Trump gioca sporco e Daesh vota Clinton. Chi sarà imperatore?

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Molti analisti – anche all’interno dell’area ‘’antimperialista’’ – hanno accolto con grande entusiamo l’ultima ‘’rivelazione’’ di Donald Trump, il quale, senza solide argomentazioni, ha accusato Obama d’essere il creatore di Daesh. L’uscita può avere un certo effetto sui giornalisti ed i lettori più sprovveduti ma, alla prova dei fatti, risulta assolutamente falsa.

Webster Tarpley, uno dei più attenti studiosi della politica nord-americana, ha puntualmente replicato mettendo in risalto come Daesh si sia costituito sotto il marchio della famiglia Bush e l’efficiente collaborazione del generale Petraeus; lo scopo iniziale dei neoconservatori guerrafondai era quello di dividere il fronte anti-Usa in Irak, nel 2004.

Il veterano di guerra, Gordon Duff, ci dà una preziosa testimonianza la quale, se ben contestualizzata, mette con le spalle al muro Trump ed i suoi amici del clan Bush. Leggiamo: ‘’ l’amministrazione americana ha affidato la politica legislativa, militare ed estera del suo paese al senatore John McCain dopo che egli ha dato alla luce le due idre terroriste, il Fronte Al-Nusrah, legato ad Al-Qaeda, e lo Stato Islamico in Iraq ed in Siria. Con i suoi collaboratori, McCain non ha mai smesso di viaggiare per la regione mediorientale e di moltiplicare gli incontri segreti con i rappresentanti delle diverse organizzazioni armate che vi pullulano. Nei suoi interventi pubblici, invita apertamente al rovesciamento dei regimi al potere con la violenza, bollando la politica ufficiale del suo paese come “incerta” e “poco offensiva’’ (1). Per Duff “I piloti americani che combattono il terrorismo si sono mostrati patetici, dato che i loro raid hanno distrutto due ruspe dell’esercito islamico”. I clan Bush e Clinton sono i migliori alleati dei plutosionisti – utilizzo la definizione di James Petras – e se Bush è il padre di Daesh la Clinton è, senza dubbio, la sua madrina. Domanda: i tagliagole jihadisti sono per l’imperialismo israeliano un prezioso alleato contro la Resistenza sciita. Il motivo – date le ultime rivelazioni di Wikileaks – è il legame d’intelligence fra Daesh ed i neocon Usa?

L’amministrazione Obama è stata disastrosa, sia da un punto di vista interno che per quanto attiene la politica internazionale. Le lobby, subito dopo l’elezione del giovane presidente alla Casa Bianca, hanno castrato la sua retorica ‘’moderata’’ spingendolo sulla stessa linea guerrafondaia di Bush e della Regina del Caos, Hillary Clinton. Un giovane prodotto del marketing statunitense – il primo presidente negro della storia Usa – nel giro di pochissimo tempo s’è ritrovato a dover assistere ad uno spettacolo raccapricciante; fra i narcotrafficanti sudamericani, Pravy Sektor e Daesh, l’articolato apparato di Gladio non ha fatto mancare nulla al ‘’narcotizzato’’ elettore medio occidentale. Ma chi ha teorizzato il caos creativo: un giovane pupazzo delle lobby ‘’liberal’’ oppure i clan che, per oltre un secolo, hanno modellato un inedito feudal-capitalismo?

Obama, incapace di ‘’decisionismo politico’’, davanti la destabilizzazione della Libia non ha saputo dire altro che ‘’non facciamo cazzate!’’. Hillary Clinton, l’avvocato femminista e guerrafondaia, ha preso in mano la situazione mettendosi a capo di una coalizione neocolonialistica capace di demolire uno degli Stati più progrediti – in quanto laicità ed efficienza dello Stato sociale – di tutta l’Africa. Per i plutosionisti il messaggio di Killary era più che chiaro: la Clinton dovrà essere la degna erede del genocida Bush nella edificazione della Grande Israele. Obama è soltanto un pupazzo inutile. Domanda: Donald Trump sta cercando (inutilmente?) di scavalcare Killary da destra?

