Alessandro Barbero: l’attacco al socialismo

Concluse le elezioni, concluso l’antifascismo plastificato, buono per raggruppare ingenui e sprovveduti in crociate funzionali al nuovo totalitarismo, i giornaloni liberali tornano a esercitare la loro missione pedagogica. Screditare, ridicolizzare, denigrare chi ha ancora l’ardire di porre in essere critiche al discorso capitalista. Di metterne in luce irrazionalità e contraddizioni.

Il professor Barbero lo fa con argomentazioni poco accomodanti, non molto care all’impianto del buon senso comune individualista. Dopo essere stato crocifisso per un giudizio storico sulle Foibe che non si accodava all’antifascismo di facciata, dopo le sue critiche ragionate al Green Pass, ecco che il nostro tocca ciò che nella nostra era appare indiscutibile. La questione di genere.

Rifiutando, come è giusto per un marxista, l’idea immaginifica che vede un capitalismo maschilista e un femminismo anticapitalista, affronta l’argomento da un lato centrando il punto ma dall’altro cadendo in un consueto luogo comune. Ciò che contraddistingue difatti il femminismo contemporaneo non consiste in una critica ai dispositivi di funzionamento della razionalità neoliberale, incentrati sulla concorrenza e sulla competizione darwinista. Semmai si concentra su un ipotetico sbarramento di genere a questa impostazione esistenziale.

In sostanza alle donne sarebbe negata la possibilità di mettere in atto compiutamente quelle medesime pratiche di prevaricazione sociale e di classe che il management maschile applica in ambito professionale. Il mondo femminile insomma sarebbe escluso dal gioco al massacro delineato dalla società di prestazione individuale. Poca femminilità al timone dei posti che contano. Poca disponibilità nel poter dimostrare che anche le donne si confanno ermeticamente al progetto dell’impresa di sé.

Questa visione non ha fatto altro che spostare la critica femminista su tematiche che permettono agli individui di introiettare in maniera sempre più invasiva le varie disposizioni d’animo o le sfaccettature della personalità compatibili con la supremazia del modello d’impresa. L’eticità del capitale umano è aprioristicamente data per scontata e le donne si porrebbero con eguale efficienza degli uomini all’interno di quel circuito relazionale ed emotivo.

Le considerazioni di Barbero quindi partono da un presupposto corretto, non esiste alcuna condizione di subordinazione di donne oppresse rispetto a uomini privilegiati in quanto tali. Ma persiste una dominazione di classe. Del capitale che non fa tante sottigliezze sul sesso dei dominanti.

Ma arrivano a una conclusione errata, tutta interna alla logica interpretativa corrente. Quando Barbero parla di differenze strutturali vuole dire che esisterebbe una sensibilità femminile non combaciante con le doti di necessario cinismo richieste nella giungla della selezione naturale contemporanea. Per questo le donne sarebbero ipoteticamente escluse dalle stanze dei bottoni.

L’affermazione però si scontra con l’apparire dell’evidenza. A meno che non si considerino la Lagarde, Angela Merkel, la Clinton, la von der Leyen e in passato Condoleezza Rice o Margareth Tatcher personalità portatrici di una mentalità rivoluzionaria. O che le donne in generale siano scevre dai condizionamenti della propaganda antropologica sull’uomo/impresa, sempre obbligato ad assoggettarsi alla prestazione e a considerare l’altro uno strumento per realizzarla.

Quindi il professor Barbero non ha detto nulla di così eretico o di osceno, anzi ha ricalcato le tracce di un pensiero ormai divenuto quasi salottiero. Ma la scure dell’infamia lo ha colpito egualmente. Inarrestabile. Questo appunto perché Barbero con la sua popolarità non convenzionale, che si richiama culturalmente al socialismo e alla storia del movimento comunista, deve essere escluso d’imperio dal consesso dei soggetti parlanti.

I neoliberali combattono la tradizione socialista e comunista, hanno il terrore di una ritrovata compattezza politica del mondo del lavoro, considerano la storia del movimento operaio conservatorismo. Ma vengono a patti con i fascisti, come hanno sempre fatto. Per mantenere l’ordine, per sdoganare il revisionismo storico e per governare insieme. Così ai tempi di Pinochet e dei Chicago Boys, quanto oggi nel Regime dei banchieri capitanatati da Sua Maestà Mario Draghi.

Barbero deve sparire, con Vittorio Feltri ci si può ragionare.

Alessandro Barbero, l'unica cosa che manca alle donne per avere successo è  il potere dei maschi

 

16 commenti per “Alessandro Barbero: l’attacco al socialismo

  1. Stefano
    22 ottobre 2021 at 16:51

    Non facciamolo sparire. Appello per chi è insegnante di storia nella secondaria di secondo grado: Barbero ha scritto due manuali di storia per la Zanichelli : adottateli!
    Io l’ho fatto due anni fa prima di andare in pensione e , tra l’altro, reputo che siano ottimi testi. E’ poco ma può essere significativo.

