Juventus

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

 

Uno dei miei osti preferiti, uno di cui frequento volentieri il locale, e` siciliano. Un emigrante.

Una brava persona, sebbene furbetto come tutti gli osti, o, direi, come tutti i piccolo borghesi. E` inevitabile, o quasi.

Quest` uomo ha la particolarita` di essere un po` contestatore: non lo dimostra, ma da alcuni accenni si intuisce come sia uno poco convinto, uno critico della situazione dell`establishment globale; probabilmente e` un grillino, e/ o un sovranista, non so. Tutte cose che, colla tara dovuta, me lo fanno stare simpatico.

Con la dovuta tara, ovvio: pero`e` il tipico complottista simpatico, uno che probabilmente prende i suoi doverosi sfondoni. Magari, in altri luoghi e tempi e modi, potrebbe essere un ottimo bersaglio per i semicolti debunker che tanto disprezzo.

Ora: questo tizio, oltre a essere complottista, e` anche meridionalista.

E condivido la posizione. Pur non avendo probabilmente un background accademico, e non avendolo io mai visto con un libro in mano, disquisisice a fondo riguardo alla colonizzazione sabauda del meridione. Colonizzazione sabauda del meridione d` Italia che viene normalmente -e in questo sono d`accordo con lui -chiamata Unita` d`Italia erroneamente.

Per carita`: non che l`unita d`Italia non fosse una buona idea, e non che chi scrive non ami il paese che gli ha dato i natali.

Pero` la mia opinione e` questa, ed e` meridionalista: a suo tempo non vi fu “l`Unita` d`Italia”, a suo tempo vi fu solo l`aggressione militare e politica del Piemonte nei confronti del resto d`Italia, che venne letteralmente spoliato. Reso colonia. E il brigantaggio fu solo guerriglia, resistenza; non -solo – delinquenza.

In questo, il mio caro amico oste condivide con me in pieno.

C`e` un problema, pero`. Bonta` dell`animo e delle contraddizioni umane, questo tizio e` accanito tifoso juventino.

Chi scrive queste righe non solo non lo e`, tifoso della Juve, ma e` anzi anti juventino.

Ora, il calcio non sarebbe una cosa seria e non meriterebbe queste righe. Ma qui si fa una digressione sociologica, bene o male, e la Juve ci rientra, eccome.

L`opinione di chi scrive, da tifoso, certo, ma nemmeno tanto, e` la seguente.

Con buona pace di chi tifa Juve, chi scrive non solo la considera una societa` totalmente sopravvalutata, ma condivide appieno quanto ne viene detto a proposito del suo non meritare quanto raccolto.

Che sia una societa` forte, e che partorisca annualmente squadre fortissime, e che vinca, chi lo nega.

Che venga aiutata scandalosamente a vincere ben oltre quanto meriterebbe, e nella maniera fine e abile che rende sempre difficile poter puntare il dito contro di essa per chi non conosce l`agire politico o non e` pratico di politica, e` per me innegabile pure.

Ma non mi preme qui disquisire di scudetti regalati a suon di decisioni arbitrali dubbie ma difficili da vedere. Un rigore decisivo conta molto piu` di dieci non decisivi, per fare un esempio; ed alla fine dell`anno e` facile dire che la squadra X di rigori ne ha avuti pochi. Se sono decisivi, oltre che dubbi, non sono pochi; ma non e` di questo che voglio parlare. Mi limito a fare accenni.

Il problema e` che la Juventus e` un emblema. LA Juventus e` L` Emblema, con la Elle e la E maiuscole.

Di cosa? Dell` Imperialismo.

Potrebbe essere bene presa ad esempio da chiunque al mondo cianci di meritocrazia, ad esempio.

Ci vuole poco ad essere i migliori, e quindi ad apparire come premiati dalla meritocrazia, a certe condizioni.

