Questione curda: contrapposizioni rigide fra schieramenti. Meglio la dialettica

Da un parte abbiamo i Curdofili che difendono strenuamente e giustamente la causa di un popolo oppresso ma che poco riflettono sui mutamenti tattici e strategici dei dirigenti del PYD, della lotta di classe all’interno del partito. Mutamenti che, in questo periodo, sembrano mettere nell’angolo le originarie ipotesi del progetto confederale di Abdullah Ocalan1). Dall’altra abbiamo i partigiani di Assad che giustamente difendono la sovranità e l’unità dello stato siriano ma che poco riflettono sulle scelte economiche della famiglia Assad e sulla sua politica sociale cosicché risultano senza strumenti teorico-pratici davanti al problema curdo e alle proposte molto avanzate di Ocalan che sarebbero di grande giovamento non solo per i Curdi ma per tutta la Siria.

Tagliare i problemi con l’accetta è un modo sbrigativo per schierarsi senza avere dubbi. Ma è un pessimo metodo se si ha realmente necessità di affrontare i problemi e “comprenderli”. Non è consigliabile né sul piano filosofico-politico né sul piano pratico. Meglio la dialettica materialista di Marx, l’unità degli opposti di Mao. Da Gramsci ho appreso che si può essere crociani senza aver letto un rigo di Benedetto Croce…e ho la presunzione di credere che tra i tanti militanti di sinistra (compresi i comunisti) sia prevalente l’ideologia positivista, un materialismo meccanicista, e non la dialettica marxista e, naturalmente, per dirla con Antonio Gramsci, senza averne la minima consapevolezza in quanto è divenuta senso comune, razionalità di superficie.

Il 24 settembre ci sarà una manifestazione nazionale a Roma promossa da Rete Kurdistan Italia, ovviamente contro l’aggressione turca e per la liberazione di Abdullah Ocalan. E’ sperabile che oltre alla denuncia delle stragi effettuate criminalmente dall’esercito turco e all’affermazione del diritto del popolo curdo ad una soluzione positiva a livello internazionale del proprio status giuridico e politico, non si levino voci “pacifiste” a favore di una lotta del Bene (Curdi e la comunità internazionale) 2) contro il Male (unico depositario lo stato islamico) che stravolgerebbero analisi serie sui tutti i responsabili della tragedia siriana: l’Occidente “democratico”e le Petromonarchie, i ribelli “moderati” e naturalmente lo stesso stato islamico. Così come sarebbe auspicabile che “i simpatizzanti” la smettessero di dire che i Curdi sono l’unica opposizione reale contro i Jihadisti 3), come se l’esercito siriano fosse andato per margherite in questi terribili cinque anni.

Vi è una lotta di classe all’interno del PYD che presumo sia dura perché non credo che sia passata senza resistenza la scelta degli States come alleato. Una volta presenti nel territorio con una base militare, è assai improbabile che se ne vadano. E siccome non credo che nel PYD vi possano essere militanti così ingenui temo che questa opzione di realpolitik sia una scelta strategica di un’ampia maggioranza del partito (mi auguro sinceramente di sbagliarmi) che consegnerebbe il popolo curdo al dominio americano. Uno stato che nascesse sotto copertura USA tutto sarebbe tranne che “autonomo” o “indipendente”. I simpatizzanti in Italia è giusto che esaltino la resistenza curda e le sue imprese militari. E’ giusto che si adoperino per supportarli militarmente e negli aiuti umanitari . E’ giusto che denuncino con forza l’assalto feroce dello stato islamico e di Al-Nusra, ma usino oltre il cuore anche il cervello. Quante imprese straordinarie e di popolo che sembravano preannunciare la costruzione di società socialiste si sono rivoltate contro. Ricordate Mao? “Dopo la mia morte la Cina diventerà nera”. Nera proprio non lo è diventata ma certo proprio rossa non lo è rimasta.

Centinaia di ospedali distrutti dall’aviazione russo-siriana a dimostrazione della criminalità del dittatore Assad. Se non avessi “scoperto” che tali ospedali sono semplicemente dei modesti accampamenti per le immediate cure mediche per i jihadisti (per interventi più delicati ci sono gli ospedali israeliani e turchi), avrei pensato che la Siria avesse più ospedali di tutta l’Europa. Curiosamente va detto che quando veniva colpito un ospedale in area governativa, “Medici senza frontiere” non aveva di che lamentarsi 4). Forse perché è una ong americana che come tante altre ong USA, di cui tanti militanti si fidano (vedi Avaaz feudo di Soros) 5), ha occhi solo per i “crimini” o presunti tali che avvengono nel campo avverso, mentre è sorda, cieca e muta per tutto ciò che avviene nella parte amica (ciò si può comprendere altrimenti niente dollari) 5) tranne qualche volta, di tanto in tanto, per non farla troppo sporca. L’ultima di questa eroica ong è la scoperta di 18.000 persone assassinate nelle carceri di Assad. La ong ha potuto affermare un tale abominio grazie alla testimonianza di qualche oppositore. Tale scoperta ha fatto infuriare i Patriarchi siriani che l’hanno ritenuta delirante. Ma basta con le ong imperiali.

