Le origini storiche di un pregiudizio

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
Mi sono sempre chiesto da quando mi interesso di islam quali fossero le origini del pregiudizio antislamico  all’ interno del cristianesimo medioevale e se ci fossero o meno ragioni politiche che giustificassero o legittimassero un’ ostilita’ cosi forte e radicale da sfociare a mio parere in vera e propria malafede.
L’ Islam sin dall’ inizio non fu certo  accolto con favore dall’ occidente cristiano latino e greco, ma l’ostlitità era ovviamente di natura religiosa e teologica, a volte causata da una incomprensione di fondo, sostanzialmente una incapacita’ di rappresentarsi un altro da sé, non e’ un caso che inizialmente l’Islam era percepito come una eresia cristiana e Maometto era considerato un falso profeta.
Al tempo stesso pero’ il mondo cristiano rispettava l’ Islam anche se in maniera assolutamente implicita e indiretta. Persisteva solamente una certa anche comprensibile diffidenza teologica verso un monoteismo che comunque si presentava come una seria non dico alternativa al cristianesimo ma certo un avversario di cui non si poteva non tener conto non solo dal punto di vista religioso ma anche e direi soprattutto politico, e forse anche civile.
Come pero’ ha notato con acutezza e intelligenza Alessandro Bausani in un suo saggio di ormai tanti anni fa, i nodi vennero al pettine quando il regime islamico pretese  e impose durante il califfato di Abu al Mansur intorno al 770 d. c. l’ eguaglianza finanziaria ai cristiani di fronte allo stato musulmano che si traduceva nella fine di antichi privilegi.
Qualcosa cambio’. L’Islam comincio’ ad essere rappresentato  non solo come un pericoloso avversario religioso, ma anche e soprattuttocome un nemico politico.
La cosa si tradusse nel tempo e fino ai nostri giorni in un atteggiamento visceralmente polemico, cominciarono a circolare storie sull’ Islam piene di fantasia e assolutamente non aderenti alla realta’, senza contare poi che molti dei cosiddetti polemisti cristiani altro non erano che semplici preti o sacerdoti con bassissima scolarita’ e cultura.
Purtroppo molte di queste descrizioni dell’Islam divennero senso comune nell’occidente, grave fu che nessuno si preoccupo’ di verificare l’attendibilità di cio’ che veniva scritto o detto probabilmente per ignoranza o semplicemente malafede.  Il resto lo fecero le crociate, periodo nel quale le classi dirigenti cristiane per meglio servire i loro
propositi di conquista attizzarono le masse  suscitando un odio politico e religioso contro l’Islam, mosse probabilmente anche da una certa invidia  verso un mondo culturale che fino a quel momento aveva dato il meglio di sè come civiltà e cultura, a differenza di una cristianità che solo da poco cominciava ad essere una potenza culturale con un forte desiderio di autoaffermazione politica e direi imperiale. Forse una maggiore tolleranza, una capacita’ autentica di capire l’altro da sé avrebbe risparmiato al cristianesimo un pregiudizio cosi forte e ancora oggi vivo in occidente, perché comunque sia il pregiudizio nel tempo , nel lungo termine purtroppo perde sempre.
Immagine correlata
Foto: Social News (da Google)

18 commenti per “Le origini storiche di un pregiudizio

  1. gino
    17 febbraio 2018 at 22:55

    da un punto di vista teologico, l’islam è figlio dell'”eresia” cristiana di ARIO che, non riconoscendo la consustanzialità del figlio, tendeva a concentrare tutta la divinità sul padre. pur essendo stato l’arianesimo cassato nei concili di nicea e costantinopoli, piacque molto a vandali e visigoti che lo portarono in nordafrica e medioriente con le loro conquiste.
    l’islam poi completò l’opera di estrema concentrazione monoteistica, mentre il cattolicesimo si mosse al contrario verso un sempre maggiore (sostanziale) politeismo (figli, spiriti santi, madonne, santi).
    il cattolicesimo è più un politeismo greco-romano, l’islam riportò indietro verso l’idea della “purezza” monoteistica che era degli ebrei. fu reazionario nei confronti della “rivoluzione” cristiana anti-ebrea e pro-pagana.

