Ucraina: Henry Kissinger scavalca “a sinistra” la lobby progressista

Il bellicismo della lobby progressista del Pentagono ha spaventato perfino Henry Kissinger, uno dei più grandi statisti-reazionari del ‘900, teorizzatore del mondo unipolare. Kissinger, intervistato al Wall Street Journal, ha rilevato nel mondo attuale un pericoloso disequilibrio:

“Siamo sull’orlo di una guerra con la Russia e la Cina per questioni che abbiamo in parte creato noi, senza avere alcuna idea di come andrà a finire o di cosa dovrebbe portare” 1

 Secondo Kissinger, gli Stati Uniti difficilmente potrebbero dividere – come avvenne negli anni ’70 – Mosca e Pechino optando per la ‘’diplomazia del ping pong’’:

 “Non si può dire che li divideremo e li metteremo l’uno contro l’altro. Tutto ciò che si può fare è non accelerare le tensioni e creare opzioni, e per questo bisogna avere uno scopo.”

 

Henry Kissinger è un autentico criminale di guerra che non ha mai mostrato segni di pentimento, nonostante ciò la dottrina Kissinger si basa su sanguinosissimi colpi di stato neofascisti alla periferia dell’Impero: gli USA, secondo il Carl Schmitt statunitense, avrebbero dovuto colpire ai fianchi l’Unione Sovietica evitando un pericolosissimo conflitto militare nel cuore dell’Eurasia. L’appoggio al caudillismo nelle zone tempestose aprì le porte all’economia della catastrofe, convertendo la sinistra socialdemocratica in una appendice neocoloniale dei Chicago Boys. I teorici marxisti, dopo una disamina nel lungo periodo, chiamano questa strategia ‘’imperialismo intelligente’’: l’anziano falco del Pentagono vorrebbe salvare l’imperialismo USA optando per un ‘’impero corto’’, quindi porre fine al decentramento della macchina repressiva nord-americana, una vocazione geopolitica unilaterale molto più vicina a quella dell’ex presidente Donald Trump.

 

Un ‘’Fronte Antimperialista’’ per distruggere la classe operaia internazionale

Alla fine degli anni ’30 le opposizioni di sinistra allo stalinismo, isolate all’interno del movimento operaio internazionale, tradirono Leon Trotsky abbracciando l’ideologia dell’OSS (la futura CIA) chiamata Destino Manifesto. Per gli ex trotskisti, passati sotto la guida di James Burnham, le sole nazioni in cui sarebbe stato possibile esportare la rivoluzione permanente erano i paesi del blocco socialista non più classificate come ‘’nazioni autoritarie ed antimperialiste’’ (‘’stati proletari burocratizzati’’), ma dittature a capitalismo burocratico. George Orwell, come l’anarchico Bruno Rizzo, fu uno dei primi ispiratori dell’anticomunismo progressista.

Negli anni ’50 del secolo scorso, la CIA organizzò il trasferimento nel mondo non globalizzato dei dirigenti anticomunisti, non particolarmente in vista, dell’Asse e li riciclò in diversi governi. L’organizzazione prese il nome di Lega Anticomunista Mondiale e vi aderì l’ex primo ministro ucraino, il nazista Yaroslav Stetsko ed il cinese Chiang Kai-shek: non è un caso che alla pulizia etnica delle popolazioni russofone in Ucraina siano seguite le provocazioni in Taiwan. La politica anti-russa ed anti-cinese del Pentagono rappresenta il ritorno delle ombre del passato: sarà la sinistra liberale a rilanciare, nel ventunesimo secolo, un’ideologia anacronistica che divide il mondo in ‘’padroni’’ e ‘’schiavi’’.