  2. Enza
    23 ottobre 2021 at 7:46

    Confermo. I manuali di storia di Barbero, Zanichelli editorie, sono ottimi e didatticamente ben congegnati.

  3. gino
    23 ottobre 2021 at 15:03

    gira sul tubo una conferenza di barbero sulla guerra delle malvinas.
    un continuo scodinzolare filo-inglese, s´é scordato che le isole furono RUBATE dagli inglesi. s´é scordato che gli argentini, con 4 biplani armati di mazzafionde, affondarono mezza royal navy.

    • stefano
      23 ottobre 2021 at 21:06

      Caro sig. Gino, secondo me la lezione di Barbero lei non l’ha proprio ascoltata. Però ce l’ha con tutti quelli che manifestano posizioni diverse da quelle di Draghi e Speranza e, dunque, si capisce perché ha scritto quelle falsità. Contento lei……

      • gino
        24 ottobre 2021 at 10:56

        tu devi curarti la paranoia ossessiva.
        veramente molto scientifico suppore cose di gente di cui non sai una mazza.
        questo il video, buon ascolto:

        https://www.youtube.com/watch?v=MNFjYm3UlvE&t=5s

        p.s. tu continua a dibattere eternamente se il rigatone colla pajata sulla tua forchetta é a sezione rotonda o quadrata, o se esiste veramente lui o la forchetta, o se questa é metallica o di zucchero filato… io prendo le mie decisioni sulla base delle mie sicurezze insicure (statistiche).
        e mi raccomando: passa col rosso

      • Giulio Bonali
        24 ottobre 2021 at 11:33

        Ineccepibile la tua valutazione sulle isole Malvine.
        Ma un tale saggiamente disse: “chi é senza peccato scagli la prima pietra”.
        Barbero può aver detto cose false e anche infami su questa questione e su altre, ma se dovessimo squalificare una persona per un solo errore o una sola scelta ingiusta non si salverebbe nessuno, posto che nessuno é perfetto.
        Le prese di posizione di una persona si valutano di volta in volta (certamente non sempre e comunque allo stesso modo, se non si é, come valutatori, ottusi).

        • Giulio Bonali
          24 ottobre 2021 at 11:42

          Scusa, Stefano, la mia risposta era diretta a Gino, come credo sia evidente.

          Approfitto del mio depecabile errore per ricordare anche a te la stessa frase di Cristo e soprattutto per farti notare che non é affatto falsità che l’ imperialismo inglese ha rubato le isole Malvine all’ Argentina; e dopo che questa le aveva giustissimamente recuperate senza spergimento di sangue (che sia stato ad opera di un infame e criminale governo fascista non inficia minimamente i termini della questione, dimostra solo ulteriormente, se ce ne fosse bisogno, che nessuno é perfetto, nemmeno nel male) se le é riarraffate, grazie allo strapotere delle armi e dei mezzi logistici USA più che per “merito” -si fa per dire!- proprio, attraverso una infame guerra sanguinosa (violenza imperialistica in prima persona non meno infame della violenza imperialistica per conto terzi del governo golpista argentino di allora).

    • Giulio Bonali
      24 ottobre 2021 at 11:50

      Per chiarezza ripeto al posto giusto il commento che erroneamente avevo fatto comparire sotto il successivo di Stefano (scusate per l’ Alzhiemer incombente).

      Ineccepibile la tua valutazione sulle isole Malvine.
      Ma un giorno un tale saggiamente disse: “chi é senza peccato scagli la prima pietra”.
      Barbero può aver detto cose false e anche infami su questa questione e su altre, ma se dovessimo squalificare una persona per un solo errore o o una sola scelta ingiusta non si salverebbe nessuno, posto che nessuno é perfetto.
      Le prese di posizione di una persona si valutano di volta in volta (certamente non sempre allo stesso modo, a meno di essere, come valutaori, ottusi).

      • Giulio Bonali
        24 ottobre 2021 at 11:54

        Evidentemente non resco a far comparire le mie obiezioni a Gino nel posto giusto (altro che Alzheimer soltanto “incombente”!).
        Spero si sia capito quanto rimprovero a Gino e quanto ad Alessandro.
        Se qualcuno (non io) ritenesse che ne valga la pena potrei riscrivere tutto in un unico intervento per chiarire cosa penso (megalomaniacalmente ammesso che conti qualcosa).

  4. Giulio Bonali
    23 ottobre 2021 at 16:01

    Bravi!
    Non é per niente facile, ma é comunque doveroso cercare di lottare in ogni modo al fianco di chi é preso di mira dalla Moderna Santa Inquisizione Politicamente Corretta.

    Questo ovviamente senza ometere di criticarlo (ma da un punto di vista opposto al becero e ottuso politcamente corretto, come fa questo articolo.
    Cui pure critico (proprio nel medesimo “spirito” col quale esso critica Barbero) l’ affermazione che il il funzionamento della [ir-, N.d.R.] razionalità neo- [e anche paleo-] liberale é incentrato sulla concorrenza sì, ma sua una competizione tutt’ altro che darwinista, sommamente irrazionalistica e antiscienfica, antidarwiniana. Tutto al contrario dell’ autentico darwinismo (che é invece scienza), che gli ideologi del capitalismo (anche nei casi reali, effettivi nei quali si tratta di biologi o altri scienziati più o meno rinomati) non sono in grado di comprendere, appunto perché accecati dalla falsa coscienza.

