Il popolo venezuelano non è solo

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I media italiani ci dicono che in Venezuela c’è la dittatura (22 elezioni in 18 anni). Non solo. Il Venezuela è isolato a livello internazionale. Al vertice di Lima 13 Paesi sudamericani hanno sconfessato l’Assemblea Costituente, così come hanno fatto diligentemente le grandi democrazie occidentali e le libere istituzioni internazionali.
Ciò che dobbiamo constatare con fermezza tuttavia è la grande coerenza con cui i chiamiamoli giornalisti italiani mentono costantemente, gareggiando tra di loro a chi la spara più grossa, se non altro per essere all’altezza dei grandi produttori di fake news (CIA, Dipartimento di stato, governi occidentali…).

Se non altro, oltre la solita paccotiglia indecente di menzogne, avrebbero potuto ricordare che a Caracas nella riunione dell'”Alleanza bolivariana dei popoli” (ALBA) comprendente Bolivia, Cuba, Ecuador, El Salvador, Nicaragua, Suriname, Paesi caraibici), Maduro ha ricevuto solidarietà e sostegno.1) Avrebbero potuto ricordare che tre dei 13 Paesi del vertice di Lima sono stati oggetto di colpi di stato recenti realizzati con il sostegno per niente oscuro degli States, desiderosi di riconquistare il “cortile di casa”.
Avrebbero potuto ricordare che 57 Paesi Onu (Cina, India, Russia, Sudafrica, Egitto…) si sono espressi a favore della Costituente, della non ingerenza, del dialogo…2) Il che rivela che il Venezuela non è solo come si vuol far credere. L’Occidente è egemone (per poco tempo ancora) ma non è più padrone del mondo.

Francesco che, a suo tempo, aveva saputo giudicare Putin come non aggressore e aveva avuto il “coraggio” di denunciare la corruzione nei sindacati confederali, questa volta ha “toppato”. Ha dichiarato “Non riconosco la Costituente di Maduro” e ha voluto fare il cerchiobottista, non accusando i “ribelli” per quello che sono, o mercenari pagati per fare i cecchini, gli assassini (come giudicare in altro modo chi ha bruciato vivi degli esseri umani o sistemato sulla strada fili di ferro per sgozzare poliziotti in motocicletta)3) o giovani allo sbando reclutati dai lobbisti locali (bottiglie incendiarie, distruzione di negozi, di sedi chaviste…) che vogliono riacquisire a spese della popolazione i privilegi perduti, sotto la guida di Leopoldo Lopez, golpista fin dal 1999,4) punta di diamante in Venezuela della Cia e del Dipartimento di stato.

Il fatto che giornali e televisioni di destra e di sinistra abbiano vergognosamente stravolto i fatti non è invece una novità. Esiste infatti in Italia (e non solo in Italia) un’area ideologica neoliberista che interessa le vecchie destre tradizionali, le formazioni politiche né di destra né di sinistra e le nuove destre mondialiste e imperialiste (PD e ramificazioni) molto più funzionali alla grande finanza e alle alte gerarchie militari. Il licenziamento da parte del “Manifesto” della esperta e capace Geraldina Colotti per un “pezzo” sul Venezuela in cui difendeva la rivoluzione bolivariana è una preziosa cartina di tornasole per capire chi sta da una parte e chi dall’altra.5)

Il copione della controrivoluzione è sempre lo stesso. Il grande semiologo Propp ci aveva insegnato che nelle fiabe russe tutte apparentemente diverse l’una dall’altra esisteva una struttura narrativa identica.6) Potremmo dire lo stesso di romanzi, di testi teatrali e ovviamente di film studiati nel loro genere specifico.
Le “rivoluzioni colorate”, le”primavere arabe” non richiedono molti studi perché vengano interpretate, dato il basso livello di creatività. Tutte con struttura unica e apertamente “visibili”. Allora perché le popolazioni non le capiscono subito. Perché interviene l’azione mediatica dei politici, degli intellettuali e dei giornalisti asserviti per stravolgere i fatti, per nascondere gli orrori, per mascherare le responsabilità in modo che tutto venga immerso in una nebbia profonda che venga schiarita dai buffoni di corte che, in televisione e nella carta stampata, dietro una velina esplicita o implicita, spieghino al popolo il corso degli eventi come positivi o negativi (qualora il “regime del male” abbia vinto o perso).