Ora, non sono neanche uno di quei meridionalisti ridicoli, che va oltre quanto dico io e afferma che il Regno di Napoli era una specie di Eden, avanzatissimo e ricchissimo, la nazione piu` florida del creato, conquistata a tradimento da una landa di barbari. Anche questo e` eccessivo, certo.

Fosse stato cosi` forte, sarebbe stato il regno di Napoli a devastare e occupare il Piemonte, per dire.

Le leggi dell`Imperialismo son sempre quelle. Certo e` anche improbabile che fosse quella specie di landa desolata e lurida che ci descrivono in molti -nel qual caso il Piemonte nonavrebbe avuto troppo interesse a mangiarselo.

La verita“ probabimente e` nel mezzo. Certo e`, pero`, che senza occupare manu militari il resto d`Italia, di cui il meridione era la parte piu` consistente, l`accumulazione originaria per i Piemontesi non ci sarebbe stata.

E senza accumulazione originaria, cari piemontesi e juventini di ora e sempre e di ovunque, non sarebbe esistito il triangolo industriale come lo conosciamo, e tantomeno la FIAT, e tantomeno, udite udite, la Juventus. O meglio, senza la ricchezza espropriata da tutto il resto d`Italia, magari l`unita` l`avremmo avuta in un altro modo, la serie A esisterebbe, ma la Juventus sarebbe probabilmente una onesta squadretta di serie B.

Tutto questo e ` evidente, e` davanti agli occhi di tutti.

Eppure, esistono meridionali, o addirittura comunisti, e comunque non piemontesi, che tifano accanitamente la Juve.

Dal mio punto di vista, un po` come se degli ebrei si facessero la tessera del partito nazista, la butto la`.Quel mio amico, quando gli faccio presente la contraddizione, ribatte in due modi:“Eh, ma tutti gli operai andati in Piemonte, tutti siciliani…la Juve e `la squadra degli emigranti”.

Non sto nemmeno a spiegare quanto mi dia ragione, e mi faccia tristezza, una tale argomentazione.

E` come una ammissione di attitudine servile assoluta, totale.

Capisco tifare Juve se si e` di Pinerolo, per dire. Ma se sei di Messina, la cosa mi suona tristissima, a dire poco. Cercare di condividere il poco di successo che ti arriva dal tifare uno squadrone che vince, e non importa come vince. Non importa se la base delle sue vittorie  e` il sangue dei tuoi avi. Per dire.

L`altro modo che ha quel mio amico di rispondere: “Eh, ma vedi l`invidia cosa fa dire“.

L`invidia sarebbe la mia: la squadra per cui tengo non e` cosi` blasonata, quindi dovrei invidiare chi tifa lo squadrone che vince. Anche se quello squadrone, culturalmente, non gli appartiene, e anche se vince non importa come. E, ribadisco, anche se vince quando lo meriterebbe non lo merita comunque, visto come e` andata la storia. La Storia, quella con la S maiuscola, non quella calcistica.

Non gliel`ho ancora mai detto, ma il suo ragionamento, il suo, sostanzialmente, darmi dello sfigato, mi suona un po` come se mi dicessero: “Eh, Rutilius, tu sei uno sfigato. Non batti chiodo con le donne. Quello li`, si che e` un figo. Uno che si tromba le mejo fiche”.

E mi indicano la foto di uno stupratore seriale.

E magari lo stupratore seriale ha anche violentato e ucciso la madre e le figlie del tizio che me lo indica come un bel figo.

Signori, mi tengo la mia squadretta.

E voi, cari tifosi della Juve sparsi ovunque meno che in Piemonte, e specie meridionali: il mio suggerimento sarebbe quello di non tifare proprio. Sarebbe una scelta di grande dignita’. Ma capisco che potersi vantare di aver vinto uno scudetto o una coppa sia qualcosa a cui e` difficile resistere.

E voi, cari piemontesi, non vi offendete. Sto parlando di storia, da un lato; e di calcio, dall`altro. O meglio, se vi offendete, significa che siete ben figli di quei piemontesi la`, che fecero quel che fecero. E quindi va benissimo se vi offendete.

