Putin gioca a scacchi con la lobby sionista?

I media di regime hanno accusato il governo baathista di Assad di aver lanciato un attacco col gas nervino in Siria ma, come al solito, mentono spudoratamente. Tutte le redazioni dei giornali sono in preda all’ “euforia” russofoba: dalla strage di San Pietroburgo all’intervento russo in Siria, Putin ed Assad sono, per i giornalisti pro-Usa, dei ‘’dittatori sanguinari’’. Il Fatto Quotidiano si sta distinguendo in questa vergognosa campagna; sembra quasi di leggere un bollettino di propaganda nazifascista durante l’Operazione Barbarossa. Domanda: questi sarebbero dei liberal-progressisti?

Il titolo del Fatto è ‘’il terrore islamico dà una mano a Putin’’ ma l’articolista omette – dimostrando scarsa, anzi scarsissima professionalità – che il governo russo da anni combatte l’islamismo ceceno, una forma particolarmente aggressiva di separatismo etnico-teocratico ben armato dalla CIA e sostenuto dai macellai sauditi di Casa Saud. Il giornalismo di regime, quello della sinistra zombie, ha toccato il fondo: La Repubblica, giorni fa, ha pubblicato un articolo dove accusava le FARC di avere legami con la ‘ndrangheta calabrese utilizzando le menzogne dei neonazisti dell’AUC, narcotrafficanti peggiori della stessa Daesh (solo la corrotta magistratura calabrese poteva prenderle per buone); oggi Il Fatto sta con gli stragisti islamisti vicini ad Al Qaeda. La Fondazione Clinton, con i suoi finanziamenti, ha fatto sprofondare il giornalismo europeo nella vergogna.

Lo storico Paolo Borgognone ha commentato la parabola filo-imperialista e filo-sionista del Fatto, descrivendo la decomposizione del mondo liberale ormai privo di una prospettiva credibile: ‘’Il giornale della classe media “illuminata”, antiberlusconiana ma liberale e politically correct ci delizia con questo titolo che condensa, in poche righe, mille anni di cliché russofobici occidentali. Mi domando se “Il Fatto Quotidiano”, dopo il Bataclan o Nizza, si fosse prodigato a titolare: “Il terrorismo islamico dà una mano a Hollande” e, se non lo ha fatto, è d’uopo chiedersi il perché… Il doppio standard è il metro di giudizio che più si adatta al razzismo e la russofobia, lo ricordiamo, è la forma di razzismo oggi più in voga nell’Occidente liberal-capitalista’’. Berlusconi politicamente è finito quindi Marco Travaglio, allievo del razzista Indro Montanelli, può tornare a servire i suoi veri padroni, Washington e Tel Aviv, in nome di un giornalismo “alternativamente venduto”.

Le cose sulla Siria ( e anche sulla Russia ) stanno molto diversamente, anzi all’opposto. Il vescovo caldeo Antoine Audo di Aleppo ha dichiarato che: “in base alle nostre esperienze, non riesco proprio a immaginare che il governo siriano sia così sprovveduto e ignorante da poter fare degli errori così madornali” 1. Della stessa idea sono il generale maggiore russo Igor Konashenkov ed i partiti comunisti russo e siriano, voci di certo più veritiere degli scribacchini occidentalocentrici. Ormai abbiamo sperimentato, sulla nostra pelle, le bufale del ‘’nemico’’. Non ci caschiamo più, per nessun ragione al mondo.

Quello che i media omettono di dire è che Obama è nel bel mezzo d’uno scandalo. Scrive il Washington Circa.com: “via via che la sua presidenza giungeva al termine, Obama e i suoi principali aiutanti  si sono messi a leggere sistematicamente i rapporti di intelligence spigolati dalla National Security Intelligence, riguardanti intercettazioni incidentali  di americani all’estero’’ 2. In poche parole Obama è un truffatore, peccato che Trump lo stia seguendo sulla strada del militarismo minacciando un’ aggressione imperialistica alla Siria. Liberal ( Obama ) ed Alt-right ( Trump e Bannon ) sono la sinistra e la destra dell’ideologia neoconservatrice di derivazione sionista. Chi comanda negli Usa: Obama, Trump oppure la borghesia imperialista israeliana?