Nel 2007, il nazista neocons Dmytro Yarosh (per Thierry Meyssan sarebbe più corretto parlare di ‘’nazionalismo integrale ucraino’’) fondò il Fronte Antimperialista, un’organizzazione neofascista e wahabita finalizzata a distruggere la Federazione Russa. Sconfitto in Cecina e Siria, il Fronte Antimperialista appoggiato dalla CIA e dalla sinistra bianca ha utilizzato il pretesto dell’autodeterminazione per legittimare la spartizione della Russia arruolando ciò che resta del ‘’trotskismo’’:

‘’Il Forum dei Popoli Liberi di Russia usa il pretesto dell’autodeterminazione dei popoli per giustificare la spartizione della Russia. Quando l’URSS si dissolse liberò 15 Stati, fra i quali la Federazione di Russia. Ora si mira ad allargare la divisione, creando una ventina di nuovi Stati, non solo nel Caucaso, ma anche in Siberia, modificando completamente la mappa della regione, ossia delle regioni confinarie della Cina.

Ma, se è vero che esiste un reale problema di sviluppo in alcune regioni della Russia, è altrettanto vero che si sta risolvendo, grazie alla costruzione di nuove vie di comunicazione fra est e ovest, nonché, da una decina d’anni, fra nord e sud. I popoli che i servizi occidentali vogliono “liberare” non hanno mai manifestato la volontà di uscire dalla Federazione di Russia, a eccezione della Cecenia, oggi rappacificata.’’ 2

 

Il fondatore dell’Armata Rossa, Leon Trotsky, chiamò i popoli colonizzati a rompere le catene della schiavitù anglosassone; rovesciando il messaggio del teorizzatore della rivoluzione permanente, i moderni ‘’trotskisti’’ sono il megafono di coloro i quali sostengono d’essere ‘’venuti al mondo per schiavizzare la Russia’’: i nazisti neocons, coi quali la sinistra bianca ha stipulato una alleanza tattica.

Il 15 agosto, consapevole della strategia occidentale, una prospettiva strategica che potrebbe far precipitare l’Eurasia nel caos, il presidente Putin ha annunciato la convocazione a Mosca di una conferenza mondiale anti-nazista. L’imperialismo USA, ‘’trotskisti moderni’’ e nazi-sionisti finiranno in quella che proprio Leon Trotsky chiamava ‘’la spazzatura della storia’’.

https://comedonchisciotte.org/il-bellicismo-americano-spaventa-addirittura-henry-kissinger/

https://www.voltairenet.org/article217761.html

Henry Kissinger: Per risolvere la crisi ucraina, iniziare dalla fine  (Washington Post 2014) - ItalPlanet

 

 

2 commenti per “Ucraina: Henry Kissinger scavalca “a sinistra” la lobby progressista

  1. Gian Marco Martignoni
    21 agosto 2022 at 14:58

    Anche Sergio Romano sulle colonne del Corriere della sera domenica scorsa menava fendenti contro la Nato, il viaggio della Pelosi a Taiwan e la necessità degli Usa di avere sempre un nemico .Colgo l’occasione per una domanda a Stefano . ieri su Alias, l’inserto de Il manifesto, un tal Dario Bellini a pagina 4 dava le seguenti cifre sulla guerra in Ucraina : ovvero più di 5000 civili morti e 10000 soldati nelle fila ucraine ; mentre stima a metà agosto in 50000, sottolineo probabilmente, i militari russi morti . Cosa ne pensi, dato che è la prima volta che trovo dei dati , senza però alcuna fonte ?

  2. Stefano Zecchinelli
    22 agosto 2022 at 11:49

    L’esercito russo, per la tipologia di guerra adottata, ha subito molte meno perdite di quello ucraino, del resto l’Operazione Speciale Z ha rovesciato alcuni dogmi delle accademie militari occidentali: di solito l”’attaccante” deve mantenere un vantaggio di 3 a 1 rispetto al ”difensore”, in questo caso Mosca ha impiegato un numero esiguo di unità militari, essendo una ”operazione speciale” e non un fronte di ”guerra aperta”. Sono cifre non attendibili, infatti la fonte non è verificabile.

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