E voi meridionali, magari juventini; se vi offendete…meglio ancora. Spesso il cammino verso la dignita` inizia proprio da un ceffone ricevuto in piena faccia.

Risultati immagini per Juventus immagini

Fonte foto: Il Post

 

 

 

 

 

 

 

 

 

15 commenti per “Juventus

  1. michele
    27 marzo 2017 at 21:49

    Ottimo

  2. luca massimo climati
    27 marzo 2017 at 23:15

    Il comandante del PKK Ocalan, sepolto vivo in un isola carcere di massima sicurezza in Turchia….era un tifoso accanito del Galatasaray.: un quartiere bene, turchissimo, di Istambul.

    Cosa voglio dire? Il tifo, il calcio, sfugge ad ogni regola …..anche se a Firenze o a Roma ,il tifo esprime una maggiore appartenenza e orgoglio. Tutto il resto, in giro per l’Italia, si rifà ad un sentire ancestrale , da bimbi, che si sviluppa in età pre-adolescienziale …per il campione.
    Pensate alle immagini di guerra in medio-oriente o in Africa, ove gente con la maglia del Barcellona o di Totti o di Cristiano Ronaldo imbraccia un RPG …

    TRA IL SERIO ED IL FACETO DICO UNA COSA. da tifoso ex ultras della Roma (il vecchio CUCS) mi sono stancato di piangere : se la juve è la Juve , lo è anche perché nessuno è disposto a battersi per detronizzarla e decapitarla .
    Un po’ quello che succede con i 68ini di merda, i falsi comunisti e tutti i velleitari della storia “che non vogliono fare “sul serio”. I cambiamenti comportano rischi e sacrifici ….ma è l’unica maniera per provare ad essere “ommini”….e non quaquaraqua ‘……

  3. mirko recher
    27 marzo 2017 at 23:54

    l’autore dell’articolo ha le sue opinioni io che io ovviamente da avido, sfruttatore delle masse e per di più tifoso juventino..va beh non sono meridionalista perchè sono di Vicenza non condivido…già il tifare “contro” e non limitarsi a tifare “per” vuol dire che il tifare “per” non ti gratifica abbastanza…cosa triste a mio modo di vedere…secondo il tuo ragionamento squadre come il Genoa o il Milan (triangolo industriale) sono nate dalle ruberie altrui o è soltanto considerata la juventus? fammi capire…e poi in Sicilia non esistono i Milan Club o gli Inter Club mai visti…una volta si è fatto la mappa del tifo tra milan e juve e in Sicilia i club Milan i club Juve si equivalevano ma sono sbagliati solo quelli della juve…cosa abbastanza strana anche questa…comunque non disperare la juve finirà il suo ciclo e magari finirà per due volte consecutive settima in modo che il campionato sia nuovamente stupendo…ah d’accordo la juve è il marcio del calcio italiano però con i suoi risultati in Europa ha portato l’Italia ad avere nuovamente 4 squadre in champion’s e magari la tua squadra potrà partecipare prendendo i proventi e poi quando va in trasferta i stadi sopratutto quelli di provincia sono pieni…sarà anche il marcio ma qualcosina di buono lo fà mi sembra…ripeto ognuno è libero e ci mancherebbe di tifare la squadra che vuole ma è il tifare contro che io non capisco…

  4. Sandro Marroni
    28 marzo 2017 at 1:02

    Ridicolo!

