L’YPG si schiera dalla parte della Francia e di Israele

L’aggressione franco-israeliana contro la Siria rappresenta l’ennesimo tentativo del complesso militar-industriale USA, quello che è stato definito recentemente Stato permanente, di portare il presidente Trump in guerra contro il blocco egemonico euroasiatico che sostiene il nazionalismo progressista panarabo.

Abbiamo già spiegato che mentre Bush, Clinton ed Obama sono rappresentanti della fazione finanziaria del capitalismo mondiale, Trump rappresenta la fazione nazionalista e comunque imperialista. Il suo piano (indubbiamente reazionario) prevede la guerra economica ai nemici degli USA ed un cessate il fuoco, momentaneo, con la Federazione russa. Tutto questo non piace ai guerrafondai neoconservatori, ai sionisti di Londra ed alla fazione ‘’laburista’’ dell’imperialismo israeliano; il nemico principale. Lo scontro è duplice: (1) c’è una lotta interimperialista tra la fazione “speculativa” della borghesia mondiale e quella nazionalista; (2) l’imperialismo occidentale vuole distruggere Siria, Iran e Cina mentre si divide nei confronti di Turchia e Russia. Bisogna studiare molto attentamente le divisioni all’interno dell’oligarchia cosmopolita che minaccia la pace nel mondo.

 

L’imperialismo franco-israeliano manovra il separatismo ‘’colonialista’’ curdo

Putin ed Erdogan hanno bloccato l’offensiva wahabita ed imperialista ad Idlib. Come? Leggiamo: ‘’Il presidente russo Vladimir Putin e quello turco Recep Tayyp Erdogan hanno stabilito nel loro incontro di ieri una “zona demilitarizzata” di 15-20 chilometri da realizzarsi entro il 15 ottobre nella regione di Idlib entro la quale non vi potranno essere miliziani di Hayat Tahrir al-Sham (HTS), sigla che raccoglie in particolare i qaedisti ex Jabat al-Nusra e vari gruppi salafiti. La fascia interdetta alle ostilità servirà per garantire uno spazio di sicurezza ai civili e sarà pattugliata “dalle forze armate turche e dalla polizia militare russa” 1. Non si tratta di un accordo fra ‘’imperi’’ (russo, ottomano e persiano) come ha recentemente scritto Alberto Negri ma, al contrario, Putin è riuscito a far cambiare (almeno in parte) orientamento geopolitico ad Erdogan scatenando l’ira dei neoconservatori USA. Arrivati a questo punto Israele, Francia e la fazione liberale dell’imperialismo nord-americano utilizzeranno i separatisti curdi (PKK, YPG e le milizie curdo-irakene) un po’ come i repubblicani manovrarono il fondamentalismo sunnita; un’arma da guerra dell’occidente imperialista. Diamo uno sguardo alle documentazioni.

Secondo il giornalista Thierry Meyssan: ‘’Nel solco dell’ideologia coloniale di alcuni padri fondatori, Israele persegue una politica di divisione dei suoi grandi vicini in piccoli Paesi, etnicamente o religiosamente omogenei. Per tale ragione ha sostenuto, invano, la divisione del Libano in due Stati, uno mussulmano, l’altro cristiano, nonché la creazione di un Kurdistan in Iraq e, successivamente, in Siria. Non disponiamo di documenti sulla strategia di Israele, ma, retrospettivamente, possiamo ritenere la linea di Tel Aviv rispondente al «piano Yion» del 1982 [9] o a quella dell’Institute for Advanced Strategic and Political Studies del 1995’’ 2. L’obiettivo dell’imperialismo israeliano è quello di sbudellare gli Stati arabi e musulmani in modo da rendere innocue le forze antimperialiste, patriottiche oppure critiche verso il sionismo. Nessuno – seguendo il discorso di Tel Aviv – deve essere abbastanza forte da contrastare l’egemonia dello Stato ‘’per soli ebrei’’. Si tratta di un ragionamento politico anti-storico che proietta anacronisticamente le pagine più barbare del colonialismo predatorio nel ventunesimo secolo. La storia condannerà il sionismo, almeno per quello che riguarda la fazione nazionalista con venature religiose.