    ma le idee religiose hanno peso sulla psicologia individuale e collettiva. ora io VI chiedo: al fine di un’ideologia politica di potere assoluto e concentrato, è più utile un’idea di divinità estremamente concentrata o estremamente diluita?
    io dico la prima… ma allora sarà un caso che democrazia e socialismo sono nati in ambiente cristiano e non islamico?
    quindi piuttosto io non capisco il favore che l’islam incontra a sinistra… a meno che non sia da intendere all’interno di una generale infatuazione per religioni “altre” (insieme all’induismo e al buddismo). della serie: in teoria siamo atei, abbiamo combattuto la nostra religione ma, essendo il bisogno di irrazionale purtroppo cristallizzato nei neuroni, accogliamo le religioni degli altri.

    quanto ai “costumi”, mi pare che l’islam riprenda quelli estremamente repressivi e ossessivamente normativi dell’antico testamento giudaico, che erano stati molto ammorbiditi e liberalizzati dal cristianesimo, positivamente (a mio avviso) infarcito di paganesimo.
    quindi personalmente (posso avere i miei gusti?) ritengo l’islam la peggior religione che esiste.
    poi certo bisogna vedere come, nei singoli paesi, i dettami repressivi islamici si applicano nel rapporto con le culture preesistenti indigene. so ad esempio che in malesia e indonesia i costumi sono più rilassati.

    che dire? sarà per me divertente assistere in europa al derby del politicamente corretto: femminismo contro islam, ovvero lam padella o la brace.

  2. gino
    17 febbraio 2018 at 23:06

    aggiungo una cosa: un’altra “reazione”, nei confronti del rilassato cattolicesimo, fu quella operata dal protestantesimo. anche dal punto di vista prettamente teologico, le correnti protestanti concentrano la divinità e, dal punto di vista normativo, ritornano all’antico testamento. il protestantesimo è un quasi-islam.
    sti protestanti hanno devastato il mio ex-piacevole brasile, li conosco molto bene. per loro i cattolici sono pagani. e hanno ragione.

  3. maurizio garuglieri
    18 febbraio 2018 at 11:33

    io non sono a favore ne contro l’islam.
    la mia intenzione era solo scrivere un articolo di natura storica
    , solo dopo aver compreso una cultura e una civilta’ potro’
    forse permettermi non dico di giudicarla, ma perlomeno
    esprimere opinioni che abbiano un riscontro storico.
    e’ una questione di onesta intellettuale.
    in secondo luogo l’unico elemento che lega ma certo non
    unisce il protestantesimo e l’islam e’ il fatto che non hanno unaunica chiesa ufficiale , un unico centro teologico.

    in malesia e in indonesia invece l’islam dipende dal contatto
    con le culture indigene, su tale argomento esiste, purtroppo
    fuori catalogo, un libro di bausani che attraverso la traduzione di alcune leggende ne spiega le origini e il successivo contatto con l’islam.

  4. ndr60
    19 febbraio 2018 at 14:38

    Gent.mo Gino, definire l’Islam come la “ideologia di potere assoluto e concentrato” in contrapposizione al Cristianesimo mi pare assai originale, se si pensa all’influenza che lo Stato pontificio ha esercitato per secoli in Europa. Democrazia e socialismo sono nati in Europa proprio in aperto conflitto (anche) con le gerarchie ecclesiastiche, che difendevano le èlites al potere e/o ne erano parte integrante. Oppure credi che il Papa fosse contento di spartire il potere con qualcun altro?
    Sulla democrazia: si dà per scontato che sia nata nell’antica Grecia e, in forma moderna, dalla Rivoluzione Francese in poi. Ci si dimentica però che anche altri popoli hanno sviluppato, nel corso della loro storia, degli abbozzi di sistemi democratici (cfr., “La democrazia degli altri” (2004) di Amartya Sen), per cui, oltre a ciò che noi intendiamo per democrazia (cioè libere elezioni con scelta tra opposti schieramenti-almeno nominalmente), bisogna aggiungere anche le nozioni di tolleranza e discussione pubblica, e rispetto delle minoranze etnico-religiose. In base a questi criteri, possiamo dire che la democrazia esisteva già al tempo del sultano d’Egitto che accolse il filosofo ebreo Maimonide scacciato dai cristiani (XII secolo), oppure nell’India della dinastia Moghul (XVII secolo), nella quale il sultano Akbar parlava di tolleranza mentre a Roma Giordano Bruno moriva sul rogo.
    Certamente nessun non-cristiano ha mai preteso di esportare la democrazia: questa è una prerogativa della nostra civiltà superiore.

