I rabbini Neturei Karta in Italia

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Foto: Oubliette Magazine (da Google)

 

La visita in Italia dei rabbini Neturei Karta mi dà la possibilità di ritornare sul tema dell’opposizione giudaica al sionismo. Oltre alla critica al nazionalismo ebraico esiste una forte opposizione di matrice religiosa all’imperialismo israeliano che merita d’essere approfondita.

L’opposizione dei NKI al sionismo si articola su vari livelli:

  • L’ideologia sionista, che a detta di Rabbi Weiss è una ‘’ideologia diabolica’’, ha snaturato l’ebraismo trasformandolo da religione e spiritualità a nazionalismo e materialismo.
  • Il sionismo si è macchiato di numerosi crimini nel trattamento del popolo palestinese cacciato via dalle sue terre. Si tratta d’una forma, storicamente inedita, di colonialismo d’insediamento. Lo storico Ilan Pappe ha ragione: Israele è una prigione a cielo aperto per i palestinesi.
  • Secondo i Neturei Karta, l’Onnipotente ha proibito di ricreare una nazionalità israelita durante l’esilio (si riferisce sicuramente alla Diaspora ebraica) da Lui ordinato.
  • La creazione di uno Stato in Palestina nega – colpa gravissima – la natura divina della Diaspora ebraica e cerca di porre rimedio ad una condizione spirituale con mezzi materiali.
  • Il sionismo ha irriso l’Onnipotente, i rabbini ortodossi in Israele vengono malmenati ed arrestati quindi questa ‘’ideologia diabolica’’ ha dedicato molte energie nello sradicamento della fede ebraica.

Alla domanda ‘’qual è la vostra posizione nei confronti dello Stato d’Israele?’’ loro rispondono: ‘’Noi chiediamo, senza compromessi lo smantellamento dello Stato di ‘’Israele’. La decisione di permettere o meno agli Ebrei di rimanere in Terra Santa dopo la conclusione di tale processo di smantellamento dipende interamente dai leader e dal popolo palestinese’’. Il popolo palestinese è vittima della cecità morale del sionismo, una ‘’impresa’’, quella dei guerrafondai israeliani, destinata a fallire sia sul piano morale che sul piano pratico. Gli ebrei – religiosi e non – sono obbligati a mettere da parte la paura opponendosi ad un regime che, per dirla con Rabbi Weiss, ‘’ha versato fiumi di sangue’’. Si tratta di un colonialismo con una sovrastruttura ideologica – seguendo i NKI – pseudo religiosa molto più vicina agli sproloqui delle sette evangeliche – quelle sì, antisemite – nord-americane. Una vera e propria catastrofe politica.

Chiaramente ci troviamo davanti ad un movimento religioso che dà per buono ciò che viene scritto nella Bibbia ebraica – di cui il Corano è una, meglio articolata, rilettura araba – testo per molti aspetti controverso. Lo storico israeliano Shlomo Sand esclude l’esistenza storica del Regno d’Israele – non esistono reperti archeologici che ne attestano l’esistenza – mettendo in discussione il pilastro teologico del giudaismo: la Diaspora. Non è nemmeno chiaro come si pone questo lodevole movimento nei confronti dei passi più equivoci della Bibbia ma questa critica potrebbe benissimo essere estesa ai cristiani ed ai musulmani, fermo restando che, esclusi i NKI, il giudaismo, antichissima religione monoteistica (insieme allo zoroastrismo) ha elementi ‘’tribali’’ maggiormente accentuati e non soggetti, nemmeno di recente, a revisione. Forse l’universalismo religioso dei NKI è, in ultimissima istanza, un tentativo di salvare il giudaismo dal tribalismo israeliano e dal ‘’sionismo religioso’’? Se il cristianesimo ha avuto, a ‘’sinistra’’, la Teologia della liberazione e l’Islam il ‘’socialismo islamico’’ – tanto arabo (Nasser, Partito Ba’th ed altri) quanto persiano (Ali Shariati) – i rabbini Neturei Karta configurano una Teologia – anche politica, seppur questo termine per loro è una eresia – della salvezza ebraica rivolta, chiaramente, a tutto il genere umano? Una risposta affascinante che, da socialista, internazionalista e laico, giro agli studiosi di teologia. Le questioni etiche, a ‘’sinistra’’, da diversi decenni interessano poco nonostante pagine e pagine di Marx e altri pensatori marxisti stanno lì a dimostrarci la loro centralità.

