Chi è il nemico, la globalizzazione o il super-imperialismo Usa?

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Fonte foto: Informazione Libera (da Google)

 

L’anniversario del G8 di Genova 2001 in cui si ricorda la figura di Carlo Giuliani – giovane attivista no global assassinato da un poliziotto in odore di neofascismo – ha visto la pubblicazione dell’articolo di Rosario Dello Iacovo il quale, al di là delle buone intenzioni, contiene una serie di errori teorici, a mio avviso, gravi. I no global, del resto, hanno una impostazione teorica dichiaratamente antileninista che gli antimperialisti devono saper fronteggiare sul piano dell’analisi in direzione di una prospettiva ben più radicale.

Rosario Dello Iacovo scrive: ‘’A Genova abbiamo provato a dirvelo: questa globalizzazione provocherà disastri. Ma voi avete fatto spallucce e siete rimasti dalla parte dell’ordine e della legge anche quando hanno indossato i panni del boia. Mica solo dei nostri carnefici. Quelli di Carlo Giuliani, dei poveri cristi della Diaz e di Bolzaneto, delle migliaia di persone massacrate in piazza. Ma pure dei vostri. Dovreste rifletterci: noi abbiamo provato a dirvelo che si stava globalizzando lo sfruttamento e non i diritti. Che si stava allargando la forbice fra ricchi e poveri anche in occidente, e che fra quei poveri sarebbe stata scatenata ad arte una guerra’’ 1. Domanda: i disastri sono stati provocati dalla globalizzazione oppure dall’imperialismo Usa, dalle guerre dei neocon e dai capricci dello Stato terrorista di Israele? Dietro la categoria generica di globalizzazione si nasconde ciò che James Petras ha chiamato l’imperialismo del ventunesimo secolo che vede l’alleanza del complesso militar-industriale Usa con la lobby pro-Israele. Le guerre imperialiste hanno anche contribuito a distruggere lo Stato sociale e questo è avvenuto per due motivi molto importanti: (1) l’esportazione del modello capitalistico Usa basato sul neoliberismo economico. Non si tratta di una astratta globalizzazione ma dell’americanizzazione del nostro tessuto sociale. Le multinazionali statunitensi e britanniche sbudellano popoli ed intere nazioni. (2) I governi Usa hanno assecondato l’imperialismo israeliano nel progetto di realizzazione del Grande Israele e per questo motivo seguono le direttive dei sionisti; israelostatunitensi deliranti piazzati ai vertici dell’amministrazione Usa. La globalizzazione c’entra ben poco, mentre la categoria di imperialismo mantiene la sua attualità. Lenin – nemmeno a dirlo! – straccia il cantore dei no global: Toni Negri.

Il giornalista Giulio Laurenti ha spiegato come fra gli organizzatori del massacro di Genova 2001 ci fossero gruppi paramilitari collegati all’assassinio di Ilaria Alpi. Il destino di Carlo Giuliani si lega a quello della giornalista Alpi. Ma chi è il mandante? Secondo Laurenti lo scenario è ‘’Quello del generale Fabio Mini: i pretoriani vennero creati dagli imperatori per difenderli, invece poi li destituirono. Le SS furono istituite per difendere lo Stato e alla fine divennero lo Stato’’ 2. Tutte cose che gli Usa fanno da decenni in Asia e in America Latina e che ora appaltano agli imperialismi minori come quello italiano. Del resto stiamo parlando della gendarmeria europea e Laurenti spiega che ‘’Pochi hanno capito che si passerà dalla gestione ordinaria del caos alla risoluzione rapida del conflitto. Godono della extraterritorialità delle sedi e di altri privilegi, in virtù di un trattato intergovernativo di Velsen’’. Le cose più sporche non passano per i governi ma sono un prodotto di Gladio. Chi ha dato vita all’Operazione Gladio? Lo storico Daniele Ganser non ha dubbi: l’imperialismo Usa, non certo i servi sciocchi della borghesia italiana.

I no global credono che il problema sia il ‘’mercato globale’’ dove tutti i rapporti di forza, secondo loro, spariscono. La realtà è che oggi l’imperialismo è imperiale; gli Usa, forti del monopolio della forza sono capaci di colonizzare gli stessi Stati europei ponendosi al vertice della gendarmeria pan-imperialistica mondiale. I bianchi, oggi, colonizzano i bianchi ed Hitler ce ne diede una prova quando, negli anni ’40 del secolo scorso, adottò metodi colonialistici nel cuore d’Europa. L’uomo bianco si scandalizzò e chiamò ‘’male assoluto’’ ciò che i predoni puritani fecero, in proporzioni anche superiori, contro i pellirossa, gli indios, i cinesi e tante altre popolazioni africane ed asiatiche.