  5. ARMANDO
    19 febbraio 2018 at 16:42

    1) Penso si possa dire che i motivi teoloogico/religiosi e quelli geopolitici si intreccino e si alimentino vicendevolmente. Se è vero che esiste un diffuso pregiudizio antiislmsico, , e lo è a causa delle rappresentazioni mediatiche superficiali e distorte, occorrerebbe indagare se anche nell’Islam esiste un pregiudizio opposto, sul quale ovviamente pesa la storia, così come pesa, per quanto ci riguarda, l’espansionismo islamico che lo portò a dominare interi pezzi d’Europa.
    2) Così come alcuni settori dell’Islam tendono, sbagliando, ad identificare l’Occidente (anche quello attuale) col cristianesimo, altrettanto noi abbiamo la tendenza a fare superficialmente di ogni erba un fascio, inutile dire sbagliano perchè
    3)Come non lo sono l’occidente e il cristianesimo, tanto meno oggi, neanche l’Islam è un monolite, neanche dal punto di vista strettamente religioso. E’ vero che il Corano, in quanto dettato direttamente da Allah al profeta Maometto, è molto meno “interpretabile” della Bibbia, tuttavia anche’esso, su una base ovviamente condivisa, ha dato luogo a diverse scuole di pensiero (sempre dal punto di vista religioso). Esiste ad esempio il Sufismo, l’ala mistica, spiritualista ed esoterica dell’Islam, che non può assolutamente essere confuso col fondamentalismo whaabita, tanto da aver subito molti attentati per la sua “apostasia”. Ovviamente tutto questo ribollire si esprime anche in diversità politiche, come ben vediamo ogni giorno. Così che, invece di rappresentarsi l’avversdario come il diavolo. sarebbe ragionenvole, logico ed opportuno, se si avesse interesse ad una vera convivenza fra civiltà e religioni diverse, distinguere, approfondire, capire. Cosa che non accade perchè non si ha interesse che accada. Guardate che questo succede anche per tentare di tenere compatto il “fronte interno”. Non so se lo stesso ragionamento possa valere per le nazioni islamiche, ma l’occidente, di fronte alla autodistruzione della propria civiltà, alla dissoluzione di ogni sua propria tradizione culturale, di fronte allo stravolgimento antropologico provocato dal capitalismo giunto a colonizzare ogni aspetto della vita, di fronte allo spappolamento della vita sociale e individuale che sta proviocando, ha la necessità assoluta di ricompattarsi utilizzando un pericolo esterno, e l’Islam (anche, diciamolo, per cause sue, perchè caro ndr60, neanch’esso è immune da forme di espansionismo politico) sembra essere un pericolo perfetto, ovviamente montato ad arte da un sistema mediatico che non esito a definire vergognoso.
    Quanto poi ai costumi e gli stili di vita dell’Islam, anche quì bisognerebbe approfondire ben oltre le apparenze o ciò che ci raccontano i giornali e le tv. In Iran, ad esempio, le donne vanno all’Università come gli uomini e occupano importanti posti di potere. Parlando poi dei costumi sessuali, anche l’Islam come il cristianesimo ammette il sesso solo nell’ambito del matrimonio. Ma entro il matrimonio ammette la più grande libertà e considera essenziale per la sua riuscita il piacere sessuale della donna. Questo per quanto riguarda i precetti ufficiali e codificati, poi ovviamente, come da noi, quello che accade davvero, ossia la storia concreta, vera, è altra faccenda, e credo sia molto più lasca di quanto ammetta l’ufficialità. Voglio dire insomma che stiamo parlando sulla scorta delle notizie che arrivano a noi dai media, i quali però non sono affatto neutri o disinteressati, lasciando perdere per carità di patria la preparazine professionale dei nostri giornalisti cresciuti a pane e mainstream liberalprogressista o più raramente vetero tradizonalista, che però su alcune cose non si contraddicono affatto.