  5. stefano
    24 ottobre 2021 at 16:58

    Accogliendo il suggerimento del sig. Gino, invito alla visione della lezione di A. Barbero sulla vicenda delle Malvinas/Falkland. La lezione si può visionare qui: https://www.youtube.com/watch?v=MNFjYm3UlvE&t=5s e qui: https://www.youtube.com/watch?v=iCbZ7b7OqVs
    La lezione è di uno storico e si basa su documenti resi pubblici dopo la guerra. A mio parere non c’è alcuno “scodinzola mento” pro GB tant’è che Barbero non tace affatto sulle misure thatcheriane contro i lavoratori e contro i patrioti irlandesi; soprattutto Barbero evidenzia come la decisione di far partire la flotta sia stata presa dal Parlamento inglese (45’) al contrario dell’occupazione argentina delle Malvinas/Falkland, decretata dalla giunta militare. Giunta militare che è caduta dopo la sconfitta. Evidentemente qualcuno (il sig. Gino?) rimpiange ancora tipi come Galtieri e Astiz.

    • Giulio Bonali
      25 ottobre 2021 at 8:15

      A parte l’ indebita (e offensiva) insinuazione nei confronti di Gino (che personalmente ho criticatoo e critico su varie questioni che mi vedono da lui in diversa misura in disaccordo; e che non ha certo bisogno di avvocati di ufficio, ruolo che non mi sogno punto di svolgere) di “evidenti (anche se con punto di domanda)” rimpianti per i governi fascisti e golpisti argentini, che un’ azione di aggressione bellica imperialistica oppure di giusta difesa della sovranità nazionale siano decretate da un parlamento pseudotripartitico (ma in realtà monpartitico) sedicente democratico (falsamente) o da una sanguinosnte criminale giunta golpista (esplicitamente e grossolanamente antidemocratica), contrariamente alle pretese ideologiche dei servitori e corifei dell’ imperialismo, non cambia proprio assolutamente nulla nella questione politca internazionale.
      Oltre a non fraintendere e deformare le lezioni di Barero, allo stesso modo (anche solo per coerenza) bisognerebbe evitare di fraintendere e deformare anche i commenti agli aticoli de L’ Interferenza.

      • gino
        25 ottobre 2021 at 16:36

        nella periferia romana certi soggetti li definiamo “infami” ed é il peggior crimine. ma qui mi limito a “calunniatori”

      • stefano
        25 ottobre 2021 at 17:46

        Se ho usato toni sconvenienti nei confronti del sig. Gino, chiedo scusa. Ma tre cose le devo scrivere poi posso pure chiudere con L’interferenza: Punto 1: che la giunta Galtieri fosse “grossolanamente” antidemocratica lo vada a dire alle madri di Plaza de mayo; punto 2: chi ha frainteso e deformato la lezione di Barbero è il sig. Gino, e su questo non si scappa, c’è l’evidenza del video; punto 3: che Thatcher, con tutte le sue misure antioperaie, fosse uguale a Galtieri, anche questo lo vada a dire alle madri di cui sopra. Non entro nel merito dei “servitori e corifei dell’imperialismo” per non urtare ulteriormente la sua sensibilità. Buona serata!

        • Giulio Bonali
          25 ottobre 2021 at 23:11

          1 Non vedo che cosa potrebbero avere da obiettare le madri di plaza de Mayo alla mia affermazione che la giunta Galtieri fosse “grossolanamente antidemocratica”: forse che secondo loro era “finemente antidemocratica”? ? ? Oppure “grossolamanamente democratica” ? ? ?
          2 Chi ha grossolanamnente (e offensivamente) deformato le affermazioni di Gino é lei e su questo non ci si scappa, c’ é l’evidenza del suo commento (sulla correttezza o meno delle accuse di Gino a Barbero non mi sono mai pronunciato perché per me irrilevante circa l’ atteggiamento da tenere verso questo professore di storia e il linciaggio mediatico cui é sottoposto, come chiaramente spiegato nel mio primo intervento in questa discussione obiettando a quanto asserito da Gino; quindi il suo punto 2 non mi riguarda).
          3 Non mi risulta che le madri di piazza di Maggio siano sostenitrici della Thatcher, né che la ritengano politicamente (non sul piano personale, ovviamente e per la nostra diatriba del tutto irrilevantemente) molto meglio di Galtieri; un loro celebre slogan recitava: “LAS MALVINAS SON ARGENTINAS. Los desaprecidos tambien” (evidenziazione in MAIUSCOLO -e solo quella!- mia).

          • gino
            26 ottobre 2021 at 15:07

            bonali, lo specifico solo a te: ovvia solidarietá al prof contro il linciaggio femminista e carine molte sue lezioni. ma quella sulle malvinas mi ha fatto cadere i cosiddetti

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