La disuguaglianza creata dalla guerra e dalla pandemia

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

 

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Crescono i profitti e diminuisce il potere di acquisto. La crisi si abbatte sul salario diretto ed indiretto.

„Il mondo non viene spiegato già con lo spiegarlo? No. La maggior parte delle spiegazioni sono giustificazioni. Dominio popolare significa dominio degli argomenti. Il pensiero sorge dopo delle difficoltà e precede l’azione.“

Bertolt Brecht

I 10 uomini più ricchi del mondo raddoppiano le proprie fortune, mentre nel mondo si stima che 163 milioni di persone in più sono cadute in povertà, in Italia 1 milione di poveri in più nel solo 2020. I 10 super-paperoni detengono una ricchezza sei volte superiore al patrimonio del 40% più povero della popolazione mondiale, ovvero di 3,1 miliardi di persone.

Il rapporto Oxfam merita di essere letto e discusso perchè conferma quanto abbiamo detto per anni: la crisi strutturale del sistema capitalistico si abbatte sui salari e impoverisce fasce crescenti della popolazione mentre porta avanti un processo di ristrutturazione a partire dalla cosiddetta svolta green affamando innumerevoli paesi del Globo e in prospettiva futura creerà al loro interna una catastrofe ambientale.

Non è casuale che nei due anni pandemici  i grandi capitalisti abbiano accumulato profitti mai realizzati fino ad oggi, una frenetica corsa alla accumulazione che ha generato anche la spirale speculativa acuita poi dalla guerra in corso.

I dati sono incontrovertibili se pensiamo che in soli due anni 163 milioni di uomini e donne sono sprofondati/e nella miseria o povertà assoluta come la si voglia definire

L’acuirsi delle disuguaglianze ci riporta agli albori del capitalismo quando una elites di super ricchi deteneva gran parte della ricchezza mondiale.

“i 10 super-ricchi detengono una ricchezza sei volte superiore al patrimonio del 40% più povero della popolazione mondiale, composto da 3,1 miliardi di persone”

Dall’inizio dell’emergenza Covid-19 alla fine dell’anno 2022, la ristretta elites dei super miliardari si è ampliata mentre ogni 4 secondi una persona muore per fame o per mancanza di cibo o vittima dell’inquinamento che attanaglia anche le parti periferiche del Globo. E le disuguaglianze sono anche di genere come dimostra il mancato accesso al mercato del lavoro, se non con part time e salari da fame, delle donne, solo nel  2021  si registrano 13 milioni di donne occupate in meno rispetto al 2019.

La crisi ha colpito le classi subalterne ma allo stesso tempo ha anche alimentato i profitti delle elites e di alcuni settori dell’economia,  dal settore farmaceutico a quelli impegnati nelle nuove tecnologie soprattutto quelle militari. E il prolungarsi della guerra in Ucraina diventa una priorità per accumulare profitti

Non sbagliavamo a parlare di  pandemia di classe, basti ricordare che nei paesi in via di sviluppo i morti per covid sono il doppio di quelli registrati nei paesi ricchi . La disuguaglianza è frutto di scelte economiche, finanziarie e politiche e non una mera sventura, la narrazione sulla crisi del mainstream non tiene conto della realtà che invece il rapporto Oxfam analizza invece con tanti dati.

L’Italia non è estranea a questi processi, non rappresenta certo una eccezione se pensiamo che i 40 miliardari italiani più ricchi posseggono oggi l’equivalente della ricchezza netta del 30% degli italiani più poveri (18 milioni di persone adulte).

A partire dalla metà degli anni ‘90 sono partiti gli attacchi al salario e al welfare e politiche di contenimento del debito prima e del pareggio di bilancio poi (il famigerato Fiscal compact) hanno determinato la situazione attuale.

Crollo del potere di acquisto e di contrattazione , nel 2024 cancelleranno il RdC e intanto la ripresa occupazionale non arriva se non sotto forma di lavori precari e mal pagati come dimostra la crescita di oltre 6 punti in percentuale dei working poor 

Esistono allora soluzioni? 

Come analizzato da M .Lindt, il neoliberismo ha indebolito gli stati nazionale e le classi lavoratrici e questo modello di governo , apocalitico, elitista, tecnocratico, ha affermato la supremazia delle elites dei dominanti sulle classi popolari. Queste elites hanno raggiunto il loro obiettivo strategico ossia accumulare profitti e per farlo non hanno esitato a scatenare guerre alimentando dalle crescenti disuguaglianze 

Tutto dipenderà dai rapporti di forza , intanto proviamo a ragionare su alcune misure indispensabili quali il recupero del potere di acquisto, la estensione delle tutele alla forza lavoro, l’abrogazione delle norme precarie in materia di lavoro, la requisizione delle case sfitte di proprietà degli immobiliaristi, una Legge patrimoniale sui grandi redditi per recuperare risorse al welfare e un sistema di tassazione che e introduca le aliquote fiscali crescenti. Strategie non solo globali ma anche nazionali per le classi subalterne chiamate a fornire una risposta forte per non soccombere

Bibliografia

per saperne di più rinviamo al rapporto integrale 

Report_LA-PANDEMIA-DELLA-DISUGUAGLIANZA_digital2022_definitivo.pdf (oxfamitalia.org)

Michael Lind  La nuova lotta di classe. Élite dominanti, popolo dominato e il futuro della democrazia  Luiss University Press, 2021

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