    • gino
      19 febbraio 2018 at 20:15

      se un “pregiudizio” ha motivi storici, allora non è più solo un pregiudizio.
      distorsioni informative se ne hanno da entrambi i lati; da sx mi pare che spesso si abbiano distorsioni pro-islamiche. da parte però di gente che non vedo tanto frettolosa di andare a vivere in arabia saudita.
      per quanto mi riguarda (amo molto la sessualità spontanea, esuberante, pre/extra/anti matrimoniale e GRATIS) me ne sono andato a vivere nel luogo più distante possibile dall’islam, il sudamerica. almeno io sono coerente…

      ho conosciuto personalmente DAL VIVO molti islamici/islamiche e il loro pensiero e agire su certe cose lo trovo pessimo. il peggiore possibile.

      • Fabrizio Marchi
        20 febbraio 2018 at 10:48

        La premessa è che in materia di religioni sono veramente un ignorante, al di là di quelle poche cose che una persona mediamente colta viene in qualche modo a sapere di questa o quella religione.
        Mi limito quindi a dire poche cose (che in parte avevo già detto).
        Parlare di Islam, o ancor più di mondo islamico, non ha veramente senso. Ancor meno lo ha parlare di “mondo arabo e musulmano” come avviene normalmente. Si tratta di un mondo molto complesso e anche molto diviso, sia dal punto di vista teologico che politico, molto, ma molto più complesso e diviso di quanto non lo sia l’ “Occidente liberale e cristiano” che non vede guerre o particolari lacerazioni al suo interno come invece sta avvenendo da molto tempo nel “mondo arabo e musulmano”. Questa complessità non è fittizia o di natura meramente teologica, ma si traduce anche sul piano pratico dell’organizzazione sociale e della concezione della società, del ruolo degli uomini, delle donne ecc. (basti pensare, appunto, all’enorme differenza tra paesi come l’Iran, la Siria da una parte e l’Arabia Saudita o l’Afghanistan dall’altra; ma potremmo parlare della Turchia, dei curdi, della Tunisia, dell’Algeria ecc. ecc. …)
        Peraltro, fino ad una ventina di anni fa, una gran parte del mondo “arabo e musulmano” ha visto l’egemonia del nazionalismo laico, socialista o socialisteggiante (basti pensare alla Siria, all’Iraq all’Egitto, alla Palestina ma anche all’Algeria e alla Tunisia in una certa fase storica, e addirittura allo Yemen…). Questa egemonia si è avuto sull’onda lunga delle rivoluzioni anticolonialiste mondiali che sono per lo più state egemonizzate da movimenti di liberazione nazionale per lo più socialisti o socialistoidi e spesso anche comunisti. Poi il crollo dell’URSS, del socialismo reale e l’offensiva imperialista occidentale, che nel “mondo arabo e musulmano” si è tradotta nell’alleanza di ferro fra l’Occidente (gli USA in particolare) e le petromonarchie wahabite saudite, qatariote ecc. (sul wahabismo abbiamo scritto alcuni articoli, basta cercarli…).
        Alla luce di questa enorme complessità, mi pare francamente grossolano (e dico subito che non c’è nessuna volontà di polemizzare, però non posso neanche censurarmi e non dire ciò che penso…) parlare del “mondo islamico” nei termini in cui lo fai tu, che poi sono gli stessi della vulgata mediatica che – da destra a “sinistra” – ci martella sistematicamente. A tal proposito, ribadisco che non mi pare proprio che in Occidente, e in particolare nella sinistra, ci sia una simpatia per il mondo islamico. Non bisogna confondere quegli atteggiamenti politically correct per i quali nelle chiese non ci devono essere i crocifissi per non irritare i musulmani (da rilevare che mai nessun musulmano ha sollevato una simile questione) con una adesione o una simpatia per l’Islam (come vedete, ricorre sempre questa genericità ma ci capiamo…), così come non va confuso l’atteggiamento di solidarietà nei confronti degli immigrati, molti dei quali musulmani, con una simpatia per l’Islam e la religione islamica. Della destra è inutile che ne parlo perché se potessero Salvini e soci scatenerebbero quella “guerra di civiltà” contro “il mondo islamico” che loro sostengono che il “mondo islamico” (mi viene da ridere…) avrebbe scatenato contro l’Occidente.
