“Pandora Papers”, l’ultima frontiera dello Stato profondo: il “neoliberismo di massa”

L’inchiesta giornalistica denominata ‘’Pandora Papers’’ ha provocato una ondata d’indignazione e proteste contro vecchi rottami dei Chicago Boy, come il presidente cileno Pinera e carte sporche del ‘’trumpismo’’, in testa il cancelliere federale austriaco Kurz costretto alle dimissioni. L’effetto domino ‘’inchiesta e dimissioni’’, potrebbe essere l’ennesimo Cavallo di Troia dello Stato profondo USA per favorire le fazioni emergenti dell’oligarchia finanziaria ai danni di un personale politico ormai impresentabile: l’ultima frontiera del Deep State è la teorizzazione del neoliberismo di massa, inglobando la lotta alla corruzione nell’agenda politica del Pentagono.

Le centrali di comando della finanza speculativa risiedono negli USA e in Gran Bretagna, ma le modalità operanti proiettano nei paesi periferici una atipica ‘’variante’’ del neocolonialismo finanziario: “L’azienda, nota anche come Alcogal, creò almeno 312 società nelle Isole Vergini britanniche per i clienti del gigante dei servizi finanziari statunitensi Morgan Stanley” (citazione tratta da Dubbi sui Pandora Papers, Sito Aurora 1), ciononostante l’inchiesta giornalistica risulta incompleta: Panama (come nel 2016) è di nuovo la Repubblica delle banane, ma nelle classifiche non risultano le multinazionali statunitensi, anglosassoni e sioniste. Giornalismo d’inchiesta o depistaggio.

 

‘’Pandora Papers’’: multinazionali USA, faccendieri inglesi e guerrafondai sionisti assenti

I paradisi finanziari che compaiono nell’inchiesta sono Panama, Isole Vergini britanniche, Belize, Seychelles, Hong Kong, Emirati Arabi Uniti, Cipro e Svizzera, ciononostante nei documenti declassificati non viene indicata la provenienza di 203 trust statunitensi, 81 di loro si trovano ‘’in South Dakota, in Florida 37, in Texas 24, in Nevada 14. Tali trust sono anche assegnati al Delaware, 35. Sono utilizzati dai vertici della piccola criminalità. Anche qui manca la serie A delle corporation statunitensi e Wall Street, che mantengono decine di migliaia di società di comodo nelle Isole Cayman, Isole del Canale della Gran Bretagna e, non da ultimo, Irlanda, Lussemburgo, Paesi Bassi, Cipro e Malta’’ 2. Mancano le centrali di comando del capitalismo occidentale che utilizza le zone periferiche come discarica della piccola criminalità ‘’legalizzata’’: corruzione, riciclaggio di denaro sporco e malaffare delle mafie che agiscono sotto copertura delle intelligence (es. ‘ndrangheta e mafia israeliana).

I ‘’Pandora Papers’’ non comprendono la Deutsche Bank, cuore pulsante dell’imperialismo tedesco ed il suo maggiore azionista BlackRock & Co, una creatura della Fondazione Clinton:

‘’In Germania, BlackRock è tra i 6 maggiori azionisti di tutte le 30 società DAX, anche nella appena citata Deutsche Bank, anche nella società di frode Wirecard, e anche nelle 5 maggiori società immobiliari private, vale a dire Vonovia, Deutsche Wohnen, LEG, Proprietà TAG e Grand City. [Vedi Werner Rügemer: I capitalisti del 21° secolo. Uno schema di facile comprensione sull’ascesa dei nuovi attori finanziari, 308 pagine, edizione houtse tredition 2020, copertina rigida, tascabile, eBook.]’’ (Ibidem)

Il capitalismo della sorveglianza di Amazon, Google, Facebook, Apple, Microsoft, Coca Cola, Goldman Sachs, Tesla, Exxon , Boeing e Lockheed, non è pervenuto. Si sacrificano i piccoli delinquenti (es. Kurz o Berlusconi), per coprire la natura delinquenziale della globalizzazione politico-economica.