Qual è il compito dei NKI? Leggiamo cosa, con grande profondità spirituale, dicono: ‘’Accettare con fede il proprio esilio e, nelle parole e nei fatti, agire in modo da diventare modello di comportamento etico e di spiritualità, e il tutto con atteggiamento semplice ed umile. In altre parole, compiere la volontà dell’Onnipotente attraverso lo studio della Torah, la preghiera e un comportamento retto’’. Di sicuro il loro contributo alla conoscenza etica e filosofica è notevole, com’è rilevante la loro coraggiosissima opposizione al sionismo politico, ma c’è un aspetto teologico della questione che va sottolineato: l’attesa del Messia. Anche i musulmani aspettano il Mahdi, tutto questo lascia presupporre che alcune figure chiave delle tre religioni monoteistiche si ripresentano con nomi differenti ma ruoli analoghi. Domanda: gli uomini attraverso queste immagini – Messia, Mahdi e lo stesso Gesù, uomo nella storia e gigante nel pensiero – cercano di spiegare problematiche sociali come l’oppressione, le guerre e le ingiustizie. La risposta a ciò sta al di fuori dal nostro, oramai ridicolo, eurocentrismo, del tutto anacronistico ed antistorico. Una concezione ‘’israelocentrica’’ della ‘’storia delle religioni’’ è non soltanto fuorviante ma addirittura balorda; nelle società asiatiche e latino-americane, il viaggio verso il monoteismo è molto più antico rispetto alla via percorsa dagli ebrei. Ogni popolo ha un suo ‘’antico testamento’’ da contestualizzare e revisionare (quindi migliorare) continuamente.

 

L’iniziativa romana è stata cortesemente ospitata dall’Associazione Islamica Imam Mahdi, vergognosamente boicottata dai media felloni della Comunità più sionista che ebraica romana (ormai da anni spostata decisamente a destra) ed ha visto la partecipazione di persone provenienti da fedi religiose ed orientamenti politici diversi. Una iniziativa lodevole che ci aiuta a comprendere come l’antisionismo non abbia nulla a che vedere con l’antisemitismo. Il coraggioso Rabbi Weiss ha denunciato, più volte, la collaborazione del sionismo di destra col nazismo; ai sionisti – compreso il ‘’laburista’’ Ben Gurion – degli ebrei sterminati nei lager hitleriani non gliene fregava niente. Questa è la vera essenza del sionismo: cinismo, opportunismo ed oppressione sociale. I metodi brutali del colonialismo britannico – suo padrino fiero e consapevole – sono stati, di gran lunga, superati.

Per una maggiore comprensione delle problematiche, tanto religiose quanto politiche, ho rivolto alcune domande, al termine della conferenza, all’Imam Salameh Ashour Portavoce delle Comunità palestinesi in Italia. Un dibattito, ancora una volta, molto costruttivo.

Secondo Salameh Ashour il conflitto fra sciiti e sunniti ‘’non tocca l’essenza della religione islamica, ci sono – certamente – degli elementi di diversità i quali non giustificano la violenza. Il problema sorge quando i paesi occidentali vogliono accaparrarsi le risorse di questi popoli appoggiando governi falliti (come quello saudita) che strumentalizzano l’Islam’’. Durante il conflitto Iran/Iraq, gli Usa appoggiarono Saddam, riempiendolo d’armi e dollari, contro la Rivoluzione islamica, quindi Ashour, Imam sunnita, rompendo con il conformismo dottrinario, elogia la carica progressista ed anticolonialista della Rivolta antimperialistica sciita. Una posizione coerente, coraggiosa e degna di lode. Lo stesso può dirsi dell’ebraismo dato che gli ebrei ‘’non hanno mai rappresentato una nazionalità unica’’ ed il 72% di questo ‘’popolo-classe’’ (come scrisse il marxista Abram Leon) non è d’origine semita mentre semiti – cosa che i media di regime non dicono – lo sono tutti i palestinesi. Il professor Salameh ha ribadito che ‘’ogni concetto razzista – tanto sionista quanto neofascista – deve essere combattuto’’ e che ‘’Israele ha creato una grandissima prigione a cielo aperto’’. Sui recenti avvenimenti in Arabia Saudita, il religioso palestinese ha preso una posizione chiara e condivisibile: ‘’il wahabismo è stato creato dal colonialismo britannico per dare legittimità ai Saud’’, ed è necessaria ‘’una demolizione controllata della monarchia saudita’’. Un tema su cui varrà la pena ritornare.

La società è divisa in classi e non in credenti ed atei; gli Hezbollah hanno una forte carica antimperialistica al pari di molti movimenti socialisti, volendo fare un esempio autorevole. I Neturei Karta sono un movimento antimperialistico? Difficile dirlo, si tratta, pur sempre, di pacifisti ma la loro presenza è un appoggio imprescindibile per il popolo palestinese e per chiunque voglia porre fine al dominio imperialistico occidentale.

