Steve Bannon e i bannoniani distruggono il giornalismo indipendente

L’informazione ‘’alternativa’’ critica (giustamente) il neoliberismo dei governi europei e la dittatura finanziaria di Bill Gates, ma apre inspiegabilmente a tesi conservatrici e sinofobe. Steve Bannon, approfittandosi dell’amore della sinistra ‘’imperialista’’ per Bill Gates, potrebbe aver lanciato una grande operazione di depistaggio ai fini della rielezione di Trump. La rete, a suon di censura e contro-segnalazioni, è diventata campo di battaglia fra quelle che Lenin chiamava ‘’bande di predoni’’.

 

Da diverso tempo metto in guardia alcuni settori della sinistra populista, dalla penetrazione della setta di Steve Bannon, una sorta di Soros di destra. Con l’articolo Bannon ed i bannoniani destabilizzano l’Italia avevo chiarito alcuni aspetti del ‘’bannonismo’’:

L’obiettivo dei ‘’bannoniani’’ è la creazione di un movimento organico al populismo imperialista americano-sionista, capace di tenere insieme frange neonaziste – quelle legate al White Power – ed il neoconservatorismo ‘’yankee’’’’

‘’L’Alt Right ha sapientemente infiltrato il campo antiEuro riempiendolo di conservatori filo-israeliani (in Italia: Bagnai, Rinaldi, Allam, ecc …), ciononostante non dobbiamo nascondere le responsabilità della sinistra post-modernista; abbracciando l’ideologia politicamente corretta, la ‘’sinistra’’ ha concesso spazio e credibilità ai falsi oppositori facendo, volente o nolente, il gioco del duo imperialista Bannon/SorosL’uscita dalla UE è complementare all’abbandono della Nato, criticare l’Euro assolvendo Washington rappresenta una truffa politica verso il, martoriato, mondo del lavoro ’’ 1

La sinistra ‘’politicamente corretta’’ rifiutandosi di decifrare i piani dell’imperialismo americano-sionista, ha lasciato il campo aperto ai giornalisti dell’Alt Right – sul ‘’modello’’ Breitbart – i quali, facendosi passare per ‘’alternativi’’, declinano l’informazione in termini paleo-conservatori (da non confondere col neoconservatorismo) con una proiezione geopolitica anti-musulmana e sinofoba. L’emergenza sanitaria Covid-19 ha dato il via alla pandemia delle bufale. Quali sono le caratteristiche dei giornalisti pro-Alt Right? Criticano la fazione ‘’cosmopolita’’ dell’imperialismo USA non per spingere verso una reale democratizzazione della società civile, ma perché vorrebbero la vittoria, nello lotta inter-imperialista ‘’yankee’’, dello Stato profondo ‘’parallelo’’ di Bannon. Nei paesi occidentali il ‘’politicamente corretto’’ si divide fra una destra mainstream pilotata da Pompeo, una ‘’sinistra’’ mainstream telecomandata da Soros ed un anti-mainstream ‘’ombra’’ vicino ai circoli neofascisti di Bannon. La ‘’breitbarizzazione’’ dell’informazione, nel vuoto creato dalla sinistra zombie, ha finito col lasciare una grande zona grigia dove confluiscono molti analisti indipendenti privi di riferimento politico.

 

Trump arruola il cospirazionismo sul Coronavirus

Rileggendo uno degli ultimi articoli di Pierluigi Fagan (giornalista e studioso di geopolitica), cerchiamo di capire quali sono le fake news anticinesi rilanciate dai media ‘’indipendenti’’ italiani; in questo caso il riferimento è alla trasmissione televisiva Report, vicinissima al governo Conte bis:

‘’Per la prima volta nella sua storia, WHO ha eletto il suo nuovo Direttore generale nel 2017 con i voti non dei più potenti ma dell’Assemblea generale, in modo diciamo “democratico”. L’eletto è un etiope che ha vinto 133 a 50 contro un britannico appoggiato da USA, Canada e tutta l’anglosfera che a tempo perso ha anche una struttura di intelligence comune detta “Five eyes”. Quei “Five eyes” che avrebbero prodotto di recente un rapporto d’indagine citato da Pompeo sulle colpe cinesi in quel di Wuhan, sebbene poi il tutto si sia rivelato una cronostoria dei ritardi con cui i cinesi hanno reso pubblici i loro dati sull’epidemia, ritardi che si ricostruiscono stando comodamente su una poltrona a casa da Internet. Gli stessi cinque occhiuti occhi erano chiusi al tempo dei fatti visto che era su tutti i giornali che il 1 gennaio i cinesi avevano chiuso il mercato di Wuhan e da fine dicembre avevano segnalato polmoniti sospette.