Durante la ‘’guerra fredda’’, Israele si alleò coi separatisti curdi irakeni (conservatori) contro il regime autoritario, ma indipendente, di Saddam; nel 2017, ha appoggiato i separatisti curdi turco-siriani (“anarchici”) per la medesima ragione. Siria e Turchia hanno una politica indipendente (semi-indipendente la Turchia), quindi debbono pagare la sovranità acquisita. Certamente, Erdogan non è assimilabile ai patrioti siriani; sempre pronto a cambiare alleanze, il Sultano ottomano si è macchiato di numerosi crimini compresa la repressione selvaggia delle forze socialiste. L’analisi di James Petras ci aiuta ad orientarci: ‘’A prescindere dai dubbi diffusi nei confronti del loro governo, la stragrande maggioranza del popolo turco, iraniano, venezuelano e siriano si oppone chiaramente all’intervento dell’imperialismo occidentale e a tutti i commenti sui “valori democratici”’’ 3. L’opposizione alla borghesia ‘’ottomana’’, non preclude la difesa della sovranità nazionale turca contro le mire dell’imperialismo USA. Infatti, riprendendo l’articolo di Petras: ‘’Il presidente Trump ha decretato sanzioni economiche contro la Turchia al fine di approfondire la crisi economica e costringere Ankara a rinunciare alla politica indipendente verso Iran e Russia. I movimenti antimperialisti turchi sostengono il regime di Erdogan contro gli Stati Uniti, anche se mantengono l’indipendenza opponendosi alle sue politiche autoritarie’’. Una lezione per tutti gli intellettuali spocchiosi della ‘’sinistra’’ europea.

La Rete Voltaire ci dà notizie imprescindibili ai fini di questa stessa analisi: ‘’Nel 2017 Israele è stato l’unico Paese a riconoscere il referendum per l’indipendenza del Kurdistan iracheno. Benjamin Netanyahu si era impegnato con Massud Barzani a trasferirvi 200.000 israeliani e a installarvi batterie di missili puntati su Iran e Siria’’ 4, ma leggiamo cosa inchioda con le spalle al muro i separatisti curdi:

“L’arcivescovo cattolico siriaco di Hassaké-Nisibi, monsignor Jacques Benhan Hindo, afferma che le autorità del «Rojava», che controllano il nord-est della Siria con il sostegno degli Stati Uniti, gli hanno illustrato un piano per sradicare i cristiani dalla regione.

Il «Rojava» è un’entità kurda che si richiama al «municipalismo libertario» dell’anarchico statunitense Murray Bookchin. Di fatto è però un territorio amministrato dall’esercito d’occupazione statunitense, di cui le milizie kurde sono gli ausiliari.

Queste milizie, che auspicano l’istituzione di un Kurdistan in territorio arabo, si sono impossessate da tre anni di oltre un centinaio di scuole, imponendovi lezioni in kurdo, nonché loro programmi. Ci sono stati scontri armati tra kurdi sunniti e arabi cristiani.

I cristiani di Siria supportano, per principio, gli Stati indipendenti con istituzioni laiche. Il Pentagono è invece favorevole alla creazione di Stati etnici o teocratici posti sotto il loro controllo ’’ 5

 

I video che ci arrivano dal ‘’Rojava occupato’’ ci mostrano scene raccapriccianti; anziani arabi picchiati brutalmente soltanto perché vicini politicamente al regime baathista siriano. L’YPG sta facendo propria, giorno dopo giorno, l’ideologia dei coloni israeliani sulla via di quella che Khomeini chiamava, con legittima ostilità, il ‘’secondo Israele’’. Per questa ragione hanno perso il rispetto della sinistra internazionale, a partire dagli antimperialisti palestinesi che hanno espresso posizioni durissime nei loro confronti.

L’YPG è per l’imperialismo franco-israeliano tutto ciò che l’ISIS era per McCain; un esercito privato. Il declino e in alcuni casi la degenerazione della dirigenza politica curda rappresenta la maggiore catastrofe per questo popolo, che meriterebbe ben altra sorte.

https://www.notiziegeopolitiche.net/siria-erdogan-e-putin-bloccano-loffensiva-su-idlib-stabilita-una-fascia-di-sicurezza-per-i-civili/

http://www.voltairenet.org/article202872.html

http://aurorasito.altervista.org/?p=2233

http://www.voltairenet.org/article201260.html

http://www.voltairenet.org/article202779.html

Risultati immagini per bandiere USA e YPG immagini

Foto: Formiche.net (da Google)

 

1 commento per “L’YPG si schiera dalla parte della Francia e di Israele

  1. Silvio andreucc i
    20 settembre 2018 at 21:25

    Pienamente d’accordo con questa sua analisi.l’imperialismo occidente persegue la balcanizzazione del medio Oriente,il risultato inevitabile,come lastoria degli ultimi anni ha dimostrato sono scontri sanguinari tra sunniti e sci iti, musulmani e cristiani che altrimenti vivrebbero in armonia sotto regimi arabi laici come quello baathista siriano,che l:’ “impero del bene”a stelle e strisce” ha inserito nell’asse del male.putin ha orientato a miti consigli erdogan che ora sembra disposto a collaborare per distruggere l’ultima roccaforte deifondamentalisti tagliagole.la creazione di induriscano irakeno risponde ai disegni di balcanizzazione di Benjamin Netanyahu,in seguito all asse Israele_kurdisyan i palestinesi. Antimperialista hanno raffreddato i rapporti con ikurdi, in quanto giudicano la loro dirigenza non affidabile.

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