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3 commenti per “I rabbini Neturei Karta in Italia

  1. alfio
    20 novembre 2017 at 2:25

    proprio perché aderiscono ad una visione letteralista della bibbia sanno che l’ Israele che aveva attraversato il deserto non’ era pero’ entrato in palestina allora territorio cananeo , lo stesso mose’ e’ costretto a fermarsi
    a poca distanza dal giordano.
    entrano nella terra le generazioni successive a quelle partite dall’ egitto con a capo giosue.’
    e non e’ un caso che all’interno dello stesso libro di giosue’ vengano narrate tre versioni della conquista del territorio oltre il giordano, una e’ una versione militare con sfumature rituali come
    la conquista di gerico, le altre due molto più realiste e direi politiche in cui avviene sostanzialmente un accordo pacifico con le popolazioni residenti. tra l’altro secondo alcuni biblisti la conquista e’ un artificio letterario con ovvi intenti teologici e di leggitimazione politica di una parte dei cananei residenti intorno al 1200 aev in quella che poi divenne la giudea., i quali cioe’ vollero separarsi dagli stessi cananei e formare un popolo a parte. Israele appunto
    in quest’ ottica anche l’esodo dall’ egitto e’ un’ artificio narrativo. l’esodo e’ cioe’ interno al mondo
    cananeo .la qual cosa spiegerebbe in parte anche l’assenza di reperti archeologici od epigrafici
    perlomeno fino all’ ottavo secolo aev,

  2. Sergio
    20 novembre 2017 at 20:13

    Non è questione di “scritture” ma di significato simbolico del modello di identità ebraica che nella tradizione culturale si fonda intorno al concetto di Legge e non a quello di terra e razza che è tipico invece del cristianesimo. Un dio matrilineare che però si eclissa dietro la figura del marito padre (dio dà le leggi a Mosè) genera per forza di cose una cultura di appartenenza definita dalla figura paterna. Infatti se è vero che si è ebrei per sangue di madre è altrettanto vero che la religione ebraica è infarcita di figure paterne: Abramo, Isacco, Mosè, Davide…, ecc. Questo comporta che non la terra madre ma lo spazio padre e la diversità siano il baricentro di identità del gruppo giudaico. La diaspora ne è la figura di definizione attiva. Il popolo ebraico si riconosce per i suoi caratteri di diversità centrata sulla figura paterna e non ha bisogno di altro per tenersi unito nell’identità collettiva. Per questo motivo il sionismo ha tradito in tutto la tradizione ebraica cristianizzandosi e appiattendosi sulla proprietà della madre patria e del razzismo teocratico fatto stato. Nulla di più antitetico al giudaismo storico da cui sono scaturite forme laicizzate di cultura universale quali il marxismo (internazionalismo come diaspora per tutti) e la psicoanalisi.

  3. Mariella Tiozzo
    4 novembre 2018 at 17:52

    Con tutto il mio rispetto per i rabbini voglio fare due domande a loro.
    1.- i re David e Salomone sono stati uomini cattivi perché hanno fatto la guerra per formare (il re David) e ingrandire (il re Salomone) il regno d’Israele?
    2.- I nazisti hanno assassinato a 6.000.000 di ebrei per colpa dei sionisti?
    3.- Le tradizione abraiche che voi dite rispettate più di noi, benché anche noi rispettiamo anche in più perché alcuni siamo vegetariani come chiedendo nel Genesi hanno potuto evitare tutti i pogrom per 1.700 anni? Tutti questi Pogrom sono stati per colpa dei sionisti?
    4.- Mai avete pensato perché Dio da la terra promessa al nostro popolo e per cui anche EGLI uccidi a tutti i nemici do Mosse?
    5. Mai avete pensato che EGLI è Giustizia ed Amore e per cui non piace della codardia che consegna al SUO popolo alla morte e, peggio, che non piace EGLI dellla codardia che on segna Israele a una religione che non è la ebrea.?
    6..Vi prego scusarmi ma li non siete sopravvissuti del Olocausto., voi siete ancora in vita grazie a che esiste uno STATO EBRAICI (non musulmano) D’ISRAELE.
    SO QUELLO CHE VI DICO.
    SO CHE SIAMO A UN POGROM GLOBALE MONDIALE 3 DIP VUOLE TUTTI SUOI FIGLIUNITI, NON VUOLE VEDERE FIGLI CON LA LORO CERVI CHINA DAVANTI LA BESTIA.
    SONO SEMPRE FEDELE A DIO, AL NOSTRO POPOLO E ALLA NOSTRA ISRAELE.
    PER CUI QUANDO DICO LA SHEMAH ANCHE SO CHE IO DEVO ASCOLTARE A ISRAELE
    SHALOM
    Mariella Tiozzo-Lyon
    Milano, Italia.

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