L’Auschwitz della società dello spettacolo

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Giorgio Agamben, filosofo di grande prestigio, aveva saputo smascherare la messinscena del genocidio di Timisoara del 1989 ricostruito come un set cinematografico con cadaveri dissepolti o strappati dai tavoli degli obitori e poi orribilmente sfregiati 1) ma quando avvenne invece il bombardamento del mercato di Sarajevo tuonò immediatamente contro i Serbi mentre oggi anche i media più conservatori nutrono più di un dubbio sulla paternità di quell’eccidio.
Nessuno creda di sapersi difendere dall’industria dello spettacolo del falso. Agamben, seppure dotato di strumenti metodologici ed intellettuali considerevoli, aveva creduto alla paccotiglia informativa che i media avevano saputo sfornare per mettere in cattiva luce la causa serba e favorire, presso il largo pubblico, la giusta necessità della disgregazione della Jugoslavia, data la propensione criminale dei suoi dirigenti. La Jugoslavia, stato di orientamento “socialista” inviso certo agli States ma soprattutto alle mire espansive della Germania e della futura Unione Europea.

Domenico Losurdo in più occasioni aveva giustamente sottolineato che l’empio teatro di Timisoara aveva creato le fondamenta di quello spazio ideologico che avrebbe generato le falsificazioni successive2). Falsificazioni necessarie per consolidare presso i ceti conservatori il mito delle nefandezze dei personaggi e degli stati che si opponevano e che si oppongono all’Imperialismo mondialista…ma soprattutto per conquistare la mente dei progressisti, dei pacifisti, dei democratici, delle sinistre più ingenue.

Così l’aggressione alla Libia dell’empio dittatore Gheddafi apparve giustificata dai diecimila morti causati dalla repressione della polizia (diecimila morti inventati da Ong pacifiste a stelle e strisce), dagli stupri dell’esercito libico mai provati (la Cia riferirà, a guerra ultimata, che Gheddafi aveva dato l’ordine di non sparare sui civili, notizia ovviamente oscurata anche a “sinistra”).
E quanta gente di sinistra contro il genocida Assad. Migliaia di morti nelle carceri secondo Amnesty international. Né con Assad né con i jihadisti dunque. Gli attivisti di Amnesty confesseranno successivamente di essersi affidati ad un presunto testimone, veramente poco credibile, oppositore del regime. E per quanto riguarda le fotografie che attesterebbero la crudeltà del regime assistiamo alla ripetizione dello spettacolo osceno di Timisoara, un’altra ennesima edizione della società dello spettacolo in stile Auschwitz.
Molto credibili risulteranno a destra e a sinistra i candidati al Nobel per la Pace, gli “Elmetti bianchi”( White Helmets) all’opera in Siria per aiutare e sostenere la popolazione, Poco importa che qualche videata e qualche fotografia li abbia scoperti in posa ma anche in azione terrificante con i jihadisti.
Per non parlare di Avaaz 3) grande difensore dei ghiacciai, degli elefanti, dell’igiene marina ( nobili cause giustamente da difendere). Ma dietro ci sono fini più ambiziosi, come quelli di abbattere regimi ostili all’Occidente imperiale. Tra le tante petizioni, per esempio una che invitava i potenti della terra ad intervenire militarmente in Siria contro Assad.

Ricordate Slobodan Milosevic, Presidente della Repubblica federale di Jugoslavia? Quale era l’epiteto più diffuso? Genocida, certamente. Epiteto che troneggiava anche a sinistra. Ebbene anche per il Tribunale dell’Aja, Tribunale teleguidato dalla Nato, Milosevic risulta innocente. Abbiamo letto imponenti articoli di rettifica? Abbiamo sentito o letto testi di autocritica? Silenzio spettrale dalle sinistre di governo e di cosiddetta “opposizione”.
Milosevic è morto in carcere. Diciamo che lo si è fatto morire. Abbiamo assistito ad un generale sdegno per questa morte assistita? Non mi pare.