Report dice anche Tche edros, l’etiope compagno di merende di Xi Jinping si è macchiato di vari crimini tra cui il soffocamento delle notizie relative a ben tre epidemie di colera nel suo Paese. Ma questa notizia è stata presa da un rapporto pubblicato da NYT, peccato poi si sia scoperto che il rapporto era stato confezionato da un avvocato americano, tale Larry Gostin, che però era il consulente legale della campagna elettorale per l’elezione dell’avversario britannico di Tedros. Report però non demorde e sostiene che Tedros è stato eletto solo perché si sono messi d’accordo gli africani. Ma l’Unione Africana conta 55 membri, i restanti 78 voti chi li ha dati?’’

(Dalla bacheca facebook di Pierluigi Fagan)

La tesi sulle ‘’strane’’ origini del laboratorio di Wuhan, è stata confezionata dalla lobby sionista e rilanciata dall’amministrazione Trump in vista della guerra commerciale contro la Repubblica Popolare Cinese. Il 24 gennaio, sul Washington Times, Danny Shoham ex tenente-colonnello in un’unità di intelligence militare israeliana, scriveva: “I coronavirus [in particolare la SARS] furono studiati nell’istituto e probabilmente vi sono tenuti”, osservava Shoham al Washington Times, riferendosi al Wuhan Institute of Virology. Sebbene Shoham suggerisse che “l’infiltrazione del virus all’esterno sarebbe avvenuta sia come perdita che come infezione interna inosservata di una persona che normalmente usciva dalla struttura interessata”, infine ammise (come praticamente ogni altro esperto finora): “finora non ci sono prove o indicazioni su un tale incidente”’’ 2. Una tesi impegnativa che si completa col Curriculum Vitae di Shoham, personaggio troppo interessato allo scoppio d’una nuova guerra imperialista per poter diventare riferimento di qualsiasi testata giornalistica seria. Il giornalista Max Blumenthal  ci dà qualche ulteriore informazione su questo triste figuro:

‘’Shoham è attualmente membro del Begin-Sadat Center for Strategic Studies, centro di ricerca collegato al Partito Likud presso l’Università israeliana di Bar-Ilan. Uno sguardo al suo lavoro presso l’istituto rivela una chiara dedizione all’agenda del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, con particolare attenzione a contenere l’Iran e insistere sul cambio di regime in Siria. Il Centro Begin-Sadat precedentemente sollecitò l’occidente a non combattere lo SIIL, ponendo il gruppo jihadista come “strumento utile” per minare il governo siriano e l’Iran’’ (Ibidem)

Oltre a Shoham, il giornale neocons cita il Radio Free Asia (RFA), fonte non proprio imparziale: ‘’creata durante la guerra fredda come parte della ” Rete di propaganda mondiale costruita dalla CIA”, secondo il New York Times. RFA è gestito dall’Agenzia statunitense per i media globali (ex-Broadcasting Board of Governors), un’agenzia federale del governo degli Stati Uniti che opera sotto la sorveglianza del dipartimento di Stato’’. Il ‘’giornalismo’’ statunitense rilancia, con un linguaggio accessibile al grande pubblico, le fake news della CIA e crea il terreno per la rielezione di Trump. Lo Stato profondo non ha alternative.

I giornalisti italiani che hanno accolto le bufale della CIA sui laboratori di Wuhan sono – a destra – Enrica Perrucchietti la quale, per anni, ha promosso le calunnie di Daniel Estulin contro Julian Assange e Gianluigi Paragone passato dalla Lega al M5S ed ora indipendente. I media ‘’bannoniani’’ hanno colonizzato ed inquinato l’informazione alternativa, alternando critiche giustissime all’imperialismo ‘’cosmopolita’’ USA con soluzioni conservatrici ed americano-centriche perfino razziste. Isolati i pochi giornalisti antimperialisti (pochissimi degni di nota), la rete è il campo di battaglia fra ‘’bannoniani’’ e ‘’sorosiani’’ quest’ultimi promotori della dittatura sanitaria teorizzata da Bill Gates. Il secondo male fa più paura del primo, ma questa non è una buona ragione per tollerare derive conservatrici.

Mao Tse Tung diceva ‘’i tecnici devono essere esperti e rossi’’. In un momento di grande confusione, teoria rivoluzionaria ed analisi giornalistica devono camminare di pari passo.

1.

http://www.linterferenza.info/attpol/steve-bannon-bannoniani-destabilizzano-litalia/

2.

http://aurorasito.altervista.org/?p=11685

Trump non riesce a bloccare il libro-bomba: esce la verità di Bannon

Fonte foto: Avvenire (da Google)

 

1 commento per “Steve Bannon e i bannoniani distruggono il giornalismo indipendente

  1. Federico Lovo
    15 maggio 2020 at 23:07

    ottimo articolo !

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