        Io consiglio a tutti – proprio per uscire da quei luoghi comuni (anche sull’Islam e in generale le questioni mediorientali) dei quali siamo più o meno tutti o quasi impregnati – di leggere con attenzione il sito di Pierluigi Fagan, con i quali siamo in ottimi rapporti, che è uno studioso della complessità ed è una persona di straordinaria cultura e conoscenza, come ce ne sono poche. Questo è il link del suo sito che peraltro è pubblicato, fa gli altri, sulla nostra homepage:
        https://pierluigifagan.wordpress.com/cronache-dellera-complessa/
        Sulla questione sessuale. Sono anch’io un sostenitore della libera sessualità, come noto, purchè sia tale. In Occidente a mio parere non lo è affatto, e quando parlo di Occidente non mi riferisco a questo solo dal punto di vista geografico. Certo, ci sono paesi e culture – penso appunto all’America Latina (ma non tutta, infatti ci sono differenze enormi sotto questo profilo tra Cuba, il Venezuela, la Colombia e il Brasile da una parte e il Messico, il Perù e il Cile dall’altra e l’Argentina e l’Uruguay che sono un ‘altra cosa ancora, sempre per semplificare al massimo e ciascun paese ha le sue peculiarità…) che conosco abbastanza bene, dove indubbiamente, per una serie di ragioni, il sesso è vissuto in modo sicuramente più naturale e disinvolto di come è vissuto nel resto del mondo. Però c’è anche da dire che più avanza il processo di occidentalizzazione, anche in America Latina, e più anche la sessualità tende a perdere quel carattere di spontaneità che originariamente aveva. Ho avuto nella mia vita la fortuna e il privilegio di poter viaggiare e l’America Latina è stata senz’altro la mia meta preferita e più battuta. Non si può e non voglio generalizzare, però è bene ricordare che comunque il turista occidentale o ancor più l’occidentale che va lì per lavoro o ci si va a stabilire, è ovviamente visto dalle donne locali come un soggetto appetibile. L’occidentale medio che qui fatica a battere chiodo va in un paese sudamericano e diventa oggetto del desiderio. Ma il meccanismo è esattamente lo stesso che c’è dalle nostre parti, e non dobbiamo confondere tutto ciò con una diversa mentalità o cultura. In parte c’è, nessuno lo nega, questo è ovvio, però credo che ci siamo capiti….
        Sempre sul sesso. Essendo un fautore di una sessualità libera e vissuta serenamente non posso ovviamente simpatizzare per tutte quelle religioni (compreso l’Islam) che castigano il sesso.
        Fatta questa premessa, tutto deve sempre essere contestualizzato. Non è casuale che oggi l’Islam venga criminalizzato (ovviamente buttano tutto e tutti nello stesso calderone, anzi criminalizzano l’Iran che in confronto all’Arabia Saudita, alleata dell’Occidente, è una sorta di paradiso della libertà dei costumi nonchè un paese dove le donne hanno un ruolo molto importante e costituiscono la maggioranza dell’ elite professionale, economica e dirigente …), perché quel “mondo” (lo scrivo fra virgolette perché appunto è una grossolana semplificazione) proprio perché ancora poggia su fondamenta etico-sociali-religiose solide (che è lecito NON condividere, sia chiaro…) entra necessariamente in contrasto con un Occidente capitalista “liquido” che ha bisogno di “società liquide” e che ha necessità di dissolvere ogni istanza e ogni struttura sociale, etica o ideologica che non sia riconducibile alla “forma merce” e alla sua riproduzione. A tal fine, anche la tematica della libertà sessuale repressa nel mondo islamico viene utilizzata in modo strumentale per portare l’attacco a quel mondo da parte dell’imperialismo occidentale (non solo economico e militare ma anche ideologico, come vediamo..). Mi pare che sostenere questa crociata antislamica, in questa fase storica, sia un errore grave; il che non significa, RIPETO, avere simpatia per la religione islamica (io non sono neanche cattolico, figuriamoci un po’…). Significa però uscire dalle vulgate e cercare di capire il mondo come funziona, nel tempo in cui ci è dato vivere. E questo è uno sforzo doveroso per chi si pone in una posizione di criticità nei confronti dell’attuale ordine sociale e politico dominante.