  5. armando
    28 marzo 2017 at 11:16

    Premesso che nel comune di Firenze non esistono Juventus club mentre la Toscana pullula di strisciati di vari colori e proprio per rivalità verso Firenze, la questione , di non eccelsa importanza ovviamente, si presta a considerazioni di ordine storico sociologico e psicologico, di cui qualcuno ha già detto. Io ne voglio sottolineare una. La squadra di calcio, volere o non volere, si presta ad assurgere anche a simbolo di appartenenza, quindi di identità. Non per caso i torinesi di vecchia data tifano più Toro che Juve. Si potrebbe allora sostenere che un siciliano o un sardo o un abruzzese che tifano Juve non sono così ben radicati e attaccati alle proprie origini e identità territoriale? E che, per contro, le squadre che hanno una tifoseria più estesa su territori lontani sono diventate il segno di una forma di globalizzazione “culturale”? Ed ancora, cosa significa che cinesi o arabi investano su club europei se non che la ricerca di valorizzazione , quindi la strategia di visibilità internazionale che apra mercati e faccia conoscere marchi e nomi, superi ogni altra considerazione? I cinesi, ad esempio, coi loro soldi potrebbero costruire squadre fortissime in Cina, ma preferiscono farlo all’estero. Intendiamoci, nel fenomeno siamo tutti coinvolti perché, visto cosa è diventato il calcio, una valutazione razionale ci direbbe di disinteressarsene. Invece siamo a parlarne anche in veste di tifosi. Segno che coinvolge molto più del raziocinio, e che su quel più si gioca la partita di interessi finanziari divenuti enormi. Esserne consapevoli servirà, almeno, a collocare il fenomeno nelle sue dimensioni esatte, e ad evitare che qualche ragazzo faccia scemenze da ultras e soprattutto viva il tifo come sostitutivo di una vera appartenenza che, evidentemente, gli manca.

  6. Rutilius Namatianus
    28 marzo 2017 at 19:30

    Potevo aspettarmi che l`articolo sollevasse spiriti sopiti, qui e, ancora di piu`, sulla pagina Facebook (fateci un salto…) https://www.facebook.com/linterferenza/?fref=nf&pnref=story.
    Rispondo qui. Lo preferisco e so di esser nel giusto, per quanto Qualcuno (errando) non apprezzera` questo mio metodo.
    L`articolo e` ovviamente fra il serio e il faceto, e ognuno puo` rilevarci quanto di serio e quanto di faceto voglia, in percentuale.
    Mi limito a dire, pero`, che mi cadono le braccia. Ho toccato un argomento sostanzialmente secondario per inserire di sottofondo una riflessione seria come quella sul meridionalismo e sulla colonizzazione del meridione da parte del nord Italia. Tutti a scrivere in massa.
    Le reazioni, qui e soprattutto sulla pagina Facebook, sono state in parte serie, ma soprattutto isteriche. E tante. Ma, dico, se fossero state tante e centrate sull`argomento Questione Meridionale, sarei stato contento PERCHE`AVREI CENTRATO L`OBIETTIVO DELLA PROVOCAZIONE.
