Guardate alla luna

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

 

Se siete malati di fegato, non leggete la stampa italiana.

A destra è odio puro unito a presagi di catastrofe imminente e inviti alla sedizione. L’Europa che ci abbandona, i migranti che ci invadono, un governo inetto anzi criminale che vuole sovietizzare l’Italia e condannare i suoi cittadini alla schiavitù e alla miseria. E, a coronare il tutto, l’invito, neanche troppo mascherato, alla ribellione: l’esercito che non ne può più, le regioni pronte alla secessione, la Lombardia martirizzata, i cittadini pronti a scendere per strada.

I giornaloni “indipendenti” (paghi uno e prendi due o tre o magari di più) deplorano questi toni troppo accesi per poi sottolineare (magari anche giustamente) le innumerevoli manchevolezze del governo: la “mancanza di una strategia”, le liti, le tentazioni stataliste e via discorrendo. Per poi sprofondarsi con diletto nel gioco dei quattro cantoni della politica: rimpasto, crisi, elezioni, governo di unità nazionale, cosa dice o cosa intende questo o quell’altro. Ben sapendo, tra l’altro:  che il governo di unità nazionale non esiste né numericamente né politicamente; che prima di andare al voto si dovrebbe cambiare la legge elettorale; e che, soprattutto, lasciare il paese senza un governo in questo passaggio delicatissimo della crisi italiana e mondiale sarebbe un atto di incoscienza criminale.

Si stanno tutti guardando l’ombelico; fino a sprofondarcisi dentro. Dovrebbero provare a guardare verso l’alto.

Se lo facessero si accorgerebbero che i molteplici segnali che vengono dal cielo annunciano tempesta. E fuor di metafora, che la “messa al passo” della stampa italiana, gli ultimatum che vengono da Confindustria, il comportamento volutamente provocatorio di Fca e Benetton, le grida isteriche di allarme, non sono soltanto la riconferma di vecchie abitudini e/o pretese o un altolà preventivo rispetto ad una ipotetica minaccia ma qualcosa  di più profondo e di più grave. E cioè della pretesa di far pagare agli altri non solo i prezzi della crisi (in un certo senso, naturale conseguenza della pandemia) ma anche i costi delle ricostruzione.

In questo, i nostri padroni del vapore sono in buona compagnia. Al loro fianco: i paesi virtuosi del Nord e, in generale, i difensori dell’ordine costituito; l’America di Trump che fa volare le borse mentre i disoccupati attendono ancora il pagamento dell’assegno; la grande maggioranze delle imprese, disposta a cedere tutto, salvo i bonus e i dividendi; l’India di Modi che, in un bazooka di 360 miliardi di dollari concede ai più poveri un assegno da 7 dollari al mese; e, infine, la Cina di Xi Jinping che rinuncia al rilancio della domanda interna, sperando ancora di riuscire vincitrice nella guerra per l’egemonia della globalizzazione. Prima di una serie di paesi che sognano il definitivo trionfo dell’esigenza di sicurezza su quelle di democrazia e di libertà.

Ma, forse, tutti questi aspiranti vincitori stanno sbagliando i loro calcoli; magari fidando sulla debolezza delle forze che vi si oppongono.

E li stanno sbagliando perché il mondo e le persone che lo abitano sono esausti. Stufi di conflitti, guerre e prevaricazioni di ogni tipo. E, ancora, perché in questo mondo ansioso di pace e stanco di urla, si cominceranno a sentire le voci delle persone ragionevoli, degli uomini di dialogo e di quelli di buona volontà; dei ricostruttori di legami e di regole e delle istituzioni collettive. E ce ne sono tantissimi.

Ma, politicamente parlando, come la mettiamo? Dove sono i socialisti? Torneranno, piano piano, a galla; ma sarà quando potremo ricominciare a parlare di una sinistra alternativa. Ora come ora l’essenziale è il non perdere; e non cadere nell’abisso. Per questo, basta e avanza la vittoria di Biden…

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2 commenti per “Guardate alla luna

  1. Anticapitalista
    27 maggio 2020 at 9:45

    Su Trump, purtroppo non è vero: ho una mia amica italiana che sta la, con i comunisti per Trump, i soldi sono arrivati ai disoccupati. Su Cina e Modi Pieranni Del Manifesto non si sbilancia, le notizie sono contrastanti. Salvini non è trumpiano, ma un verdiniano clintoniano che ha messo 5 G in Italia e provocato espansione di Pechino. Come compagni ci farebbe comodo credere il contrario ma la verità per noi socialisti viene prima di tutto

    • Federico Lovo
      27 maggio 2020 at 11:47

      guarda che le tue provocazioni da “socialista trumpista”, che appaiono su questo sito da un po’, ogni volta con un nome diverso, non fanno ridere, né riflettere, fanno solo pena.

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