Parliamo di Assad. Che non sopporta l’idea di una confederazione curda in territorio siriano. Bene. Una volta che sul campo si fossero creati determinati rapporti di forze non favorevoli (prima dell’intervento russo) sarebbe stato necessario un intervento politico forte: attrarre il tuo fratello curdo siriano nel tuo campo con una reale alleanza militare offrendo un’autonomia regionale con poteri forti. Si sarebbe creato un muro ben più resistente contro gli assassini e credo che si sarebbe affrettato l’intervento russo e con esso irrobustita l’asse della resistenza (Hezbollah, Curdi, Siria, Iraq, Iran- sì anche l’Iran-) . Una mossa di questo genere avrebbe neutralizzato l’eventuale proposta di Barzani di annettere il Rojava nel suo Kurdistan (idea che piace molto ad Israele e che non dispiacerebbe del tutto al suo alleato in contrabbando di petrolio, Erdogan)…e sopratutto avrebbe sfavorito l’attrazione che gli States avrebbero potuto esercitare con i dollari, con gli armamenti e con la loro presenza diplomatica sulla dirigenza del PYD .

Sarebbe ugualmente cosa buona per i simpatizzanti di Assad che esaminassero la questione curda con maggior rigore senza soffermarsi alla superficie delle cose, che studiassero le opere di Ocalan se vogliono capire il retroterra di grande spessore culturale che ha caratterizzato il movimento politico curdo, che esaminassero non frettolosamente le posizioni politiche assunte in questi anni. Ne verrebbe fuori un quadro ben diverso da quello semplicistico di “nemici della Patria”. Mao avrebbe chiamato tale contraddizione “una contraddizione in seno al popolo” e l’avrebbe trattata diversamente da una “contraddizione antagonista” 6). Compito di chi si definisce comunista, anarco-comunista, antagonista, o che altro, è quello di non fare confusione, come è capitato spesso nella storia operaia, tra le due contraddizioni perché, almeno nel verdetto della storia, il risultato è la sconfitta.

Due parole sull’attuale tregua 7) tra forze lealiste e ribelli”moderati”. Fa acqua da tutte le parti. Civili che fuggono e vengono assassinati da “moderati” e da “non moderati”, aiuti umanitari ricchi di armi e munizioni per i “moderati” e per i “non moderati”, Israele che bombarda postazioni siriane, i ribelli pro-sauditi e pro-turchi che assediano Aleppo per liberare i civili dall’aggressione dell’esercito siriano…Erdogan che ha l’acquolina in bocca per Manbij e per Raqqa…E per quanto riguarda un eventuale accordo di pace, stante l’attuale situazione sul terreno tra le forze in campo, non durerebbe lo spazio di un mattino…

NOTE
1) Abdullah Ocalan è ancora in carcere nell’isola prigione di Imrali. Arrestato nel 1999 e condannato all’ergastolo nel 2002
2) Nei media sopratutto televisivi si parla spesso della lotta tra il Bene(la comunità internazionale) e il Male sorto dal nulla(lo stato islamico)
3) Vedi in proposito Tommaso Canetta “Laici, marxisti, “femministi”: sono i Curdi la vera arma anti Isis” in “Linkiesta”, 22/8/2016
4)Come esempio di noncuranza delle ONG usa e dei media mainstream ricordo la distruzione dell’ospedale di Aleppo “Al-Kindi”, il più grande centro oncologico del Medioriente, fatto saltare dai “ribelli” con due camion bomba . Vedi in proposito “Distruzione di un vero ospedale in Siria…Redazione “Sibialiria”,2/5/2016
5) Su Avaaz vedi il mio “Astuzia e inganni. Come ti seduco il militante onesto”,l’ultimo dei tre articoli che ho scritto sulla ONG di Soros in “una parola contro le guerre”12/10/2015. Basti pensare, per non prolungarmi troppo, che alla dirigenza dell’organizzazione stava Tom Perriello che, come deputato, aveva votato a favore della guerra contro l’Afghanistan. il trucco sta nel favorire campagne progressiste per infilare nel Paese ospite multinazionali oppure, qualora vi siano resistenze, nel fare da sfondo per un colpo di stato “democratico”
6)”Sulla contraddizione” del 1937 è a mio modo di vedere il testo forse più importante di Mao, di grande rilevanza filosofica e politica.
7) Sulla tregua eccellente articolo di Marco Santopadre “Siria : Israele,sauditi e Turchia…”in “Contropiano”15/9/2016

1 commento per “Questione curda: contrapposizioni rigide fra schieramenti. Meglio la dialettica

  1. marina
    26 settembre 2016 at 8:06

    finalmente un po’ di chiarezza, ottimo articolo! marina

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