo inglese, in questa circostanza, è il ‘’boia’’ dello Stato profondo americano-sionista. Gli Stati Uniti stanno utilizzando gli apparati repressivi britannici come una bambola, delegandogli un assassinio politico pianificato da almeno 10 anni(Ibidem). Che cosa significa ‘’sovranità’’ all’interno del capitalismo? Se non si dà al patriottismo un contenuto sociale – sovranità economica ed indipendenza nazionale – il populismo diventa la scelta obbligata del Padronato ‘’antinazionale’’ nella grande scacchiera della politica estera. La BREXIT è una carta sporca di Trump e della lobby sionista? Di certo, i lavoratori e i ceti popolari britannici difficilmente vedranno dei reali cambiamenti alle loro condizioni di vita.

Assange fa paura tanto alla “sinistra imperiale” quanto al “sovranismo conservatore” perché non si è limitato ad informare sui crimini dell’Impero USA, ma – a differenza di Edward Snowden – considera il capitalismo irriformabile, un regime obsoleto “da bruciare” (cit.). Il capitalismo genera atrocità; falchi liberali e neoconservatori hanno pianificato la distruzione di una porzione del pianeta mentre in Medioriente si attengono all’agenda dei sionisti che prevede la realizzazione del Grande Israele. Gli intellettuali europei, narcisi, opportunisti e inclini alla corruzione, hanno preferito chinare la testa.

La BREXIT è funzionale alla linea ‘’nazionalista’’ della borghesia britannica, la quale vorrebbe – in sudditanza agli USA – restituire nuovi margini di manovra al neocolonialismo. Londra rafforza il ‘’capitalismo nazionale’’ potenziando il Deep State in vista della rimilitarizzazione dell’Irlanda (i parà sono da tempo sul piede di guerra), sul versante sudamericano l’unità d’intenti con Trump è totale. Dall’altra parte, la borghesia commerciale guarda con interesse ai mercati asiatici. Lo slogan nella City è ‘’il profitto prima di tutto’’.

Il giornalista marxista Andre Vltchek ha ritratto il lavoro di Wikeleaks:

Julian Assange, esperto di computer, pensatore e umanista australiano, aveva scelto una nuova forma di combattimento per lo più non sperimentata: scatenò un intero battaglione di lettere e parole, centinaia di migliaia di documenti, contro l’impero occidentale. Penetrò i database che conservavano le prove dei crimini più atroci che l’occidente ha commesso per anni e decenni. Furono esposti i segreti tossici; rivelate verità. A chi soffrì in silenzio fu finalmente restituito volto e dignità. Julian Assange era il “comandante” di una piccola squadra di esperti e attivisti. Ne incontrai alcuni e ne rimasi assai colpito. Ma non importa quanto piccoli siano i numeri, questa squadra riuscì a cambiare il mondo, o almeno a dare al pubblico occidentale l’opportunità di conoscere, e di conseguenza agire. Dopo WikiLeaks, nessuno a New York, Berlino, Londra o Parigi ha il diritto di dire “non lo sapevo”. Se non lo sa ora, è perché ha deciso di non sapere, opportunisticamente e cinicamente’’ 4

Il lavoro degli ‘’intellettuali di regime’’ è legittimare l’operato dello Stato profondo, per fare in modo che a decidere di non sapere ci siano sempre più persone. Con la BREXIT, tanto decantata dal ‘’populismo’’ di destra, il clero accademico-giornalistico modifica il linguaggio, ma non cambia prospettiva: sovrastare e dominare le nazioni ‘’non globalizzate’’. Sinistra imperiale (Soros) e destra xenofoba (Bannon) sono gli strumenti del neoconservatorismo, uniti per USA, GB ed Israele. Il loro silenzio, ben retribuito, corrisponde ad una linea politica che suona sempre lo stesso spartito: lo sfruttamento dei lavoratori, dei popoli e delle risorse del pianeta.

La BREXIT del 12 dicembre è organica al sistema. La tortura di Assange rappresenta, simbolicamente, la morte cerebrale del populismo di destra anti-Unione Europea. Conclude Vltchek: ‘’Arrestando Assange, l’impero ha mostrato la sua debolezza. Trascinandolo dall’ambasciata su un furgone della polizia, ha ammesso che ha già iniziato a cucirsi l’abito funebre’’. Parafrasando le sue parole possiamo dire che una sinistra priva di antimperialismo, “imperiale” o “populista” e trans-politica, ‘’ha già iniziato a cucirsi l’abito funebre’’.

https://www.voltairenet.org/article204014.html

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-_lavoriamo_Per_Il_Lato_Oscuro__Il_Proprietario_Dellazienda_Che_Ha_Spiato_Assange_Si_Vantava_Dei_Suoi_Legami_Con_I_Servizi_Segreti_Statunitensi/82_31977/

http://www.linterferenza.info/esteri/lo-profondo-britannico-sta-uccidendo-julian-assange/

