L’ultradestra tedesca e austriaca in cerca del miglior offerente

L’antisemitismo virtuale sbandierato dalla lobby israeliana serve a demonizza tutti coloro che mettono in discussione le politiche guerrafondaie di Israele ed è il diversivo ideologico dell’antisemitismo reale finanziato dalle fazioni russofobe dell’imperialismo liberale. Nei primi anni ’50 il salvataggio dei nazisti venne affidato alle sette cattoliche e protestanti, adesso se ne occupano i liberali statunitensi propensi ad infiltrare gli eserciti nazionali europei.

Il “nazionalismo nazionale” di destra, contro tutto le previsioni, non è stato monopolizzato da Steve Bannon; il grande marionettista rimane Soros. Il sorpasso dell’Alt Right rispetto ai falchi liberali non c’è stato.

Nel frattempo, in Germania è stata scoperta una cellula neonazista all’interno delle forze speciali; si tratta dell’ala tedesca del Ku Klux Klan statunitense. Partendo da azioni contro gli immigrati, questo gruppo paramilitare minacciava azioni concrete contro i vertici dell’oligarchia liberale. Leggiamo: “In effetti, sembrano esserci numerose connessioni a un’associazione di soldati d’élite e membri dei commando delle forze speciali (KSK). Secondo testimoni oculari, in gruppi di chat e in veri incontri di sopravvivenza, c’erano piani concreti per un cosiddetto “Giorno X”, “per spedire politici impopolari in centri di esecuzione”. “Inoltre, furono creati depositi di armi e di carburante segreti, riferisce FOCUS. In una lista di condannati a morte, non ancora trovata, il leader del Partito della Sinistra nel Bundestag, Dietmar Bartsch, sarebbe stato in cima. Nell’ambito dell’inchiesta dello scorso anno fu perquisita la casa di un politico e avvocato di Rostock. Il tenente colonnello del controspionaggio militare ostruì le indagini” 1. Quale potrebbe essere un ipotetico obiettivo? Una prima ipotesi potrebbe essere (1) lo scioglimento degli eserciti nazionali europei a vantaggio di un esercito unico dell’imperialismo UE; (2) la seconda ipotesi cade – processo già in atto – sulla privatizzazione delle forze armate. Non è casuale l’indifferenza di Angela Merkel, rappresentante in Europa della fazione liberale dell’imperialismo USA e manutengola dei Clinton (continua il documento poc’anzi citato): ‘’Quindi, perché il ritardo della segnalazione? Troppo imbarazzante da rovinare le visite di Merkel ai cimiteri,con le lapidi dei soldati fino all’orizzonte? La grande stampa tedesca è in attesa di qualche indicazione, ad esempio il governo Merkel deve prima riunirsi e decidere in merito? Non è immediatamente degno di nota? Oh, e anche se questo caso vecchio di un anno sulla cellula militare il cui colonnello (molto di nascosto) finiva in tribunale, ma la cui relativa supervisione parlamentare non fu mai informata? Questo certamente puzza. A giudicare da come l’omicidio di Michèle Kiesewetter fu gestito, non crediate che le istituzioni segrete naziste [9] del governo di Angela Merkel eliminino tale necrosi’’. I neonazisti hanno cambiato padroni: dall’estrema destra reazionaria alla sinistra imperiale ed anti-comunista. Una svolta da analizzare.

L’Alternative fur Deutschland, organizzazione politica capace di tenere insieme negazionisti della Shoah e sionisti religiosi è guidata da Alice Weidel, una lobbista LGBT. Il percorso della Weidel, economista di formazione, avviene all’ombra dei marionettisti ‘’liberali’’: prima Goldman Sachs e poi Allianz Global Investors; una neoliberale in piena regola. Ciononostante, ha tessuto una insana alleanza all’insegna dell’antislamismo con il movimento PEGIDA sotto lo slogan: “Noi siamo il popolo, gli stranieri sono scarafaggi”. Forte dell’appoggio della lobby sionista e di quella LGBT, ha portato in piazza il peggio del neonazismo tedesco (fortemente antisemita). Scrive la giornalista Barbara Ciolli: ‘’Pegida non è un partito, la Npd è vecchia, Alternative für Deutschland è il futuro per chi ha nostalgie naziste. Con la chiamata alla contromanifestazione di Chemnitz, quasi 250 mila abitanti nel lembo orientale della Sassonia, Pegida e AfD hanno calato la maschera: tanta partecipazione non era attesa, gli agenti sono stati sopraffatti dalle sassaiole e dai lanci di bottiglie dell’estrema destra, la guerra agli immigrati è diventata guerra alla polizia. Addolorata per «l’omicidio spaventoso del 35enne tedesco», Merkel ha anche avvertito che «quanto accaduto a Chemnitz non ha cittadinanza in uno Stato di diritto». Ma la rabbia c’è, e monta in furia: nel 2016 tra Clausnitz e Bautzen, sempre nell’estremo est dell’ex Ddr, un autobus di richiedenti asilo fu accerchiato da un centinaio di xenofobi e un centro d’accoglienza incendiato. Sempre al grido di «noi siamo il popolo» contro gli stranieri «scarafaggi»’’ 2. Sappiamo che Soros finanzia gli ANTIFA tedeschi – da non confondere con i movimenti antifascisti –  un’organizzazione sionista ed anti-russa. La domanda è: il magnate ungherese vuole scatenare una guerra civile fra bande armate (neonazisti ed ‘’antifa’’), ideologicamente contrapposte ma unite dall’avversione nei confronti della Federazione russa? La russofobia – ponendo la questione in questi termini – potrebbe diventare l’antisemitismo del ventunesimo secolo.