    Invece solo tifoseria, e puramente calcistica. No, cazzo. Capisco che ho parlato di calcio, ma a tutto c`e` un limite.
    Quando ho pubblicato articoli molto piu` seri, ho ottenuto quasi mai, per non dire mai la stessa reazione; piu` spesso MOLTO INFERIORE per presenze. Parlo di femminismo e capitalismo in modo diretto: non mi degna nessuno o quasi di un amen.
    Parlo di Jubentus: tutti a scrivere, piccati come dalla tarantola. Tutti.
    Addirittura gente (ma fatemi il piacere) che si dice delusa dall`Interferenza, che l`articolo non e` da Interferenza – guarda caso juventini. Tutta gente che pero` non commentava o quasi quando scrivevo di cose serie. Uno che si mostra offeso perche` ho definito un oste “piccolo borghese”. E cosa sarebbe, di grazia? Un sottoproletario? Un commerciante di schiavi? Un Nobile? Eh, beh, se allora definisco Soros alto borghese che fate? Ma mi state prendendo in giro?
    Ho scritto della Juventus, e ovviamente sono personalmente convinto di quel che ho scritto. Ma e` vero pure che la squadra per cui tifo, ad esempio, e` comunque una squadra capitalistica, rapace oltre che ridicola, specie a livello societario; come tutte le compagini della massime serie e professioniste del mondo, ovviamente; come quasi tutto il capitalismo, direi. Ed e` ovvio che potevo allargare lo sguardo a citare quanto sangue meridionale ci possa essere nelle vittorie dell`Inter o del Milan, per dire. In realta` l`ho fatto, indirettamente, ma pochi se ne sono resi conto. La riflessione voleva essere piu` ampia, ma semiseria; e non mi andava, per una volta, di citare i falansteri industriali – bancari del settentrione costruiti con QUELLA accumulazione originaria. Si scrive Juve, si legge FIAT, e poi potete metterci i nomi che volete (Montedison….e via citando); anche in senso lato.
    Sapete chi mi sembrate? Le femministe, mi sembrate. Stesse reazioni
    Le vittorie industriali della FIAT prima che delocalizzasse e rispetto a quelle di tutte le aziende e realta` produttive meridionali che sono per forza di cose implose nel corso dei decenni dal 1861 a oggi mi ricordano proprio quelle Juventine, guardate un po` che suggerimento vi do.
    E dopo di che, nota a margine, taccio: soprattutto, perche` l`articolo e` pubblicato e circola, come le idee che veicola: e solo questo conta; e chi deve capire capira`. Io non credo che starsi ad inseguire in interminabili dibattiti, qui o soprattutto sui commentini di FB, abbia una benche` minima utilita` se non quella del personalismo e / o del pollaio isterico: il tutto a scapito delle idee. Che, sole, contano: anche quando a capirle ci arrivano in pochi, (e magari dopo piu` di una rilettura; per far sbollire la rosicata e fare affiorare la logica…).