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-julian_assange_non__caduto__stato_tradito_ma_lui__qui_vivo_con_noi_con_milioni_che_lo_sostengono/82_28047/

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Fonte foto: in Terris (da Google)

 

4 commenti per “L’eroismo di Assange e la Brexit sponsorizzata da Trump

  1. Karbala
    6 dicembre 2019 at 9:54

    Ottimo articolo. Complimenti.
    Non penso che la City come MI6 siano pro o anti/BREXIT. Era ed è solo una diversione tattica per allontanare ogni prospettiva di linea Russo/Tedesca antiatlantica. Il punto di più alta contraddizione per i sionisti e MI6 rimane l’Iran Islamico ma l’Iran non cadrà mai senza combattere, non ci sarà un nuovo 89, se vogliono far fuori Iran devono scendere sul terreno Tehran non è Belgrado….

  2. Mario Mastroianni
    19 dicembre 2019 at 23:50

    La sovranità rispetto alla U.E. val bene un Assange

    • Fabrizio Marchi
      20 dicembre 2019 at 15:06

      La brexit, così come sono andate le cose, è di fatto un ricompattamento del blocco anglosassone a trazione USA che ora è ancora più potente sullo scacchiere internazionale soprattutto, ovviamente, nei confronti di Russia e Cina. Non capirlo ed entusiasmarsi a priori mi sembra quanto meno miope. E questa miopia è data da un vizio ideologico, quando appunto il “sovranismo” diventa una ideologia e questo non ci consente di vedere le cose con la necessaria lucidità politica.
      Il “sovranismo” a tutti i costi, come fine in sé, diventa in questo caso una “cosa di destra”, appunto perché diventa un fine in sé, e non un mezzo. Entusiasmarsi per la brexit di Jhonson significa entusiasmarsi per il rafforzamento del blocco imperialista USA-GB-Israele (quest’ultimo ha lavorato scientemente alla sconfitta di Corbyn per le ben note ragioni…). Non è il mio modo di vedere le cose. Il mio orizzonte ideale è il socialismo, non il sovranismo. Quest’ultimo deve essere uno strumento e non un fine. La recuperata sovranità nazionale (che la GB in realtà non aveva MAI perso dal momento che la sua adesione all’UE era condizionata da tutta una serie di vincoli a lei favorevoli…) rappresenta, come già dicevo, la rinnovata saldatura con gli USA. Dopo di che nel voto favorevole alla brexit ci sono tante motivazioni diverse: il tradizionale isolazionismo degli inglesi che mai accetterebbero di essere in una posizione subalterna rispetto al continente e soprattutto alla Germania e, naturalmente, anche il comprensibile e legittimo risentimento di ampi settori popolari e piccolo borghesi rispetto alle politiche neoliberiste dell’UE. Ma questo è un altro discorso. Resta il fatto che questa brexit è egemonizzata dalle forze conservatrici, filo atlantiche e filo americane che lavorano a restaurare il tradizionale ordine unipolare a trazione USA.

      • Panda
        20 dicembre 2019 at 22:17

        *Nessuno* degli Stati appartenenti all’UE ha perso la sovranità nazionale, non fino a quando gli apparati europei saranno pressoché inesistenti come sono ora. L’UE è opera degli Stati che restano “i signori dei Trattati”, come dice la Corte Costituzionale tedesca. E’ servita e serve, semplicemente, per rendere gli Stati meno controllabili, al limite incontrollabili, dalle rispettive classi popolari, ma tutti i disastri che sono capitati, all’Italia come alla Grecia, sono opera delle classi dominanti dei rispettivi paesi. Il fatto che per neutralizzare politicamente la maggioranza della popolazione abbiano dovuto fare compromessi anche non graditi con le classi dominanti degli altri paesi, in particolare la Germania, non cambia la sostanza del fenomeno (le memorie di Carli sono chiarissime sul punto).

        Quindi chi dice che l’obiettivo è l’indipendenza degli Stati, almeno in Europa (chiaro, in altri paesi del mondo la situazione è diversa), sta agitando un falso bersaglio: è per questo che sono molto freddo sul “sovranismo”.

        Che però il voto conti io lo considero un fine in sé, insufficiente, ovviamente, ma apprezzabile in quanto tale. Che poi per il momento resti “organico al sistema”, non è una gran rivelazione. Visto lo stato di impotenza, direi di prostrazione, in cui versa il lavoro, chissà quanto ci vorrà per vedere degli strappi. Doversela vedere con un parlamento è però meglio che con una burocrazia irresponsabile e inamovibile. Almeno io la vedo così.

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