Corea del Nord: nessuna guerra, Trump sconfitto.

Fonte foto: zonacriticanews (da Google)

Fonte foto: zonacriticanews (da Google)

Donald Trump è assediato in patria dall’opinione pubblica (nessuna parola contro i suprematisti bianchi… dichiarazioni contro la difesa dell’ambiente…) ma sopratutto dallo stato profondo che lo vuole coinvolto nel Russiagate1). La Corea del Nord e la minaccia atomica sono perciò utilizzate da Donald per distrarre l’attenzione popolare dai suoi problemi personali.
Minacciando Kim con parole di fuoco, facendo dire ai generali che l’opzione militare, se falliscono le sanzioni e i contatti diplomatici, diventerà esecutiva, Trump si pone però in una situazione pericolosa sul piano politico. Dopo tanta retorica e tante provocazioni bisogna passare ai fatti. Esce da una trappola per finire in una decisamente peggiore. Dato che sanzioni e contatti diplomatici non porteranno che a un bel niente che si fa? La guerra? La Cina ha dichiarato che rimarrà neutrale se Kim attaccherà… ma senza tanti giri di parole ha fatto intendere che risponderà ad un’eventuale aggressione americana. Trump si prenderà la responsabilità di un conflitto nucleare allargato? Credo assolutamente di no. Semplicemente farà cadere la credibilità degli States ai minimi storici.

La Corea del Nord non rinuncerà mai alla sua potenza nucleare2). La Cina che negli ultimi anni ha pensato a far profitti in ogni angolo del mondo, si trova, controvoglia, coinvolta in una faccenda molto più delicata. Da alcune fonti (non so se credibili) emergerebbero azioni di spionaggio o comunque di infiltrazioni con personaggi coreani al fine di un cambio di regime in salsa cinese. Ciò spiegherebbe, se non altro, i tanti ammazzamenti avvenuti in Corea del nord, come difesa della stabilità politica.
Un cambio di regime con stivaletti cowboy non sarebbe invece gradito all’Impero Celeste che vedrebbe i suoi confini minacciati da basi missilistiche puntate contro.
Perciò inevitabile la risposta cinese ad un ‘eventuale’ aggressione degli States contro Pyongyang.

Credo di poter affermare (nonostante le troppe incognite che gravano sul conflitto) che non vi sarà nessuna guerra, nonostante le provocazioni e l’alta retorica di Kim.

Fonte foto: Flickriver (da Google)

Il dittatore coreano, contrariamente a quello che pensano i nostri Zucconi, i nostri Rampini… non è folle… è invece politicamente astuto e del tutto razionale. Anche Kim aveva dei problemi interni. L’eredità che gli veniva dal padre balbuziente non poggiava su basi stabili. Proprio per tali motivi il contrasti con alte personalità della dirigenza politica sono risultati inevitabili. Sbarazzatosi di alcuni elementi della vecchia dirigenza, ora Kim dispone di “compagni” fedeli e sicuri.
Salito al potere poco più che ventenne, in modo spietato ha saputo salvare la stabilità politica del Paese. E’ presumibile   che senza un’azione determinata e ben calcolata da parte di Kim, la Corea del Nord parlerebbe ora cinese o inglese.

Gli investimenti di Kim nell’atomica, come quelli del padre e del nonno, risultavano indispensabili per l’indipendenza del Paese. Si è detto che tale politica sia stata utile per consacrarlo come leader supremo. E’ possibile ma va ricordato che non é stata firmata la pace né con gli Stati uniti né con la Corea del Sud. Il Paese vive sotto minaccia da quasi settanta anni. Da qui il suo isolamento e la sua prudenza e non paranoia come spesso viene detto e ripetuto nei media. Senza la potenza nucleare la Corea del nord sarebbe una colonia come la Corea del sud completamente sotto controllo americano. Sembrerà paradossale a pacifisti e ad ambientalisti ma solo la “bomba” ha permesso l’indipendenza del Paese e la pace.

Kim ha vinto. Capiva benissimo che il bestione americano era incatenato e poteva solo gridare ai quattro venti un carisma e una potenza che non ha più. Kim l’ha ridicolizzato. e sarebbe successo anche con Hillary. La Cina, ovviamente preoccupata per un’eventuale conflitto, ha sanzionato, come volevano l’ONU e Trump, l’export coreano: carbone, ferro, minerali vari, pesca. E’ un duro colpo. Valutabile in un miliardo di dollari. La Cina non esporterà alimenti. Ma non c’è più tanta fame in Corea. L’apparato produttivo è su livelli ottimi. La stessa Corea del sud parla di “miracolo” economico, un aumento del PIl, attorno al 4% (in Italia siamo sotto l’1%) 3). Tutti questi intrighi, maneggi dietro cui non ci sono solo USA e Cina ma tutto il decadente Occidente, non potranno nulla. La federazione russa, tra il vedere e il non vedere ha sistemato presso i confini con la Corea del Nord una batteria difensiva che sarebbe meglio per l’aviazione Usa non affrontare. E’ curioso che la Repubblica popolare cinese abbia dimenticato un detto che Mao ripeteva spesso, che davanti ad un popolo unito e compatto “la bomba atomica è una tigre di carta”. Ma l’ha dimenticato veramente?

ragazze coreane

NOTE
1) Sia Wikileaks che Assange hanno dimostrato il nulla che c’è dietro il “Russiagate”
2) Vedi i miei Conflitto nucleare? Possibile…ma non a causa della Corea del Nord (L’interferenza 17/05/2017) e La Corea del Nord non rinuncerà mai alla sua potenza nucleare (L’interferenza 31/05/2017)
3) Il modello economico si avvale in gran parte dell’esperienza cinese

1 commento per “Corea del Nord: nessuna guerra, Trump sconfitto.

  1. ARMANDO
    15 agosto 2017 at 13:57

    Oltre ogni valutazione del regime coreano, il punto è solo uno. Poiché non è pensabile che la Corea attacchi gli Usa, la domanda è con quale diritto sono gli Usa a decidere chi deve o non deve avere l’atomica. E loro, che hanno 700 basi militari nel mondo e possono colpire qualsiasi paese in qualsiasi momento, gridano allo scandalo se esistono missili che li possono colpire. Come nella crisi di Cuba, come ogni volta che un paese non accetta che siano i padroni del mondo e l’unica nazione indispensabile.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.