    • dante
      31 marzo 2017 at 22:54

      Rutilius Namatianus grazie dell’ottima operazione di marketing ora sappiamo che è sufficente scrivere “juventus” per fare accorrere a flotti commentatori anche su un saggio sulle vongole

      • Fabrizio Marchi
        1 aprile 2017 at 7:25

        Esatto…:-) purtroppo è così…Su facebook si è scatenato un dibattito infinito in seguito a questo articolo (peraltro per me ben concepito e anche condivisibile nella sostanza).
        La realtà è che i social sono il regno della superficialità. Se pubblichi un post di due righe anche un pò scontato, hai centinaia di “like”; se invece pubblichi un’analisi complessa e articolata hai molto meno pubblico. Ne ho già parlato in un precedente articolo, questo: http://www.linterferenza.info/editoriali/meglio-piu-intelligente-discutere-azzuffarsi/
        Ciò detto, l’articolo di Rutilius è apprezzabile e di qualità, però appunto, fra le altre cose, affronta un tema, il calcio, che scatena la passione di tantissimi. E infatti è stato uno degli articoli più commentati fra quelli che abbiamo pubblicato…

  7. Alessandro
    28 marzo 2017 at 20:50

    Non finanziate in nessun modo questa buffonata chiamata campionato di calcio italiano, un’accozzaglia di mercenari, nella maggior parte dei casi scarponi indecenti, che prendono palate di denaro senza essere minimamente utili alla collettività, se non per intrattenere per un’ora e mezza alla settimana la tifoseria con uno spettacolo sempre più mediocre.
    Se vi piace guardare il calcio in tv o allo stadio, iniziate a protestare per i prezzi che un tifoso deve sopportare per uno spettacolo che è oramai sempre più rappresentato dalle creste e dai tatuaggi dei calciatori che non dalla prestazione calcistica in sè.
    Ho visto quando ero più giovane migliaia di partite in tv e decine allo stadio e ho pure giocato a calcio, carriera promettente stroncata da problemi alla vista, però c’è un limite a tutto. Non è possibile accettare che dei calciatori, spesso mi ripeto delle assolute mediocrità, guadagnino in un giorno quanto un netturbino in un anno, costretto ad alzarsi alle quattro del mattino svolgendo un servizio indispensabile per una retribuzione modesta.
    Chiaramente il discorso va ampliato anche ad altri sport professionistici.
    E qui ci vuole un buon: se ancora ci fosse il comunismo! Eccome se metterebbe ordine in queste cose!
    Quindi Juventus, Roma, Milan, inter, Lazio e chi più ne ha e più ne metta, sono tutte la stessa cosa.
    Oggi io seguo solo le grandi competizioni internazionali, mondiali ed europei, senza che debba sborsare un euro, perchè ancora, da vecchio appassionato, mi piace ammirare i pochi grandi talenti, quelli che creano in campo. Ma sempre gratuitamente, e se sono su pay tv, non regalo i soldi di sicuro a Murdoch o chi per lui.
    E lasciamo perdere la storia secondo cui gli uomini si ritroverebbero insieme a tifare la loro squadra e quindi le tradizioni maschili…ecc.ecc..C’è sicuramente di meglio.
    Per quanto riguarda il Regno delle due sicilie, basta vedere l’accoglienza dei meridionali riservata a Garibaldi per capire quanto amassero i borboni e quanto fossero contenti dello “sviluppo” del loro Regno. Che poi i Savoia si siano dimostrati come o peggio dei borboni, questo è verissimo, ma quando mai una dinastia regnante è stata a favore del progresso, che è sempre legato alle condizioni socio-economiche e culturali del popolo?

    • armando
      29 marzo 2017 at 11:41

      Il dibattito prende un po’ quota e me ne rallegro. Ad Alessandro vorrei dire che i Borboni, di cui non discuto i demeriti o i meriti in questa sede, non credo affatto fossero odiati dal popolo meridionale che invece fede resistenza ai piemontesi. Anche il fenomeno del brigantaggio fu un fenomeno sociale radicato nel popolo meridionale, non criminale come ci ha sempre narrato la retorica risorgimentale. E’ lo stesso racconto che i giacobini hanno fatto con riferimento alla Vandea ed alla spietata repressione di cui i vandeani furono oggetto. Non si tratta qui di giudicare se i “cafoni” o i “vandeani” fossero stati oscurantisti o meno, non si tratta di entrare nel merito di quelle idee (che pure è importante e necessario), ma di partire dalla decostruzione di un racconto, quello del progresso e della civiltà portata , anzi imposta, come un dono dall’esterno agli “incivili e ignoranti”. E’ l’argomento che da sempre l’occidente capitalistico ha usato per giustificare le imprese coloniali e il suo imperialismo. Se non si capisce questo non si capisce nulla neanche del fenomeno populista di cui si legge ogni giorno sui media mainstream. Qualcuno dirà che Trump, ad esempio, non è certo il soggetto più adatto a incarnare le esigenze popolari. Verissimo, ma se accade quel che accade, significa una cosa semplice e chiara, e cioè che il popolo percepisce gli altri come peggiori, come un elite che dietro parole buoniste e rassicuranti lavorano contro tutte le istanze popolari e disprezzano il popolo e i popoli, quando dissentono dalle loro idee.