Che i giornalacci delle destre infieriscano sul Ratko Mladic mi sembra ovvio, dato che è da questa area politica che partono le peggiori fake news. Ma che dire dei giornali e della cultura di “sinistra”. Un tribunale che non ha rispettato le elementari regole del diritto sulla veridicità delle testimonianze, sulle esigenze della difesa, sui contradittori.. Giustamente Marija Zakharova, portavoce del ministero degli esteri russo, esprimeva un giudizio critico ” Il verdetto di colpevolezza pronunciato dal Tribunale internazionale per la Jugoslavia contro Mladic è la continuazione della linea politicizzata e prevenuta che da sempre domina l’iCTY.”4)
Quali prove, se non risibili costrutti, contro “il boia di Bosnia”? 5)
Ricordo che l’esercito serbo guidato da Mladic occupò la citta di Srebrenica dopo qualche scaramuccia, una città già evacuata. Una città conquistata praticamente senza combattere.
Dove sono gli 8.000 morti ? Tra i presunti morti si sono conteggiati anche i 5.000 profughi? Dove il genocidio? Se non nella regia oscena della Nato e della futura Unione Europea.
Molti furono i combattenti morti nei dintorni della città, di entrambe le parti.
Un eccidio c’è stato ma di 4.000 serbi. Ma se ne è mai parlato? Figli di un dio minore?

Il padronato internazionale, nelle sue vesti finanziarie, politiche, militari, terroristiche, stragiste, mediatiche sta vincendo lo scontro di classe perché in questi ultimi decenni ha saputo intervenire nella realtà sociale con maggiore sapienza culturale ed ideologica. Il centro della sua strategia è consistito, oltre che nella corruzione, nella conquista culturale delle aree di avanguardia dell’opposizione comunista e socialista innanzitutto, delle punte avanzate del sindacalismo confederale, delle università, degli intellettuali…

Le analisi in questo periodo (non mi soffermo ora) sulla “dittatura” di Maduro, sulla tragica situazione economica nel Paese, sul “golpe” costituzionale e sulla difesa dell’opposizione terrorista venezuelana, sul caso Regeni in cui non si è vista neanche da lontano la mano degli agenti di sua maestà britannica, da inserire in un quadro geopolitico, sulla strage in Sinai interpretata come effetto sic et simpliciter della rivalità tra sufi e wahabiti, nella completa “dimenticanza” del rifiuto egiziano del permesso di sorvolo agli aerei sauditi per poter bombardare il Libano, sono di una superficialità allarmante e stolida. 6)
Superficialità da addebitare allo svuotamento ideologico-culturale operato dal Grande Capitale.
Ci vuole ben altro per abbattere il Golem che stravolge la realtà rendendola orribile e facendola credere ai molti l’unica realtà possibile, la fine della storia…

NOTE
1) “L’Auschwitz della società dello spettacolo” così si espresse Giorgio Agamben davanti allo scellerato spettacolo nel 1989 aTimisoara
2) tecnica scenografica usata ripetutamente in Ucraina contro le repubbliche secessioniste e in Siria contro Assad
3) Su Avaaz e sulle sue imprese al servizio degli States ho scritto sei articoli rivolgendomi ai militanti che mi chiedevano di firmare una petizione della suddetta società umanitaria. Vedi almeno l’ultimo: “Avaaz: I caschi bianchi non hanno avuto il Nobel per la pace” in l’Interferenza” e in “Una parola contro le guerre” 5/12/2016
4) l’ICTY è il Tribunale penale internazionale per la ex Jugoslavia , organo giudiziario delle Nazioni Unite
5) vedi almeno la prefazione di Aldo Bernardini, professore di diritto internazionale a A. Dorin, Z. Jovanovic ” Srebrenica. Come sono andate veramente le cose” Zambon 2012
6)Tali analisi sono presenti nei giornali di sinistra più cari agli ingenui militanti di sinistra che farebbero bene a darsi una svegliata

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Foto: Notizie.it (da Google)

 

2 commenti per “L’Auschwitz della società dello spettacolo

  1. dante
    6 dicembre 2017 at 3:06

    Una svegliata? questi non li sveglia nemmeno una deflagrazione nucleare,sono da TSO gli utili idioti e da galera le quinte colonne

    complimenti per l’articolo

  2. armando
    6 dicembre 2017 at 22:36

    solo su una cosa non concordo: che le peggiori fake news partano dai giornalacci di destra. Repubblica, Corriere, ManifManifesto meriterebbero un Oscar. ammesso e non concesso, ormai, che abbia senso parlare ancor a di dx e sx come se fossimo cinquanta anni or sono.

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