Innanzitutto demonizzazione dell’avversario: attribuzione di atti contro l’umanità, genocidio, tortura … per ottenere risultati di discredito internazionale.
Molto utili le Ong: in Libia e in Siria le fake news di Save the children e di Amnesty internazional hanno favorito un’opinione pubblica che ha ritenuto doverosa l’ingerenza dei Paesi democratici e relativa distruzione dello stato (in Siria impedita dall’intervento russo). Per il Venezuela importante il ruolo dei conduttori televisivi (vedi tra i tanti Bettina Rinaldi che parlò di 6000 morti al giorno a Caracas,6) notizia che in seguito non venne ripresa da nessuno). I politici riprendono poi, senza un minimo di giudizio critico, le fake news (presenti ripetutamente nel televideo Rai) e le riportano al loro elettorato e ai media.

In seconda istanza creare il caos sociale.
Necessaria un’integrazione tra agenti locali e misure finanziarie esterne. Caduta del prezzo del petrolio, debito pubblico, sanzioni, intralcio nell’import/export… che si accompagnino alla scomparsa delle merci con conseguente penuria artificiale, al contrabbando, al rialzo abnorme dei prezzi… Integrazione anche nella violenza: migliaia di “ribelli” ben pagati dall’esterno e anche ben armati… Arrivati a questo punto insurrezione “popolare (in Ucraina nazisti, jihadisti in Siria e in Libia). Ma questo elemento dello schema in Venezuela non si realizzerà e neanche altri che hanno seminato morte e distruzione in America latina anche di recente (vedi Messico, Honduras, Colombia…)

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La Costituente (che durerà due anni), approvata dalla Suprema Corte che ha delegittimato il parlamento per il suo continuo sovversivismo anche violento e per non aver escluso deputati indagati per gravi crimini, è stato un atto di coraggio di Maduro che in tal modo ha frastornato e poi frenato l’opposizione violenta del MUD,7) che nel rispetto delle regole democratiche, potrà presentarsi alle elezioni politiche e a quelle presidenziali nel 2018… Maduro inoltre ha saputo frenare la fibrillazione dei mercati, avendo usufruito di un prestito di 6 miliardi di dollari da parte della russa Rosneff, prestito che permette al Venezuela l’uscita da un possibile default. Allo stesso tempo incassa dalla Cina 650 progetti strategici di espansione della produzione, della logistica… e tra questi figura il rilancio della “Mision vivienda”, ovvero il progetto per i meno abbienti, avviato dall’ex Presidente Hugo Chavez 15 anni fa” 8)

folla

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NOTE
1) Alessandro Bianchi ” Venezuela. Solo USA, “cani fedeli” e stampa italiana non si arrendono” Contropiano 11/8/17

2) Alessandro Bianchi, testo cit.

3) Fulvio Grimaldi ” Venezuela. Uomini e topi” Mondocane 7/8/17

4) Fabrizio Verde “Leopoldo Lopez, la nuova figura al servizio degli Stati Uniti” Nuova Alba informazioni

5) Danilo della Valle “Cosa hanno in comune l’Ucraina e il Venezuela? Lo schema Propp” L’Antidiplomatico… Per avere informazioni sullo schema Propp vedi almeno Viktor  Slovskij “Teoria della prosa” Torino 1976, Tzvetan Todorov ” I formalisti russi” 1968

6) Attilio Folliero “Fake news sul Venezuela del televideo Rai” L’interferenza 5/8/17

7) il più grande schieramento antichavista

8) Roberto Da Rin ” Mosca “allontana” il default dal Venezuela” Il Sole24ore

1 commento per “Il popolo venezuelano non è solo

  1. Amedeo
    12 agosto 2017 at 16:22

    Un notevole articolo.
    E’ evidente che chi non si assoggetta agli usi e costumi altrui, viene considerato eretico e quindi, combattuto in ogni modo.
    Dispiace, che al posto della Cina, non possa essere l’Italia ad interagire proficuamente con il Venezuela di Maduro. Si dimenticava. L’Italia è posta sotto il tallone della democratica, libertaria America del Nord, dal ’45 del secolo andato.

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