Il silenzio (assenso) di Bernie Sanders sulla criminalizzazione di Assange

Julian Assange ha svolto un grande lavoro di controinformazione e di denuncia dei crimini dell’imperialismo di cui tutti dovremmo essergli grati, come ci ha spiegato il sociologo James Petras: ‘’Non sono soltanto rivelazioni, Julian Assange ha creato enormi problemi a Washington nel proseguimento delle guerre’’. Declassificando documenti secretati dalle intelligence (corrotte) ha fatto scricchiolare l’ “impero”; per questa ragione rischia la crocifissione.

La politica nord-americana, dalla destra falsamente alternativa ai ‘’democratici della CIA’’, presto o tardi , toglie la maschera ai finti dissidenti; l’’’alternativo’’ Bernie Sanders ha piegato la testa all’establishment approvando la detenzione del fondatore di Wikileaks e di Chelsea Manning. Il giornalista del World Socialist Web Site (WSWS), Andre Damon, ha contattato telefonicamente Sanders e Alexandria Ocasio-Cortes sollecitando una dichiarazione sulla libertà d’informazione. La risposta dei due ‘’socialisti’’ è stata negativa, per loro la repressione del dissenso è funzionale al mantenimento dell’’’ordine pubblico ‘’. Scrive Andre Damon: ‘’La complicidad del Partido Demócrata en el encarcelamiento de Manning está vinculada con su política proimperialista. Los demócratas han librado su oposición a Trump de la manera más derechista posible, criticando a la administración por no tomar una posición suficientemente dura contra Rusia, denunciando cualquier retirada de la guerra en el Medio Oriente y elevando a las agencias de inteligencia a supuestos dominios de la democracia’’ 1. In poche parole, il Partito democratico ha accusato Trump di non essere sufficientemente imperialista evitando, per ragioni di realismo politico, uno scontro frontale con la Federazione russa.

Subito dopo l’arresto di Assange, Damon ha cercato di spronare Sanders chiedendogli – quanto meno – di riconoscere la legittimità del presidio pro-Wikileaks di Detroit. Ancora una volta, Sanders è stato durissimo. Assange – riportando la posizione di questo “socialistaha condotto una operazione di spionaggio per conto del presidente Putin. Merita la condanna. La sinistra occidentale, tanto nella variante imperiale quanto nella versione neo-nazionalista, venera su basi (apparentemente) diverse Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortez, senza rendersi conto di omaggiare gli ennesimi personaggi funzionali all’establishment. Esaminiamo brevemente le rispettive argomentazioni.

  • La sinistra imperiale plaude all’anticomunismo di Sanders, trovando nel suo interventismo guerrafondaio l’alibi perfetto. Così facendo, allo stato delle cose,  si può tranquillamente essere ‘’alternativi’’ restando organici al complesso militare-industriale.
  • La sinistra neo-nazionalista lo rivaluta per l’avversione ai lavoratori immigrati. Leggiamo Andre Damon (WSWS): ‘’Il suo sostegno al nazionalismo è legato al supporto per l’AFL-CIO, gli United Auto Workers (UAW) e il resto dei sindacati ufficiali, che hanno promosso il nazionalismo per decenni nel tentativo di sabotare le lotte operaie contro chiusure e licenziamenti. Parlando prima di Sanders alla manifestazione, un ex burocrate nel sindacato di Teamsters e l’UAW hanno promesso il sostegno di Sanders da parte di queste organizzazioni corrotte, dichiarando: “I laburisti saranno dietro a Bernie”’’ 2. Il signor Sanders ha assecondato la guerrafondaia Clinton in politica estera, per poi rincorrere Trump (conflitto fra lavoratori autoctoni ed immigrati) in politica interna. Lo storico Webster Tarpley ha ragione: Bernie Sanders è una sorta di neoconservatore incompleto.

Difficile in tutto ciò parlare di vera democrazia (quindi di difesa della libertà d’informazione) in un paese dove il popolo è stato, di fatto, narcotizzato; la CIA è solita tenere il fucile col braccio destro e la tv spazzatura nella mano sinistra, facendo precipitare l’intera cittadinanza nel baratro della più totale disinformazione.

Mi sembra corretta l’analisi di Sanders proposta da questo giornale:

‘’I Democratici rappresentano l’antitesi di qualunque politica che possa essere definita in qualche modo progressista. Bernie Sanders è un membro altamente rispettato del Partito Democratico, all’interno del quale riveste posizioni di rilievo: tutto ciò fa di lui, nelle parole di Paul Street, “un cane pastore dell’imperialismo fintamente socialista con l’obiettivo di irretire quelli di noi appartenenti alla cosiddetta sinistra radicale che si sono lasciati ammaliare dalla sua retorica”.

Sanders è un guerrafondaio, non soltanto per associazione ma in virtù delle posizioni che sostiene. Si è dichiarato a favore dell’estensione alle sanzioni contro la Russia, in aggiunta a quelle annunciate nel 2014 e nel 2016 contro Mosca come punizione per la misurata risposta del Cremlino del golpe fascista di matrice americana contro il governo ucraino democraticamente eletto. Anziché arrendersi alla prepotenza statunitense, la Russia si è militarmente schierata in sostegno del governo siriano sovrano e scelto dal popolo, disturbando quindi i piani americani di destabilizzazione e il sostegno a stelle e strisce al fondamentalismo jihadista’’ 3

Il signor Sanders è un “nazionalista di sinistra” nel paese più imperialista del mondo, quindi di fatto un neoconservatore moderato. Chi vede in lui un punto di riferimento pper la ricostruzione di un soggetto autenticametne socialista pecca buonafede e di scarsa capacità  di analisi.

Appoggiando la criminalizzazione di Assange, Bernie Sanders e Alexandria Ocasio-Cortes hanno dimostrato di non essere diversi dai Clinton e, per quanto ne dicano, dalla famiglia Bush.

https://www.wsws.org/es/articles/2019/03/19/mann-m19.html

https://www.wsws.org/en/articles/2019/04/15/sand-a15.html

https://oltrelalinea.news/2017/06/19/bernie-sanders-e-limperialismo-di-sinistra/

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Fonte foto: ANSA.it (da Google)

 

2 commenti per “Il silenzio (assenso) di Bernie Sanders sulla criminalizzazione di Assange

  1. paolo
    18 aprile 2019 at 23:49

    Meglio tardi che mai, Stefano, perché nel corso delle ultime presidenziali, Webster Tarpley inneggiava al “vecchio Bernie”, descrivendolo come l’alternativa socialista al fascista Trump.

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