Qual è la priorità? Fermare la globalizzazione oppure uscire dalla NATO ed avviare un percorso di desionizzazione, su basi democratiche, dell’Occidente? Israel Shamir e Gilad Atzmon ritengono che il sionismo non sia un semplice ‘’colonialismo d’insediamento’’ ma un problema globale legato ad un preciso piano di conquista pan-imperialistico. Domanda: negli Usa è stata approvata una legge che punisce con venti anni di galera chi boicotta Israele. Si tratta di un provvedimento interno al ‘’processo di globalizzazione’’ oppure è una imposizione normativa legata ad una concezione imperiale del diritto internazionale? I sionisti sulle sciocchezze no global ci urinano sopra, mentre temono i marxisti del Fronte popolare di liberazione della Palestina, gli Hezbollah, la Repubblica Islamica dell’Iran e altre guerriglie (alcune comuniste) sparse fra Libano, Siria e Turchia ( DHKP-C ed altre ). Scegliete voi.

Il nemico principale resta a Washington, per questa ragione il marxista James Petras ha precisato che “Senza il denaro sporco l’economia estera degli Stati Uniti sarebbe insostenibile, gli standard di vita colerebbero a picco, il dollaro si svaluterebbe, il capitale disponibile e gli investimenti si ridurrebbero e Washington non sarebbe più in grado di sostenere il suo impero globale”. Quindi non bisogna parlare di globalizzazione – le centrali di comando non si spostano da Londra e da Washington – ma di una proiezione del colonialismo nel ventunesimo secolo in nome del mantenimento dell’impero globale nord-americano (e delle sue protesi). Gli Usa continuano a macchiarsi di crimini eppure nessun presidente americano è mai stato processato. Perché? Per dirla con Chavez la risposta è una: imperialismo! Israele si è dichiarato uno Stato ‘’per soli ebrei’’. Domanda: i no global saprebbero spiegarci quale relazione intercorre fra l’inesistente ‘’impero negriano’’ e la realizzazione di uno Stato etnico che pianifica guerre ogni anno? Israele è uno Stato pazzo, come ripete sempre Norman Finkelstein, e gli ‘’antagonisti’’ non lo sanno. Peccato.

La giornalista Diana Johnstone ha messo in chiaro che ‘’Gli Stati Uniti sono un impero irresponsabile. Devastano paesi e li lasciano in macerie senza dare nulla in cambio. Le loro azioni sono sempre più distruttive poiché il loro scopo non é in realtà di edificare un impero, bensì di distruggere i loro rivali reali o potenziali, mantenendo così la posizione di superiorità conseguita nella Seconda Guerra mondiale’’. Un Impero del Caos e della devastazione che ha travolto anche i vecchi alleati. Diana Johnstone non ha dubbi quando chiama Hillary Clinton la ‘’regina del caos’’,  candidata a diventare la madrina della terza guerra mondiale. La lettura dei suoi articoli aiuterebbe molti attivisti ad avere una impostazione teorica coerente senza fare concessioni al liberal-imperialismo. Chi è il nemico: la globalizzazione o i governi Usa?

Domenico Losurdo ha analizzato la storia nord-americana rinvenendo un livello di sfruttamento classista e razzista inesistente nei paesi europei. Leggiamo: ‘’Nel Sud degli USA, era forse debole lo Stato, ma era tanto più forte il Ku Klux Klan, espressione certo della società civile, la quale, però, può essere essa stessa il luogo dell’esercizio del potere, e di un potere anche brutale. Proprio l’anno prima della pubblicazione del libro di Engels, la Corte Suprema aveva dichiarato incostituzionale una legge federale che pretendeva di vietare la segregazione dei neri sui luoghi di lavoro o sui servizi (le ferrovie) gestiti da compagnie private, per definizione sottratti ad ogni interferenza statale’’ 3. Losurdo seguirà pure un ‘’marxismo stalinizzato’’ ( e quindi deformato ) ma su questo ha ragione: bisogna fare un elogio dell’antiamericanismo in termini di classe. Senza, non si va da nessuna parte.

Insomma, la globalizzazione è una delle tante coperture ideologiche dell’imperialismo Usa e dei suoi potenti alleati. La realtà, la vera conflittualità sociale – l’imperialismo Usa contro il diritto di autodeterminazione dei popoli – è sotto gli occhi di quei movimenti e di quelle organizzazioni rivoluzionarie che, a quanto pare, non si trovano in occidente.

 

http://www.dolcevitaonline.it/il-dito-indicava-la-globalizzazione-e-avevamo-ragione-ma-voi-avete-visto-lestintore/

http://www.lacittadisalerno.it/cultura-e-spettacoli/lo-spettro-dei-servizi-tra-ilaria-alpi-e-carlo-giuliani-1.990190

http://www.kelebekler.com/occ/antiameri01.htm

1 commento per “Chi è il nemico, la globalizzazione o il super-imperialismo Usa?

  1. armando
    30 luglio 2017 at 21:13

    È vero se si intende la globalizzazione al mod o dei no global o alterglobal, non lo è se per globalizzazione si intende il processo di omologazione culturale complessiva. Non solo economica ma anche giuridica, sociale, di superamento di fatto degli stati nazionali. oggi globalizzazione e imperialismo sono la stessa cosa o una al servizio dell’altro e viceversa.

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