      • Alessandro
        30 marzo 2017 at 0:55

        Senza dubbio, Armando, il fenomeno del brigantaggio fu in buona parte una risposta alla “prepotenza” piemontese, pensiamo solo alla leva obbligatoria che toglieva alle famiglie per due anni i giovani indispensabili per tirare avanti o alla famosa tassa sul macinato e così via, in cambio di nulla o quasi.
        Il neonato Stato italiano si presentava con una veste fortemente reazionaria e su questo non possiamo che convenire tutti. Ciò che è chiaramente un’esagerazione, figlia dello sdoganamento leghista dei campanilismi e dei regionalismi da quattro soldi, è l’idea che il Regno delle due sicilie fosse ricco e avanzato. Sui Savoia stendiamo un velo pietoso, ma se non altro avevano contribuito a fare del Piemonte, molto meno della Sardegna, una regione avanzata per i tempi, almeno dal punto di vista agricolo e industriale. Basta solo confrontare quanti chilometri di strade ferrate aveva a disposizione il Piemonte e quanti il Regno delle due sicilie, dopo la famosa Napoli-Portici.
        I meridionali fecero resistenza all’esercito piemontese durante il periodo del brigantaggio, non durante la famosa spedizione garibaldina. Ma davvero pensiamo che mille uomini, male armati potessero conquistare un Regno contro un esercito regolare senza l’appoggio della popolazione? Garibaldi era già un mito ed era pronto a sbarcare in Sicilia solo se questa fosse insorta e così accadde. I suoi uomini furono letteralmente sospinti dalla popolazione locale e anche superato lo stretto la popolazione locale, a eccezione di qualcuno soprattutto sobillato dai clericali avversi al “mangiapreti”, si schierò dalla sua parte, chi per convenienza, chi perchè ne aveva le tasche piene degli allora governanti. Che poi le speranze di molti rimasero tradite è fuor di dubbio, perchè questi monarchici sono un po’ tutti della stessa pasta. E glielo aveva spiegato Mazzini al Garibaldi.
        Quando sono stato in Russia qualche anno fa, adesso non ricordo se a Rostov sul Don, che si trova al confine con l’odierno tristemente noto Donbass, o a Taganrog, città natale di uno dei geni della letteratura mondiale, Anton Cechov, mi stupì vedere un monumento in onore di Garibaldi.Gli italiani sono un popolo mediocre, perchè non riescono ad apprezzare ciò che di buono hanno prodotto e invece finiscono per celebrare mezze cartucce, in ogni ambito.
        Non dobbiamo neanche pensare che tutto ciò che la storia “ufficiale” ci ha raccontato fosse tutta retorica. in verità i meridionali così come i sudditi del Papa ne avevano davvero le tasche piene, solo che i Savoia sono stati a posteriore peggio del malattia che in teoria avrebbero dovuto curare.
        E con tutti i suoi limiti il Risorgimento italiano rimane un periodo di cui andare orgogliosi anche per le non poche personalità di valore che hanno operato in quel periodo, benchè il seguito non sia stato apprezzabile. Stesso discorso per la grande stagione della Resistenza.
        impariamo ad apprezzare ciò che di valido il popolo italiano è stato in grado di esprimere.

  8. ndr60
    29 marzo 2017 at 12:24

    I tifosi della giubbe mi ricordano molto gli schiavi contenti se il padrone vince. Poi, per carità, anche Milan e Inter sono (o erano?) proprietà di miliardari più o meno parassiti, però la giubbe ha una particolarità: è più di un secolo nella mani di una sola famiglia, e si identifica con la fabbrica più sovvenzionata dal contribuente della storia d’Italia. Il rapporto tra meridionali e giubbe è iniziato col boom economico, quando a centinaia di migliaia sono emigrati dal sud verso le metropoli del nord; Agnelli fu furbo ad acquistare giocatori di origine meridionale, come Anastasi, che favorì la “fidelizzazione” dell’operaio alla giusta causa, quella bianconera. Le teste calde, invece, rimasero del Toro.

  9. raffaella
    29 marzo 2017 at 14:16

    La juve: LA NEGAZIONE DELLO SPORT….L”AFFERMAZIONE DEL PROVINCIALISMO ARROGANTE ED INVIDIOSO…È NULLA DI PIÙ!!

  10. mirko recher
    29 marzo 2017 at 18:53

    ok articolo tra serio e il faceto prendiamola per buona…a mio modo di vedere era più corretto se parlavi in generale…

    • raffaella
      1 aprile 2017 at 15:16

      Scusate ma cosa sta succedendo?
      Si rinnega quello che si scrive???
      Lo sanno tutti che dietro la juventus ci sono la fiat , gli agnelli ,la politica arrogante e sfruttatrice dei padroni da cui mi sembrava prendeste le distanze…Non parlate solo di Meridionalismo…finite per non alimentare un dibattito che anche se sembra limitato allo sport è vivo libero e vero…È lasciateci divertire!

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