Lo studioso della massoneria internazionale, l’avvocato Francesco Maria Toscano, ha analizzato con attenzione l’affiliazione massonica dei principali clan della politica Usa. Il quadro che ci presenta è alquanto interessante per la comprensione delle fazioni interne alla borghesia imperialistica nord-americana:

‘’Oggi è possibile dire che le Primavere Arabe, osannate da troppi giornalisti corrotti o insipienti, rappresentarono soltanto l’oggettivo grimaldello per consentire ad un gruppo di fanatici di mettere a ferro e fuoco il Medio Oriente. Abu Bakr Al Baghdadi, califfo sanguinario, è organico alla Hathor Pentalpha. A chi serve il ritorno della recrudescenza terroristica? Serve a tutti quelli che sposano e apprezzano le analisi di Samuel Huntington (anch’egli affiliato presso la Ur-Lodge Hathor Pentalpha), autore di un pamphlet non a caso titolato “Lo scontro delle civiltà e il nuovo ordine mondiale”. Barack Obama, al contrario, è affiliato presso una superloggia sorta proprio con il preciso obiettivo di limitare lo strapotere della Ur-Lodge fondata dalla famiglia Bush: ovvero la Maat, officina che fin dal nome palesa la sua natura oppositiva e alternativa rispetto alle esasperazioni “pentalphiane” (Maat è il nome di una divinità egizia che, a differenza di Hathor, rappresenta l’ordine cosmico). La Maat, che sovraintende, guida e indirizza le scelte politiche dell’attuale presidente degli Stati Uniti d’America, è figlia a sua volta di un compromesso raggiunto allora, fra gli altri, da due pesi massimi della libera muratoria mondiale: trattasi di Ted Kennedy, defunto esponente della massoneria progressista, e Zbigniew Brzezinski, fiore all’occhiello dei nuclei massonici di ispirazione neo-aristocratica. A questo punto, però, individuati a grosse linee i centri di potere che organizzano le principali scelte geopolitiche contemporanee, è giusto cercare con fare libero e razionale il filo che lega alcuni personaggi ad alcuni precisi eventi’’ (2).

Obama ha provato ad usare la Fratellanza Musulmana per ‘’stabilizzare’’ teocraticamente il Medio Oriente. La Clinton sta foraggiando Daesh ed il wahabismo col solo obiettivo di far sprofondare la regione nel caos. Il clan Bush è un noto rifornitore d’armi degli ultra-sionisti impegnati a realizzare, di pogrom in pogrom, uno Stato etnicamente omogeneo. L’alleanza è a tre: Clinton-Al Bagdadi-Bush. Obama e gli ascari incapaci dei Fratelli Musulmani, nel giro di pochi mesi, verranno gettati ‘’nella spazzatura della storia’’.

Trump, assolvendo Bush, spera di portare dalla propria parte qualche esponente dell’elite militarista ancora incerto fra lui e Killary ? Secondo Tarpley: ‘’True founder of ‪#‎ISIS is Gen ‪#‎Petraeus commander of 2007 ‪#‎Surge‪#‎Trump wants to get Petraeus into cabinet or ‪#‎WhiteHouse-Filthy‪#‎Hypocrite!’’. Domanda: l’uomo dalle Tre K vuole il sostegno di Petraus per evitare che il complesso militar-industriale faccia saltare la sua candidatura con una sorpresa d’ottobre (3), improvvisata dai servizi di intelligence?

Il super-capitalista del Ku Klux Klan non ha la forza per imporsi, l’ha capito ed adesso tenta il tutto per tutto. Solo un’ombra, ancora più truce ed ostile, può oscurare la sadica Killary: il complesso militar-industriale ed i suoi colpi di mano sul modello del Patriot Act. Chi sarà il prossimo presidente statunitense? Trump (cosa che escludo), la Clinton oppure – non sottovalutiamo questa ipotesi necessaria – il Pentagono ci offrirà una inaspettata sorpresa, e chissà, forse proprio nel mese d’ottobre come, da tempo, (s)parlano le agenzie dell’FBI. Uno spettacolo clamorosamente indegno per una democrazia liberale.

(1) http://www.civg.it/index.php?option=com_content&view=article&id=788%3Ail-veterano-dell-esercito-americano-gordon-duff-mccain-e-due-generali-hanno-creato-daesh&catid=2&Itemid=145

(2) http://www.ilmoralista.it/2015/02/17/gli-amici-del-califfo/

(3) https://www.youtube.com/watch?v=2BTa1Lo0Kz4

1 commento per “Trump gioca sporco e Daesh vota Clinton. Chi sarà imperatore?

  1. ARMANDO
    15 agosto 2016 at 9:41

    Non c’è dubbio che anche Trump sisa espressione di un settore del complesso militare industriale, nonchè di parte della massoneria internazionale, come la Clinton di un’altra. Ne consegue che l’accusa ad Obama di essere stato l’inventore del Daesh è strumentale, affondando esso le sue radici ai tempi di Bush. I neocon, d’altronde, sono presenti in entrambi i partiti. Detto questo, però è anche vero che quella diochiarazione “impegna” in qualche modo Trump a combattere per davvero il Daesh. Non è tanto, perchè le menzogne, le giravolte, le dissimulazioni, sono cosa “normale” nella politica imperiale USA, ma neanche pochissimo, almeno agli occhi dell’opinione pubblica internazionale.

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