Obama ha praticato il “masquerading” permettendo alle sue spie di ‘’de-mascherare’’ nomi, frasi e messaggi con la scusa della ‘’sicurezza nazionale’’. La Clinton e Trump minacciano di fare di peggio, ed i media europei che dicono? Nulla, nemmeno una parola.

Un’altra notizia è che a Idlib in Siria opera un ceceno, Salahuddin Shishani, che si proclama emiro di Imarat Kavkaz, l’emirato del Caucaso, ed è alleato del Fronte Jabat Al Nusra ( Fonte: Michele Giorgio ). Domanda: l’attentato di San Pietroburgo e quello siriano sono legati in qualche modo? Una cosa è certa: il Fronte Jabat Al Nusra, ramo siriano di Al Qaeda, è sul Golan un esercito privato di Israele ed i sionisti, da anni, mirano a rovesciare il presidente Assad. Netanyahu, al di là di tutte le dicerie della sinistra zombie, ha le stesse, identiche, posizioni di Erdogan e Casa Saud. Siamo al wahhabo-sionismo?

La Siria baathista sta combattendo una battaglia antimperialista col sostegno attivo della Resistenza palestinese e degli Hezbollah libanesi ma il giornalista di Il Manifesto, Michele Giorgio, qualche ora fa, sul suo profilo facebook, ci dà questa notizia: ‘’La Russia riconosce Gerusalemme Ovest (la zona ebraica della città) come la capitale di Israele nel quadro di una soluzione che veda Gerusalemme Est diventare la capitale dello Stato di Palestina. È un comunicato del ministero degli esteri russo’’. La Russia deve tornare ad essere la protettrice storica del popolo palestinese, non una grande potenza capitalistica fautrice di una sterile realpolitik. Il presidente Putin ha appena avvertito Netanyahu dell’infondatezza delle accuse israeliane contro la Siria dimostando forti principi etico-morali, ma perché sulla questione palestinese non riesce ad avere una posizione più chiara? Se Israele dovesse conquistare anche Gerusalemme Est, come minaccia di fare, per Damasco saranno guai: il destino dei popoli siriano e palestinese è strettamente legato ma a Mosca sembrano non saperlo. Domanda: cosa lega Putin ad Israele? Il legame esiste, lo ammette anche un sostenitore del ‘’putinismo’’ come Israel Shamir. Putin ha preso diverso decisioni politiche positive ma a questa domanda non è facile dare una risposta.

L’occidente è in piena offensiva imperialistica, Israele agisce da Stato terroristico al di là del diritto internazionale e la Russia ha scelto la strada della diplomazia e della legalità. Putin può contrastare la furia dei sionisti giocando a scacchi contro l’AIPAC? Arrivati a questo punto sarebbe di gran lunga preferibile una offensiva da judoka contro un avversario violento ma poco tecnico; il tatticismo, nel lungo periodo, diventa logorante considerando le aspettative ‘’progressiste’’ che ci sono dietro Mosca. Parafrasando Mao Tse Tung: grande è la confusione sotto il cielo ma, per i ceti popolari, la situazione sembra non essere affatto eccellente.

 

http://www.sinistra.ch/?p=6351

http://www.maurizioblondet.it/un-watergate-travolge-obama-tutti-si-concentrano-assad/

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Fonte foto: Defense News (da Google)

 

1 commento per “Putin gioca a scacchi con la lobby sionista?

  1. Silvio andreucci
    18 luglio 2018 at 21:11

    Putin è un grandissimo statista,ma per lui è problematico schierarsi apertamente contro Israele,anche perché in Russia la comunità ebraica e molto consistente.questo non significa che si lasci soggiogare da Netanyahu

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