        • gino
          20 febbraio 2018 at 13:15

          “il turista occidentale o ancor più l’occidentale che va lì per lavoro o ci si va a stabilire, è ovviamente visto dalle donne locali come un soggetto appetibile. L’occidentale medio che qui fatica a battere chiodo va in un paese sudamericano e diventa oggetto del desiderio. Ma il meccanismo è esattamente lo stesso che c’è dalle nostre parti, e non dobbiamo confondere tutto ciò con una diversa mentalità o cultura”

          per quanto mi riguarda non è così. le mie analisi sono basate sulla trentennale osservazione dei comportamenti dei sudamericani TRA LORO (oltre a una certa sapienza etnologica).
          la differenza è abissale ed è di CULTURA… certo un abisso sempre più ristretto (purtroppo) dal “progresso”.
          poi, francamente, vivere in un luogo per decenni, e fuori dai circuiti turistici, fuori dai quartieri-bene, è altra cosa dal farsi viaggi, anche numerosi. fidati.

      • ndr60
        20 febbraio 2018 at 12:43

        Caro Gino, come dice giustamente Fabrizio Marchi, il mondo islamico è assai vario e complesso. Per quanto mi riguarda, avendo frequentato il Magreb, ti posso dire che in Marocco la sessualità (pre, post e intra ed extra matrimoniale) fa parte di un’enorme zona grigia piena di “si fa, ma non si dice”, tipica dell’Italia pre-’68. E, per quanto riguarda l’Arabia Saudita, aneddoti personali mi raccontano di prìncipi che tracannano bottiglie di whisky accompagnati da giovanissime escort provenienti dai paesi dell’Est Europa, perfettamente in linea con la “identità culturale” tipicamente europea e statunitense.

        • gino
          20 febbraio 2018 at 21:14

          a me non piacciono le zone grigie, mi piacciono quelle bianche, alla luce del sole. già il fatto che esista il grigio è indice di repressione, anche se so che il marocco è uno dei meno bigotti (da vedere però quanto frutto di originalità o di influenza europea).
          le escort per i ricchi poi lasciamole stare che ci sono ovunque.

          • ARMANDO
            21 febbraio 2018 at 15:11

            Capisco che il grigio possa non piacere, ma fa parte della realtà della vita. Ed anche, direi, dell’adattamento che sempre l’essere umano adotta verso la realtà. Chi di noi, e mi rivolgo proprio a tutti indistinatamente, dice sempre e comunque quello che pensa di fronte all’altro, di fronte a tutti? Si capisce immediatamente che nessuna società sdarebbe mai possibile senza nessun livello di mediazone, appunto quel grigio che è, certo, accomodamento ma anche saggezza, attesa di decantazione ecc. Cerchiamo, appunto di essere realisti, e chiedo: ma puoi mai esistere un sesso sganciato da ogni indicazione normativa (non importa se religiosa o laica)?
            E’ del tutto evidente, se così fosse, che i maschi/padri non avrebbero alcuna voce in capitolo rispetto ai figli della donna, in quanto nessuno potrebbe sapere chi è il padre. Ma questo è quello che propugna esattamente un certo femminismo che intende rendere inutile, se non come fuco inseminatore o oggetto di piacere, il maschio padre. O mi sbaglio? E’ proprio questo che vogliamo? Può essere, ma chi pensa così si dovrebbe abituare a pensare ad una società matriarcale, sia psichicamente sia sociologisticamente.

          • gino
            21 febbraio 2018 at 21:11

            beh armando,
            ad ognuno le sue “mediazioni”, a voi quelle islamiche, a me quelle brasiliane, che mi hanno permesso per 20 anni di avere famiglia-A + famiglia-B + amanti fisse + avventure occasionali. il tutto senza “matriarcati” e cacciando soldi solo per i figli.
            e io sono pure uno moderato, in quanto conosco brasiliani che hanno fatto 50-80 figli con N donne. senza mai sposarsi e senza appizzare il deretano in aria rivolti a la mecca 5 volte al giorno.
            e tutto alla luce del sole.
            e al loro funerale erano presenti disperati tutti i figli e tutte le N donne.
            chissà se fabrizio ha visto ste scene nei suoi viaggi, eheheh!