Lo Stato profondo ‘’americano-sionista’’ utilizza la speculazione finanziaria di BlackRock, Vanguard, State Street, Blackstone, KKR & Co. per accelerare la transizione ad una nuova Architettura di potere, eliminando i ‘’pesci piccoli’’ della finanza speculativa a vantaggio di una atipica ‘’variante’’ dell’imperialismo economico: Donald Trump è obsoleto. Il giornalista investigativo Werner Riuegemer, su SCF, non poteva lasciarsi sfuggire il conflitto d’interessi della famiglia Biden, leader della sinistra ‘’politicamente corretta’’ mondiale. Leggiamo:

‘’Joe Biden recentemente riceveva donazioni per le campagne elettorali da importanti aziende digitali come Alphabet/Google, Microsoft, Amazon, Apple, Facebook e Netflix. Ma anche le aziende del Delaware promossero il loro influente senatore, tra cui la società delle carte di credito MBNA e John Hynansky, che proviene dall’Ucraina e domina l’esportazione di SUV premium in Ucraina. Biden, come senatore a Washington, sempre votò coi repubblicani sulla deregolamentazione del settore finanziario. La maggiore oasi finanziaria include anche una costituzione aziendale estremamente “liberale” (responsabilità estremamente bassa, requisiti di divulgazione bassi) e un sistema giudiziario che l’accompagna’’ (Ibidem)

Le Big Tech gli hanno restituito il favore oscurando i profili social dell’ex presidente Trump e, come se non bastasse, tre dirigenti di BlackRock fanno parte dell’amministrazione Biden ricevendo copertura, niente poco di meno, dal governo nord-americano. Non è casuale che BlackRock aderisca all’agenda neocons per la guerra globale, finanziando i laboratori militari P4, in preparazione della (teorizzata) guerra bio-chimica ai danni della Repubblica Popolare Cinese. I giornalisti filo-israeliani, manovrati dall’Open Society di Soros preparano  la guerra di quarta generazione contro Russia e Cina. Nell’aprile del 2016, con l’articolo I Panama Papers come arma di guerra, osservavo il processo costitutivo dell’imperialismo economico del ventunesimo secolo il quale, dopo la parentesi Trump, sarebbe diventato egemone, previsione che, coi ‘’Pandora Papers’’, trova la propria conferma:

‘’L’operazione ‘’Panama Papers’’ è stata definita tanto da Wikileaks quanto dalla Rete Voltaire come parte di una strategia più ampia volta a trasferire negli Usa i capitali non “anglosassoni” costringendo quest’ultimi a rinunciare alla destabilizzazione della Unione ( imperialista ) Europea. Una dichiarazione di guerra alle borghesie fuori della triade imperiale: Usa, Inghilterra ed Israele. Difficile non presupporre un ruolo di primo piano della lobby sionista, negli Usa quanto in Europa’’ 3

L’inchiesta condotta dall’International Consortium of Investigative Journalists come l’inchiesta di Fanpage contro la ‘’lobby nera’’, inquadrano alcuni del sistema capitalista (corruzione, clientelismo, sfruttamento e fascismo) occultandone quelli egemoni, l’orientamento strategico della fazione ‘’vincente’’ nella conflittualità inter-borghese: la monopolizzazione della violenza da parte degli Stati Uniti d’America e dello Stato Sionista. Washington e Tel Aviv sono i grandi assenti.

http://aurorasito.altervista.org/?p=20218

http://aurorasito.altervista.org/?p=20321&fbclid=IwAR2mZ7TtWUjD88_EmZbeE00wZXY3L8JyXKro4XSi8QhKfUr71znlu-2K8HY

http://www.linterferenza.info/esteri/panama-papers-arma-guerra/

Pandora Papers, cosa sono i documenti di politici e personaggi pubblici con patrimoni in paradisi fiscali. I nomi

Fonte foto: The Social Post (da Google)

 

1 commento per ““Pandora Papers”, l’ultima frontiera dello Stato profondo: il “neoliberismo di massa”

  1. Enza
    16 ottobre 2021 at 16:02

    Diabolici. Sono veramente diabolici. Resto dell’idea che vi è una forte componente di psicopatia.
    Su Berlusconi, tra i pesciolini piccoli, da dire che costui si picca di farci anche lezioni sul dovere civile ed etico della vaccinazione con il seguito della sua corte di nani e ballerine.

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