Prove di regime

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Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

La storia non si ripete mai due volte, così insegna un grande filosofo del novecento: la prima è tragedia la seconda è farsa.
Il fascismo, il nazismo e le dittature sud americane non si possono ripetere, però alcune scelte dell’attuale Ministro dell’Interno, Matteo Salvini, presentano analogie con quelle esperienze totalitarie.
Il Ministro dell’Interno Salvini, da almeno un anno, porta avanti in forma strisciante un progetto autoritario volto a cambiare in modo radicale il sistema delle garanzie democratiche.
Decreto sicurezza uno e decreto sicurezza due sono le tappe di questa involuzione autoritaria. In questi provvedimenti sono individuati dei soggetti e delle categorie sociali da ritenersi potenzialmente pericolose: rom, clochard, migranti, soggetti che vengono additati dall’opinione pubblica come responsabili di degrado, inciviltà e soprattutto con potenzialità criminogene.
I rom sarebbero sporchi e ladri, i migranti mangerebbero a sbafo sulle spalle degli italiani, i vagabondi e i senzatetto deturpano il decoro delle città. Questa propaganda martellante ha avuto l’effetto di una formidabile operazione di distrazione di massa. I cittadini non pensano e non si organizzano se a partire dai propri bisogni essenziali, che sono la salute, un reddito dignitoso e una casa.
Salvini ha dato corpo ad una serie di fantasmi come durante il fascismo e il nazismo: gli ebrei e gli zingari, sono i nemici dell’Umanità, ieri come oggi.
Ieri venivano rastrellati e gasati, oggi i loro accampamenti vengono distrutti con le ruspe e chi scappa da guerre, miserie e libertà può anche affogare in mare.
Questa campagna di odio e di veleno sta intorpidendo le coscienze dei cittadini che sempre più si identificano con l’idea securitaria di Salvini.
Siamo ancora in un paese, cosiddetto, democratico, non ci sono le leggi razziali, ma abbiamo imboccato un piano inclinato che produrrà nuove discriminazioni e nuove emergenze sociali.
Comprendere tutto questo vuol dire ricominciare ad organizzare forme di resistenza umane, civili e politiche per evitare che gli orrori del passato si ripresentino nel presente.

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