  6. maurizio garuglieri
    20 febbraio 2018 at 0:51

    posso solo aggiungere che il corano non viene interpretato attraverso una esegesi storico critica
    cosi come avviene per i testi biblici, pero’ e’ comunque interpretato a livello allegorico o simbolico.solo da poco alcuni studiosi musulmani hanno provato a confrontarsi con una interpretazione storico critica.
    le storie dei profeti hanno un valore di semplice ammonimento morale o spirituale.
    notevole che una delle parole piu’ citate nel corano e’ riflessione’ , la cui ripetizione in diverse sure indica comunque una tendenza molto forte dell’islam alla razionalita’, che pero’ troppo spesso si esplica solo ad un livello meramente giuridico., seppur all’interno di un quadro teologico omnicompresivo anche se non neccessariamente totalizzante..

    e’ poi un problema che effettivamente nell’ islam si faccia fatica a distinguere tra cristianesimo ed occidente, a prescindere da aspetti politici di natura coloniale.

    • ARMANDO
      20 febbraio 2018 at 16:14

      Infatti, le approssimazioni di cui ci cibiamo non servono affatto a comprendere le culture diverse dalla nostra. Approfondendole appena un poco si scoprono cose interessanti, L’Islam, ad esempio, distingue fra le tre religioni del Libro (Islam, Cristianesimo, Ebraismo) e le altre. In questo ambito riconosce profeti biblici come Abramo, e considera anche Cristo un profeta, anche se non il figlio di Dio, data l’unicità assoluta di Allah e il disconoscimento della trinità cristiana, padre figlio e spirito santo. E’ evidente che le differenze esistono, ma esistono anche analogie, e non solo col cristianesimo. Anche, per certi aspetti, con l’Induismo,. Tutto questo, ferma anche la mia sostanziale ignoranza, per mettere in guardia da facilonerie devianti e giudizi tagliati con l’accetta. Soprattutto nello sforzo, che ritengo irrinunciabile, di conoscere per dialogare (il che non significa approvare), ed eventualmente anche apprezzare le forme culturali altrui. Diciamo così: le vere divisioni non ricucibili non sono tanto quelle religiose ma quelle sul piano sociale ed economico.

  7. Fabrizio Marchi
    21 febbraio 2018 at 22:23

    @Gino:
    a Gì, ma che facevi dalla mattina alla sera (oltre a fà ride le brasiliane…) prima di capitare su ‘sto blog? Te morivi de pizzichi…T’abbiamo dato ‘na salvata…Ce dovresti fà un monumento…

    • gino
      22 febbraio 2018 at 15:52

      prima di infastidire sto blog ne infastidivo altri 20 (e continuo a infastidirli). ammetto (per la vostra gioia) che negli ultimi anni il mio harem (diversamente islamico) s’è assottigliato, se no sai quanto me ne fregava della politica e della cultura! ahahah!

      • ARMANDO
        24 febbraio 2018 at 16:21

        buon per te che hai o avevi un ricco harem, mogli amanti ecc. Ma gli n figli che avrai certamente avuto da n donne chi li ha mantenuti? tutti tu da solo? e questo potrebbe essere per tutti i maschi
        , secondo te? Poi c’è un’altra questione da capire. Poiché il numero di maschi e femmine è simile, se una quota di maschi ha più femmine, ne discende che ne esiste anche una quota che non ne ha. A meno che una femmkna stia con più maschi
        Ma allora no si potrebbe parlare di harem, o almeno gli harem sarebbero reciproci. Inoltre torna la questione dei figli. Di chi sono, se no si può sapere chi sia il padre, se non solo della madre? questo lo chiamo matriarcato.

  8. Fabrizio Marchi
    22 febbraio 2018 at 16:14

    “Diversamente islamico” ma sempre “ridere” le devi fare, in un modo o nell’altro…
    Insomma, hai dichiarato la tua natura di troll (ne avevamo avuto sentore…) per noia, o meglio per assottigliamento del tuo harem (come mai? non vanno bene gli affari o problemi di prostata?…). Però, insomma, nonostante il tuo harem da “curare” trovavi il tempo per infastidire una ventina di blog…Ovviamente figurati se potevi perdere tempo con la politica e la cultura, avevi ben altro da fare…
    E va bè…se ne imbarcano tanti di personaggi sulla rete…
    P.S. a giudicare da quanto sei presente su questo blog sembrerebbe che ‘sto harem si sia assottigliato parecchio…

Rispondi a maurizio garuglieri Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Dichiaro di essere al corrente che i commenti agli articoli della testata devono rispettare il principio di continenza verbale, ovvero l'assenza di espressioni offensive o lesive dell'altrui dignità, e di assumermi la piena responsabilità di ciò che scrivo.