Islamofobia: l’ideologia dell’imperialismo del ventunesimo secolo

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Fonte foto: Il Discrimine (da Google)

 

Netanyahu e Trump, in ragione del legame fra l’estrema destra USA ed il neofascismo, sono i mandanti morali della strage neozelandese.

 

L’attuale ed ennesima aggressione di Israele a Gaza (si sta consumando proprio in queste ore) e la strage neonazista dei musulmani in Nuova Zelanda hanno, da un punto di vista ideologico, lo stesso filo conduttore: l’anti-musulmanesimo come ideologia dell’imperialismo del ventunesimo secolo.

Lo storico e diplomatico francese, Jean-Christophe Rufin, in una intervista di qualche anno fa dichiarò che: “La società americana, come l’Impero Romano, ha bisogno di un nemico esterno per rimanere unita. Dal 1991 a seguito della sua volontà di non perdere un nemico, l’America ne ha creati due” 1. I due nemici dell’imperialismo USA sono la Russia (il nemico geopolitico) e l’Islam (il nemico metafisico). Dominata dall’ideologia evangelica dell’ateismo devoto, la potenza nord-americana ha intrapreso una guerra contro le fazioni più democratiche del monoteismo classico (ebraismo riformato, Islam sciita, cristianesimo sociale) alleandosi con i fondamentalisti wahabiti e sionisti. Il neofascismo, dagli ’60 in poi, è diventato una costola dei neoconservatori ‘’yankee’’ – seppure la maggior parte di questi ultimi provengano dalle fila della ‘’sinistra’’ anti-sovietica e anticomunista – condividendone la stessa paranoia: la guerra d’accerchiamento nei confronti degli stati e dei popoli post-coloniali fino al 1989 in buona parte sostenuti dal blocco sovietico e altri, dai primissimi anni ‘90, sostenuti dalla Repubblica Islamica dell’Iran. Per neocons e razzisti bianchi, l’Iran è una sorta di “nuova URSS” da abbattere.

L’universalismo islamico, nella logica perversa di Tel Aviv e Washington, ha preso il posto del comunismo; durante la ‘’guerra fredda’’, gli USA organizzarono sanguinosi colpi di stato contro gli stati socialisti, democratici e anticolonialisti; oggi le prime vittime delle guerre imperialiste sono le popolazioni arabo-musulmane. Il sociologo James Petras ha colto l’origine del problema:

“La islamofobia es un fenómeno que supera enormemente otros “delitos de odio” en todo Occidente y ha penetrado en las instituciones políticas y culturales judeocristianas. Los dirigentes políticos occidentales e israelíes han impuesto políticas de inmigración extremadamente restrictivas (que en algunos países han supuesto la prohibición total de inmigración musulmana). Israel va todavía más lejos al expulsar del país a residentes históricos árabes. Es obvio que el asesino neozelandés siguió las pautas israelíes y occidentales.

En segundo lugar, en años recientes, todos los regímenes occidentales han tolerado a individuos indeseables, violentos y supremacistas blancos, que gozan de libertad para propagar con palabras y hechos la violencia contra el islam. La mayor parte de las masacres contra musulmanes fueron anunciadas por adelantado en las denominadas redes sociales, como Twitter, que llegan a millones de seguidores’’ 2

L’islamofobia è l’arma ideologica che ha permesso ai governi americano-sionisti di massacrare, dal 2001 ad oggi, centinaia di migliaia se non milioni di musulmani. Nello stesso modo, Israele sta portando avanti l’inedita variante sionista del colonialismo d’insediamento. Più che una proiezione anacronistica del colonialismo nel ventunesimo secolo, si tratta di una forma nuova di conquista ed annichilimento sociale. In secondo luogo, tutti i regimi occidentali hanno tollerato le scorribande neonaziste contro gli immigrati di fede islamica. Con il tempo si è andato quindi amalgamando un eterogeneo campo di guerrafondai: neoconservatori, sionisti e sostenitori della ‘’superiorità bianca’’.

Che cosa lega lo stragista neozelandese ai sionisti israeliani? Cercherò di individuare alcune caratteristiche comuni al neofascismo e al sionismo.

  • Una ideologia basata sul concetto di razza. Nella mentalità neofascista, Israele è un baluardo bianco contro le popolazioni ‘’negre’’.
  • L’esaltazione della violenza funzionale alla gerarchizzazione sociale. In questo modo, il neofascismo segue lo stesso binario del neo-darwinismo
  • La paranoia della colonizzazione inversa: neofascisti e ‘’sionisti religiosi’’ credono ad una fantomatica ‘’invasione da parte dei musulmani’’. Per questo motivo, le squadracce fasciste compiono (protette dalle intelligence) efferatezze e violenze contro gli immigrati islamici.

Questo neo-conservatorismo non può che condurre ad una sorta di “xeno-nazismo”. Il capitalismo non è riformabile, soprattutto da un punto di vista liberale e democratico. Anche il massacro di venerdì 15 marzo, al di là di cosa avesse in testa l’attentatore, ha dei mandanti morali: Bush, Clinton, Netanyahu, Trump e i vertici del complesso militar-industriale israeliano.

L’immigrazione di massa è una conseguenza diretta della logica neo-conservatrice: la guerra permanente e la distruzione pianificata del mondo. Lo “stragismo bianco” terminerà solo quando avranno fine le guerre imperialiste di Washington e dei suoi vassalli.

https://it.sputniknews.com/politica/20150524432531/?fbclid=IwAR3o7EbtJ_0WkAhlrXugVjseg7EnMl6vBcAd9tPCyyRSEPdFopUdcAT4–k

https://www.lahaine.org/mundo.php/la-masacre-de-las-mezquitas

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Fonte foto: Cominità Islamica di Piacenza (da Google)

 

1 commento per “Islamofobia: l’ideologia dell’imperialismo del ventunesimo secolo

  1. armando
    30 marzo 2019 at 12:03

    le ultime frasi mi trovano assolutamente d’accordo patto di inserire fra i neo conservatori anche i liberal alla Obama Clinton, ossia gli Usa in quanto tali.

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