Ucraina: il “trotskismo” ancella dei neoconservatori USA

L’aggressione imperialista alla Federazione Russa, partita dall’Ucraina neofascista, ha portato ancora una volta parte importante delle organizzazioni ‘’trotskiste’’ (tranne la Lega di Spartaco ed il WSWS) dalla parte della NATO rilanciando l’ideologia del ‘’né, né’’, l’equidistanza fra aggressori ed aggrediti o l’appoggio diretto all’Occidente imperialista: il ‘’trotskismo moderno’’ è l’estrema sinistra del neoconservatorismo.

I ‘’trotskisti di terza generazione’’ (fra cui il PCL e Sinistra anticapitalista in Italia, NPA in Francia ed il Movimento per il Socialismo in Svizzera) partono da tre postulati errati:

  • L’Operazione Z andrebbe a configurare una aggressione imperialista contro il diritto di auto-determinazione del popolo ucraino.
  • La Russia non sarebbe soltanto una potenza imperialista, ma anche una dittatura in concorrenza con l’imperialismo democratico statunitense.
  • La presenza delle organizzazioni neonaziste risulterebbe trasversale: ‘’la Russia ha i suoi fascisti all’interno dello ‘’stato profondo ’’’’.

L’Ucraina, in quanto Cavallo di Troia della NATO, è la particella in contraddizione con l’Unione Euroasiatica, un blocco egemonico alternativo che non presenta le caratteristiche dell’imperialismo del ventunesimo secolo: neoliberismo, globalizzazione della ‘’guerra eterna’’ e tecnocrazie al potere. Ci troviamo davanti ad un approccio teorico, quantomeno, bislacco che ha portato migliaia di attivisti nelle braccia delle propaganda della CIA, mostrando nelle piazze (in Svizzera, Francia ed Italia) i vessilli del banderismo antisemita. Il ‘’trotskismo’’, contrastando con quanto Trotsky disse e fece (schiacciando l’insurrezione “libertaria” di Nestor Machno), rappresenta per il movimento socialista e comunista tutto ciò che il wahabismo è per la religione islamica.

 

Il ‘’trotskismo’’ e la CIA in Ucraina

Non mi stancherò mai di differenziare il pensiero politico di Leon Trotsky, teorizzatore del militarismo rivoluzionario, dal trotskismo successivo alla sua morte: il ‘’trotskismo’’ odierno non rilancia la tesi del fondatore dell’Armata Rossa sul Programma transitorio, ma la dottrina di James Burnham, un ex collaboratore di Trotsky ai vertici del Partito Socialista dei Lavoratori nord-americano passato, alla fine degli anni ’30, coi conservatori: Burnham (insieme all’anarchico Bruno Rizzo ed in parte George Orwell) teorizzò l’esportazione globale del capitalismo USA attraverso un modello di guerre definite, successivamente, ‘’guerre permanenti’’. Le organizzazioni ‘’trotskiste’’ sono convinte di non deviare dal testo teorico ‘’La Rivoluzione permanente’’ (1929), nonostante ciò in buona o malafede applicano alla lettera ciò che il fondatore del neoconservatorismo scrisse in ‘’La rivoluzione manageriale’’ (1943), attingendo da un bacino d’attivisti riconducibili al ‘’ceto medio semicolto ’’: studenti, ricercatori universitari, neo-laureati e giovani intellettuali russofobi. Giovani carrieristi disposti a tutto pur di vedere decollare le proprie carriere accademiche e giornalistiche: prostituirsi all’imperialismo culturale della Partito (anti)democratico ‘’yankee’’.

Chi scrive ha analizzato la natura indubbiamente antimperialista dell’Operazione Z con diversi articoli teorico-giornalistici, ne menziono due fra i più importanti:

  • Ucraina: gli antimperialisti devono appoggiare tatticamente la Russia 1.
  • La ‘’sinistra antagonista’’ strumento di depistaggio ideologico 2.

Nello specifico ho dimostrato come il neoconservatorismo, ideologia dell’Elite puritana, non appartenga alla destra politica, ma sia radicata nei gangli vitali dello Stato profondo nord-americano garantendosi la riproduzione ‘’culturale’’, quindi ideologica, a ‘’sinistra’’: la politica culturale della CIA. Gli ex trotskisti che negli anni ’50, ’60 e ’70 volevano esportare la rivoluzione permanente, dismessa la possibilità di cambiare radicalmente la società capitalista, applicano metodi rivoluzionari per dirigere la transizione dal capitalismo industriale a quello finanziario e di guerra. Questo paradigma dottrinario ha inquinato le acque della sinistra antagonista e del ‘’trotskismo di terza generazione’’, rendendoli (di fatto) affini alla sinistra sintetica filo-USA.

La Russia non è una potenza imperialista: Putin l’ha risollevata dall’abisso in cui era precipitata a seguito della dissoluzione (pianificata dalle centrali di comando statunitensi ed Anglo-Sioniste) dello ‘’Stato proletario degenerato’’ sovietico, rafforzando lo spirito patriottico dei russi di fronte all’aggressione imperialista della NATO.  L’obiettivo del partito Russia Unita è quello di riposizionare Mosca come potenza capitalista emergente, perseguendo la prospettiva utopica di democratizzare l’ordine internazionale: è Washington a perseguire la globalizzazione del neonazismo inquadrando nel complesso militar-industriale il peggio dell’hitlerismo mondiale (cosa dimostrata dai dossier dello storico Enrico Vigna, pubblicati anche su questa testata e dalle inchieste del giornalista Max Blumenthal su The Grayzone). La ripresa della dottrina nazista della conquista dello ‘’spazio vitale’’ ad est risulterebbe strategica qualora dovessimo analizzare gli orientamenti geopolitici del Pentagono e del sub-imperialismo europeo: negando ciò, la sinistra sintetica condivide la medesima prospettiva di guerra della destra aziendale, portandosi dietro il baraccone folcloristico degli ANTIFA (finanziati da George Soros) e dei ‘’trotskisti moderni’’.

Scrive il sociologo marxista James Petras ‘’Gli USA e la Germania vedono la conquista dell’Ucraina di estremo valore in sé, ma anche come una chiave per lanciare un’offensiva a tutto campo per strangolare l’economia russa attraverso sanzioni e abbassamento del prezzo del petrolio e minacce militari verso la Russia. L’obiettivo strategico è ridurre in povertà la popolazione russa e riattivare la quasi moribonda opposizione per rovesciare il governo Putin e far ritornare la Russia ad uno stato di vassallaggio permanente.’’ 3 Il ‘’trotskismo’’ non potendo rovesciare la tirannide liberticida occidentale, ha proiettato la rivoluzione permanente contro i paesi che s’oppongono all’unilateralismo del Pentagono finendo in quella che Leon Trotsky, grande scrittore e grandissimo capo militare, definì (in termini politici) ‘’la spazzatura della storia’’.

http://www.linterferenza.info/esteri/ucraina-gli-antimperialisti-devono-appoggiare-tatticamente-la-russia/

http://www.linterferenza.info/esteri/la-sinistra-antagonista-strumento-depistaggio-ideologico/

https://contropiano.org/documenti/2015/01/22/l-ascesa-dell-imperialismo-tedesco-e-la-falsa-minaccia-russa-028695

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Fonte foto: Sinistra.ch

1 commento per “Ucraina: il “trotskismo” ancella dei neoconservatori USA

  1. armando
    9 giugno 2022 at 23:10

    Ottimo articolo di Stefano Zecchinelli. Ricordo solo che molti neocon americani provengono dal trotzchismo.

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