Il neoconservatore Kurz, appoggiato dagli antisemiti del Partito della Libertà, ha accolto la richiesta di Soros trasferendo l’università dello squalo ungherese da Budapest a Vienna. Lo stesso Partito della Libertà, malgrado abbia unificato le Confraternite antisemite, ha giurato fedeltà ad Israele, stato etnico che gode del sostegno dell’estrema destra mondiale. I “nazionalisti nazionali” di destra – AFD, Kurz ed il partito Jobbik – si sono genuflessi all’imperialismo liberale USA contro il governo ‘’giallo-verde’’ italiano. Si tratta di una importante partita geopolitica e gli antimperialisti non possono rimanere indifferenti: è necessario contrapporre al neofascismo geopolitico di Soros, una alleanza anti-fondamentalista con la Federazione russa, il nazionalismo arabo (Siria, fazioni laiche della Resistenza palestinese ed Algeria) e lo sciismo rivoluzionario (Iran, Yemen ed Hezbollah). Il nazionalismo nazionale di destra è un anti-sovranismo reale, nei fatti e ben al di là delle parole.

Ci troviamo davanti ad una piovra con più tentacoli. George Soros finanzia ed arma il neofascismo ucraino, ma anche le ONG vicine all’estrema destra ungherese. Un documentato articolo di Omar Minniti merita di essere citato: ‘’Budapest è sede di molte Ong e fondazioni. Tra l’altro, ospita il quartier generale europeo dell’Open Society di George Soros, che è nato proprio in Ungheria. Emanazione del miliardario “filantropo” è pure la CEU, la Central European University, mastodontico ateneo a pochi passi dalla Basilica di Santo Stefano. Una vera e propria fucina di “rivoluzionari colorati”, dove i più “meritevoli” ricevono alloggio pagato e laute borse di studio. Sono passati dalla CEU molti agit-prop balcanici, ucraini, russi e protagonisti delle “primavere arabe”’’ 3. Non appena s’è alleato coi Verdi, Jobbik ha smesso d’essere un ‘’partito antisemita’’, almeno seguendo i media ufficiali. Soros e Netanyahu, esponenti di due diverse correnti sioniste, decidono chi è antisemita sulla base di banditeschi interessi geopolitici.

Il governo ‘’giallo-verde’’ è stato scaricato in malo modo dai nazionalisti nazionali di destra; Salvini non può che sposare Bannon mentre il M5S deve rompere il prima possibile con l’Alt Right, un vero calice avvelenato, cercando di costruire alleanze geopolitiche con il mondo laico ed anti-mondialista. La sinistra imperiale va a Londra da Soros; l’Alt Right si genuflette al duo Trump-Netanyahu diventando parte dell’establishment (neo)golpista. Il Fronte Anti-Mondialista dovrebbe optare per Mosca o Teheran. I marxisti dove andranno? Cuba, Caracas o magari Pechino.  In ogni caso, la contraddizione principale è oggi quella fra chi aspira ad un mondo multipolare e chi vorrebbe mantenere in piedi la distopia unipolare, dannosa ed insostenibile.

http://aurorasito.altervista.org/?p=3530

https://www.lettera43.it/it/articoli/mondo/2018/08/30/germania-estrema-destra-pegida-partito-afd/223100/

https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-i_miracoli_di_soros_jobbik_si_allea_con_il_centrosinistra_ungherese_e_ora_non__pi_un_partito_antisemita/82_20073/

 

1 commento per “L’ultradestra tedesca e austriaca in cerca del miglior offerente

  1. SEPP
    23 novembre 2018 at 9:01

    E’ la strategia dell’usura, non c’e’ nessuna ideologia in questo momento, solo
    affari, non importa se tuttto e’ kaos, nel caos c’e’ un piano semplice e vantaggioso,
    si vende ad entrambi le parti le armi e poi si aspetta di riscuotere da entrambi
    l’interesse= usura.

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